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Liquore di rabarbaro: un digestivo facile da preparare

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

Ricetta proposta da
Tiziana Colombo

Pubblicato il
16/08/2017 alle 12:59

liquore di rabarbaro
Ricette per intolleranti, Cucina Italiana
Ricette vegetariane
Ricette senza glutine
Ricette senza lattosio
preparazione
Preparazione: 00 ore 30 min
cottura
Cottura: 00 ore 05 min
dosi
Ingredienti per: 4 persone
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4.1/5 (10 Recensioni)

Un digestivo davvero speciale!

Dopo l’ultima portata di una cena è bello fermarsi un po’ a parlare, chiacchierando di argomenti non per forza seri. Dopotutto è questo il bello di condividere il cibo con le persone più care! Cucinare diventa una vera magia in questi casi, perché si sa che i piatti faranno da contorno a dei momenti di pura gioia, che possono essere ricordati meglio anche grazie a sapori, colori e profumi che signoreggiano in tavola.

Per rendere il tutto più speciale è utile scegliere un buon digestivo per concludere la serata nel migliore dei modi. Le soluzioni in questo caso sono numerose e chiamano in causa le proprietà di tantissime piante e frutti. Oggi voglio proporvene una particolarmente dolce e, ovviamente, adatta anche ai celiaci e agli intolleranti al lattosio. Ecco a voi la ricetta con qualche cenno preliminare ai benefici del liquore di rabarbaro.

Ricetta liquore di rabarbaro

Preparazione liquore di rabarbaro

  • Lavate il rabarbaro ed asciugatelo, poi tagliatelo a pezzetti di circa 2cm e mettetelo a macerare in un vaso a chiusura ermetica con l’alcool per almeno 10 giorni.
  • Trascorso il tempo indicato per la macerazione fate sciogliere in un pentolino lo zucchero con l’acqua, senza però farlo bollire.
  • Lasciate raffreddare bene lo sciroppo e aggiungetelo al liquore.
  • Mescolate e lasciate riposare per 1 giorno.
  • Infine filtrate ed imbottigliate.

Ingredienti liquore di rabarbaro

  • 200 ml. di alcool alimentare a 95°
  • 125 gr. di rabarbaro
  • 150 gr. di zucchero di canna
  • 250 ml. di acqua

Le proprietà terapeutiche del rabarbaro

Il rabarbaro, ingrediente principale del liquore che vi propongo oggi, è una pianta che affonda le sue origini nelle lontane e meravigliose terre della Cina e del Tibet. Il suo utilizzo in cucina è molto diffuso ed è dovuto alle numerose proprietà benefiche.

Quali sono i benefici del rabarbaro? Tra queste è possibile ricordare l’efficacia antiossidante, dovuta alla presenza di un’importante quantità di flavonoidi. Il rabarbaro, inoltre, si contraddistingue per la sua azione antibatterica, fondamentale per prevenire infezioni al tratto gastrico in particolare.

Grazie alla reina, una sostanza di natura glucosidica, aiuta molto i processi digestivi. I benefici della pianta che è ingrediente primario del liquore al rabarbaro non finiscono certo qui! Vediamo assieme gli altri! 

rabarbaro

Liquore di rabarbaro: un vero elisir in cucina

Il rabarbaro come si usa? Pochi lo sanno, ma il rabarbaro è anche un ottimo alleato della pelle. Il beneficio in questione è dovuto in particolare alla presenza degli antiossidanti, che rallentano notevolmente i processi di invecchiamento dei tessuti, permettendo di sfoggiare una bellezza naturale invidiabile.

Ah, poi ovviamente bisogna ricordare il sapore dolce, davvero distintivo e capace di rendere ancora più piacevole il pensiero di sorseggiare il liquore.

Ora non resta che correre in cucina a prepararlo! La ricetta, come potete vedere ora, è semplicissima. Bastano poche decine di minuti per dare vita a una vera e propria delizia. I vostri ospiti rimarranno a bocca aperta e apprezzeranno ancora di più la vostra cena. Provare per credere! Ricordo il mio papà che beveva il liquore Rabarbaro Zucca. Io invece ho avuto modo di assaggiare la grappa al rabarbaro e l’amaro al rabarbaro. Entrambi delicati e, a mio parere, buonissimi!

Ricette con il rabarbaro: un mondo da scoprire

Il rabarbaro è un vero alleato in cucina, da questa radice infatti si possono ricavare tante interessanti ricette. Per esempio può essere utilizzato per realizzare composte o marmellate, perfette da spalmare sul pane o per accompagnare formaggi stagionati.

Il rabarbaro poi è un ingrediente ideale per crostate e torte, come ad esempio per l’ottima crostata al rabarbaro. In questo caso il suo gusto aggiunge una nota fresca e vivace, che delizia ad ogni boccone. Il rabarbaro però è una risorsa anche per la cucina salata. A tal proposito viene spesso abbinato a carni come il maiale o l’anatra, con i quali crea contrasti interessanti.

