Una sfiziosa bontà estiva: i ghiaccioli all’arancia

ghiaccioli all’arancia

Profumo d’estate… Profumo di ghiaccioli all’arancia!

Una sfiziosa bontà estiva: i ghiaccioli all’arancia. Il loro colore e anche il territorio dove vengono prevalentemente coltivate le arance, ovvero la Sicilia, ci fanno pensare al sole, all’estate e al relax. Perciò, ho pensato che per iniziare al meglio questa stagione, non potevano mancare i ghiaccioli all’arancia! Già il loro profumo inebria il palato… pensate quindi cosa potrà fare la loro bontà! Non potrà che conquistare tutti i vostri ospiti e familiari, non siete d’accordo?

Li adoreranno i bambini, ma anche gli adulti, e la cosa più bella è che, preparandoli con le vostre mani, potrete dire addio ai coloranti e offrire a voi stessi e a chi amate tutto il sapore di questo frutto semplice ma speciale. I ghiaccioli all’arancia potranno proporvi non solo le originali proprietà organolettiche dell’alimento: vi permetteranno inoltre di gioire delle sue caratteristiche nutrizionali. Con queste golose e interessanti premesse, andiamo a scoprire di cosa si tratta… e poi prepariamo i nostri freschi snack!

Vitamine, minerali a volontà e molto altro!

Le arance sono agrumi conosciuti da tutti e possiamo dire che sono i più popolari al mondo. Sono note per la loro ricchezza di vitamina C. Tuttavia, ci propongono anche ottime dosi di vitamina A e J. Pertanto, persino i ghiaccioli all’arancia potranno offrirci una valida azione antiossidante. Il frutto della pianta sempreverde, Cytrus Sinensis, è anche ricco di acqua e assicura un discreto apporto di fibre e di zuccheri naturali. Per quanto riguarda i minerali, ci regala tanto fosforo, magnesio, potassio e calcio.

Da un punto di vista nutrizionale, perciò, i nostri ghiaccioli all’arancia sono davvero fantastici, per non parlare del fatto che avremo a che fare con uno snack genuino, ipocalorico e facilmente digeribile. È utile sapere che gli agrumi che useremo oggi sono in grado di rafforzare il sistema immunitario e di aiutarci a prevenire vari disturbi cardiovascolari, l’insorgere dello stress ossidativo e delle patologie croniche. In più, sappiate che l’arancia mette al bando i radicali liberi e offre tanti altri benefici per il corpo.

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Prima di passare alla preparazione dei ghiaccioli all’arancia dovreste sapere anche che…

Secondo le ricerche, l’arancia è l’alimento ideale per favorire il miglioramento delle funzioni cognitive, in particolare nelle persone più anziane, garantendo persino un’azione neuro-protettiva. Sono dissetanti, antitumorali, aiutano a ridurre i livelli di colesterolo nel sangue e vantano notevoli proprietà antinfiammatorie, digestive e antianemiche. Pertanto, direi che preparare i ghiaccioli all’arancia è proprio una buona idea… su tutti i fronti!

Tra l’altro, non incontrerete difficoltà nel trovare le arance giuste: l’Italia è al 5° posto tra i produttori di questo frutto (al primo troviamo il Brasile!) e le regioni in cui vengono coltivate sono principalmente la Sicilia e la Calabria. Esistono circa 400 varietà di questo frutto e l’Arancia Rossa di Sicilia I.G.P. è la più nota, seguita dalla Sanguinello e dalla Tarocco. Infine, dobbiamo considerare che ogni albero produce circa 500 frutti all’anno… Quindi, non avrete di certo problemi nel preparare i ghiaccioli all’arancia… Passiamo all’azione!

Ed ecco la ricetta dei Ghiaccioli all’arancia

Ingredienti per 6/8 ghiaccioli:

  • 300 ml di succo d’arancia
  • 1 arancio bio
  • 50 ml. di acqua naturale
  • 2 cucchiai di sciroppo d’acero Maple

Preparazione

Sciogliete in acqua tiepida lo sciroppo e lasciate raffreddare. Aggiungete il succo di arancia e mescolate.

