Tamarillo rosso: il “pomodoro” del sud America dolce e succoso

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Il frutto speciale che impazza in America: il tamarillo rosso

Il tamarillo rosso, a dispetto del suo aspetto del tutto comune e familiare ad alcuni nostri frutti ed ortaggi, gode di un sapore singolare, dolce e unico nel suo genere. La sua buccia spessa, dal colore simile a quella di un pomodoro maturo, cela un ripieno dolce, succoso e rinfrescante che lo rende unico.

La pianta è particolarmente coltivata nel sud America, si tratta di un arbusto a crescita molto rapida, ma allo steso tempo estremamente fragile, caratteristica questa che ne fa una pianta difficile da coltivare in zone diverse. In Italia, ad esempio, è difficile darsi alla produzione di questa pianta, essendo differenti le condizioni climatiche.

Tamarillo rosso: utilizzi in cucina

Questo piccolo frutto si presta a svariati utilizzi in cucina: esso viene consumato in genere come frutta, esattamente come i nostri loti, lo si mangia con il cucchiaino tagliandolo a metà ed eliminando la buccia che è spessa e insapore. Ma è nella preparazione di marmellate e dolci che questo frutto eccelle.

Il Tamarillo rosso presenta una polpa succosa, densa, che se portata a cottura arriva a toccare in tempi celeri il punto di solidificazione: è proprio questo il principale motivo per il quale esso si rivela ideale per la preparazione di marmellate e ripieni per crostate.

Questo frutto è particolarmente consigliato a coloro che soffrono di stipsi, per via del suo buon contenuto di acqua e fibra, nonché ai soggetti anemici, visto che, diversamente dalla frutta che in genere contiene una quantità pressoché inesistente di ferro, il tamarillo gode di una buona quantità di questo prezioso minerale.

Gli abbinamenti perfetti con il tamarillo rosso

In cucina, complice la sempre più diffusa popolarità che questi frutti extraeuropei stanno guadagnando nel nostro paese, si stanno sperimentando diversi abbinamenti, tra i quali risulta particolarmente gradito quello con la vaniglia.

Il tamarillo rosso ha scoperto di recente un abbinamento straordinario con i nostri vini nazionali tra i quali, in particolare, il passito di Pantelleria. A differenza di altra frutta “straniera” che si presta ad essere essiccata, questo piccolo frutto, per via del suo contenuto denso e polposo, è preferibile che venga consumato al suo stato originale, ossia fresco.

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