E’ altresì ottimo per preparare chutney aromatici da servire con piatti etnici. Infine il rabarbaro si può trasformare in una base per sorbetti o gelati, oppure essere caramellato e utilizzato come guarnizione per dessert al cucchiaio.

Altre ricette con il liquore al rabarbaro

Il liquore al rabarbaro può essere consumato come digestivo o per il classico shottino, tuttavia può essere impiegato anche come ingrediente di ricette di pasticceria.

Tanto per cominciare il liquore di rabarbaro può fungere da risorsa creativa per il mixology, ovvero per la preparazione di cocktail. Si abbina a cocktail freschi e agrumati, che impreziosisce con il suo tocco aromatico e leggermente amaro. Si abbina anche a cocktail leggermente amari come quelli a base di caffè.

Il liquore di rabarbaro può fungere anche da topping per gelati e dessert, ovviamente senza esagerare perché stiamo parlando pur sempre di un superalcolico, inoltre può esercitare un’azione coprente, compromettendo l’equilibrio delle preparazioni.

Come rendere meno alcolico il liquore di rabarbaro

Il liquore di rabarbaro viaggia sui 20-30 gradi, un livello alcolico medio ma per alcuni eccessivo. Dunque è lecito chiedersi come abbassare la gradazione alcolica. Le soluzioni sono due: o diminuite la quantità di alcol alimentare utilizzato in fase di preparazione, oppure trasformate il liquore in una crema di liquore al rabarbaro. Il procedimento è simile a quello della crema di limoncello.

La crema di liquore al rabarbaro piace in quanto unisce il sapore intenso del rabarbaro a una base cremosa e dolce. Per prepararla occorre innanzitutto tagliare il rabarbaro a pezzi e cuocerlo con acqua e zucchero fino ad ottenere una composta morbida.

Una volta raffreddata la composta va filtrata per estrarre un succo morbido e denso. Questo succo viene mescolato con alcool puro a 95 gradi, poi si lascia riposare il tutto per alcuni giorni in un contenitore sigillato per consentire agli aromi di amalgamarsi.

Separatamente si prepara una crema a base di latte e panna, che viene ben zuccherata e riscaldata fino ad ottenere una consistenza vellutata. Dopo aver fatto raffreddare la crema si unisce al composto alcolico, mescolando accuratamente. Il liquore va poi filtrato nuovamente per eliminare eventuali residui e imbottigliarlo. Prima del consumo la crema va fatta riposare per alcune settimane, in modo che i sapori si amalgamino del tutto.

Il rabarbaro nella cultura italiana
Il rabarbaro non è tra gli ingredienti più comuni della cucina domestica italiana, ma ha una presenza riconoscibile soprattutto nel mondo dei liquori e degli amari. Il suo gusto vegetale, acidulo e amaricante lo ha reso adatto alle preparazioni digestive, spesso associate alla tradizione erboristica. In pasticceria è meno diffuso rispetto ad altri Paesi europei, ma oggi viene riscoperto in composte, crostate, creme e dessert dal profilo fresco, elegante e leggermente aspro.

Si possono aggiungere spezie al liquore al rabarbaro in fase di macerazione?

Come abbiamo visto la procedura del liquore al rabarbaro è simile a quella del limoncello, ossia l’ingrediente viene macerato in alcol, in attesa di essere unito con lo sciroppo. La domanda sorge spontanea: è possibile aggiungere qualche spezia o aroma all’alcol nella fase di macerazione? Si può fare ma con attenzione. Il rabarbaro vanta infatti un gusto molto particolare, ossia è acidulo, vegetale, leggermente amarognolo e meno immediato rispetto a frutti più dolci e profumati. Proprio per questo può essere valorizzato da alcune spezie, a patto che queste non prendano il sopravvento. Il rischio, infatti, è di coprire l’identità del rabarbaro e ottenere un liquore generico, dominato dagli aromi aggiunti.

La prima regola è scegliere una direzione precisa. Se si desidera un liquore più morbido si può puntare su vaniglia o cannella. Invece se si vuole un risultato più fresco e vivace è meglio orientarsi su scorze di agrumi o zenzero. Infine se invece si cerca un profilo più simile a quello degli amari si possono introdurre piccole quantità di erbe e spezie dal carattere più intenso. Specifico che la vaniglia è una delle aggiunte più semplici da gestire. Basta una piccola porzione di bacca, inserita durante la macerazione, per conferire rotondità e rendere il liquore più profumato. Si abbina bene all’acidità del rabarbaro perché ne attenua gli spigoli senza cancellarne il carattere. Non bisogna però esagerare, in quanto la vaniglia è elegante se resta in sottofondo, ma può diventare stucchevole se viene usata in quantità eccessive.

