Frittata di rane, ricetta della tradizione veronese

Tempo di preparazione:

Oltre alla classica rana fritta che noi intolleranti al nichel è meglio che evitiamo, la rana può essere gustata alla griglia, cosparsa dopo la cottura con un infuso di olio di oliva, rosmarino sminuzzato e limone, oppure in una bella frittata.

Soprattutto nel pisano la rana viene marinata in un preparato di aceto, aglio e foglie di salvia. Passati alcuni giorni, il tutto viene gustato soprattutto come antipasto.

Rara è infine la preparazione in umido. In questo caso le rane vengono soffritte in olio, aglio e prezzemolo. Poi, a metà cottura, un mezzo bicchiere di vino bianco servirà a conferire quel tocco di grazia in più, indispensabile a prepararle a un’abbondante dose di pomodoro.

I buongustai assicurano che il sapore della carne di rana è assai simile a quello della carne di coniglio. Provare per credere.

Da un punto di vista nutrizionale la carne di rana non presenta nessun tipo di controindicazione, e può quindi essere consumata da tutti.

Come pulire le rane

Chi vuole preparare nel migliore dei modi la frittata di rane deve informarsi prima di tutto su come pulirle. Il procedimento da seguire è molto semplice. Si parte togliendo la pelle. Subito dopo si eliminano la punta delle zampe e la testa.

Ovviamente vanno tolte anche le interiore, che devono essere poi sciacquate. Cosa dire sulla conservazione? Che la carne di rana può essere tenuta nel surgelatore, esattamente come si fa con la carne di pollo.

Proprietà nutrizionali della carne di rana

Molto importante per la preparazione ottimale della frittata di rane è un approfondimento sui valori nutrizionali della carne di questo anfibio. Come già detto è priva di controindicazioni e, se fresca, può essere consumata anche dai celiaci.

Povera di grassi, è caratterizzata da un interessante contenuto di ferro, il che la rende congeniale al benessere delle ossa. Insomma, la carne di rana è una vera prelibatezza che vi aiuterà a conquistare i vostri ospiti! Oltre che buona e leggera è anche legata ad alcune curiose tradizioni. Qualche esempio? In Lombardia si usa catturare le rane per cucinarle nei mesi con il nome che presenta la lettera ‘r’.

L’abitudine di portare le rane in tavola è arrivata a noi dal Medioevo. A quei tempi questo anfibio era considerato un cibo povero di magro. Davvero non bisogna che dire grazie per il perpetuare di questa tradizione, che permette oggi di gustare piatti speciali come questa frittata di rane, la cui ricetta, come vedrete, è molto semplice.

Ingredienti per 4 persone

  • 400 g di cosce di rana pulite,
  • q.b. olio extravergine d’oliva,
  • 4 uova,
  • un cucchiaio di latte Accadi,
  • 80 g di parmigiano grattugiato 36 mesi,
  • q.b. sale

Preparazione:

Scaldate molto bene un tegame antiaderente, unire le cosce di rana e farle dorare. In una ciotola sbattete le uova con il parmigiano, il latte e il sale.

Versate questo composto nel tegame delle rane e lasciarlo rapprendere a fuoco vivo come per una normale frittata. Quando sarà ben cotta da una parte rigirarla aiutandosi con un coperchio e ultimare la cottura.

Servire con una bella insalatina fresca

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