Sensibilità al sale: pericolosa e più diffusa del previsto

Cos’è la sensibilità al sale

Non si tratta di una vera e propria allergia, è vero, ma la sensibilità al sale non dovrebbe essere presa sottogamba. Le conseguenze, soprattutto con il passare del tempo, potrebbero essere drammatiche. Anche perché questo particolare tipo di sensibilità è molto difficile da riconoscere.

Spesso, gli individui affetti da tale condizione se ne accorgono solo quando il loro organismo ha già subito danni ingenti. Il motivo di ciò risiede nella natura dei sintomi, che agiscono in sottotraccia, spesso privi di una manifestazione visibile. Da questo punto di vista, la sensibilità al sale presenta parecchie differenze rispetto ai disturbi legati al consumo di glutine (es. la celiachia) e al latte / derivati del latte (intolleranza al lattosio).

I rischi per chi è sensibile al sale sono numerosi non solo per la natura dei sintomi, ma anche per l’abbondanza di questa sostanza nei regimi alimentari. Il sale viene utilizzato per condire, certo, e in quel caso è possibile monitorarne piuttosto facilmente il consumo.

Tuttavia, è anche presente di default in molti alimenti, soprattutto gli insaccati, in quanto sostanza necessaria alla produzione e/o conservazione. Vi è il rischio, dunque, di consumare più sale del dovuto senza nemmeno accorgersene.

sale allo zafferano v

I sintomi della sensibilità al sale

Se i sintomi delle sensibilità e delle intolleranze alle altre sostanze sono prevalentemente gastrointestinali e dermatologiche, i sintomi della sensibilità al sale sono di diversa natura. Si parla, infatti, di una tendenza fuori dal comune alla pressione alta, spesso associata a mal di testa.

Una condizione strisciante, dal momento che spesso l’ipertensione è asintomatica. In realtà, un elevato consumo di sale causa sempre un aumento della pressione. Tuttavia, in alcuni individui tale reazione è molto più intensa, con aumenti pressori quasi immediati, duraturi e decisi. E’ proprio in questo caso che si parla di sensibilità al sale.

Questo disturbo ha una origine prevalentemente genetica. E’ una questione di predisposizione. Gli individui affetti da sensibilità al sale, infatti, possiedono il gene SLC4A5 e il gene ACE.

Il primo interviene nel trasporto del sodio e del bicarbonato; il secondo favorisce la produzione dell’angiotesina II, che è un vasocostrittore molto potente. Da qui, la tendenza all’ipertensione superiore a quella che si ravvisa negli individui normali.

test sale

Come scoprire se si è affetti di sensibilità al sale

La sensibilità al sale, se non prontamente riconosciuta da chi ne è affetto, è una condizione molto pericolosa. Può infatti portare a un aumento praticamente stabile della pressione alta, con tutto ciò che ne consegue in termini di rischio infarto o ictus. Se sospettate una sensibilità al sale, quindi, non perdete altro tempo: in primis, sospendete il consumo di sale; secondariamente, verificate questa condizione.

In realtà, non sono molti i centri che diagnosticano la sensibilità al sale. Di certo, il Sistema Sanitario Nazionale non se ne occupa. Dovete rivolgervi quindi ai privati.

Per fortuna conosco un centro che coniuga convenienza e competenza: Lifebrain. Esso propone una variante del test molto efficace e comoda: le persone ricevono un kit con un tampone buccale, lo applicano secondo le istruzioni e attendono che il corriere venga a riprenderlo. Dopo una settimana vengono pubblicati i risultati nell’area riservata del sito.

In collaborazione co Lifebrain

Contenuto in collaborazione con Lifebrain

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *