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Carciofi: in cucina con gusto e tanto nutrimento!

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

Ricetta proposta da
Tiziana Colombo

orzotto con carciofi
Ricette per intolleranti, Cucina Italiana
Ricette vegetariane
Ricette senza lattosio
preparazione
Preparazione: 01 ore 00 min
cottura
Cottura: 01 ore 00 min
dosi
Ingredienti per: 4 persone
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5/5 (1 Recensione)

Cosa ne dite se ora prepariamo l’orzotto con carciofi?

Oggi voglio guidarvi alla scoperta di un primo piatto tanto semplice da preparare quanto gustoso. Di cosa si tratta? Dell’orzotto con carciofi, una soluzione che può svoltare una cena e rappresentare anche un’ottima via d’uscita quando si ha poco tempo per cucinare e si vuole comunque portare in tavola qualcosa di gustoso.

Siete pronti a esplorare tutte le sue straordinarie proprietà? Come sempre mi sorprendo a pensare che a un singolo piatto possano essere legati così tanti benefici!

Ricetta orzotto con carciofi

Preparazione orzotto con carciofi

Mondate con cura i carciofi eliminando le foglie più dure, le eventuali spine e la barba interna, poi affettate finemente e mettite in acqua acidulata con succo di limone. Dopo 3 minuti scolate e asciugate con carta da cucina.

Mettete l’olio in un tegame e quando è caldo, unite i carciofi e lasciate rosolare mescolando. Versate quindi l’orzo, mescolate per altri 2 minuti e aggiunete un mestolo di brodo bollente.

Portate a cottura regolando di pepe e unendo poco brodo bollente per volta.

Ingredienti orzotto con carciofi

  • 280 g di orzo perlato
  • 6 carciofi
  • 2 cucchiaio di olio extravergine di oliva
  • 1 limone
  • brodo vegetale e pepe q.b.

L’orzo è il cereale più antico del mondo. Le sue proprietà sono note infatti fin da tempi antichissimi. Utilizzato in cucina e per la preparazione di bevande come la birra, l’orzo è un ottimo amico della salute dello stomaco e dell’intestino.

Facilmente digeribile, viene impiegato tantissimo anche per il contenimento delle infiammazioni a carico del cavo orale. Da ricordare è anche il contenuto di betaglucani. Di cosa si tratta? Di fibre vegetali solubili che hanno un ruolo fondamentale nella riduzione del colesterolo LDL, nemico della salute dei vasi ematici.

L’orzo perlato, privato della pelle del chicco, è leggermente più povero di principi nutritivi, ma comunque molto vantaggioso per la salute.

Vi piacciono i carciofi?

Oggi li potrete conoscere meglio!. Non si tratta solamente di un gusto particolare, ma bensì di tante proprietà e benefici da non sottovalutare. Per conoscere a fondo questo alimento, è utile sapere che i carciofi (Cynaria scolymus) si presentano come un vegetale appartenente alla famiglia delle composite e come una pianta erbacea e perenne, dotata di un fusto particolarmente allungato, la cui altezza può variare dai 50 ai 150 centimetri, arrivando a volte fino a due metri. Il suo aspetto tipico lo conosciamo: ha grandi foglie di un colore verde scuro e i suoi frutti hanno una forma inconfondibile!

Sono ovali e allungati, con o senza spine e possono essere sia piccoli che grandi. Il carciofo è una pianta che produce anche dei fiori particolari ed ermafroditi, di una colorazione azzurra. I carciofi, per crescere al meglio, hanno bisogno di un clima prevalentemente mite e umido, anche se sono in grado di sopravvivere persino a temperature molto basse. Il momento perfetto per la loro coltivazione è il mese di giugno, e si raccolgono tranquillamente durante tutto il periodo che va da ottobre fino a maggio.

L’Italia è il maggior produttore di questi ortaggi, ma anche in Spagna e in Francia se ne coltivano moltissimi. Sappiate che esistono tante varietà di carciofo e, ad oggi, tra quelle più coltivate se ne contano circa 90. Alcuni propongono diverse tonalità (possono presentare persino delle suggestive sfumature di viola) e forme ancor più particolari. Tuttavia, i carciofi più comuni sono il carciofo romano (senza spine e noto anche come “mammola”), il carciofo violetto siciliano e lo spinoso sardo.

carciofi su legno ver

Un breve elenco delle principali varietà:

Il carciofo è coltivato da millenni, dunque non stupisce che ad oggi esistano numerose varietà. Ecco quelle più consumate in Italia.

