bg header
logo_print

Saltibarsciai, la zuppa russo lituana dal colore unico

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

Ricetta proposta da
Tiziana Colombo

Pubblicato il
09/11/2021 alle 12:51

Saltibarsciai
Ricette per intolleranti, Cucina Italiana
Ricette vegetariane
Ricette senza glutine
Ricette senza lattosio
preparazione
Preparazione: 00 ore 30 min
cottura
Cottura: 00 ore 00 min
dosi
Ingredienti per: 4 persone
Stampa
4.1/5 (38 Recensioni)

Saltibarsciai, la tradizione del baltico racchiusa in una zuppa

Il saltibarsciai è una ricetta della tradizione lituana, ma che ha riscosso nel tempo una certa fortuna anche in Russia. Il suo nome appare alle nostre orecchie come uno scioglilingua ed è difficile da pronunciare. La ricetta, in compenso, è davvero semplice, infatti basta mescolare tutti gli ingredienti, precedentemente trattati, in modo da ottenere una soluzione corposa e che possa fungere da primo piatto leggero e nutriente. La prima qualità che balza subito all’occhio è il colore. D’altronde, il saltibarsciai è detta anche “zuppa rosa”. Questa peculiare tonalità cromatica non nasconde chissà quale segreto, anzi deriva dalla barbabietola precotta, che assume quel colore. Questo gustoso e nutriente ortaggio tende al rosa-rosso in virtù dell’apporto di una sostanza specifica, la betalaine.

Per il resto, le barbabietole eccellono per le loro proprietà nutrizionali. Apportano buone dosi di vitamina C, una sostanza che supporta il sistema immunitario e ne ottimizza l’azione di contrasto rispetto a virus, batteri e funghi. La barbabietola rossa è anche ricca di ferro, che aiuta l’organismo a ossigenare il sangue e attenua i sintomi delle anemie. Inoltre, si apprezzano buone quantità di calcio, che giova alle ossa e aiuta a prevenire patologie a carico delle stesse. Stesso discorso per il magnesio, che funge da ricostituente. Come molte altre verdure e ortaggi, l’apporto calorico è minimo: siamo sulle 19 kcal per 100 grammi.

Ricetta saltibarsciai

Preparazione saltibarsciai

  • Per preparare la saltibarsciai procedete come segue. Grattugiate a pezzi grossi le barbabietole cotte e i cetrioli.
  • Poi prendete le uova sode e tagliuzzatene una metà, l’altra metà conservatela per la decorazione finale.
  • Ora sminuzzate i cipollotti fino a ricavarne un trito molto fine.
  • Mescolate bene tutti gli ingredienti (escludendo la metà intera delle uova) e integrate il kefir.
  • Regolate con un po’ di sale, un po’ di pepe e condite con succo di limone o con un po’ di aceto.
  • Lasciate raffreddare per una mezz’oretta in frigorifero.
  • Infine decorate con le uova sode tagliate a spicchi e l’ aneto tritato.
  • Potete accompagnare la zuppa fredda di barbabietole con delle patate cotte a vapore e della panna acida consentita.

Ingredienti saltibarsciai

  • 400 gr. di barbabietole precotte
  • 1
  • 3 lt. di kefir
  • 300 gr. di cetrioli
  • 4 uova sode
  • 1 ciuffo di aneto
  • 60 gr. di cipollotti freschi
  • 1 limone (o q. b. di aceto)
  • q. b. di sale
  • q. b. di pepe

Cos’è il kefir e quali sono le sue proprietà

Tra gli ingredienti più peculiari del saltibarsciai spicca il kefir. E’ un prodotto peculiare, almeno ai nostri occhi, infatti è un prodotto lattiero-caseario tipico della Russia e delle regioni baltiche, poco conosciuto in Italia. Si tratta di un latticino di latte vaccino di pecora o di capra. E’ fermentato, quindi ha comunque parecchio in comune con gli yogurt, ha una grana irregolare e mantiene una certa cremosità. Il kefir ha un sapore simile allo yogurt greco ma è ancora più forte. Vanta, inoltre, due funzioni: da un lato rende le preparazioni più corpose e dall’altro aromatizza. Per quanto il sapore possa sembrare strano al nostro palato, già al secondo assaggio è in grado di essere apprezzato da chiunque. In ogni caso eccelle sul piano nutrizionale.

Presenta tutte le qualità dei latticini, dunque è ricco di  proteine, calcio e non è privo di vitamina D, una sostanza fondamentale per il sistema immunitario e abbastanza rara in natura. Inoltre, vanta uno straordinario potere probiotico, tale da impattare profondamente sulla flora intestinale e regolarizzare la digestione. Il kefir ha un apporto calorico molto ridotto, sostanzialmente sovrapponibile a quello del latte: 65 kcal per 100 grammi. Benché fermentato, non è senza lattosio, dunque non può essere consumato da chi soffre di intolleranze alimentari scatenate da questa sostanza.

