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Pizzoccheri della Valtellina . Piatto della domenica

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

Ricetta proposta da
Tiziana Colombo

Pizzoccheri della Valtellina
Ricette per intolleranti, Cucina Italiana, Cucina regionale
Ricette vegetariane
Ricette senza glutine
Ricette senza lattosio
preparazione
Preparazione: 20 min
cottura
Cottura: 15 min
dosi
Ingredienti per: 6 persone
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5/5 (2 Recensioni)

Pizzoccheri della Valtellina . Un ottimo piatto della domenica. I pizzoccheri sono, insieme alla polenta taragna, il piatto tipico più conosciuto della gastronomia valtellinese  Si tratta di tagliatelle di farina di grano saraceno condite con abbondante burro e formaggio semigrasso nostrani.

Perfetti per le giornate fredde, sono un primo piatto senza dubbio molto ricco ed energetico. Oggi vi propongo una versione senza glutine. Come dico più volte, la diagnosi di celiachia non è la fine delle cene gustose e questi piatti ne sono testimonianza!

Il 18 luglio 2018 è nato ufficialmente il Consorzio di Tutela dei Pizzoccheri della Valtellina IGP (indicazione geografica protetta) . L’origine di questo piatto risale al 1750. Il grano saraceno è coltivato in Valtellina fin dal 1600. Il custode della ricetta originale di questo piatto tipico è l’Accademia del Pizzocchero di Teglio, un paese in provincia di Sondrio.

Ricetta Pizzoccheri della Valtellina

Preparazione Pizzoccheri della Valtellina

Per la preparazione i pizzoccheri iniziate a pelare e tagliare a pezzi le patate.Mondare, lavare e tagliare a strisce la verza.

Cuocere in una pentola con abbondante acqua salata le patate e le verze per circa 15 minuti e a questo punto unire i pizzoccheri. Cuocere per 10-15 minuti, scolare ancora al dente

Nel frattempo che i pizzoccheri cuociono preparare il formaggio a cubetti  piccoli e far rosolare l’aglio e  le foglie di salvia nel burro fuso facendo attenzione a non farli annerire

Porre i pizzoccheri in una zuppiera a strati con il formaggio e il condimento appena fatto con la salvia ed amalgamare accuratamente. Cospargere di parmigiano reggiano e servire.

Varianti:

La verza può essere sostituita dalle biete. Oltre alla salvia, si può insaporire nel burro dell’aglio o della cipolla. Il formaggio semigrasso della Valtellina è protetto da un marchio di tipicità (Valtellina Casera DOP): per le sue caratteristiche, si veda L’Atlante dei Prodotti Tipici. In sua assenza, può essere sostituito con formaggi tipo Latteria o Fontina.

Ingredienti Pizzoccheri della Valtellina

  • 200 gr. di formaggio CASERA o BITTO
  • 500 gr. di pizzoccheri consentiti
  • 400 gr di patate
  • 400 gr di verza
  • 50 gr. di burro chiarificato
  • 10 foglioline di salvia
  • unp pizzico di sale
  • 2 spicchi d’aglio 

Pizzoccheri della Valtellina e sai cosa mangi!

Da dove derivi il nome di questo gustoso piatto, in realtà, non si è mai capito. Secondo alcuni il nome pizzoccheri deriva da “pinzocheri“, un termine con cui si indica una persona di poco conto, secondo altri invece deriva dalla forma della pasta e in particolare da “pit“, che significa pezzetto, e da”piz“, che significa schiacciare.

I pizzoccheri sono un piatto unico, abbastanza nutriente.In Valtellina si usa accompagnarli con remolacci crudi, intinti nel sale. Possono essere convenientemente abbinati a un’insalata e, per esempio, con dolci a base di frutta, quali una charlotte o una mousse di mele renette. Il vino di accompagnamento deve essere un rosso corposo; particolarmente indicati i Valtellina DOC ed il Valtellina Superiore DOC, un Inferno o un Valgella.

Pizzoccheri della Valtellina

Alla scoperta delle proprietà della verza

La verza, protagonista dei pizzoccheri della Valtellina, è un vero toccasana per la salute. Questo ortaggio, meno celebrato di altri ma non per questo meno prezioso, nasconde al suo interno una miniera di nutrienti essenziali per il benessere dell’organismo.

