IUNIC e l’importanza dell’esercizio fisico in una dieta

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La mia esperienza con IUNIC

L’importanza dell’esercizio fisico in una dieta. Chi mi segue sa che da poco ho intrapreso un percorso di dimagrimento con IUNIC Metabolic, un progetto innovativo che stabilisce una sintesi tra le vecchie regole del nutrizionismo (sempre valide) e un approccio marcatamente scientifico, basato sull’analisi genetica. Sappiate che il risultato è una dieta iper-personalizzata, che tiene conto delle caratteristiche fisiche e genetiche, ovvero del modo in cui agisce il nostro metabolismo. Devo dire che la dieta non è così stringente come temevo, anzi mi permette un certo margine di discrezione. Diciamo che è una dieta diversa e per certi versi alternativa. Ha poco a che vedere con quelle che ho provato in questi anni, che non hanno portato i risultati sperati. Questo nuovo approccio, infatti, è sicuramente più in linea con le mie caratteristiche fisiche in quanto ottenuto con metodi rigorosamente scientifici.

Questa esperienza ha stimolato in me molte riflessioni. Gli esami specialistici, che hanno preceduto l’elaborazione della dieta, hanno rilevato una marcata difficoltà sul fronte del metabolismo e ho scoperto che uno degli ostacoli per dimagrire è l’eccessiva “lentezza” di questo meccanismo del nostro corpo. Uso le virgolette in quanto il concetto di velocità nel metabolismo è una forzatura dal punto di vista scientifico, ma serve per dare l’idea. Ad ogni modo, basandomi sulla mia esperienza, ho operato qualche riflessione che adesso voglio condividere con voi.

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E’ tutta una questione di metabolismo?

Più che di metabolismo lento e metabolismo veloce si dovrebbe parlare di metabolismo basale alto o basso. Per inciso, il metabolismo basale è quell’insieme dei processi biochimici che permettono all’organismo di trarre l’energia necessaria per il suo funzionamento. Quando il metabolismo basale è basso bastano poche calorie per soddisfarlo, mentre tutto il resto rischia di diventare “grasso”. Il trucco dunque sta nel sostenere il metabolismo basale con un apposito piano alimentare, come quello che ho ricevuto dai professionisti di IUNIC Metabolic. Un piano che, senza entrare troppo nei dettagli, prevede nel mio caso un’abbondanza di alimenti iperproteici.

Quindi nel mio caso lo scopo è di aumentare il peso delle proteine e diminuire il peso dei carboidrati. La sintesi delle proteine, infatti, richiede uno sforzo in più da parte dell’organismo, e tutto ciò fa alzare il metabolismo. La dieta è anche una questione di esercizio fisico. Fare esercizio fisico è una componente fondamentale di qualsiasi processo di dimagrimento. Esso permette da un lato di aumentare la spesa energetica e dall’altra di ottenere una ricomposizione corporea funzionale al miglioramento del metabolismo. Grazie all’attività fisica aumenta la massa magra e con essa si ha un’accelerazione del metabolismo. Ciò accade perché il muscolo richiede una quantità di energia superiore di dieci volte rispetto al tessuto adiposo.

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Il giusto esercizio fisico

La domanda da porsi a questo punto è: quale tipo di esercizio fisico è più indicato? Ovviamente non esiste una risposta precisa in quanto dipende da molti fattori, non ultimo dall’età e dalla condizione clinica (eseguita dai professionisti di IUNIC). Tuttavia, una buona abitudine è quella di perseverare nell’esercizio di tipo aerobico e continuativo. Con il termine “aerobico” si intendono tutte quelle attività che richiedono uno sforzo non necessariamente intenso, ma per un tempo prolungato. Per esempio sono attività aerobiche la corsa moderata, la camminata, il ciclismo, la ginnastica a bassa intensità o a corpo libero. Di contro, le attività anaerobiche sono quelle che, per definizione, richiedono uno sforzo molto intenso e che possono essere eseguite per un limitato lasso di tempo. Un esempio di attività anaerobica è il sollevamento pesi, ma anche gli scatti, la corsa veloce etc.

Perché proprio l’attività aerobica? In primo luogo, perché è la più sostenibile, soprattutto da chi non è abituato a fare esercizio fisico. Una camminata ad ampie falcate o una sessione alla cyclette sono alla portata di tutti, anche di chi ha qualche chilo di troppo. Secondariamente, almeno all’inizio, le attività aerobiche permettono una continuità nel tempo, che è il presupposto essenziale per giungere a una piena rimodulazione metabolica, ovvero ad un cambiamento stabile del metabolismo.

