Acqua per cucinare e da bere, una soluzione pratica

Acqua per cucinare e da bere
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La qualità dell’acqua per cucinare, un aspetto da tenere d’occhio

Il rapporto tra acqua e cucina è generalmente trascurato o affrontato con troppo leggerezza. Spesse volte è filtrato da pregiudizi e cattive abitudini. Ne è testimone l’esperienza diretta di ciascuno di noi, ma anche un celebre e recente studio. La maggior parte degli italiani beve acqua oligominerale, quindi quella acquistata al supermercato, ma per cucinare usa l’acqua del rubinetto. Si tratta di un comportamento frutto di due percezioni particolari. In primis viene conferita maggiore importanza all’assunzione diretta di acqua (quando si beve), in secondo luogo si crede che sia sufficiente sottoporre l’acqua al calore per eliminare qualsiasi rischio per la salute.

Ebbene, è un errore di percezione. L’acqua è il più importante degli ingredienti quando si cucina. La qualità dell’acqua, e non solo la sua salubrità, incide sul risultato finale e sulla resa gustativa dei piatti; il tutto a prescindere dal tipo di cottura, ovviamente se ci si limita alla frittura il problema non si pone Acqua per cucinare e da bereE’ una verità che non è difficile dedurre, ma a cui molti non pensano nemmeno. Allo stesso tempo, è una verità che molti chef, cuochi e formatori rivelano già nelle prime battute, quando impartiscono nozioni di cucina. Il punto di partenza è la scelta dell’acqua, se si vuole fare una cucina decente e non si vogliono correre rischi.

Rendersi conto dell’importanza dell’acqua per cucinare vuol dire riflettere su alcuni dogmi e comportamenti consolidati. Significa, in un certo senso, operare ragionamenti in parte controintuitivi, e che vanno contro le convinzioni di sempre. Vi invito a farlo già nel prossimo paragrafo, dove parlerò dei rischi dell’acqua minerale e di rubinetto, e di come ovviare ad essi.

Quale acqua scegliere per cucinare?

Analizziamo brevemente gli effetti dell’acqua di rubinetto e dell’acqua minerale in una prospettiva salutistica e gastronomica. Per quanto riguarda l’acqua di rubinetto, essa è “buona” in gran parte d’Italia. Buona nel senso che è potabile e a basso rischio di contaminazione. In alcune zone del paese, la potabilità è solo formale o comunque è un obiettivo non completamente raggiunto. TTuttavia, in ogni caso, anche qualora fosse perfettamente potabile, un suo utilizzo in cucina produrrebbe effetti pessimi dal punto di vista gastronomico.

L’acqua di rubinetto, infatti, contiene cloro e altre sostanze che, per quanto innocue, alterano il gusto. Chi è abituato all’acqua di rubinettoAcqua per cucinare e da berepotrebbe non notare la differenza, anche se questa è palpabile quando, per esempio, si prepara il caffè con la moka. E’ ancora più palpabile quando si preparano bevande. Insomma, quella del rubinetto non è una buona acqua per cucinare.

Come è, invece, l’acqua minerale acquistata al supermercato? La situazione in questo caso è migliore, ma solo in apparenza. Ovviamente non c’è il rischio di ammalarsi e non si corre alcun pericolo per la salute. Tuttavia, vanno fatti i conti con una presenza imprescindibile, ossia con i minerali. L’acqua minerale, per quanto strano possa apparire, ha un suo “gusto”. Non è pura ed è parzialmente mineralizzata. Ecco, quindi, che incide dal punto di vista gastronomico, e in un modo che spesso ha poco o nulla a che fare con il risultato che si intende ottenere con questa o quella ricetta. L’acqua minerale, insomma, altera i sapori. Se non ce ne accorgiamo è semplicemente perché siamo troppo abituati a utilizzarla.

Una soluzione pratica al problema dell’acqua

Dunque che fare? Se né l’acqua del rubinetto né l’acqua minerale vanno bene per cucinare e/o bere, quale acqua utilizzare? Esiste in realtà una terza alternativa, la quale non è ancora oggetto dell’attenzione che merita: l’acqua sanificata o depurata. Alcuni dispositivi, infatti, “trattano” l’acqua del rubinetto e ne eliminano le impurità, producendo di fatto una variante estremamente pura di acqua. In questo modo l’acqua è semplicemente acqua, e fa il suo dovere in cucina senza compromettere il sapore degli ingredienti, alterandone in parte il gusto.acqua di cottura

La depurazione dell’acqua di rubinetto è una soluzione a portata di mano? In realtà sì, almeno da qualche anno a questa parte. La produzione di dispositivi ad hoc ha fatto passi da gigante, e oggi tutti possono permettersi macchinari per la trasformazione di acqua da rubinetto in acqua pura, perfetta da bere e per cucinare.

In commercio ci sono tanti dispositivi.  Li trovo infatti comodi da utilizzare, silenziosi ed ecologici (non producono rifiuti o tossine), inoltre sono in grado di processare grandi quantità di acqua alla volta. Per la mia personale cucina ne ho scelto uno che coniuga una certa capienza a una spiccata praticità. L’offerta è ampia, e si adatta a tutte le esigenze. Vi consiglio di dare un’occhiata, anche perché grazie ai depuratori di acqua, ho risolto una volta per tutte il problema. Vi assicuro, le mie pietanza ne hanno tratto un grande giovamento, e di conseguenza anche la soddisfazione dei miei commensali!

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2 commenti su “Acqua per cucinare e da bere, una soluzione pratica

  • Mar 13 Ott 2020 | Giusy muzzetta ha detto:

    Mi sembra giusto che ognuno di noi pensi a produrre meno Plastica , io mi sono già munita di un buon depuratore di acqua x casa e compro i detersivi in negozi che li vendono al litro, cercando , nel mio piccolo, di non inquinare .

    • Mar 13 Ott 2020 | Tiziana Colombo ha detto:

      Bravissima! Dovremmo nel nostro piccolo agire cosi!

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Pochi sanno che mi chiamo Tiziana Colombo. Tutti, nel mondo del wewb, mi conoscono come Nonnapaperina. Questo spazio nato è per caso 2004 come una sorta di diario che utilizzavo per condividere una passione. Una passione messa a dura prova dalla diagnosi di intolleranza al nichel prima e al glutine e al lattosio poi: una diagnosi inaspettata che mi ha fatto patire mezza vita. La colpa era sempre lo stress. Mi sono sentita completamente persa e in rete le notizie non erano sempre di aiuto. Non mi sono scoraggiata e ho cercato di trovare una soluzione! Dare un’informazione corretta. Mi sono sentita per molto tempo un vero “Don Chisciotte”. Ora la situazione è migliorata ma abbiamo ancora molto lavoro da fare.

Ma da sola non potevo farcela! Cosi nel 2012 ho fondato l’Ass.Il Mondo delle Intolleranze APS, di cui sono il Presidente in carica. Ad oggi siamo diventati una realtà importante e un punto di riferimento per tantissime persone, chef, aziende e medici. Abbiamo un comitato scientifico formato da professionisti e un gruppo di lavoro attivo e dinamico. Ognuno di noi ha un suo ruolo e tutti gli aspetti vengono vagliati con cura. Vogliamo dare un’informazione corretta e responsabile e siamo a disposizione dei nostri utenti. Torna a pensare positivo e mangiare con gusto. Ti garantisco che è possibile.

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