Pesto di pistacchio, una alternativa al classico pesto

pesto di pistacchio
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Pesto di pistacchio, cosa ha di speciale?

Il pesto di pistacchio è una deliziosa alternativa al classico pesto alla genovese. In realtà, è molto diverso da quest’ultimo. In primis perché è diversa la lista degli ingredienti, infatti il pesto alla genovese viene realizzato con i pinoli e il basilico, mentre il pesto di pistacchi viene realizzato con i pistacchi e le noci. E’ diverso anche il procedimento in quanto il pesto alla genovese richiede sempre un passaggio al frullatore, mentre il pesto di pistacchi può essere realizzato direttamente nel mortaio. Si riducono in poltiglia i pistacchi (debitamente sbucciati) e le noci, poi si unisce l’olio, il Parmigiano e si mescola fino a ottenere un composto il più possibile omogeneo. Il pesto di pistacchio ha un sapore sì più corposo, ma anche più aromatico. Il merito va alla varietà di pistacchi utilizzata per questa ricetta, ovvero i pistacchi di Bronte.

I pistacchi di Bronte sono famosi in tutto il mondo e un vanto dell’agroalimentare siciliano, si caratterizzano per l’aroma intenso e inconfondibile, nonché per un minore apporto di sodio. Al palato, infatti, appaiono quasi dolci e meno salati rispetto alle altre varietà di pistacchio. Hanno però una buccia leggermente coriacea, quindi vanno passati brevemente in acqua bollente per rendere più agevole la pelatura. I pistacchi di Bronte, come i pistacchi “standard” del resto, si caratterizzano per le buone proprietà nutrizionali. Sono ricchi di antiossidanti e contengono grassi mono e polinsaturi, che giovano all’apparato cardiocircolatorio. Inoltre, sono ricchi di sali minerali come il fosforo, il calcio, il potassio e il ferro. L’apporto di vitamine è buono, come testimoniato dall’abbondante presenza di vitamina E, che tra le altre cose funge da antiossidante.

Quale formaggio utilizzare per questo tipo di pesto?

Non può esistere pesto senza formaggio, e il pesto di pistacchio non fa eccezione. Ma quale formaggio è opportuno utilizzare? In realtà, almeno da questo punto di vista, non si segnalano grosse differenze rispetto al classico pesto alla genovese. E’ necessario, infatti, un Parmigiano Reggiano molto corposo e in grado di amalgamarsi efficacemente. Il consiglio è di utilizzare il Parmigiano stagionato a 36 mesi, che offre ottime garanzie in questo senso.

Per inciso, il Parmigiano è tra i formaggi più salutari in assoluto. Certo è molto calorico, ma apporta ottime quantità di calcio e proteine (anzi è tra gli alimenti più proteici in assoluto). Contiene anche la vitamina D, piuttosto rara e preziosa per il nostro organismo, che esercita un impatto positivo sul sistema immunitario.

pesto di pistacchio

Perché abbiamo scelto le noci?

Una delle differenze tra il pesto di pistacchio e il pesto alla genovese riguarda la componente di frutta secca-semi. Se il pesto alla genovese vede la partecipazione dei pinoli (o delle mandorle in alcune varianti), il pesto di pistacchi è realizzato con le noci. Un accorgimento necessario, se si vuole rendere equilibrato il tutto. Le noci hanno un sapore più corposo, capace di tenere testa a quello dei pistacchi. Inoltre, sono un po’ meno aromatiche, in tal modo non si sovrappongono in termini di gusto ai pistacchi di Bronte, che vantano un aroma tutto particolare.

Le noci aggiungono molto anche dal punto di vista nutrizionale. Sono molto caloriche, è vero, ma non più di qualsiasi altra frutta secca. Inoltre, l’apporto calorico delle noci è dato da grassi saturi, che impattano positivamente sull’apparato cardiovascolare. Per inciso, l’apporto calorico delle noci è pari a 655 kcal per 100 grammi. Rilevante è anche l’apporto di sali minerali, infatti contengono buone dosi di potassio, ferro, calcio, magnesio e soprattutto fosforo, che come sicuramente saprete supporta le performance cognitive. Buono è anche l’apporto di vitamine, e in particolare della vitamina E.

Il pesto di pistacchio è il condimento perfetto per condire primi piatti di pasta o di  riso, utilizzarlo per preparare delle lasagne o servirlo semplicemente su delle bruschette!

Ecco la ricetta del pesto di pistacchio:

Ingredienti

  • 200 gr. di pistacchi di Bronte,
  • 80 gr. di gherigli di noce,
  • 80 gr. di Parmigiano Reggiano 36 mesi,
  • 200 gr. di foglie di basilico,
  • q.b. di sale e pepe,
  • q.b. di olio extravergine di oliva.

Preparazione

Ed ora ci siamo, per preparare il pesto di pistacchi iniziate proprio dai semi. Per la preparazione del pesto di pistacchi come primo passo sgusciate i pistacchi . Per eliminare facilmente la buccia rimasta, mettete i pistacchi in acqua bollente non salata per qualche minuto. Scolate i pistacchi e completate la pelatura.

Versate i pistacchi sgusciati insieme alle noci e alle foglie di basilico all’interno di un mortaio fino ad ottenere un composto grezzo. Infine, aggiungete un po’ di olio extravergine d’oliva e mescolate per ottenere un composto cremoso. Concludete unendo il formaggio grattugiato e mescolando nuovamente. E ualà, il pesto è pronto per essere utilizzato per condire la pasta o il riso!

Un’idea in più potrebbe essere quella di aromatizzare il pesto di pistacchi con della scorza di limone. Il pesto di pistacchi può essere conservato in frigorifero per 3 o 4 giorni in un vasetto chiuso ermeticamente oppure potete congelarlo. Accertatevi di coprire il pesto con uno strato sottile di olio.

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4 commenti su “Pesto di pistacchio, una alternativa al classico pesto

  • Sab 14 Ago 2021 | Oriele Cocconcelli ha detto:

    Buon pomeriggio,dopo aver messo il pesto nel barattolo e chiuso per poterlo conservare fuori dal frigo devo colpirlo come si fa per i pomodori?
    Grazie.

    • Lun 16 Ago 2021 | Tiziana Colombo ha detto:

      Salve deve livellarlo bene e mettere un filo d’olio prima di chiudere con il coperchio.

  • Sab 21 Ago 2021 | Oriele Cocconcelli ha detto:

    Una volta invasato il pesto devo bollire i barattoli x qualche minuto come si fa con i pomodori?

    • Sab 21 Ago 2021 | Tiziana Colombo ha detto:

      Buongiorno Oriele solitamente lo preparo e lo utilizzo. Ma se vuole può versarlo in vasetti sterili e sottoporli a bollitura

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Ma da sola non potevo farcela! Cosi nel 2012 ho fondato l’Ass.Il Mondo delle Intolleranze APS, di cui sono il Presidente in carica. Ad oggi siamo diventati una realtà importante e un punto di riferimento per tantissime persone, chef, aziende e medici. Abbiamo un comitato scientifico formato da professionisti e un gruppo di lavoro attivo e dinamico. Ognuno di noi ha un suo ruolo e tutti gli aspetti vengono vagliati con cura. Vogliamo dare un’informazione corretta e responsabile e siamo a disposizione dei nostri utenti. Torna a pensare positivo e mangiare con gusto. Ti garantisco che è possibile.

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