Misticanza con avocado e uova di quaglia

Misticanza con avocado

Misticanza con avocado e uova di quaglia. Un contorno fuori dal comune

La misticanza è un contorno tipico dell’Italia centro-meridionale. Il termine in questione ha un significato che, grossomodo, richiama la parole mescolanza. Proprio una mescolanza tra erbette e odori caratterizza la misticanza classica, che oggi rivisitiamo assieme con una ricetta tanto creativa quanto perfetta per gli intolleranti al lattosio, per i celiaci e per gli intolleranti al nichel a secondo degli ortaggi utilizzati. (permessi peperoni, finocchi,melanzane etc)

L’ingrediente principale è un frutto esotico molto apprezzato da chi ama mangiare bene: l’avocado. Vediamo assieme in che modo può diventare il punto di partenza della rivisitazione di una ricetta super classica della cucina italiana.

Viva l’avocado, amico del cuore e ottima soluzione contro i radicali liberi

L’ingrediente principale di questa saporita misticanza è un frutto esotico che viene utilizzato tantissimo in cucina. L’avocado, per via dei suoi benefici e del suo sapore inconfondibile, viene impiegato in numerose ricette.

Ma quali sono le proprietà di questo frutto? Tra le più importanti è senza dubbio possibile ricordare la presenza di sostanze antiossidanti come la vitamina E, che rallentano l’invecchiamento e favoriscono la freschezza dell’epidermide.

I benefici dell’avocado non finiscono però qui, dal momento che coinvolgono anche la riduzione del colesterolo e il miglioramento della circolazione ematica, che viene tenuta sotto controllo grazie alla presenza del potassio.

Perché le uova di quaglia fanno bene? Ecco le loro proprietà

Le proprietà delle uova di quaglia sono purtroppo poco note, ma sono molto importanti per il benessere dell’organismo. Per quale motivo? Per cause che vanno dalla presenza di vitamina B1 e B2, sostanze che coesistono con un alto contenuto di ferro e potassio, che riveste un ruolo essenziale per l’ottimizzazione della circolazione ematica.

Ottime soluzioni per tenere sotto controllo l’insorgenza di colesterolo cattivo LDL, le uova di quaglia aiutano anche l’apparato digerente e prevengono l’insorgenza di patologie gravi come la gastrite. Ottime fonti di proteine, aiutano l’efficienza del sistema immunitario e contribuiscono alla crescita di capelli più forti e luminosi.

Possono essere consumate anche crude senza problemi in quanto, per via della particolare temperatura corporea delle quaglie, non c’è rischio d’insorgenza di salmonellosi. Ora è il caso di cominciare a preparare questa variante della misticanza che, vi assicuro, lascerà i vostri ospiti a bocca aperta e vi aiuterà a soddisfare anche le esigenze di intolleranti al lattosio e celiaci, che non devono assolutamente rinunciare al gusto.

Chi ha problemi di intolleranza al nichel puo’ decidere se mettere o togliere i pomodorini. Io con la dieta a rotazione i pomodori li posso inserire nei giorni di dieta libera senza disturbi

Ed ecco la ricetta della Misticanza con avocado e uova di quaglia

Ingredienti per 4 persone

  • 200 g di songino e lattughino
  • 1 avocado
  • 1 mango
  • 120 g di ortaggi di stagione (tagliati a lamelle)
  • 20 uova di quaglia
  • 16 pomodori datterino
  • 1 lime
  • 100 g olio di riso
  • q.b. sale di Cervia

Preparazione

Fate bollire le uova di quaglia per 3 minuti in acqua bollente; al termine, raffreddatele sotto acqua corrente e sbucciate.

Mettete in una ciotola le insalate. l’avocado tagliato, i pomodori datterino e gli ortaggi di stagione.

Condite il tutto con un’emulsione fatta con il succo di lime, l’olio, il sale di Cervia ed infine aggiungete le uova di quaglia sode.