Lavate l’arancio e tagliate a fettine sottili. Versate negli stampini appositi qualche fettina di arancia e riempite con il succo. Chiudete e mettete nel congelatore per qualche ora 

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Nota per l’intolleranza al nichel

Cosa s’intende per reattività al nichel e quali sono i sintomi correlati

Una delle condizioni cliniche sempre più comuni è proprio quella della reattività al nichel. Quest’ultima è stata riscontrata in molti soggetti, anche in Italia, e si riconosce grazie alle reazioni sistemiche e da contatto che la condizione può scaturire all’interno dell'organismo o sull’epidermide. L’elemento chimico in questione è contenuto in numerosi alimenti e oggetti che usiamo nella nostra quotidianità. Pertanto, non è facile starne alla larga e i sintomi correlati, alla sua assunzione o al contatto con esso, non possono essere sottovalutati. Nello specifico, la reattività al nichel non mostra segnali immediati, ma bensì ritardati. Infatti, dopo il consumo frequente di alimenti che lo contengono, la percentuale di questo metallo aumenta all’interno del corpo, provocando un’infiammazione che, però, può essere evitata grazie a una dieta a rotazione. I sintomi non sono uguali per tutti, ma solitamente si concretizzano in dermatiti (anche da contatto, dovuti ad esempio all’uso di accessori di bigiotteria), arrossamenti, pruriti cutanei ed eczema. Fino a poco tempo fa, si pensava che la sintomatologia riguardasse solo l’epidermide. Tuttavia, dopo recenti studi, si parla anche di Sindrome da Reazione Sistemica al Nichel (SNAS, Systemic Nickel Allergic Syndrome), che comprende tutti quei problemi sistemici che colpiscono l’apparato respiratorio e tanti altri organi.

Il trattamento da non sottovalutare

L’elemento di cui parliamo non è di per sé un veleno o un metallo nocivo, ma il corpo di coloro che soffrono di reattività al nichel lo percepisce come tale. Pertanto, come accennato, l’infiammazione da cibo può essere evitata grazie a una dieta a rotazione - elaborata successivamente alla diagnosi - che consiste nell’esclusione degli alimenti “colpevoli” solamente per alcuni giorni alla settimana, seguita dalla loro reintroduzione nei giorni successivi. Generalmente, si agisce evitando i cibi che contengono questo metallo in dosi più elevate. Tra questi troviamo i prodotti industriali preparati con grassi vegetali idrogenati e non (all’interno di essi è presente una notevole percentuale di solfato di nichel) e alcuni cereali, in particolare avena e mais. Anche grano saraceno, riso, frumento e miglio sono da tenere d’occhio quando si tratta di reattività al nichel. Infatti, contengono quest’ultimo in quantità inferiore e non preoccupante, ma la farina da essi ricavata può includerne dosi variabili e molte volte superiori a quelle consentite. È necessario prestare una maggiore attenzione a vegetali come asparagi, lenticchie, funghi, spinaci, pomodoro, pere, kiwi, frutta secca e semi oleosi (come ad esempio arachidi, mandorle e nocciole), ma anche al cioccolato. Il pesce e la carne in scatola possono essere consumati solamente nei giorni liberi dalle restrizioni dietetiche. In generale, per chi convive con la reattività al nichel, è utile ricordare che un alimento non è nocivo solo perché contiene questo metallo: lo diventa perché ne contiene troppo e perché si combina con altre sostanze che scatenano la reazione dell’organismo (es. grassi idrogenati usati nella produzione industriale).

Nota per celiaci o sensibili al glutine

Controllate sempre che gli ingredienti che adoperate per la preparazione delle vostre ricette siano adatti ai celiaci e alle persone sensibili al glutine. Verificatene la spiga sbarrata, la presenza sul Prontuario dell’AIC o le indicazioni sull’etichetta del produttore.

Nota per gli intolleranti al lattosio

Dalla nota ministeriale: E’ stata eliminata la dicitura “delattosato”, in quanto precedentemente associata alla dicitura “dietetico”. Si potrà usare al suo posto la dicitura senza lattosio per i prodotti lattiero caseari e per il latte con contenuto di lattosio inferiore a 0,1 g per 100 g o ml


02-08-2018
Scritto da: Tiziana Colombo
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