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Fibrosi cistica, un farmaco per aiutare i celiaci

fibrosi cistica

Celiachia e fibrosi cistica, i risultati di uno studio italo-francese

Un farmaco per la fibrosi cistica potrebbe aiutare i celiaci. La ricerca nel campo delle intolleranze alimentari è fondamentale per poter curare e sconfiggere delle patologie che ancora non hanno un rimedio definitivo. È questo il caso di uno studio pubblicato su The EMBO Journal e intitolato: “A pathogenic role for cystic fibrosis transmembrane conductance regulator in celiac disease”, che ha permesso di fare passi in avanti nella ricerca di una terapia per la celiachia.

I ricercatori italo-francesi, infatti, hanno studiato i legami presenti fra celiachia e fibrosi cistica evidenziando delle significative coincidenze. Pensate che, secondo le statistiche, solitamente 1 persona su 100 soffre di celiachia ma questa proporzione aumenta di tre volte nei pazienti che sono affetti da fibrosi cistica. La Lega Italiana Fibrosi Cistica (LIFC) definisce questa malattia genetica come “una patologia multiorgano, che colpisce soprattutto l’apparato respiratorio e quello digerente. È dovuta nello specifico ad una mutazione del gene CFTR (Cystic Fibrosis Transmembrane Regulator)”.

Il legame tra celiachia e fibrosi cistica

Secondo i ricercatori l’errato funzionamento della proteina CFTR può attivare il sistema immunitario e di conseguenza causare la reazione dell’intestino, situazione che si manifesta anche nei pazienti celiaci. Ciò ha portato gli studiosi a intuire una possibile connessione fra celiachia e fibrosi cistica a livello molecolare. In particolar modo, il P31-43, un peptide della gliadina che è una delle principali cause della celiachia, legandosi al CFTR, compromette la funzione dell’intestino.

La scoperta di questo legame fra le due patologie è un punto di partenza fondamentale per saperne di più sulla celiachia e per poter seguire una nuova direzione che possa portare alla cura di questa patologia. Inoltre, alla luce di queste scoperte, forse alcuni farmaci utilizzati per ridurre i sintomi della fibrosi cistica potrebbero essere utili anche per la celiachia.

Una possibile terapia per i celiaci

L’interesse dei ricercatori si è concentrato su un farmaco utilizzato dai pazienti di fibrosi cistica, chiamato Ivacaftor, che ha la funzione di bloccare l’interazione fra il P31-43 e il gene CFTR, evitando la reazione immunitaria e l’infiammazione dell’intestino. Si tratterebbe, dunque, di un primo passo per capire se questo farmaco possa essere sfruttato per trovare una terapia per la celiachia.

Il professore Luigi Maiuri, uno dei principali autori dello studio, ha affermato: “Non esiste ancora alcuna cura per la celiachia; allo stato attuale l’unica strategia terapeutica è quella di mantenere una rigorosa dieta priva di glutine. Tuttavia, lo studio attuale è un grande passo promettente verso lo sviluppo di un trattamento. Suggerisce che i potenziatori CFTR, che sono stati sviluppati per trattare la fibrosi cistica, possono anche essere esplorati come punto di partenza per lo sviluppo di un rimedio per la celiachia”.

Il punto sulla ricerca per la celiachia

La celiachia vanta un’incidenza enorme tra la popolazione di ambo i sessi e di tutte l’età. Dunque non stupisce l’impegno dei ricercatori nel trovare un farmaco che possa almeno attenuare i sintomi della celiachia, partendo magari dalla fibrosi cistica. In questo contesto si inserisce il lavoro del dott. Hoon Sunwoo e del suo team dell’Università di Alberta (Canada). I suoi studi hanno messo a punto un farmaco in grado di fornire una protezione per i celiaci. Ovviamente non si tratta di una cura, bensì di un medicinale in grado di scongiurare gli effetti dell’assunzione di glutine. In questo modo i celiaci potrebbero consumare pasti che sono in genere rischiosi. Il farmaco, progettato sotto forma di pillola, andrebbe assunto 5 minuti prima di “mettersi a tavola” e garantirebbe una protezione di due ore.

Il meccanismo della pillola è abbastanza semplice. In pratica contiene una sostanza presente nel tuorlo d’uovo, che si attacca immediatamente alle molecole di glutine, creando una sorta di barriera tra esse e i villi intestinali. In tal modo il glutine verrebbe espulso senza causare alcun tipo di sintomatologia. Lo scopo del farmaco non è dunque la guarigione, bensì il miglioramento della qualità di vita per i celiaci. Inoltre, questa soluzione tornerebbe molto utile in quei casi in cui non si può essere certi che il pasto sia completamente gluten-free.

Come gestire la celiachia senza farmaci

A prescindere da queste sperimentazioni e della correlazione con la fibrosi cistica, i celiaci dovrebbero continuare con gli accorgimenti di sempre. Se è vero che non esiste una terapia risolutiva, è altrettanto vero che il disturbo può essere tenuto a bada e limitato in quella che è la sua sintomatologia. L’unico modo per farlo è evitare il glutine. All’inizio può sembrare un impegno gravoso e foriero di rinunce drammatiche. Tuttavia, con il passare del tempo e con una più matura conoscenza alimentare si viene a patti con la celiachia, fino a trasformarla in un compagno di viaggio tutto sommato discreto.

Giocano a favore dei celiaci tutte quelle farine che sostituiscono la normale farina “con glutine”. Ne esistono di tutti i tipi: delicate (come la farina di riso), aromatiche (come quella di amaranto) e rustiche, come quella di grano saraceno e fonio. Ognuna è in grado di conferire un tocco speciale alle preparazioni, prestandosi bene sia per i dolci da forno che per la realizzazione di pane, pasta e pizza. Senza contare gli ingredienti non cerealicoli, che offrono davvero grandi soddisfazioni. L’importante è conoscere al meglio questi alimenti e il ruolo che possono giocare in cucina. D’altronde, il mio impegno con Nonnapaperina.it si fonda proprio su questi principi.

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