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Riso selvatico con lenticchie ed erbe, una ricetta unica

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

Ricetta proposta da
Tiziana Colombo

Pubblicato il
16/01/2019 alle 07:00

riso selvatico con lenticchie ed erbe aromatiche
Ricette per intolleranti, Cucina Italiana
Ricette vegetariane
Ricette senza glutine
Ricette senza lattosio
preparazione
Preparazione: 01 ore 45 min
cottura
Cottura: 01 ore 20 min
dosi
Ingredienti per: persone
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3.4/5 (5 Recensioni)

Riso selvatico con lenticchie ed erbe aromatiche: un piatto sano e profumato

Il riso selvatico con lenticchie ed erbe aromatiche è un piatto completo, leggero e ricco di sapori, perfetto per chi cerca un pasto nutriente e gustoso. L’uso del riso selvatico, noto per la sua consistenza leggermente croccante e il suo sapore terroso, si combina alla perfezione con le lenticchie, creando un piatto che bilancia proteine e carboidrati in modo naturale. Le erbe aromatiche fresche aggiungono un tocco di freschezza e aroma che rende il tutto irresistibile.

Il riso selvatico con lenticchie ed erbe aromatiche può essere servito sia caldo che a temperatura ambiente, rendendolo perfetto per ogni stagione. È un piatto versatile che si adatta bene come primo piatto leggero o come contorno per accompagnare piatti di carne o pesce. Può essere arricchito con verdure di stagione come carote, spinaci o pomodori secchi, per aggiungere colore e sapore.

Questo piatto è perfetto anche per chi segue una dieta vegetariana o vegana, in quanto fornisce un apporto equilibrato di proteine, carboidrati e fibre, tutto in un’unica portata.

Il riso selvatico con lenticchie ed erbe aromatiche è un’ottima scelta per chi cerca un pasto sano e saporito, che unisce ingredienti naturali e genuini con il profumo inebriante delle erbe fresche. Un piatto che rispetta la tradizione della cucina mediterranea ma che può essere arricchito con varianti creative per soddisfare i gusti di tutti.

Ricetta riso selvatico

Preparazione riso selvatico

  • Versate le lenticchie in un tegame, copritele con il doppio di acqua e cuocetele per circa 40 minuti. A cottura quasi ultimata, aggiungete il sale.
  • Sciacquate il riso sotto acqua corrente fredda.
  • Versate il riso e l’acqua in un tegame, coprite con il coperchio e cuocete a fuoco basso finché l’acqua non sarà completamente evaporata.
  • Una volta cotto il riso sgranatelo con una forchetta e lasciatelo intiepidire prima di saltarlo con le lenticchie.
  • In una padella capiente versate un filo di olio e fate imbiondire lo spicchio di aglio con il rosmarino e il peperoncino tritato.
  • Poi aggiungete il riso, regolate di sale e saltatelo per un paio di minuti.
  • In un secondo momento unite le lenticchie e saltate il tutto ancora per qualche minuto.
  • A fuoco spento aggiungete il coriandolo tritato, poi mescolate e servite. Buon appetito!

Ingredienti riso selvatico

  • 250 gr. di riso selvatico
  • 100 gr. di lenticchie di Castelluccio
  • uno spicchio di aglio
  • 1 peperoncino
  • un rametto di rosmarino
  • 20 gr. di coriandolo fresco
  • 2 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • q. b. di sale

Un piatto ricco di sapori e profumi unici

Scoprite con me come preparare il riso selvatico con lenticchie ed erbe aromatiche, il non plus ultra per questa stagione! Un mix d’ingredienti dalle virtù benefiche, un piatto unico e completo, ricco di sapori unici e di profumi invitanti, una preparazione semplice e veloce per chi in cucina ama dedicarsi a preparazioni gustose ma nutrienti: ecco di cosa tratta la ricetta di oggi.  Per questa ricetta potete sostituire il riso selvatico con il riso Long e Wild, un mix composto da diversi tipi di riso tra cui quello selvatico.

La proposta che condivido con voi è l’ideale per chi soffre di intolleranze e deve eliminare il glutine e il lattosio dalla propria dieta alimentare. Ora, vediamo insieme quali sono gli ingredienti protagonisti di questo piatto semplice ma davvero squisito.

Riso selvatico questo sconosciuto

Il Riso Selvatico (riso Wild o Wild Rice) o zizania acquatica è un cereale che cresce spontaneamente in Canada. Si sviluppa in acquitrini, zone paludose, lungo le sponde dei corsi d’acqua, ed è reso particolare oltre che dal colore scuro anche dalla forma affusolata e lunga quasi un centimetro. Dal sapore intenso e selvatico, con note che richiamano la nocciola o la castagna, la zizania è ancora poco conosciuta in Europa.