Come sostenuto anche dai medici del progetto IUNIC, non è necessario farsi delle grande sudate fin da subito, o esplorare nell’immediato i propri limiti. Si può partire per gradi, magari sostituendo l’uso dei mezzi con delle lunghe sessioni di camminata, per poi passare alla bicicletta e, perché no, alla corsa. L’importante è la costanza nel tempo. Io, dietro consiglio degli esperti, ho iniziato a praticare attività fisica di tipo aerobico e mi sto trovando davvero bene. Anche perché – ed è la scienza a dimostrarlo – fare questo tipo di attività fisica fa bene anche all’umore.  Infatti, lo sport, anche a bassa intensità, stimola il rilascio delle endorfine e della serotonina, che sono i neurotrasmettitori della felicità. Non mi resta, dunque, che augurare buon esercizio fisico a tutti!

Abbigliamento sportivo è possibile essere allergici?

Fare ginnastica con il giusto abbigliamento sportivo può diventare una necessità nel momento in cui si soffre di un’allergia da contatto o al nichel. Non tutti sanno che è possibile essere allergici all’abbigliamento sportivo e in particolar modo ad alcuni tessuti.

Secondo un’indagine invece, ben l’8% delle dermatiti di tipo allergico sono causate proprio dal contatto con il tessuto e in particolar modo il rischio aumenta nel momento in cui si suda. Una dermatite da contatto può essere causata da diversi fattori come ad esempio le sostanze chimiche che vengono impiegate all’interno delle fibre tessili, oppure quando questi non sono traspiranti, o quando si è già allergici a sostanze sintetiche come il nylon oppure il nichel contenuto nei bottoni, nelle cerniere e nelle parti metalliche applicate ad esempio alla felpa della tuta.

Quindi si può essere allergici ai tessuti, ma vediamo insieme quali sono quelle che provocano maggiori allergie.

Quali sono i tessuti che causano le principali allergie?

In soggetti allergici i tessuti sintetici possono provocare delle dermatiti da contatto e portare anche alla manifestazione di rossori e pruriti. I principali responsabili dell’allergia all’abbigliamento sportivo sono i tessuti di tipo sintetico. Questi infatti, sono prodotti in laboratorio e per crearli è necessario utilizzare delle sostanze chimiche che di conseguenza possono causare delle allergie.

I tessuti sintetici che solitamente danno più problemi a coloro che soffrono di allergia sono:

  • Il Nylon: che viene utilizzato di solito per la produzione dei leggins, molto utilizzati in palestra sia per fare yoga sia per fitness.
  • Lo spandex: questo è impiegato sia nei leggins, ma anche nelle tute sportive elasticizzate, nei top per la palestra, nelle maglie aderenti per fare esercizio fisico.
  • Neoprene e lattice: questi sono tessuti che si trovano in diversi indumenti da palestra, ma che al contempo sono responsabili di causare l’allergia ai tessuti.

Oltre ai materiali sintetici che abbiamo citato è possibile incorrere in una reazione allergica quando s’indossano capi che sono stati colorati in modo artificiale. Ad esempio, alcuni coloranti contengono il nichel e altri metalli, per questo motivo sono sconsigliati a chi è allergico a queste sostanze. Tra i colori che sono considerati tra i più allergizzanti sono il nero e il blu, quindi bisognerebbe fare maggiore attenzione proprio a questi.

Quali capi scegliere per fare ginnastica in caso di allergia?

Allora come scegliere i capi migliori per fare palestra? Se sei un soggetto allergico, il mio consiglio è innanzi tutto di evitare capi di colore scuro, specie se come me siete allergici al nichel, in quanto come abbiamo visto i coloranti del blu e il nero spesso lo contengono.

Oltre ad evitare l’abbigliamento da palestra di colore scuro ti consiglio inoltre di:

1-Indossare sempre delle tute, leggins o capi sportivi traspiranti

2-Optare per materiali completamente naturali e biologici, come il cotone biologico

3-Scegliere solo capi che riportano la dicitura nichel free o nichel tested, e acquistare prodotti realizzati in Italia o in Europa, evitando i prodotti Made in o trattati in Cina

Infine, io essendo allergica al nichel controllo anche le parti metalliche dei capi che indosso, quindi anche tu dovresti fare attenzione e acquistare capi d’abbigliamento da palestra che siano privi di zip e bottoni.

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Ma da sola non potevo farcela! Cosi nel 2012 ho fondato l’Ass.Il Mondo delle Intolleranze APS, di cui sono il Presidente in carica. Ad oggi siamo diventati una realtà importante e un punto di riferimento per tantissime persone, chef, aziende e medici. Abbiamo un comitato scientifico formato da professionisti e un gruppo di lavoro attivo e dinamico. Ognuno di noi ha un suo ruolo e tutti gli aspetti vengono vagliati con cura. Vogliamo dare un’informazione corretta e responsabile e siamo a disposizione dei nostri utenti. Torna a pensare positivo e mangiare con gusto. Ti garantisco che è possibile.

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