Patata messicana o Yam Jicama: adatta alle diete

patata messicana
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le origini della Patata messicana o Yam jicama

La patata messicana è un tubero ancora poco conosciuto nel nostro Paese, ma che da sempre risulta popolare in altre zone del mondo. Come si può intuire dalla denominazione, questa patata è originaria del centroamerica.

Tuttavia sarebbe limitativo ricondurre la storia esclusivamente a quella zona geografica. Infatti, da molti secoli è impiegata anche nelle cucine del sud-est asiatico, luoghi in cui è divenuta alimento di uso comune.

Coltivarla non è impresa semplice. La pianta, infatti, ha dimensioni notevoli e può arrivare a misurare oltre i 6 metri di altezza tra parte interrata e superficiale, mentre il peso complessivo può sfiorare i 20 kg.

Il clima ideale prevede almeno nove mesi ininterrotti senza periodi freddi, tuttavia è possibile avviare una produzione anche in luoghi meno miti, purché si arrivi a contare almeno 6 mesi senza gelate. 

La patata messicana: tanti nomi per un gusto unico

La patata messicana, dicevamo, è impiegata nella preparazione di piatti in diverse zone del mondo. Proprio a causa della grande varietà di posti in cui viene utilizzata, non esiste un nome comune con cui è conosciuta.

Da non confondere con la patata dolce (o batata), ciascun posto la chiama in modo diverso: in spagnolo è detta yam jicama (patata dolce jicama), in inglese è conosciuta come fagiolo yam messicano, mentre nelle Filippine si chiama rapa messicana.

La patata messicana ha una consistenza che può ricordare una vita di mezzo tra la patata non cotta e una pera. In natura la radice esterna è di color giallo chiaro, mentre all’interno si presenta più chiara con sfumature più marcate.

È possibile mangiarla anche cruda, solitamente condita con spezie varie come il chili a cui si aggiunge del lime. Ci stanno bene anche il coriandolo, lo zenzero o ingredienti per noi più “comuni” come la cipolla rossa o l’arancia.

In molti Paesi è utilizzato come ingrediente di contorno: in Messico, per esempio, è spesso utilizzata per dare mordente alle insalate.

Della patata messicana si mangia solo la radice

Per utilizzare la patata messicana, però, bisogna fare molta attenzione: solamente la radice è commestibile. Per proteggersi dagli animali, la pianta presenta tossine velenose lungo tutta la propria estensione.

Se ingerita, questa parte non è letale per l’uomo, ma vi sconsigliamo di sperimentarlo in prima persona.

La radice è ricca di carboidrati e fibre alimentari. Può essere composta di acqua fino al 90%, mentre il resto è diviso tra proteine e lipidi. Il gusto della patata messicana matura è dolce.

Si tratta di un alimento ideale in diete povere di grassi saturi, colesterolo e sodio, mentre è ricco di potassio e vitamina C.

Se volete conservarlo, bisogna mantenere una temperatura tra i 12 ed i 16 gradi in un ambiente asciutto.

Attenzione a non metterla in frigo: una temperatura inferiore può danneggiare la radice, mentre attraverso una conservazione adatta si può mantenere per oltre un mese.

Sembra assurdo ma è adatta anche a frullati per la colazione!! Nella mia dieta a rotazione per il recupero dell’intolleranza al nichel la patata tradizionale posso mangiarla pochissime volte ma con questo tubero ho qualche  possibilità in più!

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2 commenti su “Patata messicana o Yam Jicama: adatta alle diete

  • Ven 21 Mag 2021 | Chiara Cangelosi ha detto:

    Dove la si può acquistare? Perché non si trova da nessuna parte 😭

    • Sab 22 Mag 2021 | Tiziana Colombo ha detto:

      Ciao, io acquisto questi prodotti da Fratelli Abbascià a Milano. Ho provato anche il servizio online di Fruttaweb

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Pochi sanno che mi chiamo Tiziana Colombo. Tutti, nel mondo del wewb, mi conoscono come Nonnapaperina. Questo spazio nato è per caso 2004 come una sorta di diario che utilizzavo per condividere una passione. Una passione messa a dura prova dalla diagnosi di intolleranza al nichel prima e al glutine e al lattosio poi: una diagnosi inaspettata che mi ha fatto patire mezza vita. La colpa era sempre lo stress. Mi sono sentita completamente persa e in rete le notizie non erano sempre di aiuto. Non mi sono scoraggiata e ho cercato di trovare una soluzione! Dare un’informazione corretta. Mi sono sentita per molto tempo un vero “Don Chisciotte”. Ora la situazione è migliorata ma abbiamo ancora molto lavoro da fare.

Ma da sola non potevo farcela! Cosi nel 2012 ho fondato l’Ass.Il Mondo delle Intolleranze APS, di cui sono il Presidente in carica. Ad oggi siamo diventati una realtà importante e un punto di riferimento per tantissime persone, chef, aziende e medici. Abbiamo un comitato scientifico formato da professionisti e un gruppo di lavoro attivo e dinamico. Ognuno di noi ha un suo ruolo e tutti gli aspetti vengono vagliati con cura. Vogliamo dare un’informazione corretta e responsabile e siamo a disposizione dei nostri utenti. Torna a pensare positivo e mangiare con gusto. Ti garantisco che è possibile.

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