Riso bomba, la varietà simbolo della Catalogna

Storia e caratteristiche del riso bomba
Il riso Bomba è una varietà tipica della Spagna, in particolare, è coltivato nella Catalogna e nella Murcia. Si tratta di un riso pregiato, che già da qualche anno si fregia del marchio DOC, rilasciato dall’Unione Europea. È un riso molto particolare, che potrebbe apparire “strano” agli occhi e al palato di un italiano. Si differenzia tantissimo dalle varianti italiane, di base è compatto, tondo e di grandi dimensioni (da cui deriva il suo nome).
Inoltre, il riso Bomba si caratterizza per la straordinaria capacità di assorbimento, tant’è che in fase di cottura può raddoppiare, se non triplicare, il suo volume. Da un lato, ciò consente a questa varietà di assorbire meglio i sapori, dall’altro richiede una grande quantità di acqua. Ciononostante, è in grado di sopportare le elevate temperature e per un periodo di tempo prolungato. Il tutto senza scuocere o – peggio ancora – aprirsi.
Per quanto apprezzato anche al di fuori dei confini della Spagna, il riso Bomba è stato protagonista di alterne fortune. Fino a poco tempo fa, infatti, era considerato un riso di serie B, non tanto per il gusto o per le sue caratteristiche organolettiche, quanto per alcuni difetti strutturali riguardanti la coltivazione. Il riso Bomba, infatti, non rende come le altre varietà. In virtù di ciò, con l’entrata in scena delle colture intensive, è stato un po’ messo da parte. Tuttavia, negli ultimi decenni, e in particolare a partire dagli anni Novanta, è stato protagonista di una riscoperta, favorita dalla oggettiva qualità delle sue “performance”. Non stupisce che oggi il riso Bomba sia un po’ il simbolo dell’agroalimentare iberico, o per meglio dire catalano. Tra l’altro, anche grazie alla diffusione in Italia di alcune ricette spagnole, il riso Bomba sta diventando una presenza fissa nelle dispense italiane.
Riso bomba vs riso italiano, due varietà agli antipodi
Il riso Bomba, soprattutto negli ambienti culinari di alta classe, sta acquisendo una certa fama, in contrapposizione al riso italiano. In questo caso, l’espressione “riso italiano” non indica una varietà in particolare, bensì tutte quelle varietà simili coltivate nel nord Italia, che fungono da ingrediente principale per i risotti. Tale contrapposizione è più che legittima, anche perché si tratta di varietà completamente diverse, destinate a preparazioni che hanno poco a che vedere l’una con l’altra. Il riso italiano, in particolare il Lavarone e il Carnaroli, sono adatti alla preparazione dei risotti. Per questo motivo, si caratterizzano per una spiccata capacità di assorbimento dei liquidi, ma anche per una presenza notevole di amido. Ciò favorisce la preparazione dei risotti, in quanto conferisce loro una certa cremosità.

