Allergia ai tessuti e all’abbigliamento: quali sono le cause e come risolverla.

Perché i vestiti possono creare allergia?

Allergia ai tessuti e all’abbigliamento: quali sono le cause e come risolverla. Secondo le statistiche Istat, nell’anno 2016 nel nostro Paese il 10,7% della popolazione risultava affetta da malattie allergiche croniche e tra le varie allergie, anche i vestiti e l’abbigliamento possono essere fattori scatenanti. Non tutti, infatti, fanno particolare attenzione alla composizione dei capi che acquistano.

Può accadere dopo aver indossato abiti molto colorati, aderenti e realizzati in fibra sintetica, che si scatenino delle reazioni cutanee allergiche che appartengono alla categoria delle cosiddette dermatiti da contatto. Anche in questi casi il responsabile potrebbe essere il nichel soprattutto se  sono presenti  bottoni o cerniere, ma anche quando il tessuto è di scarsa qualità.

In questi casi è meglio preferire abiti privi di parti metalliche o se possibile acquistare prodotti con l’etichetta nichel tested.

Ci sono poi dei materiali potenzialmente allergizzanti come le fibre sintetiche – lycra, nylon, perlon, filanca – utilizzate per produrre numerosi altri capi. Pur essendo un materiale naturale, come anche la lana vergine, può scatenare manifestazioni cutanee nei soggetti predisposti, in particolare i pazienti affetti da dermatite atopica o chi soffre di allergie agli acari.

Ci sono anche altre fibre usate per il confezionamento degli indumenti che, per il particolare trattamento chimico a cui sono sottoposte, come ad esempio la tintura, che possono provocare reazioni allergiche in molte persone.

La dermatite causata da prodotti tessili viene clinicamente indicata come dermatite allergica da contatto (DAC), che poi si suddivide a sua volta in dermatite da contatto irritante, l’orticaria da contatto e la dermatite da contatto.

Alcune reazioni però non derivano dalla tipologia di tessuto, ma dal tipo di detergente impiegato nei lavaggi che, nel momento in cui entra a contatto con la pelle, può provocare delle reazioni allergiche.

Allergia ai tessuti

Allergia ai tessuti e all’abbigliamento: come risolvere il problema

I sintomi più comuni causati dall’allergia da tessuti sono: bruciore e prurito, ragadi, desquamazione, gonfiore o arrossamento della pelle e nei casi più acuti possono comparire  bolle cutanee. Ma come si può risolvere questo problema?

In caso di presunta allergia nei confronti di un tessuto o di un capo d’abbigliamento, è importante rivolgersi ad un dermatologo che, attraverso appositi test, approfondirà la reale causa del disturbo.

In ogni caso per prevenire l’allergia da contatto, è consigliabile acquistare capi d’abbigliamento fatti con tessuti naturali e biologici, prediligere il sapone di Marsiglia ed evitare il più possibile l’ammorbidente, e di fare il bucato in lavatrice piuttosto che a mano per riuscire ad eliminare al meglio il detersivo.

Allergia ai tessuti e all’abbigliamento: quale test o esame conviene fare

Quando si intuisce di essere allergici ad un tessuto o ad un determinato capo, è necessario rivolgersi ad un esperto dermatologo che saprà prescrivere il test su cui orientarsi.

I 2 test più usati sono il Prick test e il Patch test. Il primo consiste nell’applicare su una superficie cutanea (solitamente l’avambraccio) alcune gocce di allergene purificato e controllare la reazione dermatologica dopo 15-20 minuti;

Il Patch test è una esame dove viene applicato un cerotto contenente gli allergeni da testare al livello del dorso che deve essere mantenuto in sede per circa 72 ore, al termine delle quali il medico verificherà l’esito;

Una volta individuata la sostanza responsabile dell’allergia, oltre ad evitare contatti con essa, il dermatologo prescriverà l’applicazione di creme direttamente sulla pelle o l’uso di antistaminici da prendere per bocca e nei casi più seri a farmaci contenenti cortisone.

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