  • Violetto. Si caratterizza per il colore vagamente tendente al viola, ma anche per una spiccata dolcezza delle sue foglie.
  • Bianco. Come suggerisce il nome, si caratterizza per la tonalità chiara delle foglie, comunque tendenti al verde. E’ così tenero da poter essere consumato crudo o anche solo leggermente condito.
  • Spinoso sardo. È una verità molto particolare in quanto deve essere assolutamente cotta, e per lungo tempo. Il suo sapore è particolarmente apprezzato in quanto corposo e deciso.
  • Tondo. Le dimensioni sono contenute e la forma è parzialmente ovoidale. Non richiede grandi cotture e viene impiegato soprattutto per condire pasta e riso.
  • Romanesco. E’ probabilmente la varietà più famosa, anche perché protagonista di tantissime ricette. Le foglie sono mediamente tenere, in genere molto piccole e ideali per la frittura.

Un alimento incredibile

I carciofi sono ipocalorici e propongono circa 22 calorie per 100 grammi di parte edibile. Oltre a questo, dobbiamo considerare il loro notevole apporto di fibre, ottime per favorire la digestione e la regolarità intestinale, un migliore assorbimento di grassi e zuccheri, nonché la riduzione dei livelli di colesterolo nel sangue. Secondo gli esperti, grazie alle sue caratteristiche nutrizionali, è un alimento adatto persino ai diabetici e, naturalmente, a chi soffre di ipercolesterolemia. In generale, le sue proprietà sono conosciute e apprezzate da secoli.

Tra queste potenzialità, spunta in particolare l’azione depurativa sul fegato. Inoltre, è utile sapere che il tipico sapore amarognolo dei carciofi è dovuto alla presenza della cinarina, una sostanza capace anche di offrire notevoli effetti benefici all’organismo. Il carciofo è altresì un’ottima fonte di potassio, sali di ferro e altri minerali (quali rame, sodio, zinco, manganese e fosforo); mentre per quanto riguarda le vitamine, purtroppo, ne propone in minore quantità rispetto ad altri nutrienti.

Un alimento da mangiare spesso!

Il carciofo offre però interessanti livelli di flavonoidi, dotati ovviamente di importanti proprietà antiossidanti. Grazie a tutti questi nutrienti, possiamo avere a che fare con un alimento perfetto per promuovere la salute e il corretto funzionamento del fegato, della milza e dell’intestino; per garantire un corretto apporto di ossigeno alle cellule; per stimolare la produzione di emoglobina, e per contrastare l’anemia ma anche la stanchezza, la depressione e l’insorgere di infezioni.

Molte ricerche affermano inoltre che i carciofi si presentano come ortaggi in grado di favorire il benessere del sistema nervoso, dell’apparato cardiovascolare e del sistema immunitario. In più, è utile considerare che la cinarina, oltre ad abbassare i livelli di colesterolo cattivo, può garantire un effetto diuretico e una migliore secrezione biliare. Tuttavia, per gioire dei suoi benefici, è necessario portare in tavola il carciofo crudo. Infine, sappiate che questi ortaggi possono ottimizzare i processi di depurazione renale e regolare la pressione sanguigna.

Le controindicazioni

Nonostante le tante benefiche qualità, dobbiamo considerare che il consumo di questo alimento è sconsigliato a coloro che soffrono di calcoli biliari: potrebbero scaturire il blocco del dotto biliare o contribuire alla sua ostruzione, provocando dolorose coliche. Dovrebbero evitare i carciofi anche i soggetti allergici alle piante appartenenti alla famiglia delle Asteraceae e le donne che si trovano nel periodo dell’allattamento (possono inibire la secrezione del latte materno).

A parte questo, è importante ricordare che per assimilare correttamente le elevate quantità di ferro contenute nei carciofi, sarebbe meglio consumarli in combinazione con alimenti carichi di vitamina C, come ad esempio gli agrumi e i kiwi. Inoltre, sappiate che dopo aver cotto questi ortaggi, invece di buttare l’acqua di cottura possiamo riutilizzarla per la preparazione di minestre e zuppe: avrete a disposizione un “ingrediente” apparentemente poco qualitativo ma, in realtà, avrete aggiunto al vostro piatto un buon carico di minerali!

La scelta dei carciofi

A questo punto, passiamo ai fatti: in base a quali criteri dovreste scegliere i carciofi? In primo luogo, vi consiglio di puntare sui più pesanti e sui più compatti. Prediligete quelli con le punte chiuse, con foglie esterne di un bel verde scuro e senza alcuna macchia, e con foglie interne tenere e di una colorazione più chiara. Anche il gambo non è da sottovalutare: dev’essere sodo e non ammaccato.

Una volta scelti i carciofi giusti, non dimenticate di eliminare le foglie esterne e le spine, di tagliare la punta e di pulire il gambo. Come accennato, consumarli crudi è la soluzione migliore da un punto di vista organolettico e nutrizionale: potrete portare in tavola un piatto semplice, salutare, delizioso e dotato di notevoli proprietà antiossidanti ed epatoprotettrici. Le foglie più tenere sono l’ideale per un’insalata condita con olio extravergine di oliva, sale, pepe, succo di limone e qualche altri ingredienti a piacere.