Saltibarsciai

Le proprietà nutrizionali dell’aneto

Il saltibarsciai, o zuppa rosa che dir si voglia, può essere arricchito da molte erbe aromatiche. C’è chi profonde la massima creatività e ricerca abbinamenti particolari. Invece, c’è chi va sul sicuro e si affida alle classiche erbe di campo. Io propongo una via di mezza da tradizione e sperimentazione, ossia l’aneto. Con questo termine si intende un’erba aromatica il cui gusto si distacca dagli ingredienti della medesima categoria, infatti sa un po’ di anice e un po’ di timo. Di certo è in grado di insaporire i piatti grazie al sapore forte, dunque non esagerate se non volete compromettere l’equilibrio della ricetta.

L’aneto è anche una sorta di pianta officinale, infatti le sue proprietà nutrizionali sfociano nel curativo. Il riferimento non è solo al potere digestivo, quasi scontato in una pianta di questo tipo, ma anche all’impatto che esercita in chi soffre di insonnia, o ha problemi allo stomaco e all’intestino (ad esempio coliche). A suo modo è profumato e contrasta l’alitosi. L’aneto, in virtù del suo aroma preponderante, ma capace di interagire con gli altri ingredienti, è abbinato alle carni rosse. Tuttavia, l’aneto è ottimo anche nelle ricette quasi interamente vegetali, come in questo caso.

Il delicato contributo dei cetrioli

I cetrioli sono ingredienti importanti per la ricetta del saltibarsciai, infatti rendono la zuppa gradevolmente acidula. Mi raccomando, vanno grattugiati grossolanamente in modo da amalgamarsi meglio con gli altri ingredienti. I cetrioli, inoltre, rendono la zuppa veramente leggera. Il merito va all’apporto calorico davvero misero di questo ortaggio, che non va oltre le 12 kcal per 100 grammi. Si segnala anche la presenza di abbondante acido tartarico, una sostanza che impedisce la conversione dei carboidrati in grassi. Non è un caso che i cetrioli vengano ampiamente consumati dagli sportivi e da chi sta sostenendo diete dimagranti.

I cetrioli sono anche ricchi di vitamina C, che come abbiamo visto fa bene alla salute. Stesso discorso per alcune sostanze che ottimizzano l’assorbimento della vitamina A, che fa bene alla vista, ai capelli e non solo. Buono è anche l’apporto di sali minerali, e in particolare di potassio che fa bene alla circolazione e supporta l’organismo in molte attività.

Si possono aggiungere ingredienti a base di carne nel saltibarsciai?
Il saltibarsciai nasce come piatto leggero e prevalentemente vegetale, ma può essere arricchito con una componente di carne senza comprometterne del tutto l’identità. Si possono aggiungere piccoli pezzi di pollo bollito, prosciutto o speck, preferibilmente in quantità contenute. L’importante è mantenere l’equilibrio, evitando che la carne sovrasti la freschezza della preparazione. In questo modo si ottiene una variante più sostanziosa ma ancora armonica.

Le uova, degli ingredienti fondamentali del saltibarsciai

Le uova sode giocano un ruolo fondamentale in questa deliziosa zuppa della cucina russa, infatti fungono allo stesso tempo da guarnizione e da elemento insaporente. Ovviamente per ottenere il risultato migliore possibile le uova vanno cotte a regola d’arte. A tal proposito ecco qualche trucchetto utile.

Il primo trucchetto consiste nell’immergere le uova in acqua fredda prima della cottura: ciò evita che i gusci si rompano a causa di uno sbalzo termico improvviso. Inoltre è utile aggiungere un pizzico di sale (o un cucchiaino di aceto all’acqua) poiché aiuta a coagulare l’albume nel caso si verificassero piccole crepe nel guscio, mantenendo l’uovo intatto.

Un altro trucchetto riguarda la rimozione del guscio. Una volta cotte le uova vanno immerse subito in acqua ghiacciata: tale accorgimento interrompe la cottura e crea uno strato d’aria tra l’albume e il guscio, rendendo quest’ultimo più semplice da staccare.

Infine un consiglio che riguarda la fase di cottura: mescolate le uova in modo da centrare il tuorlo e favorire un aspetto più gradevole dell’uovo sodo una volta tagliato a metà.

Cosa bere con il saltibarsciai

Il saltibarsciai è una ricetta popolare e nobile allo stesso tempo, dunque merita di essere accompagnata a dovere. Se volete puntare a delle specialità della cucina russa potete accompagnare il piatto con il kvas e il mors.

Il kvas è una bevanda fermentata a base di pane nero, che aggiunge una nota leggermente dolce e acida in grado di bilanciare ed esaltare il gusto rustico del saltibarsciai. Il mors è invece una bevanda rinfrescante a base di frutti di bosco, che accompagna al meglio il saltibarsciai grazie al suo sapore fruttato e leggermente aspro.