Iniziando dal suo ruolo vitaminico, la verza spicca per l’abbondanza di vitamina A, alleata della vista e custode della salute della pelle. La presenza di vitamina C poi, ne fa un baluardo contro gli attacchi esterni, rafforzando le difese immunitarie e agendo come un potente antiossidante.

Ma la verza non è solo un concentrato di vitamine. È anche un’eccellente fonte di fibra, indispensabile per il corretto funzionamento dell’apparato digerente. Le sue fibre aiutano a mantenere la sazietà più a lungo, facilitando il controllo del peso e supportando le funzioni intestinali.

E per chi è attento alla linea, la verza si rivela un ingrediente prezioso: con un bassissimo apporto calorico, permette di arricchire le pietanze senza appesantire. Non è un caso che sia spesso inclusa nei piani alimentari ipocalorici.

Grazie alla sua versatilità, la verza si presta a svariate preparazioni: cruda in insalate croccanti, stufata per accompagnare secondi piatti, o come ingrediente principale di zuppe e minestroni. In ogni piatto, la verza mantiene intatti i suoi benefici, donando gusto e salute in ogni morso.

Viva la verza, ottimo elisir antitumorale

Spesso presente nei piatti tradizionali, come i pizzoccheri della Valtellina, la verza è un ortaggio che merita una ribalta speciale per le sue virtù antitumorali. Studi internazionali hanno messo in luce il potenziale di questa verdura nella prevenzione delle patologie tumorali.

Il merito è soprattutto degli isotiocianati, sostanze chimiche naturalmente presenti nella verza. Questi composti stimolano il nostro organismo alla produzione di enzimi detossificanti, che l’organismo svolge un ruolo chiave nel proteggere le cellule dalla degenerazione del DNA, una delle cause alla base dello sviluppo dei tumori.

Ma non è tutto. La verza è anche fonte di fitoestrogeni, composti vegetali che mimano l’azione degli estrogeni umani, contribuendo a regolarne l’attività. Questo può essere particolarmente utile nel contrastare i tumori ormono-dipendenti, come certe forme di cancro al seno.

Incorporare la verza nella dieta è quindi non solo una scelta di gusto, ma anche un passo proattivo verso un regime alimentare che supporta la salute a lungo termine. Con la sua capacità di contrastare l’insorgenza di tumori, la verza si conferma un ingrediente prezioso, un elisir di lunga vita che la natura ci offre generosamente.

Esistono anche i pizzoccheri bianchi. Lo sapevi?

Esistono variazioni dei tradizionali pizzoccheri, e una di queste è rappresentata dai pizzoccheri bianchi. Questa versione si discosta dalla ricetta classica, che prevede l’utilizzo di grano saraceno, conferendo alla pasta il suo caratteristico colore scuro e il sapore rustico.

I pizzoccheri bianchi sono realizzati con farine chiare, come quella di grano tenero, e talvolta possono includere anche altri tipi di farina non integrale. Il risultato è una pasta più delicata nel gusto e nel colore, ma che può essere utilizzata in ricette simili a quelle dei pizzoccheri tradizionali, compreso il condimento con verza, patate e formaggio Valtellina Casera DOP, arricchito spesso da aglio e burro fuso.

Questa variante può essere preferita da chi desidera una pasta dal gusto più mite o per sperimentare un contrasto diverso con il sapore forte e deciso dei condimenti tipici dei pizzoccheri. Nonostante sia meno conosciuta, la versione bianca dei pizzoccheri offre un’interessante alternativa per chi desidera esplorare la cucina valtellinese con un tocco di novità.

Ricette valtellinesi ne abbiamo? Certo che si!

5/5 (2 Recensioni)
Riproduzione riservata

2 commenti su “Pizzoccheri della Valtellina . Piatto della domenica

  • Mar 14 Gen 2020 | Graziella Benucci ha detto:

    adoro i pizzoccheri. finora li ho cucinati secchi.
    ma desidero farli da me, sempre che trovi in commercio la farina di grano saraceno

    • Mar 14 Gen 2020 | Tiziana Colombo ha detto:

      Sicuro che la trova! E’ una delle farine piu comuni

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