Il caldo di notte non vi fa dormire?

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Il caldo di notte non vi fa dormire e diventa insopportabile?

Purtroppo ne sappiamo qualcosa, soprattutto adesso che l’estate è davvero arrivata con i suoi pro e i suoi contro. Esistono però alcune regole che possiamo provare ad applicare per sfuggire alla calura, o quantomeno per evitare che l’insonnia da caldo ci rovini la notte e pure la giornata successiva. La sfida è di riuscire a dormire senza accendere il condizionatore.

  • Non andare a dormire subito dopo aver cenato.  Lasciate passare qualche ora (almeno un paio) Il cibo pesante fa sudare e, mettersi a letto subito dopo una cena ricca, non è assolutamente l’ideale. Il mio consiglio è quello di cenare con cibi leggeri e con alimenti ad alto contenuto di acqua, quindi più verdure fresche: il vostro corpo sarà così più idratato e incline a un buon riposo. E un consiglio: evitate gli spaghetti di mezzanotte con gli amici.
  • Evitare di guardare alla TV programmi horror o scene di violenza. Alla sera trovo la TV rilassante e conciliante per il sonno. Evito pero’ di guardare programmi d’azione o particolarmente violenti. In particolare non guardo mai dei film horror-thriller. Sono dei veri e propri attentati’ al riposo, e rischio di fare brutti sogni o svegliarmi di soprassalto.
  • Molto spesso poi si abusa di condizionatori. Refrigeriamo troppo le stanze in cui dormiamo,  sebbene non sia consigliabile dormire con una temperatura né superiore né inferiore ai 20-21°C. L’ideale sarebbe invece utilizzare un ventilatore direzionato in modo tale dal favorire il movimento dell’aria della stanza, facendo attenzione soprattutto al collo, alla testa, alla schiena, alle gambe e ai piedi, tutte parti del corpo tendenti all’eccessiva si sudorazione che, in presenza di una ventilazione troppo fredda o eccessiva, potrebbero creare problemi fisici o dolori come il torcicollo. L’alternativa può essere utilizzare un condizionatore in modalità deumidificazione, regolato tra i 25 e i 27 gradi.
  • Occorre anzitutto evitare di andare a dormire nudi. Può sembrare paradossale, ma coricarsi senza nulla addosso può determinare una maggiore sudorazione, che a sua volta può essere causa di un risveglio improvviso e di un sonno agitato.
  • Indossare un pigiama o una camicia da notte di cotone leggero, da abbinare a un lenzuolo di cotone chiaro.
  • Direi che non è buona cosa praticare attività sportiva prima di andare a dormire. Sicuramente fare attività sportiva durante la giornata aiuta a dormire meglio, ma farlo poco prima di andare a letto è, invece, controproducente. Il corpo, una volta messo in moto, rimane energico per qualche tempo e fatica a mettersi a riposo. Se dovete svolgere le vostre attività fisiche calcolate almeno 3 o 4 ore tra l’esercizio e il momento in cui vi coricherete.
  • Importante struccarsi per far respirare la pelle e idratare la pelle con prodotti specifici.
  • Farsi una doccia fresca o tiepida prima di andare a letto, in modo da abbassare la temperatura del corpo e rigenerarsi dalle fatiche e dal sudore. In alternativa è possibile fare un breve pediluvio con acqua fresca.
  • E se avete la buona abitudine di leggere prima di addormentarvi è bene non esagerare con le luci, che restano comunque una fonte di calore. Chi ha studiato la materia in maniera approfondita consiglia anche di evitare di rannicchiarvi. Al contrario sarebbe preferibile una posizione con gambe e braccia leggermente divaricate, in modo da agevolare il passaggio di un refolo d’aria che in certi casi risulta provvidenziale.
  • insonnia

Caldo di notte: la cena

Per prevenire l’insonnia da caldo è importante anche mangiare le cose giuste a cena. Evitare di appesantirsi è fondamentale. L’organismo avrebbe un lavoro supplementare da svolgere dovendo digerire cibi pesanti e non adatti alla stagione.

Sono consigliabili i piatti freschi, magari freddi, insomma i piatti tipicamente estivi realizzati con ingredienti stagionali, che sono i più adatti al nostro organismo che segue appunto i cambiamenti delle stagioni. Inoltre ciò vi consentirebbe di tenere spenti forni e fornelli, anch’essi fonti di calore.

Naturalmente è importante idratarsi a dovere e bere dunque le giuste dosi di acqua. Mentre sarebbero da evitare gli alcolici.

Insonnia: i cibi da assumere e quelli da evitare

La guerra contro l’insonnia, malessere subdolo e insidioso che riguarda un numero crescente di persone, è vecchia come il mondo. Da sempre si cercano rimedi naturali per prevenirla senza l’ausilio di farmaci.

Anzitutto è bene evitare il consumo di caffeina nelle ore serali, così come è bene abbandonare l’abitudine di stare davanti a schermi luminosi poco prima di coricarsi, in particolare quelli che stimolano l’interazione (e dunque ostacolano il rilassamento) come computer e smartphone.

