Farina di tapioca, ideale nello svezzamento dei neonati

farina di tapioca ChiaraZoppei

Oggi vi parliamo della farina di tapioca. La tapioca, vegetale derivato dal tubero della manioca,  appartiene alla Famiglia delle Euphorbiaceae ed è anche detta yucca o cassava.

Si tratta di un tubero simile ad una patata, ma ancor più somigliante ad una radice tuberosa. Costituita quasi esclusivamente da amido, con una minima percentuale di proteine, fibre e grassi, si utilizza soprattutto come addensante per creme e salse.

E’ facilmente digeribile e per questo è ideale nello svezzamento dei neonati e nell’alimentazione degli anziani.

Importante fonte alimentare per la popolazione dell’America centrale, oggi, grazie alla notevole redditività e alle scarse necessità colturali, la yucca è ampiamente diffusa anche nel continente africano ed in Asia.

La manioca può essere consumata in diversi modi ma viene prevalentemente consumata dopo la cottura. In virtù delle sue caratteristiche chimiche, con il tubero si producono anche la farina e la fecola (o meglio, le fecole), sottili e di colore bianco o giallino.

E’ importante fare attenzione alle numerose varianti di manioca dette “amare” perché contenenti alcuni principi tossici; queste piante, per essere rese commestibili, necessitano di passaggi intermedi di lavorazione o della cottura.

Le ricette tradizionali a base di manioca sono purea e frittura, ma viene inserita anche in preparazioni miste, panificata come farina.

A livello industriale, la farina di tapioca è impiegata come addensante e per la produzione di glucosio, di alcol etilico e di birra.

Le proprietà nutrizionali della farina di tapioca reperibile in commercio sono caratterizzate da un elevato contenuto energetico, comunque inferiore alla classica farina di frumento.

Dal punto di vista chimico, la farina di tapioca commerciale è costituita principalmente da amido e si avvicina molto di più alla fecola di patate piuttosto che alla farina di cereali.

Composta da bassissime percentuali di fibre, lipidi e proteine; non contiene glutine e come tale si presta all’alimentazione del celiaco. Povera di sali minerali, in particolare di calcio e fosforo.

Di per sé, la farina di tapioca non può essere considerata un alimento con funzioni supplementari a quella energetica, tanto che un’alimentazione basata prevalentemente sul suo consumo determina elevate carenze nutrizionali.

Nonostante venga spesso utilizzato come sinonimo della pianta o della farina o della fecola, la tapioca rappresenta un prodotto ben distinto.

Si tratta infatti del risultato di una lavorazione particolare, che utilizza come base di partenza la fecola umida; successivamente, quest’ultima viene messa a seccare ed agitata regolarmente per mantenere la forma granulare degli agglomerati; si tratta, dunque, di una fecola e non di una farina.

La tapioca è di il prodotto più raffinato tra tutti i derivati della manioca.

Mentre per la patata i termini “farina” e “fecola” sono sinonimi, nel caso della yucca non è così.

La farina viene infatti ricavata dalla macinatura, mentre la fecola dal deposito dell’amido contenuto nel liquido utilizzato per il lavaggio della pasta per la farina.

L’equivoco nasce dal fatto che, nella maggior parte dei paesi, della manioca si commercializza esclusivamente l’amido (volgarmente detto farina di tapioca).

 

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