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Tagliata di bisonte con salsa di scalogno nero gourmet

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

Ricetta proposta da
Tiziana Colombo

Tagliata di bisonte con salsa di scalogno
Ricette per intolleranti, Cucina Italiana
Ricette senza glutine
Ricette senza lattosio
preparazione
Preparazione: 01 ore 00 min
cottura
Cottura: 01 ore 00 min
dosi
Ingredienti per: 4 persone
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5/5 (1 Recensione)

Tagliata di bisonte con salsa di scalogno nero

Tagliata di bisonte, salsa di scalogno nero, carne di bisonte: tre parole e la cena prende una piega seria. È un secondo “da coltello”, ma senza complicazioni. Il bisonte resta tenero e pieno di gusto, mentre la salsa porta una nota dolce e scura che sta benissimo sulla carne e sulle verdure. E sì, qui la scarpetta è quasi obbligatoria. Davvero tanto.

Se finora avete scelto sempre il manzo, qui vi divertite. Il bisonte gli assomiglia, ma ha un sapore un filo più deciso e una punta dolce. Con una cottura al sangue, il taglio rimane succoso e si taglia che è un piacere. Se potete, scegliete uno spessore generoso: la tagliata viene più regolare e non si asciuga.

Consiglio della nonna: preparate in anticipo un brodo vegetale leggero. Vi basta una tazza per rendere la salsa più morbida senza coprire la carne. Se ne fate di più, congelatelo in porzioni piccole.

La parte “verde” non è una comparsa. Radicchio rosso di Treviso e indivia fanno croccantezza e freschezza, con il mandarino che lega tutto. È un contorno che pulisce la bocca e vi fa tornare subito alla carne, e vi apre l’appetito.

Se volete conoscere meglio il radicchio, date un’occhiata alla mia scheda ingrediente sul radicchio: vi torna utile anche per altre ricette di stagione.

Ricetta Tagliata di bisonte

Preparazione Tagliata di bisonte

  • Versate nel mixer 80 g di scalogno nero e 2 cucchiai di olio, poi frullate.
  • Unite 200 ml di brodo tiepido a filo, mescolando finché ottenete una crema che vela il cucchiaio.
  • Tagliate 200 g di radicchio a falde e 200 g di indivia a striscioline.
  • Scaldate una padella, aggiungete un filo d’olio e saltate le verdure per pochi minuti.
  • Spremete 1 mandarino, unite il succo, salate e spegnete quando le verdure restano croccanti.
  • Condite la carne con sale e trito di erbe, poi grigliate al sangue su piastra calda.
  • Lasciate riposare 5 minuti, tagliate a fette e servite con verdure, scaglie di pecorino e salsa.

Ingredienti Tagliata di bisonte

  • 900 g di scamone di bisonte
  • 1 mazzetto di erbe aromatiche (rosmarino
  • salvia
  • timo
  • alloro)
  • 200 ml di brodo vegetale
  • 80 g di scalogno nero
  • 200 g di radicchio rosso di Treviso
  • 200 g di indivia belga
  • 1 mandarino
  • 100 g di pecorino stagionato
  • 2 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • q. b. di sale.

Tagliata di bisonte con salsa di scalogno nero, come farla

Scegliere il taglio senza sbagliare! Per la tagliata di bisonte io vado sullo scamone: non è un taglio “da lusso”, però è quello che perdona di più. È compatto, ma se lo trattate bene resta morbido. Se trovate un taglio simile, chiedete al macellaio una carne adatta alla griglia, con fibra regolare e poco nervo. Uno spessore sui 3-4 cm vi aiuta a gestire meglio la cottura, senza ansia.

Tiratela fuori dal frigo con un po’ di anticipo. Non deve scaldarsi, deve solo perdere il freddo “di cuore”. Così cuoce in modo uniforme e non vi ritrovate fuori cotta e dentro gelata.

Te lo dico io: prima di grigliare asciugate la carne con carta cucina. Una superficie asciutta fa una crosticina più bella, anche senza esagerare con il calore.

Qui le erbe aromatiche lavorano come un profumo, non come una coperta. Tritate rosmarino, salvia e timo. Poi aggiungete una foglia di alloro sminuzzata. Fate aderire bene il trito con le mani, così non brucia in padella.

Non fatevi tentare da marinature lunghe. Il bisonte è magro e rischia di perdere la sua bella consistenza. Meglio pochi gesti, ma fatti bene: una grigliata pulita e un sale dosato al momento. Se volete, mettete solo un filo d’olio dopo la cottura, non prima.

Cottura al sangue e riposo: il punto vero

Scaldate la griglia o una piastra pesante. Deve essere ben calda, ma non fumante. Appoggiate la carne e lasciatela in pace: se la muovete di continuo, non si sigilla e perde i suoi succhi. Datele il tempo di fare crosta, poi si stacca da sola, senza strappi.

