Finocchi gratinati alla scamorza , un ottimo contorno

finocchi gratinati alla scamorza

Finocchi gratinati alla scamorza , un ottimo contorno. Croccante, leggermente dolce e rinfrescante, è uno dei più popolari ortaggi della cucina mediterranea, il finocchio. C’è a chi piace crudo e c’è chi lo preferisce cotto, il finocchio è molto versatile e si presta a diverse ricette. Ve ne propongo una molto interessante e gustosa, i finocchi gratinati alla scamorza. Ma prima, come sempre, vi voglio far venir voglia di prepararla, partendo dalle caratteristiche nutrizionali degli ingredienti da utilizzare.

Parliamo proprio di lui, il protagonista della ricetta, il finocchio. Il mio consiglio è di tenerne sempre qualcuno in frigorifero a partire dall’autunno, fino a primavera, quando sono più buoni. Perché?

Le proprietà salutari del finocchio

Beh uno dei motivi principali è che contiene una combinazione unica di fitonutrienti, come gli antiossidanti, preziosi alleati della salute. Nel finocchio abbiamo la rutina, la quercetina (entrambi appartenenti alla famiglia dei flavonoidi), e vari glicosidi che conferiscono al finocchio una forte azione antiossidante.

Tuttavia, il fitonutriente più affascinante contenuto nel finocchio è l’anetolo. Alcuni studi hanno dimostrato che l’anetolo sarebbe in grado di ridurre le infiammazioni e a prevenire l’insorgenza del cancro.

Oltre a possedere questi preziosi fitonutrienti, il finocchio è anche una fonte eccellente di vitamina C, un antiossidante idrosolubile di primaria importanza per l’organismo, in grado di neutralizzare i radicali liberi in tutti gli ambienti acquosi del corpo.

È anche una buona fonte di fibre può quindi aiutare a ridurre i livelli di colesterolo e, dal momento che la fibra rimuove anche le tossine potenzialmente cancerogene dal colon, il finocchio può anche essere utile anche nella prevenzione del cancro al colon. Il finocchio è, inoltre, una buona fonte di folato, una vitamina del gruppo B, e di potassio, un minerale che aiuta a ridurre la pressione arteriosa, fattore di rischio per ictus e infarto.

Che dite basta per farvi venire voglia di mangiare i finocchi? Allora, se volete una ricetta gustosa, vi consiglio di provare questa che vi propongo qui sotto.

Ingredienti per 4 persone

  • 5 finocchi teneri
  • 1 scamorza stagionata
  • 100 gr prosciutto cotto
  • 30 gr burro chiarificato
  • q.b. brodo
  • q.b. sale

Preparazione

Mondate e lavate i finocchi, tagliateli a spicchi, quindi tuffateli in acqua in ebollizione e, dopo due minuti, scolateli.

Tagliate a striscioline il prosciutto cotto e a fettine molto sottili la scamorza

Sistemate i finocchi ben scolati in un recipiente facendo un solo strato, poi salateli poco e ponete qua e là dei pezzettini di burro e le striscioline di prosciutto cotto.

Con il brodo irrorate i finocchi, incoperchiate il recipiente e sistematelo nel forno per circa 20 minuti. Scoperchiate e lasciate cuocere altri 10 minuti con la funzione grill

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Nota per l’intolleranza al nichel

