Intolleranza alimentare e disbiosi intestinale

disbiosi intestinale
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Quale è  il nesso tra Intolleranza alimentare e disbiosi intestinale?Sentiamo parlare tutti i giorni d’intolleranze alimentari, ma sappiamo davvero cosa c’è dietro a queste situazioni?

In molti casi si tratta di veri e propri fenomeni di tossicità a determinati cibi. In queste situazioni gioca un ruolo chiave il contatto tra i suddetti alimenti e la mucosa intestinale, che genera una risposta di carattere immunitario.

I sintomi, però, possono essere sia intestinali sia extra intestinali e concretizzarsi in manifestazioni come diarrea e nausea.

Le intolleranze alimentari, anche se può essere difficile accorgersene, possono insorgere anche a causa di abitudini di vita sbagliate.

La tendenza a un’eccessiva sedentarietà e il consumo frequente di bevande alcoliche possono infatti indurre delle alterazioni a livello intestinale, aumentando il rischio di tollerare male specifici alimenti piuttosto che altri.

Cosa fare quando si sospetta un’intolleranza alimentare?

Quando si sospetta un’intolleranza alimentare è fondamentale mettere da parte qualsiasi tentativo d’improvvisazione.

Iniziare una dieta di privazione senza personalizzarla può essere infatti solo dannoso per il fisico in generale.

L’approccio migliore consiste nel concentrarsi sulla diagnosi e nel cercare il più possibile di affidarsi a test specifici e caratterizzati da validità scientifica.

Questo è importante perché, in alcuni casi, le alterazioni a livello delle IgG possono rappresentare il segnale della presenza di diverse patologie, che vanno dalla sindrome del colon irritabile al gravissimo morbo di Crohn.

In generale è però bene ricordare che le tipologie di alimenti in grado di scatenare le intolleranze sono di diverse tipologie e tra le più frequenti è possibile ricordare i cibi a base di latte vaccino, il grano, l’olio d’oliva, gli alimenti contenenti glutine.

Intolleranza alimentare e disbiosi intestinale : meglio saperne di piu!

Chi vuole preservare la salute dell’intestino deve fare attenzione anche ai cibi raffinati. Questi alimenti possono infatti compromettere in maniera importante l’integrità dell’apparato gastrointestinale.

Più precisamente si può parlare di disbiosi o microbiota intestinale. Di cosa si tratta? Di una situazione caratterizzata da alterazioni a livello intestinali ma non riguardanti solo il cibo, bensì anche l’insorgenza di stress e, in generale, la bassa qualità dello stile di vita.

Come ho ricordato sopra tutto ciò è dovuto anche alla frequente assunzione di cibi raffinati, una conseguenza del benessere economico che ha però un rovescio della medaglia non indifferente proprio perché legato alla salute.

Spetta quindi a noi, ogni giorno, prediligere alimenti poco raffinati e il più possibile naturali – si può per esempio mettere al bando i cibi ricchi di dolcificanti – per prenderci ancora più cura della nostra salute fisica e psicologica.

Disbiosi intestinale in gravidanza

Disbiosi intestinale in gravidanza

La Disbiosi intestinale in gravidanza non è da sottovalutare nella maniera più assoluta.L’intestino è popolato da una notevole flora batterica che determina in buona parte il nostro stato di salute generale. Quando funziona tutto regolarmente, cioè quando il nostro organismo è in grado di gestire correttamente germi e batteri intestinali, siamo in una situazione di equilibrio o, in termini medici, di eubiosi.

Viceversa, la presenza di uno squilibrio qualitativo e quantitativo della microflora intestinale è definita disbiosi intestinale.

Questo squilibrio può essere causato da molti fattori: cure farmacologiche prolungate con antibiotici, cortisonici, estroprogestinici, lassativi, ansiolitici o altro, stress e cattive abitudini alimentari con eccessi o carenze di nutrimenti (proteine, zuccheri, ecc).

Disbiosi intestinale in gravidanza da non sottovalutare

La disbiosi intestinale in gravidanza potrebbe contribuire allo sviluppo o al peggioramento di malattie croniche e degenerative.

Non solo, la disbiosi può essere la concausa di moltissime malattie non solo intestinali (gonfiore e costipazione cronica) ma anche legate ad altre parti del corpo; la flora intestinale è, infatti, intimamente e fisiologicamente coinvolta in numerosi aspetti della normale vita umana.

In caso di disbiosi si potrebbe soffrire di emicrania, malattie infiammatorie (ad esempio l’artrite reumatoide), dermatite atopica, acne, psoriasi, candidosi vaginale, cistite, prostatite, obesità, diabete, sindrome metabolica e anche problemi psicologici come depressione e ansia.

Recentemente sono stati studiati gli effetti della disbiosi sulle donne in gravidanza.

Disbiosi intestinale in gravidanza : vediamo gli effetti

Da alcuni studi è emerso che il feto entra in contatto con i microorganismi presenti nell’intestino della mamma. In una situazione di eubiosi, cioè quando c’è equilibrio della flora intestinale, il bambino trae beneficio dal contatto con i batteri materni.

Viceversa, quando c’è disbiosi, il neonato è esposto a ceppi batterici che lo potrebbero esporre maggiormente a malattie come diabete infantile, allergie, obesità infantile, ecc La disbiosi favorisce, inoltre, lo sviluppo di un intestino permeabile, con conseguente incremento della predisposizione allo sviluppo di malattie infiammatorie croniche dell’intestino.

Non solo il bambino potrebbe avere dei problemi ma anche la futura mamma è maggiormente esposta ad alcuni disturbi nel corso della gravidanza.

Una sana flora batterica favorisce la corretta elaborazione del cibo, con una minore estrazione di calorie dagli alimenti e un più facile controllo del peso. La disbiosi, tra le altre cose, è causa di un maggior assorbimento di calorie con un conseguente aumento di peso che durante la gravidanza significa correre il rischio di sviluppare il diabete gestazionale.

In caso di disbiosi intestinale rivolgetevi a un buon nutrizionista che vi consiglierà la dieta più adatta per risolvere il problema.

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