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Malassorbimento del fruttosio, sintomi e cure

malassorbimento del fruttosio

Per alcune persone il consumo di fruttosio (in quantità differenti) può essere causa di diversi problemi, mal di stomaco, diarrea o altri sintomi digestivi, queste persone soffrono di malassorbimento del fruttosio, da non confondere con l’intolleranza ereditaria al fruttosio, molto più rara e seria che si riscontra già nel neonato al momento dello svezzamento.

Il fruttosio è conosciuto come lo “zucchero della frutta” perché in natura, si trova principalmente nella frutta. Si tratta di un carboidrato semplice che durante il processo digestivo è assorbito da speciali cellule nell’intestino tenue.

Nelle persone con malassorbimento di fruttosio, queste cellule, che normalmente sono in grado di assorbire circa 50 grammi di fruttosio alla volta, non funzionano correttamente con il risultato che la quantità di fruttosio che possono assorbire è molto più bassa. Il limite dipende da persona a persona, potrebbero bastarne 5 grammi per stare male, oppure l’organismo potrebbe tollerare fino a 25 grammi senza che appaiano i sintomi del disturbo.

Il fruttosio non assorbito si concentra nell’intestino e diventa “cibo” per la flora intestinale, questo crea gli spiacevoli disturbi digestivo-intestinale: diarrea, gas, dolori addominale, flatulenza, gonfiore.

Il malassorbimento del fruttosio è difficile da diagnosticare

Il malassorbimento del fruttosio è difficile da diagnosticare perché può essere confuso con molti altri disturbi legati all’alimentazione che provocano gli stessi sintomi. Tuttavia, l’allarme dovrebbe scattare se dopo 2, massimo 24 ore dal consumo di frutta o altri alimenti contenenti fruttosio si avvertono i sintomi sopra riportati, allora si può iniziare a sospettare di soffrire di malassorbimento di fruttosio.

La diagnosi spetta come sempre al medico che valuterà i sintomi e nel caso prescriverà degli esami. Esiste un esame specifico in grado di fornire una chiara diagnosi, si tratta di un esame respiratorio con il quale si analizza la capacità di assorbimento del fruttosio.

Una cura a questo disturbo purtroppo non esiste, quello che si può fare è intervenire sui sintomi attraverso, chiaramente, l’eliminazione completa o quasi del fruttosio dalla dieta. Gli studi hanno dimostrato che una dieta senza fruttosio, o con dosi limitate, fornisce un notevole sollievo.

In generale, il modo migliore per convivere con il disturbo è capire la quantità di fruttosio che l’organismo riesce a gestire e di conseguenza cosa e in quale quantità poter mangiare determinati cibi per tenere sotto controllo i sintomi.

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