Cosa s’intende per reattività al nichel e quali sono i sintomi correlati

Una delle condizioni cliniche sempre più comuni è proprio quella della reattività al nichel. Quest’ultima è stata riscontrata in molti soggetti, anche in Italia, e si riconosce grazie alle reazioni sistemiche e da contatto che la condizione può scaturire all’interno dell'organismo o sull’epidermide. L’elemento chimico in questione è contenuto in numerosi alimenti e oggetti che usiamo nella nostra quotidianità. Pertanto, non è facile starne alla larga e i sintomi correlati, alla sua assunzione o al contatto con esso, non possono essere sottovalutati. Nello specifico, la reattività al nichel non mostra segnali immediati, ma bensì ritardati. Infatti, dopo il consumo frequente di alimenti che lo contengono, la percentuale di questo metallo aumenta all’interno del corpo, provocando un’infiammazione che, però, può essere evitata grazie a una dieta a rotazione. I sintomi non sono uguali per tutti, ma solitamente si concretizzano in dermatiti (anche da contatto, dovuti ad esempio all’uso di accessori di bigiotteria), arrossamenti, pruriti cutanei ed eczema. Fino a poco tempo fa, si pensava che la sintomatologia riguardasse solo l’epidermide. Tuttavia, dopo recenti studi, si parla anche di Sindrome da Reazione Sistemica al Nichel (SNAS, Systemic Nickel Allergic Syndrome), che comprende tutti quei problemi sistemici che colpiscono l’apparato respiratorio e tanti altri organi.

Il trattamento da non sottovalutare

L’elemento di cui parliamo non è di per sé un veleno o un metallo nocivo, ma il corpo di coloro che soffrono di reattività al nichel lo percepisce come tale. Pertanto, come accennato, l’infiammazione da cibo può essere evitata grazie a una dieta a rotazione - elaborata successivamente alla diagnosi - che consiste nell’esclusione degli alimenti “colpevoli” solamente per alcuni giorni alla settimana, seguita dalla loro reintroduzione nei giorni successivi. Generalmente, si agisce evitando i cibi che contengono questo metallo in dosi più elevate. Tra questi troviamo i prodotti industriali preparati con grassi vegetali idrogenati e non (all’interno di essi è presente una notevole percentuale di solfato di nichel) e alcuni cereali, in particolare avena e mais. Anche grano saraceno, riso, frumento e miglio sono da tenere d’occhio quando si tratta di reattività al nichel. Infatti, contengono quest’ultimo in quantità inferiore e non preoccupante, ma la farina da essi ricavata può includerne dosi variabili e molte volte superiori a quelle consentite. È necessario prestare una maggiore attenzione a vegetali come asparagi, lenticchie, funghi, spinaci, pomodoro, pere, kiwi, frutta secca e semi oleosi (come ad esempio arachidi, mandorle e nocciole), ma anche al cioccolato. Il pesce e la carne in scatola possono essere consumati solamente nei giorni liberi dalle restrizioni dietetiche. In generale, per chi convive con la reattività al nichel, è utile ricordare che un alimento non è nocivo solo perché contiene questo metallo: lo diventa perché ne contiene troppo e perché si combina con altre sostanze che scatenano la reazione dell’organismo (es. grassi idrogenati usati nella produzione industriale).

Nota per celiaci o sensibili al glutine

Controllate sempre che gli ingredienti che adoperate per la preparazione delle vostre ricette siano adatti ai celiaci e alle persone sensibili al glutine. Verificatene la spiga sbarrata, la presenza sul Prontuario dell’AIC o le indicazioni sull’etichetta del produttore.

Nota per gli intolleranti al lattosio

Dalla nota ministeriale: E’ stata eliminata la dicitura “delattosato”, in quanto precedentemente associata alla dicitura “dietetico”. Si potrà usare al suo posto la dicitura senza lattosio per i prodotti lattiero caseari e per il latte con contenuto di lattosio inferiore a 0,1 g per 100 g o ml


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0 commenti su “Finocchi gratinati alla scamorza , un ottimo contorno

  • Dom 26 Mar 2017 | Alessandra ha detto:

    Scusate,
    la ricetta si intitola finocchi gratinati alla scamorza, ma la scamorza non fa parte degli ingredienti :-) !!

    • Lun 27 Mar 2017 | Tiziana ha detto:

      Grazie avevo omesso di mettere la scamorza stagionata negli ingredienti… mano male che ci sono i lettori attenti.

  • Mar 11 Feb 2020 | Marina Bollano ha detto:

    Negli ingredienti c’è pancetta, nella ricetta prima pancetta e poi prosciutto cotto. Direi giusto prosciutto

    • Mar 11 Feb 2020 | Tiziana Colombo ha detto:

      E’ un errore di battitura. LE confermo il prosciutto cotto ma nessuno impedisce di cambiare salume. Grazie

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