Per quanto concerne la cannella essa regala una nota calda e avvolgente, adatta a chi vuole ottenere un liquore più morbido e quasi invernale. Basta un piccolo frammento di stecca da lasciare in infusione insieme al rabarbaro. La cannella in polvere è meno indicata perché può rendere il liquore torbido e più difficile da filtrare. Si possono usare anche alcune erbe aromatiche, come melissa, menta o salvia. La melissa è forse la più adatta perché aggiunge un profumo fresco e lievemente limonato. La menta, però, rende il liquore più brillante,anche se può spostarlo verso un gusto molto diverso. La salvia, invece, trasmette una nota erbacea più adulta, da usare solo se si cerca un risultato meno dolce e più digestivo.

Come trasformare il liquore di rabarbaro in amaro al rabarbaro?

Trasformare il liquore di rabarbaro in amaro al rabarbaro è possibile, ma bisogna ripensare l’intera preparazione. Il liquore è di solito più morbido, profumato e dolce, invece l’amaro richiede una struttura più complessa, con note amaricanti, erbacee, speziate e balsamiche. In ogni caso il rabarbaro è un ottimo punto di partenza perché possiede una componente vegetale e leggermente amara. Tuttavia da solo potrebbe non bastare per ottenere un vero amaro. Per questo occorre affiancarlo ad altre varietà botaniche, cioè erbe, radici, cortecce, scorze e spezie capaci di costruire profondità. La scelta degli ingredienti è fondamentale perché basta poco per rendere il risultato troppo aggressivo.

Il primo elemento da correggere è lo sciroppo. Nei liquori classici lo zucchero serve a rendere la bevanda più piacevole e accessibile. Negli amari, invece, la dolcezza deve essere presente ma più contenuta. Sia chiaro, il dolce non va eliminato del tutto perché aiuta a bilanciare alcol e varietà botaniche amare, ma non deve diventare dominante. Il secondo elemento è la macerazione. Per ottenere un amaro al rabarbaro si possono aggiungere scorze di agrumi, erbe aromatiche e spezie. Tra gli ingredienti più semplici da gestire ci sono la scorza d’arancia amara, la scorza di limone, il rosmarino, la salvia, l’alloro, la cannella, il cardamomo e i chiodi di garofano.

Chi vuole avvicinarsi di più al mondo degli amari tradizionali può valutare erbe amaricanti come genziana, china, centaurea o assenzio. Sono ingredienti molto potenti, da usare con grande cautela. In particolare la genziana rilascia un amaro intenso e persistente, inoltre, se viene dosata male, può coprire completamente il rabarbaro. Per una preparazione domestica è meglio partire da quantità minime e aumentare solo dopo vari tentativi.

A tal proposito vi consiglio di usare la tecnica delle infusioni separate. Da una parte si macera il rabarbaro, dall’altra si prepara un piccolo infuso con le erbe botaniche amaricanti. Solo alla fine si uniscono le due parti, procedendo per assaggi. Questo metodo permette un controllo maggiore, infatti se l’infuso amaro è troppo forte se ne aggiunge poco, mentre se è troppo debole si può aumentare gradualmente. Ma fate attenzione anche ai tempi di macerazione. Il rabarbaro può restare nell’alcol per un periodo relativamente lungo, ma alcune spezie ed erbe rilasciano sapore molto in fretta: chiodi di garofano, anice stellato, cannella ed erbe amare possono diventare invadenti se dimenticati nell’alcol. Dopo l’unione con lo sciroppo, si procede con la fase di riposo, che deve essere più lungo rispetto a quello del liquore. Il riposo serve a far integrare i sapori, in questo modo l’alcol si arrotonda, le note speziate diventano più armoniche e l’amaro si stabilizza.

FAQ sul liquore di rabarbaro

A cosa fa bene il rabarbaro?

Il rabarbaro è benefico per la digestione grazie alle sue proprietà lassative e depurative. Contiene antiossidanti che contrastano lo stress ossidativo e la vitamina K, utile per la salute delle ossa. Inoltre vanta un eccellente contenuto di fibre, che aiuta a regolare il transito intestinale e a mantenere un intestino sano.

Che sapore ha il rabarbaro?

Il rabarbaro ha un sapore caratteristico con un equilibrio tra acidulo e amaro. La parte fresca è intensa, mentre quella cotta diventa più delicata e dolce, soprattutto se viene combinata con zucchero o frutta. È spesso usato in dessert, marmellate e liquori grazie alla sua versatilità.

Chi non può mangiare il rabarbaro?

Il rabarbaro è sconsigliato a chi soffre di calcoli renali o problemi renali, poiché contiene acido ossalico che può favorirne la formazione. Anche le donne in gravidanza o allattamento dovrebbero limitarne il consumo.