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Nota per l’intolleranza al nichel

Cosa s’intende per reattività al nichel e quali sono i sintomi correlati

Una delle condizioni cliniche sempre più comuni è proprio quella della reattività al nichel. Quest’ultima è stata riscontrata in molti soggetti, anche in Italia, e si riconosce grazie alle reazioni sistemiche e da contatto che la condizione può scaturire all’interno dell'organismo o sull’epidermide. L’elemento chimico in questione è contenuto in numerosi alimenti e oggetti che usiamo nella nostra quotidianità. Pertanto, non è facile starne alla larga e i sintomi correlati, alla sua assunzione o al contatto con esso, non possono essere sottovalutati. Nello specifico, la reattività al nichel non mostra segnali immediati, ma bensì ritardati. Infatti, dopo il consumo frequente di alimenti che lo contengono, la percentuale di questo metallo aumenta all’interno del corpo, provocando un’infiammazione che, però, può essere evitata grazie a una dieta a rotazione. I sintomi non sono uguali per tutti, ma solitamente si concretizzano in dermatiti (anche da contatto, dovuti ad esempio all’uso di accessori di bigiotteria), arrossamenti, pruriti cutanei ed eczema. Fino a poco tempo fa, si pensava che la sintomatologia riguardasse solo l’epidermide. Tuttavia, dopo recenti studi, si parla anche di Sindrome da Reazione Sistemica al Nichel (SNAS, Systemic Nickel Allergic Syndrome), che comprende tutti quei problemi sistemici che colpiscono l’apparato respiratorio e tanti altri organi.

Il trattamento da non sottovalutare

L’elemento di cui parliamo non è di per sé un veleno o un metallo nocivo, ma il corpo di coloro che soffrono di reattività al nichel lo percepisce come tale. Pertanto, come accennato, l’infiammazione da cibo può essere evitata grazie a una dieta a rotazione - elaborata successivamente alla diagnosi - che consiste nell’esclusione degli alimenti “colpevoli” solamente per alcuni giorni alla settimana, seguita dalla loro reintroduzione nei giorni successivi. Generalmente, si agisce evitando i cibi che contengono questo metallo in dosi più elevate. Tra questi troviamo i prodotti industriali preparati con grassi vegetali idrogenati e non (all’interno di essi è presente una notevole percentuale di solfato di nichel) e alcuni cereali, in particolare avena e mais. Anche grano saraceno, riso, frumento e miglio sono da tenere d’occhio quando si tratta di reattività al nichel. Infatti, contengono quest’ultimo in quantità inferiore e non preoccupante, ma la farina da essi ricavata può includerne dosi variabili e molte volte superiori a quelle consentite. È necessario prestare una maggiore attenzione a vegetali come asparagi, lenticchie, funghi, spinaci, pomodoro, pere, kiwi, frutta secca e semi oleosi (come ad esempio arachidi, mandorle e nocciole), ma anche al cioccolato. Il pesce e la carne in scatola possono essere consumati solamente nei giorni liberi dalle restrizioni dietetiche. In generale, per chi convive con la reattività al nichel, è utile ricordare che un alimento non è nocivo solo perché contiene questo metallo: lo diventa perché ne contiene troppo e perché si combina con altre sostanze che scatenano la reazione dell’organismo (es. grassi idrogenati usati nella produzione industriale).

Nota per celiaci o sensibili al glutine

Controllate sempre che gli ingredienti che adoperate per la preparazione delle vostre ricette siano adatti ai celiaci e alle persone sensibili al glutine. Verificatene la spiga sbarrata, la presenza sul Prontuario dell’AIC o le indicazioni sull’etichetta del produttore.

Nota per gli intolleranti al lattosio

Dalla nota ministeriale: E’ stata eliminata la dicitura “delattosato”, in quanto precedentemente associata alla dicitura “dietetico”. Si potrà usare al suo posto la dicitura senza lattosio per i prodotti lattiero caseari e per il latte con contenuto di lattosio inferiore a 0,1 g per 100 g o ml


14-09-2016
Scritto da: Tiziana Colombo
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