Riso selvatico proprietà. Il riso selvatico canadese si adatta in special modo ai celiaci; più ricco di proteine rispetto agli altri risi, contiene calcio, magnesio, potassio, fosforo e zinco. È indicato specialmente per chi soffre di stress fisico e psicologico. Infatti, il mix di oligoelementi presenti lo rende utile in caso di depressione, debolezza del sistema immunitario, e mancanza di energia fisica e mentale.

Non solo, questo riso selvaggio facilita la digestione. L’elevata quantità di fibre contribuisce a facilitare il processo digestivo, riducendo costipazione, diarrea, gonfiore, crampi ed eccessiva flatulenza, oltre a complicazioni gastrointestinali più gravi come cancro del colon retto, ulcere gastriche ed emorroidi. In aggiunta, è alleato del nostro cuore. Il contenuto di fibre presenti nel riso selvatico contribuisce a eliminare le lipoproteine a bassa densità o colesterolo cattivo (LDL) dal sistema cardiovascolare, diminuendo le possibilità di sviluppare l’aterosclerosi.

riso selvatico zizania

Infine, non dimentichiamoci le ossa. Dovete sapere che il riso nero selvatico è fonte di fosforo e zinco, minerali che contribuiscono a mantenere le ossa forti e sane. Reperibile nei negozi biologici e nelle botteghe del commercio equo e solidale, prevede una cottura più lunga di quella del classico riso e sarà cotto quando i chicchi si apriranno, mostrando la polpa bianca al loro interno.

Il riso selvatico in cucina, liberate la fantasia!

È un po’ il consiglio che mi sento di dare a tutti voi, ogni giorno. Seppure decidiate di seguire una mia ricetta, prendetela sempre come spunto per provare anche voi a combinare gli alimenti in modo da creare ricette golose ma nutrienti. Un po’ di creatività in cucina non guasta mai; al contrario, sapere ingegnarsi è una qualità da coltivare. Tornando a bomba, nel caso del riso selvatico, protagonista dell’articolo di oggi, le ricette possono essere variare di molto.

Con il pesce (ad esempio il tonno) o con le verdure (ad esempio quelle dell’orto), in insalata o con i legumi, ce n’è davvero per tutti i gusti! Continuate a seguirmi per scoprire cosa ho in serbo per voi e quali sono delle proposte culinarie interessanti, gustose, sane, insomma, tutte da provare!

Tutto il sapore e i benefici delle lenticchie

I semi della lenticchia di Castelluccio di Norcia IGP hanno una forma tondeggiante e appiattita, sono piccoli e dall’aspetto tigrato. La buccia fine, il gusto particolare e il colore variegato, la identificano. La zona di coltivazione di questa lenticchia è l’altopiano di Castelluccio per una superficie complessiva di circa 20 chilometri quadrati nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini.

Perché scegliere questo legume in cucina? Sicuramente un motivo è legato al tempo di bollitura non superiore ai venti minuti, alla capacità di mantenere la cottura e a quella di non perdere la buccia. In più, occorre considerare l’alto valore nutritivo, in particolar modo se abbinato a cereali (pane, pasta o riso), nelle diete per anziani e piccini.

Le proprietà che non ti aspetti

Oltre ai macronutrienti che ho citato nei paragrafi precedenti, il riso selvatico vanta la presenza di alimenti fuori dal comune e piuttosto rari, che lo rendono un ingrediente di prim’ordine. Per esempio le vitamine del gruppo B come la tiamina, la niacina e la riboflavina, utili per il metabolismo energetico e per il funzionamento del sistema nervoso.

Ma il riso selvatico è anche una fonte di antiossidanti, come i composti fenolici, che aiutano a contrastare lo stress ossidativo e a ridurre il rischio cancro. Inoltre offre una buona quantità di vitamina E, essenziale per la protezione delle membrane cellulari e in grado di proteggere il sistema immunitario.

Non mancano gli acidi grassi essenziali, come l’acido linoleico, che contribuiscono alla salute della pelle e al funzionamento del sistema immunitario. Nondimeno si fa apprezzare per la presenza di fitosteroli, utili al mantenimento di livelli bassi di colesterolo. Infine il riso selvatico contiene i tannini, che svolgono un ruolo nella regolazione della digestione e nella prevenzione di alcune infiammazioni.