Se volete rimanere in Italia, almeno per quanto concerne il beverage, vi consiglio il prosecco e il chinotto. Il prosecco esprime una discreta leggerezza e una vivace effervescenza che contrastano in modo piacevole con la consistenza cremosa e il gusto intenso del saltibarsciai, creando un abbinamento sofisticato. Infine il chinotto esprime un gusto amaro e agrumato che si sposa bene con le note rustiche della barbabietola, offrendo una combinazione originale e rinfrescante.

Come sostituire il kefir nel saltibarsciai

Come abbiamo visto il saltibarsciai, almeno nella versione che vi presento qui, è realizzato con il kefir. Non si tratta del latticino più reperibile, anzi è spesso difficile da trovare. Da qui scaturisce l’idea di sostituirlo con qualcosa di più accessibile, per esempio si può partire dallo yogurt bianco naturale, che rappresenta l’alternativa più semplice e a portata di mano.

Lo yogurt ha una base acida simile al kefir, ma una consistenza più densa. Per questo motivo è opportuno lavorarlo leggermente prima dell’utilizzo. Si potrebbe anche diluirlo in acqua fredda in quanto ciò consente di ottenere una struttura più fluida, adatta a una zuppa fredda come il saltibarsciai. In alternativa si può utilizzare il latte, che rende il risultato ancora più morbido e meno “tagliente” sul piano gustativo. Un’altra opzione valida è il latticello. Questo ingrediente offre caratteristiche molto vicine al kefir, ossia è fluido, leggermente acido e poco grasso. Il suo utilizzo consente di ottenere una preparazione più fedele alla ricetta originale senza richiedere particolari accorgimenti.

Per fare il latticello si può unire un quarto di latte con un cucchiaio di succo di limone o aceto bianco. Dopo aver mescolato si lascia riposare il composto per circa 10-15 minuti a temperatura ambiente. Il latte inizierà a cagliare leggermente, assumendo una consistenza più densa e un sapore acidulo tipico del latticello. In alternativa si può ottenere il latticello come sottoprodotto della lavorazione del burro, montando la panna fino a separare la parte solida da quella liquida. Il latticello trova applicazione in molti contesti. In linea di massima viene considerato come una sorta di condimento derivato dal latte.

Tornando alla sostituzione del kefir si può anche lavorare su una combinazione di ingredienti. Si potrebbero mescolare yogurt e latte, aggiungendo una piccola quantità di succo di limone o aceto delicato. Ciò permette di costruire un equilibrio tra acidità e consistenza. Questo approccio è utile quando si vuole replicare il più possibile il profilo del kefir. Per chi preferisce soluzioni vegetali esistono alternative interessanti. Penso allo yogurt di soia o di cocco opportunamente diluiti. In questo caso il risultato sarà leggermente diverso, ma comunque coerente con la natura fresca del piatto. Inoltre è importante scegliere prodotti non troppo dolci per evitare di alterare l’equilibrio.

Un aspetto centrale riguarda proprio l’acidità. Il saltibarsciai deve risultare fresco e leggermente pungente, ma non eccessivamente acido. Per questo motivo è sempre utile assaggiare durante la preparazione e correggere gradualmente. Anche la consistenza gioca un ruolo importante, infatti una base troppo liquida rende la zuppa poco strutturata, mentre una troppo densa la avvicina più a una crema. Il giusto equilibrio si ottiene lavorando con piccole aggiunte successive. Infine la temperatura non va sottovalutata. Il saltibarsciai deve essere servito ben freddo, quindi è importante che anche la base sia refrigerata prima dell’utilizzo, ciò contribuisce ad esaltare la sensazione di freschezza.

Un focus sulla cucina lituana

Il saltibarsciai è uno dei piatti più iconici della cucina lituana, ma rappresenta solo una parte di una tradizione gastronomica più ampia e articolata. La cucina lituana nasce da un contesto geografico e climatico preciso, caratterizzato da inverni rigidi e stagioni ben definite. Tutto ciò ha influenzato profondamente le abitudini alimentari. Le preparazioni tradizionali si basano spesso su ingredienti semplici e facilmente reperibili: patate, cereali, cavoli e latticini. Le tecniche di conservazione, come la fermentazione, hanno un ruolo importante. Proprio per questo crauti, cetrioli fermentati e bevande a base di latte fermentato sono degli elementi ricorrenti.

Le zuppe rappresentano una componente fondamentale. Oltre al saltibarsciai, che è una zuppa fredda a base di barbabietole, esistono numerose varianti di zuppe calde, spesso più dense e sostanziose. Queste preparazioni rispondono alla necessità di piatti nutrienti e adatti a climi freddi. Anche le patate occupano un posto centrale. Vengono utilizzate in molte ricette, sia come ingrediente principale sia come accompagnamento. I cepelinai, dei grandi gnocchi ripieni, sono uno dei piatti più rappresentativi e mostrano bene l’importanza di questo tubero.

