Davide Scabin e la pasta nuda

Davide Scabin e la pasta nuda. Guardando, ascoltando e gustando le meraviglie  di Identità Golose Identità 2014  mi sono spesso sorpresa ad esclamare : “ooh che meraviglia” come i bambini di una celebre canzone.

Ed effettivamente di meraviglie ce sono state tante: una tra queste è la sorpresa della Pasta Nuda che si gusta in punta di coltello.

Scabin sostiene che, se un cliente gli chiede una “semplice pasta al pomodoro e basilico”  non si sente ancora pronto per cucinarla, quindi aspetta il momento giusto, ma lui è quello delle proposte geniali come questa…

Come sempre Scabin è gran maestro di creatività, di genialità, di sregolatezza, di trasgressione, di simpatia e di ironia. E l’ha presentata al Bistrot di “Monograno Felicetti” aiutato dal fantastico Giuseppe Rambaldi. Un ragazzotto che sprigiona simpatia e sicurezza. L’ho guardato mentre preparava i piatti che sarebbero stati serviti e ne ero affascinata. Devo fare ancora tanta strada per arrivare a fare una minima parte di quello che riescono a fare questi grandi cuochi.

Ma torniamo alla lezione tenuta da Davide sulla pasta nuda. Nuda perché? Perché è una pasta non più accompagnata da sughi e condimenti vari, ma proposta come  ingrediente/ componente di un piatto di alta cucina che si degusta con tanto di  forchetta e coltello.E’ un nuovo concetto di pasta, d’eccellenza e d’autore per veri estimatori in cui si mette in risalto il valore che ha sempre avuto nella nostra cultura gastronomica e in ambito sociale.

Davide Scabin e la pasta nuda

E per sottolineare questo valore aggiunto, e per dare il benvenuto alla Pasta Nusa  presso Bistrot Monograno Felicetti la  pasta ha avuto una insolita e piacevole colonna sonora proposta della food radio Cocina Clandestina.

Ma non è finita qua!!! Durante la degustazione del menù lo chef ha proposto di mangiare la pasta con le bacchette orientali, che noi italiani siamo ostici ad utilizzare, ma ne ha spiegato la motivazione dicendo  che la pasta richiede attenzione e tempi lenti, necessari per avere una perfetta intesa ed affinità gustativa e che questa intesa si raggiunge maggiormente con l’uso delle bacchette, appunto.

Il’ menù comprendeva:

Pasta con cacio e pepe squeeze su un letto di insalata.

Spiedo di Pàca arrosto con polpo e patata al pesto.

La Pàca di  Monograno Matt, è la versione femminile dei tradizionali paccheri campani e che nel nome richiama il termine trentino pàca  che significa schiaffo/pacca sulla spalla.

Scarpetta Felicetti con carne di fassona e bagna cauda . Per fare la scarpetta Scabin ha preparato le conchiglie, che a  seconda della nostra esigenza diventano posata o nachos e servono per fare la “scarpetta”

Applausi a Scabin, come sempre!

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