Girate una sola volta e cercate una doratura decisa. Il tempo dipende dallo spessore, quindi guardate la carne e toccatela. Se vi piace avere un appiglio, pensate a pochi minuti per lato, non di più.

Una volta tolta dal fuoco, copritela con un foglio di alluminio, senza sigillare. Lasciatela riposare cinque minuti. In quel tempo i succhi si ridistribuiscono e la fetta resta più umida.

Tagliate contro fibra, con coltello affilato. Fette non sottilissime, così ogni boccone resta pieno. Se avete ospiti, tagliate all’ultimo: la tagliata ama arrivare in tavola calda, non tiepida.

Salsa di scalogno nero: dolce, scura, elegante

Lo scalogno nero nasce da una maturazione lenta che lo rende più dolce e meno “aggressivo”. Lo trovate in bulbi o già pronto: una volta aperto, richiudetelo bene e tenetelo in frigo. In questa ricetta fa da ponte tra la carne e il contorno. Bastano olio buono e poco brodo per ottenere una crema liscia.

Curiosità: se la salsa vi sembra troppo densa, aggiungete brodo a cucchiai. Se vi sembra troppo liquida, frullate ancora e lasciatela riposare un minuto: si assesta da sola.

Frullate lo scalogno nero con l’olio. Poi unite il brodo tiepido a filo. Fermatevi quando la salsa “vela” il cucchiaio. Deve scendere lenta, non colare come acqua. Se vi piace, potete anche mettere un pizzico di sale in chiusura. La salsa si conserva in frigo un paio di giorni: mescolatela e torna subito cremosa.

Assaggiatela prima di salare. Lo scalogno nero è già ricco di sapore e non serve caricare. Se vi prende la mano, annotatevi le dosi: la prossima volta la fate a occhi chiusi. E se amate lo scalogno, provate anche lo scalogno sotto olio: è un contorno furbo da tenere in dispensa.

Radicchio e indivia al mandarino

Radicchio e indivia cuociono in pochi minuti. Il trucco è fare una padella calda e una cottura rapida. Così restano croccanti e non diventano tristi. Il mandarino dà luce e toglie l’amaro “secco”. Se il radicchio è molto deciso, potete aggiungere anche un cucchiaino del suo succo a fine cottura, non all’inizio.

Tagliate il radicchio a falde e l’indivia a striscioline. Saltate con poco olio, unite il succo di mandarino e salate. Spegnete quando il radicchio ha ancora nervo, non quando è molle. Se volete più profumo, grattugiate un pizzico di scorza.

Il pecorino in scaglie chiude il piatto e aggiunge sapore. Se siete senza lattosio, scegliete un formaggio stagionato adatto, oppure usate scaglie di mandorle tostate. Il gesto resta lo stesso e il piatto non perde carattere.

Impiattate: verdure sotto o di lato, tagliata sopra, scaglie e salsa servita a parte. Ognuno dosa come vuole. È un piatto semplice, ma fa scena e mette tutti d’accordo.

Radicchio di Treviso: scegliere e trattare

Quando trovate “Radicchio Rosso di Treviso IGP” sul banco, sapete che state portando a casa una verdura legata a un territorio preciso. È quello che rende il gusto così netto, tra dolcezza e punta amara. Se è stagione, provate anche il tardivo: ha foglie lunghe e croccanti, e in padella regge benissimo. Scegliete cespi sodi, con foglie tese e nervature chiare. A casa, avvolgetelo in carta e tenetelo nel cassetto delle verdure.

Il suo colore non è solo bello. Dipende da pigmenti naturali tipici delle verdure rosse e viola. In cucina, però, il punto è un altro: quel rosso resiste e rende il piatto più “vivo”, anche quando la carne è scura e la salsa è intensa.

Lo sapevi che… per capire le differenze tra le varietà, potete fare una prova facile: crudo in insalata e cotto in padella. Cambiano consistenza e dolcezza, e trovate la vostra preferita.

Prima di cuocerlo, lavatelo e asciugatelo bene. Se resta acqua tra le foglie, in padella lessa invece di rosolare. Se volete attenuare l’amaro, fate una cottura lampo e salate solo alla fine: cambia parecchio.

Se vi avanza, non buttate via niente: potete trasformarlo in una conserva, come nel radicchio sott’olio, e ve lo ritrovate pronto quando vi manca un contorno. Se volete approfondire, vi lascio anche una fonte “di casa” del territorio: scopri di più qui. È utile per capire che cosa si intende per precoce, tardivo e variegato, senza confusione.

Servizio, abbinamenti e avanzi felici

Questa tagliata funziona bene sia in una cena importante sia in una domenica tranquilla. Se la servite come piatto unico, aumentate un po’ le verdure e portate del pane croccante. Se invece avete un primo, fate porzioni più piccole e lasciate che la salsa faccia da “condimento” anche al resto. In pratica, basta una cucchiaiata per dare un tocco diverso al piatto.