Discorso radicalmente diverso per il riso Bomba, che di amido ne contiene ben poco. Ciò non rappresenta un difetto, a meno che ovviamente non si utilizzi questa varietà nel contesto sbagliato, per esempio nella preparazione dei risotti. La verità è che il riso Bomba è adatto a piatti tutt’altro che cremosi, in cui la presenza di liquidi lascia spazio a una maggiore profondità dei sapori e a una consistenza più decisa. Tra l’altro, il riso Bomba offre più di qualche soddisfazione per chi è alla ricerca di un primo non troppo delicato ma ricco di sapore. Tutto il contrario, quindi, dei risotti, che fanno della delicatezza e dell’eleganza una delle loro caratteristiche principali.
Come consumare questo tipo di riso?
In un certo senso, ho risposto a questa domanda nel paragrafo precedente. Di certo, il riso bomba non può essere impiegato per la preparazione dei risotti. Ovvero, potete anche commettere questo errore, e alla fine il risotto potrebbe anche “riuscire”, ma si rivelerà di una qualità nettamente inferiore rispetto al risotto medio italiano. In particolare, i sapori appariranno slegati, quasi come se il riso fosse stato cotto a parte.
Il riso bomba è il miglior riso per la preparazione della paella, e di pietanze simili. Anzi, paella e questo tipo di riso sono praticamente due facce della stessa medaglia, due “pilastri gastronomici” caratterizzati da un forte legame. Infatti, il riso bomba è in grado di assorbire i sapori della paella senza per questo renderla troppo umida, dunque consentendole di conservare la necessaria consistenza e una certa profondità a livello organolettico. Di base, tutte le ricette della paella (e ce ne sono davvero tante), richiedono il riso bomba.
Cosa si può fare con il riso bomba?
Come ho già specificato, il riso bomba è una varietà coltivata principalmente nella regione di Valencia e rappresenta uno degli ingredienti simbolo della cucina spagnola. E’ noto soprattutto per l’utilizzo nelle paellas, ma la sua versatilità lo rende adatto a una gamma molto più ampia di preparazioni. Ciò dipende dalla sua capacità unica di assorbire grandi quantità di liquido senza sfaldarsi. Infatti, può arrivare ad assorbire fino a tre volte il suo peso, mantenendo la definizione del chicco e un’ottima consistenza finale.
Questa caratteristica consente l’impiego in numerosi piatti “brodosi” o umidi, ad esempio nei risotti spagnoli, negli arroces melosos, nelle zuppe di pesce con riso e nelle pietanze a base di carne o verdure stufate. Funziona egregiamente anche nella preparazione delle fideuà rivisitate, ossia quando si decide di sostituire la pasta con il riso. Inoltre, grazie alla sua stabilità in cottura, è un riso eccellente per piatti al forno, in quanto mantiene la sua forma, non scuoce e acquisisce un sapore importante.
Un’altra applicazione meno conosciuta riguarda le insalate tiepide. Il riso bomba, una volta cotto e raffreddato, rimane sgranato e resistente, una caratteristica perfetta per unire ingredienti freschi e croccanti senza che la preparazione perda struttura.
Come valorizzare il riso bomba
Per valorizzare al massimo il riso bomba è fondamentale prestare attenzione al liquido di cottura. A differenza di altre varietà, questo tipo di riso beneficia della presenza di un brodo ricco, intenso ma calibrato. Poiché assorbe molto, tutto ciò che finisce nella pentola viene integrato nel chicco, quindi usare un brodo insipido o banale vanificherebbe le potenzialità di questa varietà. La cottura ideale prevede una fiamma viva nella fase iniziale, per poi proseguire più dolcemente.
Nelle ricette che richiedono una reazione Maillard (ossia una crosticina abbrustolita in superficie), come alcune paellas, il riso bomba permette di formare uno strato croccante sul fondo della padella, considerato un dettaglio pregiatissimo nella tradizione spagnola. Per ottenere questo risultato è fondamentale non mescolare durante la cottura, ossia lasciare evaporare lentamente i liquidi e soltanto alla fine alzare leggermente la fiamma.
Ma la valorizzazione passa anche per l’uso di aromi. Lo zafferano, in particolare, esalta la capacità del riso bomba di rilasciare un sapore equilibrato senza diventare eccessivamente aromatico. Funzionano bene anche accostamenti tipici della cucina contemporanea: scorza di limone, erbe fresche, peperoncino dolce affumicato, crostacei marinati, carni bianche o affumicate.
La cultura del riso
Il riso bomba è profondamente radicato nella cultura gastronomica spagnola. Non è un semplice ingrediente, ma un simbolo di convivialità. Il riferimento è alle paellas preparate all’aperto durante le feste e le ricorrenze, che non rappresentano soltanto un momento culinario, bensì un rito collettivo.
La sua presenza nella storia gastronomica iberica risale a molti secoli fa, quando le coltivazioni di riso si svilupparono nelle zone umide della costa mediterranea spagnola. Nel tempo il riso bomba è diventato un prodotto identitario, valorizzato da consorzi e da coltivazioni a denominazione d’origine protetta.
Nonostante sia oggi utilizzato anche in cucine moderne e reinterpretazioni internazionali, resta un caposaldo della tradizione spagnola, soprattutto nelle varianti della paella valenciana e della paella marinera.
Il riso bomba è ideale per piatti strutturati, come paellas tradizionali, risotti mediterranei e arroces melosos. Regge bene lunghe cotture e assorbe aromi complessi, senza perdere la sua forma. E’ perfetto anche per piatti al forno e per ricette con crostacei, carni bianche o verdure stufate, quindi offre una versatilità notevole in cucina.
FAQ
Il riso bomba può sostituire il riso Carnaroli?
In alcuni casi il riso bomba può sostituire il riso Carnaroli. Il riso bomba assorbe liquidi in modo più marcato e mantiene chicchi molto separati, mentre il Carnaroli sviluppa più cremosità grazie all’amido. Se si desidera un risotto all’italiana è meglio usare Carnaroli.
Il riso bomba è adatto per preparazioni fredde?
Si, perché una volta cotto mantiene una struttura compatta e non si sfalda facilmente. È ideale per insalate tiepide o fredde, bowl di ispirazione mediterranea o piatti creativi in cui servono chicchi sgranati e consistenti. Basta raffreddarlo rapidamente per mantenere l’integrità e il sapore.
Qual è la differenza tra riso bomba e riso Arborio?
Il riso Arborio contiene più amido e tende a rilasciarlo in cottura, creando la tipica cremosità dei risotti italiani. Il riso bomba, al contrario, rimane separato e assorbe liquidi senza perdere forma. L’Arborio è perfetto per risotti e preparazioni cremose, mentre il riso bomba eccelle in piatti asciutti.
Serve lavare il riso bomba prima della cottura?
Non è obbligatorio, ma può essere utile. A differenza di altri tipi di riso, il riso bomba non contiene molto amido in superficie, tuttavia un risciacquo rapido elimina eventuali impurità e consente una cottura più uniforme.
Perché il riso bomba è considerato costoso?
Il suo prezzo elevato dipende da diversi fattori: produzione limitata, tecniche agricole accurate, domanda internazionale e qualità superiore. Inoltre, essendo spesso legato a denominazioni geografiche protette, il riso bomba richiede standard rigorosi in ogni fase della coltivazione.
Riproduzione riservataTI POTREBBE INTERESSARE
Ribes nero: il sapore che sta benissimo anche...
Ci sono ingredienti che ti sorprendono perché fanno “tanto”, anche quando ne usi poco. Il ribes nero è uno di quelli: ha un gusto fruttato ma con una punta vivace, e appena lo metti in una...
Il pi dàn: l’uovo centenario cinese
Uovo centenario (pi dàn): storia, gusto e tradizione L'uovo centenario, conosciuto anche come pi dàn, pidan o preserved egg è una delle specialità più affascinanti della cucina cinese. Il suo...
Cereali antichi e pseudocereali: ricetta sostenibile
Cereali antichi e pseudocereali: ricetta sostenibile Introduzione e biodiversità alimentare Con cereali antichi e pseudocereali riportiamo a tavola il valore della biodiversità, un patrimonio che...

















3 commenti su “Riso bomba, la varietà simbolo della Catalogna”