Avete voglia di una tisana? Beh, in questo caso potrete recuperare le foglie dei carciofi (ne bastano 30 grammi), farle essiccare e usare 200 ml di acqua per preparare un infuso dal gusto particolare e dall’effetto diuretico e depurativo. Dopo aver fatto bollire l’acqua, potrete lasciare le foglie in infusione per circa cinque minuti, per poi filtrare la bevanda, dolcificarla (magari con la stevia) e gustarvela!

Cucinarli e conservarli al meglio

Insomma, potrete fare diversi “esperimenti” tra i fornelli e i carciofi non vi deluderanno. Tuttavia, non dimenticate che per valorizzare l’ortaggio ed evitare di renderlo indigesto, ci sono alcuni accorgimenti da non sottovalutare. In primo luogo, sceglieteli come si deve, seguendo le indicazioni che vi ho dato in precedenza. In seguito, puliteli correttamente:

Usate i guanti, eliminate le spine (tagliando il fiore a metà della sua lunghezza) e i primi 2 o 3 strati di foglie (fino a quando non vedrete apparire il bianco tenero all’attaccatura), mondate il fondo, in base alla varietà scelta e al suo impiego, tagliate e usate solamente le parti edibili utili per la ricetta.

Per cuocere i carciofi interi, scavate invece al loro centro partendo dall’alto. In questo modo, potrete eliminare anche lo strato di foglie appuntite presenti al cuore del carciofo. Se volete cuocerli a spicchi, tagliateli prima nelle forme desiderate e poi puliteli all’interno. Per quanto riguarda il gambo, non dimenticate di togliere sempre la parte più esterna e filamentosa, aiutandovi magari con un pelapatate.

Scelta e pulizia a parte, ricordate di non far ossidare i carciofi: una volta tagliati, vanno consumati al più presto. In alternativa, potrete immergerli in acqua e limone subito dopo averli tagliati, oppure nell’olio. Quest’ultimo, eliminando l’ossigeno, protegge il carciofo ritardandone l’ossidazione e prolungandone un po’ la conservazione.

A questo punto, non vi resta che gustare i carciofi nelle loro numerose varianti, provando più ricette diverse… Non ve ne pentirete! Attenzione però al vino: generalmente, tende a far percepire il carciofo più dolce di quello che è realmente. Pertanto, seguendo i consigli di alcuni sommelier, è meglio prediligere vini fruttati e aromatici. Detto questo, non vi resta che provare!.

Qualche curiosità sui carciofi

Pensate che anche Pablo Neruda ha dedicato a questo ortaggio addirittura un poema che ha intitolato Ode al carciofo (Oda a la alcachofa). Ma non è l’unica curiosità. In passato in California c’era anche un concorso di bellezza che incoronava Miss Carciofo e che venne vinto nel 1946 da Marilyn Monroe.

Sognare il carciofo significa esporsi a grandi fatiche per conquistare la persona amata. Ma non tutti la pensano allo stesso modo. Infatti, secondo una credenza dell’antichità sognare carciofi era segno di sventura: ritenuto un cibo povero e privo di nutrimento, era simbolo di dolore e disgrazia. Il concetto è stato totalmente stravolto nel 1575, periodo nel quale, veniva considerato una verdura di lusso, che pochi potevano gustare, tra questi, Caterina De Medici, estremamente golosa, tanto che, in occasione di un pranzo di nozze, rischiò di morire di indigestione per averne mangiati troppi. In epoca medioevale se ne sono perse quasi completamente le tracce e lo ritroviamo nella seconda metà del Cinquecento, grazie alle abili mani dei giardinieri. Venne reintrodotto dal XVI secolo in poi nelle mense e ci si accorse delle sue caratteristiche terapeutiche, e oltre a quelle precedentemente citate, si pensava avesse anche proprietà eccitanti e afrodisiache.

Nella storia si parla del carciofo con La Framboisière. Costui era il medico personale di Luigi XIII, scriveva: “I carciofi scaldano il sangue e spronano in modo naturale al gioco amoroso di Venere, sono buoni per lo stomaco e fanno venire appetito, sono tanto apprezzati per la loro bontà che non si combina un sontuoso banchetto senza carciofi”.

Ci sono anche molti pittori europei che hanno rappresentato sulle loro opere il carciofo. Vi segnalo alcune opere tipo L’ortolana di Vincenzo Campi, Cucina di Floris van Schooten, Natura morta di asparagi, carciofi, limoni e ciliegie di Blas De Ledesma, L’estate e Vertumnus di Arcimboldo.

Esistono vegetali con un apporto di nichel davvero alto e per i quali è necessario un consumo moderato e a rotazione. Quelli facenti parte di questo gruppo sono: Asparagi, Carciofi, Cipolle, Pomodori, Fagiolini e fagioli, Patate, Sedano, Spinaci, Lenticchie, Piselli, Mirtilli, Lamponi, Pere e Uva

Ricette carciofi ne abbiamo? Certo che si!

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