Tutti sanno però quanto la dieta giochi un ruolo fondamentale in questo contesto. La lotta all’insonnia passa infatti da una scelta alimentare oculata, che per esempio privilegi l’assunzione di fibre a quella di grassi saturi e di zucchero, i quali possono contribuire a un sonno più inquieto, meno profondo e caratterizzato da risvegli frequenti.

caldo di notte

Qualità del sonno e qualità della dieta sono strettamente connessi, come dimostrano diversi studi scientifici, proprio perché il nostro corpo è una macchina che funziona meglio se ben nutrita e ben riposata.

Ecco alcuni cibi che possono agevolare un buon riposo notturno. Per esempio i semi di zucca oppure il pesce, la frutta secca e le verdure a foglie larghe: alimenti che contengono magnesio, minerale in grado di contrastare lo stress.

Forse potrà sorprendere qualcuno, ma molti esperti indicano la ricotta come alimento capace di innalzare i livelli di serotonina e melatonina, l’ormone che ci accompagna più agevolmente tra le braccia di Morfeo: questo grazie al triptofano, amminoacido riscontrabile anche in altri cibi a base di latte, nel latte di soia per chi è intollerante al lattosio, nel tofu, nei semi di sedano, nelle lenticchie o nell’hummus.

Insonnia: inevitabile se si esagera a cena

Del resto le nonne hanno sempre consigliato una buona tazza di latte caldo prima di andare a dormire. Il triptofano è presente anche nel riso, meglio se integrale, che di sera si fa preferire alla pasta perché più digeribile.

Nell’elenco dei cibi da assumere per combattere l’insonnia figurano anche gli spinaci, che contengono triptofano ma anche calcio, vitamina B6 e acido folico, sostanze alleate nel contrasto ad ansia, stress e depressione.

Parallelamente gli esperti hanno assemblato una lista di alimenti che invece favoriscono l’insonnia:  biscotti, cerali confezionati, pasta non integrale, zuccheri, pancetta affumicata, cioccolato e ovviamente caffè, melanzane, salsicce oltre all’alcol che determina un’alterazione del sonno.

Pensate ai neonati che non posso esprimete il loro disagio quando hanno caldo! I neonati alle prese col caldo sono un cruccio per tutti genitori. Perché i piccoli appena nati soffrono il caldo anche più di noi. Com’è ovvio che sia non sono in grado di comunicarci se hanno freddo o caldo, se non attraverso il pianto che è l’unico linguaggio che conoscono.

Ma anche il pianto va interpretato perché può significare una moltitudine di necessità, dalla fame al bisogno di cambiare il pannolino. Senza voler salire in cattedra, non essendo medici, si possono però rintracciare una serie di consigli utili, piccole norme di comportamento raccomandate da esperti e pediatri.

Che poi non sono così dissimili dalle raccomandazioni delle nonne.

Neonati alle prese col caldo: consigli pratici

 Anzitutto è bene non generare degli sbalzi di temperatura, i quali possono causare problemi come raffreddore o febbre. Siccome la casa è il luogo dove il neonato trascorre più tempo, sarebbe ottimo riuscire a rinfrescare l’ambiente, magari impostando il condizionatore a una temperatura di 26 gradi.

Se non avete l’aria condizionata si può sopperire attraverso il classico ventilatore, che però non deve essere mai puntato verso il bambino. Quando la temperatura sale sarebbe anche buona cosa fargli più di frequente un bagnetto anche veloce oppure rinfrescarlo con un panno inumidito.

Bere acqua o latte, in base alle circostanze, è un consiglio sempre presente nelle indicazioni degli esperti.

Quando si esce di casa gli accorgimenti da tenere sono diversi. Vestire il neonato con indumenti chiari e leggeri, di cotone o lino. Non uscire nelle ore più calde, ma prediligere il primo mattino o il tardo pomeriggio.

Utilizzare una crema con protezione 50. Coprire il capo del bambino con un cappello o una bandana, per evitare insolazioni o l’insorgere di varie problematiche alla pelle. L’organismo del neonato è ancora troppo delicato per sopportare l’esposizione al sole di un adulto.

Infine è utile ricordarsi si uscire con un lenzuolo di cotone o di lino, da inserire tra il bimbo e il sedile del passeggino o l’ovetto per il trasporto in macchina. O in alternativa un cuscinetto di pula di farro o miglio.

Un’idea per la cena potrebbe essere un’insalata di spinacini con tonno e feta e bevo un infuso di rosa canina e mirtillo prima di andare a nanna… e tu?

Insalata di spinacini con tonno e feta, una scelta di ingredienti perfetta

L’insalata di spinacini con tonno e feta è un’idea da prendere in considerazione per un contorno facile da preparare, pronto in pochi minuti e dal sapore spiccatamente mediterraneo. A sancire questa qualità è la scelta degli ingredienti, che si avvale della presenza non solo del tonno, ma anche della feta, uno dei più famosi formaggi greci. In linea di massima la scelta degli ingredienti è azzeccata, coraggiosa ma niente affatto eccessiva. Tutti gli ingredienti si valorizzano a vicenda, melograno compreso (che a primo acchitto potrebbe sembrare quasi fuoriluogo).