In tavola sta bene con contorni semplici: patate al forno, una purea leggera, oppure una insalata di finocchi. Evitate contorni troppo dolci se il mandarino è già presente. Qui serve equilibrio, non confusione. Come bevuta, un rosso non troppo pesante è spesso la scelta più felice, perché non copre la salsa.

Se avanza, non fatela seccare in frigo. Tagliate la carne a fettine, chiudetela in un contenitore con un cucchiaio di salsa e un goccio d’olio. Il giorno dopo diventa perfetta in un panino caldo, con radicchio crudo e qualche scaglia di formaggio. E se vi resta salsa, usatela su uova o patate: vi salva un pranzo in due minuti.

E per chi cucina per intolleranti: la ricetta è già senza glutine. Per il lattosio, basta scegliere un formaggio stagionato adatto, oppure saltare il formaggio e aggiungere frutta secca. Il piatto resta pieno e soddisfacente.

FAQ su tagliata di bisonte

Posso cuocere la tagliata in padella?

Sì. Usate una padella in ghisa o dal fondo spesso, ben calda. Cuocete poco e fate sempre il riposo prima di tagliare. Se la padella è piccola, cuocete un pezzo alla volta: il calore deve restare alto.

Con cosa posso sostituire lo scalogno nero?

Se non lo trovate, potete fare una salsa con scalogno comune stufato e frullato con olio e poco brodo. Cambia il gusto, ma il piatto regge. Tenete la salsa semplice e non troppo dolce, così resta amica della carne.

Che cosa significa “al sangue” in pratica?

Vuol dire cuore rosato e caldo, non crudo. Se la carne è spessa, riducete il fuoco dopo la prima doratura e allungate di poco i tempi.

Il mandarino è obbligatorio?

No, ma aiuta molto. Se non lo avete, usate arancia oppure poche gocce di limone. L’importante è non esagerare, deve solo dare freschezza.

Come la rendo più leggera?

Servite più verdure e meno formaggio, e portate la salsa a tavola in una ciotolina. Ognuno ne usa quanto vuole, senza rinunciare al sapore.

Si può preparare in anticipo?

Potete preparare la salsa e le verdure in anticipo. La carne, invece, conviene cuocerla all’ultimo: è lì che si gioca la differenza.

Ricette secondi piatti di carne ne abbiamo? Certo che si!

5/5 (1 Recensione)
Riproduzione riservata

2 commenti su “Tagliata di bisonte con salsa di scalogno nero gourmet

  • Gio 17 Lug 2025 | Claudio Vencato ha detto:

    è possibile conoscere il procedimento per fare scalogno nero?

    • Lun 4 Ago 2025 | Colombo Tiziana ha detto:

      Scalogno nero fatto in casa (la ricetta mi è stata data da uno chef)

      Ingredienti e materiali

      Scalogni interi, con buccia e integri (meglio se piccoli e asciutti)

      Una cuociriso (rice cooker)

      Un contenitore traspirante (es. colapasta, cestino di bambù o griglia)

      Carta da forno o pellicola alluminio per coprire (facoltativo)

      1 ciotolina d’acqua per creare umidità

      Procedimento
      1. Scegli gli scalogni
      Sodi, senza muffe o germogli. Non lavarli: basta un panno asciutto.

      2. Prepara la camera
      Se usi una cuociriso con modalità “mantenimento in caldo” (keep warm), è perfetta: solitamente mantiene 60–65°C costanti.

      Metti gli scalogni nel cestello, distanziati tra loro.

      Aggiungi una ciotolina d’acqua sul fondo (non a contatto con lo scalogno) per mantenere umidità.

      Copri il tutto con un foglio di carta forno o alluminio, lasciando qualche spiraglio.

      3. Avvia la “maturazione”
      Accendi e mantieni in funzione per almeno 20–30 giorni di fila.

      Ogni 3–4 giorni, controlla che l’acqua non sia evaporata del tutto.

      Non spegnere: lo scalogno ha bisogno di calore e umidità costanti.

      4. Quando è pronto
      Dopo 3 settimane lo scalogno inizierà a diventare scuro.

      A 30 giorni sarà nero, morbido, dolce e balsamico.

      Puoi lasciarlo fino a 45 giorni per un gusto più intenso.

      5. Conservazione
      Una volta pronto, fallo raffreddare e conserva in vasetti di vetro, intero o spellato.

      Dura diverse settimane in frigorifero.

      Se non hai un cuociriso: puoi usare un forno statico impostato al minimo (60–70°C), lasciando dentro gli scalogni accesi H24 per un mese, con sportello leggermente socchiuso e una ciotola d’acqua sul fondo. Ma controlla spesso la temperatura!

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