Miyagawa, dalla Cina l’agrume perfetto?

Miyagawa

Cos’è il miyagawa? Informazioni e caratteristiche generali

Il miyagawa non è certo l’agrume più famoso della cucina italiana, ma da qualche anno si sta diffondendo anche nel nostro paese. E’ infatti un agrume originario della Cina, ma molto consumato anche in Giappone e in Corea. E’ un frutto molto particolare, che potrebbe stupire per sapore e consistenza, ma che regala grandi soddisfazioni a tavola. Tra le sue caratteristiche peculiari spicca la precocità della maturazione, che batte sul tempo arance, mandarini etc.

Può essere colto, infatti, già a metà settembre. E’ proprio questa caratteristica che, tra le altre, ha fatto la fortuna del miyagawa. Altri elementi particolari, oltre al sapore (che tratterò nel prossimo paragrafo) riguardano l’impatto estetico. A differenza di molti altri agrumi, se si escludono il lime e il bergamotto, il miyagawa presenta spesso una buccia verdognola, anche quando è completamente maturo. Anzi, la buccia arancione indica uno stato di maturazione estremamente avanzato, e una quasi totale assenza di succo.

L’albedo, ovvero la parte bianca che separa la polpa dalla buccia, è estremamente sottile. Ciò incide sia sulle proprietà nutrizionali, come vedremo più avanti, sia sul sapore. La polpa è molto morbida, quasi tenera, priva di filamenti. Inoltre, il numero di semi è estremamente esiguo. Anzi, nella maggior parte dei casi è assente.

Il sapore di un agrume davvero particolare

Se dovessimo paragonare il miyagawa ad un altro agrume, la scelta ricadrebbe sul mandarino. Infatti, essi hanno molto in comune. In primis la forma e la dimensione, che sono praticamente identiche. Secondariamente, una certa facilità di rimozione della buccia (derivante da un albedo sottile). Questo non è un dettaglio da poco, dal momento che attorno a questa caratteristica si è formata, ovviamente in oriente, una certa tradizione proprio nel trattamento della buccia.

Miyagawa

Il colore, lo abbiamo già accennato, è di norma diverso, con il miyagawa spicca per il colore verdognolo, il quale si trasforma in arancione solo quando il frutto è estremamente maturo e quasi inutilizzabile. Nella fase mediana della maturazione, che è forse la migliore in termini di resa ed equilibrio, il colore si avvicina a un giallo brillante. Cosa si può dire sul sapore del miyagawa? Premesso che i gusti sono soggettivi, il sapore di questo agrume non ha pari nella sua categoria.

E’ infatti estremamente dolce, molto più dei mandarini, che vengono percepiti come gli agrumi più zuccherini dai consumatori italiani. Va detto, però, che l’abbondanza dei sentori dolci non compromette in alcun modo la piacevolezza, ed anzi amplia ancora di più lo spettro dei possibili usi. Tutto ciò permette al miyagawa di essere un frutto estremamente versatile. Anche perché, in realtà, può essere coltivato anche nei climi mediterranei.

Miyagawa, quali sono le proprietà nutrizionali

Una delle caratteristiche degli agrumi consiste nella somiglianza delle varie specie dal punto di vista nutrizionale. In quanto a benefici e apporto nutritivo, un’arancia non è dissimile da un mandarino o da un mandarancio. Il miyagawa non fa eccezione, sebbene si segnalino alcuni elementi particolari, delle caratteristiche esclusive che ne giustificano il consumo, casomai ce ne fosse bisogno. Dunque anche nel miyagawa troviamo la consueta concentrazione di vitamina C, un apporto calorico molto basso e quasi trascurabile, la tradizionale abbondanza di potassio, calcio e fosforo (nonché di altre preziose sostanze).

Tra le caratteristiche peculiari del miyagawa spicca l’incredibile concentrazione di sostanze detossificanti quali l’esperidina, narirutina, la rutina e flavonoidi di vario genere. Tra l’altro, proprio la presenza di flavonoidi contribuisce a ridurre lo stress ossidativo e svolge una funzione di prevenzione rispetto ai tumori, in modo del tutto simile a quanto fa il pomodoro. Nella medicina orientale il miyagawa non è solo un alimento gustoso, ma anche terapeutico. E’ reputato essere un rimedio contro il rischio infarto, come anche un coadiuvante del sistema immunitario.

Miyagawa, quali sono i suoi impieghi

In genere, il miyagawa viene consumato fresco, come qualsiasi altra frutta “dolce” del resto. Il suo sapore leggermente zuccherino, e a basso grado di acidità, lo rende perfetto per il consumo a crudo. Proprio per lo stesso motivo, è apprezzato anche sotto forma di succo. Tra l’altro, ricavare del succo dal miyagawa è un’operazione molto semplice. Come ho già accennato, infatti, la polpa è molto tenera, quasi per nulla filamentosa, dunque la spremitura avviene senza intoppi o difficoltà. Anche lo spessore (minimo) dell’albedo dà un contributo in tal senso.

Ovviamente, il miyagawa è anche un ottimo alimento da marmellata. Anzi, le marmellate di miyagawa sono in grado di valorizzare il momento della colazione. In oriente, oltre al già citato consumo fresco, si segnalano usi diversi, anzi estranei alla cultura gastronomica italiana. Il miyagawa, proprio per l’equilibrio che è in grado di fornire, viene spesso impiegato per la realizzazione di salse agrodolci, o quale alimento di guarnizione per piatti a base di crostacei. Un contrasto che è tipico della cucina cinese e, in misura minore, di quella giapponese, ma che in Italia stenta ancora a prendere piede.

22-01-2019
Scritto da: Tiziana Colombo
Nessun Commento. Che ne dici di lasciarci il tuo commento?

Aggiungi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Puoi usare HTML tags e attributi:

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>


CON LA COLLABORAZIONE DI

Iscriviti alla newsletter

Iscriviti