Il melograno, in particolare, offre una nota leggermente acidula, che contribuisce ad equilibrare un impatto gustativo che altrimenti sarebbe eccessivamente duro, nonché espressione di una certa sapidità. Il melograno, è bene ricordarlo, è un elemento prezioso, e non solo in quanto “buono”. Dal punto di vista nutrizionale, infatti, ha molto da dire. E’ pieno di antiossidanti, che svolgono un ruolo protettivo nei confronti del cuore e dell’apparato cardiocircolatorio, inoltre contribuiscono a prevenire i tumori. Il melograno è anche ricco di vitamina C, una sostanza fondamentale per rafforzare il sistema immunitario. Tra i tanti minerali che apporta, spicca poi il potassio, che è presente in quantità rilevanti.

L’altro ingrediente principale di questa ricetta sono gli spinacini, ovvero gli spinaci novelli. Sono associati tradizionalmente al ferro, ma che ne contengono più degli altri alimenti è solo un falso storico. Sono altri i minerali che apportano in considerevole quantità, come il potassio e la già citata vitamina C. Gli spinacini, come tutta la verdura del resto, si caratterizza per l’elevato contenuto di fibre, che certamente fa bene all’intestino e favorisce la digestione. Per quanto riguarda l’apporto calorico, poi, siamo su livelli estremamente bassi: 100 grammi di spinacini contengono circa 30 kcal.

La feta, un formaggio davvero speciale

La feta, utilizzata nella nostra insalata di spinacini, è il formaggio tipico della Grecia, o almeno quello più famoso oltre i suoi confini. E’ un formaggio fresco, dalla consistenza molle ma compatta. Si distingue per il tipico colore bianco candido e per la grana regolare. La feta è realizzata con il latte di pecora, anche se nelle versioni più tradizionali si aggiunge spesso un buon 30% di latte di capra. Il sapore è delicato, ma abbastanza sapido e marcatamente acidulo. Si accompagna in modo eccellente con la verdura e in generale i pasti leggeri, come nel caso di questa insalata di spinacini con tonno.

Dal punto di vista nutrizionale, la feta si inserisce sul solco dei formaggi freschi e a stagionatura breve. La percentuale di grassi è considerevole, sebbene si tratti di grassi buoni. L’apporto di proteine è eccellente, superiore a quello del latte ma leggermente inferiore a quello della carne. L’apporto di calcio è ottimo, ma inferiore a quello dei formaggi stagionati. La caratteristica più importante della feta, dal punto di vista del procedimento, è il periodo di riposo in salamoia, che le dona la tipica sapidità e allo stesso tempo le consente di sviluppare una certa consistenza.

Insalata di spinacini e feta

Il tonno sott’olio fa bene alla salute?

Un altro importante ingrediente dell’insalata di spinacini e feta è proprio il tonno. Nello specifico, si tratta di tonno sott’olio. Perché non abbiamo usato il tonno fresco? E’ principalmente una questione di comodità e di gusto. Sia chiaro, non è detto che la variante sott’olio sia più buona di quella fresca. Semplicemente la presenza dell’olio si addice a un piatto che necessita di una certa dose di condimento, tuttavia l’olio va ben sgocciolato. Se potete, prediligete il tonno sott’olio fatto in casa, più che quello industriale.

Per il resto, il tonno sott’olio conserva tutte le caratteristiche nutritive del tonno fresco. E’ quindi una fonte non indifferente di proteine, per quanto leggermente inferiore rispetto alle carni rosse. E’ soprattutto una formidabile fonte di acidi grassi omega tre, grassi “buoni” che impattano in maniera positiva sull’apparato cardiocircolatorio, sulle funzioni cognitive, sulla vista e molto altro ancora. Di per sé il tonno non è affatto un alimento grasso, sebbene si segnalino specie ittiche più magre. Certo, in questo caso dipende dall’olio e dalla vostra capacità di sgocciolarlo in maniera efficace.

Ecco la ricetta dell’insalata di spinacini con tonno e feta:

Ingredienti per 4 persone:

  • 300 gr. di spinacini,
  • 180 gr. di feta consentita,
  • 220 gr. di tonno sott’olio,
  • 40 gr. di chicchi di melograno,
  • un cucchiaio di aceto balsamico,
  • 3 cucchiai di olio extravergine d’oliva,
  • q. b. di sale.

Preparazione:

Per la preparazione dell’insalata con tonno e feta iniziate lavando gli spinacini sotto acqua corrente. Poi pulite per bene la feta, asciugatela e tagliatela a pezzi. Ora sgocciolate con cura il tonno e, usando una forchetta, pestatelo un po’. In una insalatiera mettete il tonno sbriciolato, gli spinacini e la feta. Adesso condite con un po’ di olio extravergine d’oliva, l’aceto ed il sale. Decorate con i chicchi di melograno e servite a tavola.

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08-07-2016
Scritto da: Tiziana Colombo
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