Quanti gradi ha il liquore di rabarbaro?

Il liquore di rabarbaro ha generalmente una gradazione alcolica che varia tra i 20 e i 30 gradi, a seconda della ricetta utilizzata. È un digestivo tradizionale apprezzato per il suo sapore amaro e aromatico.

Cosa si può fare con il liquore di rabarbaro?

Il liquore di rabarbaro è ottimo come digestivo, oppure servito liscio o con ghiaccio. Può essere utilizzato in cocktail come nello Spritz al rabarbaro, o per arricchire dessert come gelati e torte. Il suo sapore amaro e aromatico si presta a combinazioni creative sia in cucina che nella mixology.

Ricette con rabarbaro ne abbiamo? Certo che si!

4.1/5 (10 Recensioni)
Riproduzione riservata

17 commenti su “Liquore di rabarbaro: un digestivo facile da preparare

  • Lun 27 Mag 2019 | angelo ponchia ha detto:

    salve, posso recuperare l alcool che ho usato per la macerazione

    • Lun 27 Mag 2019 | Tiziana Colombo ha detto:

      Salve, si lo deve filtrare.

  • Sab 8 Giu 2019 | carmelo ha detto:

    non vedo i giorni che si lascia a macerare graziec

    • Sab 8 Giu 2019 | Tiziana Colombo ha detto:

      E’ scritto!!! Almeno 10 giorni

  • Mar 11 Giu 2019 | alex ha detto:

    salve si puo utilizzare anche la radice per fare il liquore grazie

    • Mer 12 Giu 2019 | Tiziana Colombo ha detto:

      Io ho utilizzato del rabarbaro fresco

  • Mer 23 Ott 2019 | Adriana Zuppardo ha detto:

    Salve, come mai il colore del digestivo al rabarbaro postato, è diverso (più scuro,) , rispetto al mio che ho eseguito la procedura alla lettera? Scusi se mi permetto di fare un appunto riguardo lo zucchero che mi sembra troppo.

    • Mer 23 Ott 2019 | Tiziana Colombo ha detto:

      Salve non potendo vedere il suo risultato non so cosa rispondere. Puo’ essere un effetto dato dalle luci o dall’ambiente. Per quanto riguarda lo zucchero il prossimo anno proveremo a rifarlo utilizzando una minore quantità. La ringrazio

  • Sab 5 Giu 2021 | Gaetana ha detto:

    Ho eseguito la procedura ma e troppo dolce meglio dosare meta’ zucchero

    • Sab 5 Giu 2021 | Tiziana Colombo ha detto:

      Salve, è una questione di gusto personale ma la ringrazio del suo feedback

  • Dom 27 Giu 2021 | Massimo ha detto:

    Buongiorno.
    Mi permetto di segnalare che il simbolo del grammo è g e non gr. in quanto gr è il simbolo del grano, unità di misura utilizzata in balistica.
    Negli ingredienti c’è scritto
    125gr. di… In realtà va scritto 125 g di… lasciando uno spazio tra il numero e l’unità di misura questo per sintassi convenzionale del Sistema Internazionale dei Pesi e delle Misure.
    Dimenticavo: il rabarbaro è favoloso.
    Grazie della ricetta.
    Massimo

    • Dom 27 Giu 2021 | Tiziana Colombo ha detto:

      Massimo la ringrazio per la precisazione. Sono felice che le sia piaciuto

  • Mar 2 Nov 2021 | giovanna re ha detto:

    buongiorno, coltivo delle piante di rabarbaro nel mio orto,
    faccio marmellate e anche torte, ho sempre letto che le foglie sono tossiche
    e non vanno usate anzi sono antiparassitari.
    ora leggendo sul web trovo degli articoli in cui dicono che sì hanno molto
    acido ossalico ma non sono così tossiche. allora lo sono o non lo sono?!?!?

    • Mar 2 Nov 2021 | Tiziana Colombo ha detto:

      Salve Giovanna per quanto ne so io le foglie di rabarbaro sono considerate non commestibili a causa della loro alta concentrazione di acido ossalico. Anche i gambi contengono acido ossalico ma in quantità molto inferiori.

    • Sab 16 Mar 2024 | Alessandra ha detto:

      Ho saputo che l eccesso di acido ossalico nel corpo, danneggia le ossa . Anche i pomodori contengono acido ossalico e…. per questo motivo non bisognerebbe mangiare pomodori tutto l anno . Ma solo in estate durante la produzione .
      Probabilmente anche le foglie di rabarbaro a dosi elevate procurano dolori alle ossa .
      Io faccio liquore solo con gambi. Saluti cari a tutti gli appassionati delle piante 🌿🌾🍀

  • Mer 27 Lug 2022 | Piercarlo ha detto:

    Buongiorno, per l’infuso con l’alcool usa solo i gambi o/e le radici?

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