Patata messicana o Yam Jicama: adatta alle diete povere di grassi

patata messicana MarcoMayer

le origini della Patata messicana o Yam jicama

La patata messicana è un tubero ancora poco conosciuto nel nostro Paese, ma che da sempre risulta popolare in altre zone del mondo. Come si può intuire dalla denominazione, questa patata è originaria del centroamerica.

Tuttavia sarebbe limitativo ricondurre la storia esclusivamente a quella zona geografica. Infatti, da molti secoli è impiegata anche nelle cucine del sud-est asiatico, luoghi in cui è divenuta alimento di uso comune.

Coltivarla non è impresa semplice. La pianta, infatti, ha dimensioni notevoli e può arrivare a misurare oltre i 6 metri di altezza tra parte interrata e superficiale, mentre il peso complessivo può sfiorare i 20 kg.

Il clima ideale prevede almeno nove mesi ininterrotti senza periodi freddi, tuttavia è possibile avviare una produzione anche in luoghi meno miti, purché si arrivi a contare almeno 6 mesi senza gelate. 

La patata messicana: tanti nomi per un gusto unico

La patata messicana, dicevamo, è impiegata nella preparazione di piatti in diverse zone del mondo. Proprio a causa della grande varietà di posti in cui viene utilizzata, non esiste un nome comune con cui è conosciuta.

Da non confondere con la patata dolce (o batata), ciascun posto la chiama in modo diverso: in spagnolo è detta yam jicama (patata dolce jicama), in inglese è conosciuta come fagiolo yam messicano, mentre nelle Filippine si chiama rapa messicana.

La patata messicana ha una consistenza che può ricordare una vita di mezzo tra la patata non cotta e una pera. In natura la radice esterna è di color giallo chiaro, mentre all’interno si presenta più chiara con sfumature più marcate.

È possibile mangiarla anche cruda, solitamente condita con spezie varie come il chili a cui si aggiunge del lime. Ci stanno bene anche il coriandolo, lo zenzero o ingredienti per noi più “comuni” come la cipolla rossa o l’arancia.

In molti Paesi è utilizzato come ingrediente di contorno: in Messico, per esempio, è spesso utilizzata per dare mordente alle insalate.

Della patata messicana si mangia solo la radice

Per utilizzare la patata messicana, però, bisogna fare molta attenzione: solamente la radice è commestibile. Per proteggersi dagli animali, la pianta presenta tossine velenose lungo tutta la propria estensione.

Se ingerita, questa parte non è letale per l’uomo, ma vi sconsigliamo di sperimentarlo in prima persona.

La radice è ricca di carboidrati e fibre alimentari. Può essere composta di acqua fino al 90%, mentre il resto è diviso tra proteine e lipidi. Il gusto della patata messicana matura è dolce.

Si tratta di un alimento ideale in diete povere di grassi saturi, colesterolo e sodio, mentre è ricco di potassio e vitamina C.

Se volete conservarlo, bisogna mantenere una temperatura tra i 12 ed i 16 gradi in un ambiente asciutto.

Attenzione a non metterla in frigo: una temperatura inferiore può danneggiare la radice, mentre attraverso una conservazione adatta si può mantenere per oltre un mese.

Sembra assurdo ma è adatta anche a frullati per la colazione!! Nella mia dieta a rotazione per il recupero dell’intolleranza al nichel la patata tradizionale posso mangiarla pochissime volte ma con questo tubero ho qualche  possibilità in più!

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