Riso selvatico: tante ricette per un ingrediente speciale

Il riso selvatico può dare vita a tante ricette sfiziose. Ecco qualche idea che propone abbinamenti speciali.

Riso selvatico con zucca arrostita e salvia croccante. Un piatto dai colori caldi che esprime un contrasto visivo tra il riso, che è notoriamente scuro, e i cubetti di zucca caramellati, che sono arancioni. Sullo sfondo troviamo la salvia fritta, che dona una croccantezza aromatica, e il sapore dolce della zucca, che si fonde con le note rustiche del riso creando un equilibrio perfetto.

Insalata di riso selvatico, melograno e spinaci freschi. Un’esplosione di colori e freschezza grazie ai chicchi scuri del riso, che risaltano tra le tonalità brillanti degli spinaci, e il rosso rubino del melograno. Il sapore leggermente nocciolato del riso si sposa con la dolcezza acidula del melograno, sfociando in un retrogusto gradevolmente ferroso dovuto agli spinaci.

Riso selvatico al curry con latte di cocco e verdure grigliate. Un piatto cremoso e speziato in cui il riso che assorbe il profumo intenso del curry. Le verdure grigliate, ovvero le zucchine e i peperoni, aggiungono note affumicate e un tocco di colore vivace, che contrasta al meglio con la base dorata della salsa.

Come si coltiva il riso selvatico canadese

Per concludere vale la pena fornire qualche informazione sulla coltivazione del riso selvatico (o riso selvaggio), che presenta elementi di diversità rispetto al riso comune. Le differenze si notano a partire dalla semina, che prevede l’immersione dei semi direttamente nell’acqua, dove germinano e si sviluppano in piante galleggianti.

La raccolta è spesso manuale, o viene condotta con attrezzature leggere in modo da preservare l’habitat. D’altronde il riso selvatico, a differenza del riso comune, non viene coltivato in risaie pianeggianti e regolarmente allagate ma richiede piuttosto un ecosistema naturale. Date queste premesse non stupisce che questo tipo di riso non sia soggetto a cicli intensivi di coltivazione. In compenso non necessita di fertilizzanti chimici o pesticidi, affidandosi alla biodiversità dell’ambiente circostante. Inoltre il ciclo di crescita è più lungo e meno controllabile rispetto al riso comune, tutto ciò ne fa un prodotto più raro e pregiato.

Insalate di riso selvatico: un’idea sfiziosa
Il riso selvatico si presta molto bene alla preparazione di insalate fredde. Può essere abbinato a verdure croccanti, come cetrioli e peperoni, oppure a ingredienti più morbidi come avocado e legumi. L’aggiunta di frutta secca, come noci o mandorle, introduce una nota croccante interessante. Per il condimento si possono utilizzare olio extravergine di oliva, succo di limone e erbe aromatiche. Il risultato è un piatto fresco, nutriente e adatto a diverse occasioni.

Qual è il riso più simile al riso selvatico?

Il riso selvatico, come abbiamo visto, non è tecnicamente un riso nel senso tradizionale del termine. Si tratta infatti dei semi di una pianta acquatica appartenente al genere Zizania, caratterizzati da chicchi lunghi, scuri e dal sapore leggermente tostato. La sua consistenza è più tenace rispetto al riso comune e il gusto presenta una nota rustica e intensa. Proprio per queste caratteristiche, trovare un’alternativa simile non è affatto facile.

Tra le varietà di riso più vicine per struttura si può citare il riso integrale a chicco lungo. Questo tipo di riso mantiene il rivestimento esterno e presenta una consistenza più compatta rispetto al riso bianco. Anche il tempo di cottura più lungo e il sapore leggermente più marcato lo rendono una valida alternativa. Un’altra opzione interessante è il riso nero, spesso chiamato anche riso venere. I chicchi sono scuri e hanno un profilo aromatico più intenso rispetto al riso bianco. Inoltre la consistenza rimane piuttosto compatta anche dopo la cottura, una caratteristica che ricorda il riso selvatico.

Anche il riso rosso può essere preso in considerazione. Ha un gusto leggermente nocciolato e una struttura resistente, che lo rendono adatto a preparazioni in cui si desidera una certa tenuta del chicco. Se si esce dal mondo del riso si possono trovare alternative interessanti in altri cereali. Il farro, per esempio, presenta una consistenza simile e un gusto rustico che si avvicina a quello del riso selvatico. Anche l’orzo perlato può essere utilizzato, soprattutto nelle preparazioni più semplici.

