Focaccia genovese : la ricetta per uno spuntino delizioso

Focaccia genovese
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Focaccia genovese : la ricetta per uno spuntino delizioso. Soffice e deliziosa, dal profumo avvolgente, la focaccia è uno degli alimenti più semplici da preparare e che è capace di regalare grandi soddisfazioni in cucina.

Chi non ha ricordi di infanzia legati a piacevoli break in compagnia di questo sfizioso sfornato? Credo nessuno! Infatti la focaccia è un alimento senza tempo, presente da sempre nella cultura dell’uomo sin dal momento in cui ha imparato l’arte della cucina.

La focaccia genovese: pilastro della cultura alimentare ligure

Le origini della vera focaccia genovese sono talmente antiche che è difficile datare la nascita di questo cibo fondamento di una cultura alimentare.

Ottima da sola, ma anche con rosmarino, o ancora farcita con salumi, formaggi, insalate, uova e chi più ne ha più ne metta! La focaccia è l’alimento, il pasto per eccellenza da essere consumato a pranzo o per un break per riacquisire le forze di una giornata impegnativa.

Forse non tutti sanno che tradizionalmente in Liguria consumare la focaccia era addirittura un momento rituale dove i lavoratori facevano pausa verso le 11 di mattina accompagnando la focaccia ad un buon bicchiere di birra per alleviare le fatiche del duro lavoro portuale.

Consumabile immediatamente appena la si sforna ancora calda e fragrante, la focaccia può essere mangiata anche dopo una o al massimo due giorni di conservazione.

Preparare la focaccia è davvero semplice, sicuramente più facile e veloce a farla che a spiegarla!

focaccia salumi ver cl

Comunemente detta anche schiacciata, è composta da un impasto di farina, con l’aggiunta di acqua, lievito sale. Molto simile alla preparazione del pane, viene poi cotta al forno o  in alcuni casi alla brace.

Prodotta in un’ innumerevole variante di tipi ricordiamo che la focaccia ligure è una  tra le più comuni focacce presenti nella nostra alimentazione. In dialetto viene chiamata “a fügassa”, la focaccia ligure è una specialità tipica talmente apprezzata che è ormai divenuta presidio slow food.

Ciò che caratterizza questa particolare ricetta è che la focaccia alla genovese deve essere alta mediamente due centimetri e cotta fino a renderla croccante fuori e morbida dentro, infine la lucidata con dell’olio d’oliva extra vergine renderà più saporito e aromatizzato il gusto di questa focaccia.

E’ un alimento per mille occasioni, che piace molto a grandi e piccini e che si può gustare semplicemente come spuntino o merenda, o da proporre come antipasto servita a tocchetti usandola al posto del pane.

Dal sito della Cucina Italiana

Ingredienti

Per una teglia di focaccia 100×70 cm (o due grandi come una placca da forno)

1 kg di farina bianca 00
25 g di sale
400 ml di acqua
1 etto di olio extravergine di oliva
10 g di estratto di malto
50 g di lievito di birra in panetto

Procedimento

Sciogliere il lievito nell’acqua intiepidita, aggiungere il malto e poi impastare con la farina e lasciare riposare un quarto d’ora. Tirare l’impasto con il mattarello e adagiarlo nella teglia. Lasciarlo riposare per un’altro quarto d’ora.

Affondare le dita per formare dei crateri sulla superficie, cospargere di sale, poi lasciar lievitare ancora per circa un’ora, in un luogo tiepido, non ventoso e umido.

Miscelare l’olio con 100 ml di acqua e distribuirlo sulla superficie della focaccia, lasciando che si fermi nei crateri fatti con le dieta.

Infornare per 6 minuti a 290°.

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Nota per l’intolleranza al nichel

Basso contenuto di nichel. Sia che sei intollerante al nichel alimentare, allergico al nichel da contatto (DAC) o che ti è stata diagnosticata La SNAS non esiste una cura definitiva e non esiste un modo per eliminare questo metallo dalla vita di una persona. Per alleviare i sintomi è necessario seguire una dieta a rotazione e a basso contenuto di Nichel.

Nota per gli intolleranti al lattosio

Nota per gli intolleranti al lattosio Dalla nota ministeriale: E' stata eliminata la dicitura “delattosato”, in quanto precedentemente associata alla dicitura “dietetico”. Si potrà usare al suo posto la dicitura senza lattosio per i prodotti lattiero caseari e per il latte con contenuto di lattosio inferiore a 0,1 g per 100 g o ml. Noi scriviamo "consentita o consentito" per lasciare libero ogni utente di utilizzare il prodotto della marca che preferisce. Mi raccomando di leggere sempre le etichette


30-08-2015
Scritto da: Tiziana Colombo
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