Anche i latticini sono molto diffusi. Kefir, yogurt e altri prodotti fermentati non solo arricchiscono il gusto, ma contribuiscono anche alla conservazione degli alimenti. Il loro utilizzo è trasversale, sia in preparazioni salate che in quelle più fresche. La carne è presente: maiale e pollo sono tra le tipologie più utilizzate, preparate in modo diretto e accompagnate da contorni sostanziosi.

Un elemento distintivo della cucina lituana è la ricerca dell’equilibrio tra semplicità e sostanza. I piatti non puntano su combinazioni complesse, ma su ingredienti ben scelti e lavorati con attenzione. Il saltibarsciai rappresenta un’eccezione interessante, perché introduce un elemento di freschezza in una cucina spesso associata a piatti caldi e corposi. È una preparazione estiva, che valorizza ingredienti semplici ma con un risultato sorprendente.

FAQ sul saltibarsciai

Cos’è il saltibarsciai?

Il saltibarsciai è una zuppa fredda tradizionale russa preparata con barbabietole rosse, kefir, cetrioli, uova sode e aneto. È caratterizzata dal colore rosa acceso dato dalle barbabietole e dal sapore rinfrescante. Viene servita principalmente nei mesi estivi ed è spesso accompagnata da patate bollite.

Cos’è il kefir?

Il kefir è una bevanda fermentata a base di latte originaria del Caucaso. Si ottiene utilizzando granuli di kefir, composti da batteri e lieviti, che trasformano il latte in una bevanda leggermente acidula e cremosa. È ricco di probiotici, vitamine e minerali utili per il benessere intestinale e per il sistema immunitario.

Com’è la cucina russa?

La cucina russa è ricca, sostanziosa e varia, con influenze europee e asiatiche. Si basa su ingredienti come patate, cavoli, cereali, carne e pesce. I piatti tipici russi comprendono zuppe come il borscht, i pirozhki (paste ripiene) e il manzo alla Stroganoff. È spesso accompagnata da tè e liquori tradizionali come la vodka.

A cosa fanno bene le barbabietole rosse?

Le barbabietole rosse sono ricche di antiossidanti, vitamine (come la vitamina C e del gruppo B) e minerali come ferro, magnesio e potassio. Favoriscono la salute cardiovascolare, migliorano la circolazione sanguigna e supportano il fegato. Inoltre, grazie al contenuto di fibre, aiutano la digestione e contribuiscono al benessere intestinale.

Ricette della cucina russa torte ne abbiamo? Certo che si!

4.1/5 (38 Recensioni)
Riproduzione riservata

2 commenti su “Saltibarsciai, la zuppa russo lituana dal colore unico

  • Lun 11 Ago 2025 | Giampy ha detto:

    Ciao
    Ho mangiato questa gustosa zuppa con un preparato di barbabietola in scatola già pronta che è marinata con aceto zucchero e sale
    Volevo sapere come farla con la barbabietola cruda
    Grazie per la risposta

    • Gio 14 Ago 2025 | Colombo Tiziana ha detto:

      Ciao Giampy
      Se vuoi prepararla partendo dalla barbabietola cruda, ti consiglio di sbucciarla, tagliarla a dadini e cuocerla in acqua leggermente salata finché diventa tenera (ci vorranno circa 30–40 minuti, a seconda della grandezza dei pezzi).
      Poi puoi insaporirla con aceto, un pizzico di zucchero e sale, lasciandola riposare un po’ per far amalgamare i sapori, proprio come nella versione marinata. In questo modo otterrai un gusto fresco e naturale, molto simile alla ricetta tradizionale.

Aggiungi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Puoi usare HTML tags e attributi:

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

TI POTREBBE INTERESSARE

uovo marinato shoyu

Uovo marinato shoyu: la ricetta base per ramen...

Origine e ruolo dell'uovo marinato shoyu L’idea dell’uovo marinato nasce in Giappone come completamento gentile. Nelle ciotole di ramen e nelle versioni “scomposte” come lo tsukemen,...

senbei

Senbei: guida completa, storia, varianti e consigli pratici

I senbei giapponesi: storia, gusto e croccantezza da scoprire I senbei sono cracker croccanti che raccontano la cucina giapponese attraverso semplicità e tradizione. Questi cracker nascono da pochi...

Sanshoku dango

Sanshoku dango: il dango tricolore che racconta la...

Sanshoku dango: cos’è e perché è sempre tricolore In breve: il sanshoku dango è uno spiedino di tre palline di dango (impasto di farina di riso glutinoso). Di solito è associato alla...