Un’altra possibilità riguarda la quinoa. Pur avendo una struttura diversa, la quinoa offre una buona versatilità e si presta bene a ricette simili a quelle del riso selvatico. Tuttavia il suo sapore è più delicato e meno tostato. La scelta dell’alternativa dipende dal tipo di ricetta. Se si cerca una consistenza simile le soluzioni più consone sono il riso integrale o il riso nero. Se invece si desidera replicare anche il gusto rustico può essere utile orientarsi verso cereali come farro o orzo. In definitiva non esiste un sostituto perfetto, ma diverse alternative che permettono di avvicinarsi al riso selvatico, adattando la scelta al risultato desiderato.

Le lenticchie più adatte al riso selvatico

Il riso selvatico si presta bene a essere abbinato alle lenticchie, creando un piatto equilibrato sia dal punto di vista nutrizionale sia da quello del gusto. Tuttavia non tutte le lenticchie si comportano allo stesso modo in cucina. La scelta della varietà influisce sulla consistenza finale e sull’armonia del piatto. Le lenticchie verdi rappresentano una delle opzioni più indicate, ossia mantengono bene la forma durante la cottura e hanno una consistenza leggermente compatta, che si abbina bene alla struttura del riso selvatico. Inoltre esprimono un sapore deciso ma non eccessivo, quindi non coprono gli altri ingredienti.

Possono essere impiegate con discreti risultati anche le lenticchie marroni. Sono facili da reperire e offrono una consistenza abbastanza stabile. Esprimono un gusto più delicato rispetto a quello delle lenticchie verdi, che può risultare utile quando si desidera un piatto più equilibrato. Le lenticchie nere, spesso conosciute come beluga, rappresentano una scelta particolarmente interessante. Hanno dimensioni ridotte e una consistenza compatta, che ricorda quella del riso selvatico. Inoltre il colore scuro crea un effetto visivo molto armonico quando viene accostato ai chicchi del riso.

Le lenticchie rosse, invece, risultano meno adatte a questa preparazione. Tendono a sfaldarsi durante la cottura e a creare una consistenza più cremosa. Questo può essere un vantaggio in altre ricette, ma nel caso del riso selvatico si rischia di perdere il contrasto tra i diversi ingredienti. Un aspetto importante riguarda la cottura. Le lenticchie devono essere cotte in modo da rimanere leggermente consistenti, evitando che diventino troppo morbide. In questo modo si mantiene un buon equilibrio tra le diverse componenti del piatto. Anche il condimento gioca un ruolo fondamentale. Erbe aromatiche, olio extravergine di oliva e una leggera nota acidula, come quella del limone, possono valorizzare l’abbinamento tra riso selvatico e lenticchie. In generale le lenticchie più adatte sono quelle che mantengono la forma e offrono una consistenza simile a quella del riso.

FAQ

Che sapore ha il riso selvatico?

Il riso selvatico ha un sapore intenso e leggermente affumicato, valorizzato da note di nocciola e da un retrogusto terroso. La consistenza è croccante e il gusto è robusto. Queste caratteristiche lo rendono un ingrediente unico, ideale per piatti dal sapore ricco e avvolgente. La sua aromaticità lo distingue nettamente dal riso bianco tradizionale.

Che proprietà ha il riso selvatico?

Il riso selvatico è ricco di proteine, fibre, vitamine del gruppo B e minerali come fosforo, zinco e magnesio. Ha un basso contenuto di grassi ed è privo di glutine, dunque è adatto a regimi alimentari equilibrati e a chi soffre di intolleranza al glutine. È anche un’ottima fonte di antiossidanti, utili per combattere lo stress ossidativo.

Chi non può mangiare il riso selvatico?

Il riso selvatico non è consigliato a chi ha difficoltà digestive, o a chi è sensibile a cibi ricchi di fibre. Inoltre, in caso di allergie ai cereali o a particolari proteine vegetali, è opportuno consultare un medico prima di consumarlo. Un’eccessiva assunzione potrebbe causare gonfiore addominale in alcune persone.

A cosa si abbina il riso selvatico?

Il riso selvatico si abbina bene a piatti a base di carne bianca, pesce, verdure grigliate e funghi. È perfetto anche in insalate fredde con frutta secca e semi. Si abbina anche a legumi, come le lenticchie, e alle erbe aromatiche. Insomma stiamo parlando di un ingrediente versatile, che può partecipare alle ricette più svariate.

Ricette primi piatti ne abbiamo? Certo che si!

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