Farina di canapa, un ingrediente prezioso per molte ricette

Farina di canapa: perché merita un posto in dispensa
La farina di canapa cambia il profumo dei dolci. Con la farina di canapa gli impasti restano morbidi. E la farina di canapa sta bene anche nel salato. È una farina che incuriosisce già al primo sguardo: colore caldo, nota di nocciola, e una resa che invita a fare prove in cucina senza complicarsi la vita.
Nasce dai semi di canapa: prima si estrae l’olio di canapa, poi la parte solida viene macinata fine. In pratica, è un modo furbo per usare tutto, senza buttare nulla. Se vi piace l’idea della canapa a tavola, potete dare un’occhiata anche al latte di canapa e a un dolce soffice come il plumcake canapa e sorgo, così capite subito che sapore fa “dal vivo”.
È una farina senza glutine e per questo piace a chi cucina per celiachia o per chi vuole variare i cereali. Detto tra noi, il trucco è usarla “in compagnia”: con farina di riso, sorgo o altre farine, così l’impasto si lavora meglio e il risultato resta più regolare. Il gusto, invece, arriva lo stesso, anche se ne mettete poca.
Ha anche un lato pratico che amo: contiene una parte dei grassi del seme e quindi dà una mano alla morbidezza. Proprio per questo, quando fa caldo, conviene tenerla ben chiusa e al fresco. E se in casa avete ospiti vegani o vegetariani, è una di quelle scelte che fanno felici tutti, perché porta in tavola proteine vegetali e fibre senza stravolgere le ricette.
Farina di canapa: come usarla senza stress
Da dove arriva e come si ottiene
La canapa sativa è una pianta coltivata da secoli per tanti usi, anche alimentari. In cucina, però, la parte che ci interessa sono i semi di canapa, piccoli e pieni di sapore. La farina nasce da lì: non serve pensare a chissà cosa, perché qui parliamo di semi destinati al cibo e lavorati come si fa con molti altri semi oleosi.
Il passaggio chiave è la spremitura: dai semi si ricava l’olio, e quello che resta diventa una polpa asciutta. Questa polpa viene poi macinata e trasformata in farina fine. È un procedimento semplice, che spiega anche il colore: quel tono ambrato viene proprio dalla materia prima e dal suo contenuto naturale.
Quando aprite la confezione, sentite subito una nota che ricorda la frutta secca. Non è un profumo “finto”: è il segno che la farina porta con sé una parte del seme. Ed è anche il motivo per cui molte persone la scelgono per dare personalità a torte, biscotti e pane senza usare aromi.
Un’ultima cosa da tenere a mente: la resa cambia da marca a marca. Alcune farine sono più fini, altre un filo più “granulose”. Non è un difetto: vuol dire solo che, nelle prime prove, vi conviene stare con dosi tranquille e poi regolarvi a occhio, come si fa sempre in una cucina di casa.
Che gusto ha e con cosa sta bene
Il sapore della farina di canapa ricorda la nocciola, con una punta tostata. Nei dolci, sta benissimo con cacao, cioccolato fondente, caffè e frutta secca. Se fate biscotti o torte da colazione, vi regala un colore più scuro e un profumo che si sente già mentre apparecchiate.
Nel salato è una sorpresa: pane, focacce, piadine e anche impasti per polpette di legumi. Io la vedo come una spezia “in forma di farina”: non serve metterne tanta per far capire che c’è. E se la unite a farine più neutre, il gusto resta elegante e non copre tutto.
Una dritta semplice è usarla anche fuori dagli impasti: un cucchiaio nello yogurt vegetale, oppure in una crema di avena o riso, giusto per dare corpo. Non dovete farci una montagna: basta poco per cambiare consistenza e per dare quella nota di frutta secca che piace tanto.
Quando volete un’idea già collaudata, potete partire da una base come la pasta frolla con farina di canapa. È uno di quei casi in cui vedete subito il risultato: profumo, colore e friabilità che fanno venire voglia di rifarla.
Senza glutine, ma occhio all’etichetta
La farina di canapa non contiene glutine per natura. Questo è un bel vantaggio per chi cucina per celiachia o per chi evita il glutine per scelta. Però, come succede con tante farine, durante la lavorazione può entrare in contatto con farine “normali” in laboratori e mulini condivisi.
Per questo, la regola di casa resta sempre la stessa: leggete bene l’etichetta e cercate indicazioni chiare. Se state cucinando per qualcuno che deve evitare il glutine in modo rigoroso, meglio scegliere prodotti che riportano diciture e controlli adatti a quel tipo di esigenza.
In cucina, poi, c’è un’altra verità semplice: senza glutine gli impasti si comportano in modo diverso. La farina di canapa dà sapore e struttura, ma non “lega” come una farina di grano. Ecco perché spesso si usa insieme a farina di riso o ad altre farine che aiutano la forma finale.
Il risultato migliore arriva quando trovate la vostra miscela. Una volta trovata, non la mollate: vi salva tempo e vi fa cucinare più sereni. E quando cambiate marca, rifate una prova piccola: la mano si aggiusta in due tentativi, come sempre.
Cosa porta in tavola
Questa farina è scelta spesso perché unisce gusto e sostanza. Porta fibre e una buona quota di proteine vegetali, utili quando volete un impasto che “regga” di più a colazione o a merenda. È una di quelle farine che non servono in quantità grandi per lasciare il segno.
Dentro ci sono anche grassi buoni del seme, con omega 3 e omega 6. Non sto dicendo che basti un biscotto per fare miracoli, ma di certo è un modo gradevole per variare e per portare in tavola ingredienti diversi dal solito, senza rinunce.
Molte persone la trovano utile anche quando vogliono impasti più “sazianti”. Il merito è dell’insieme: fibre, proteine e una parte oleosa che dà rotondità. Se la usate nei dolci, vi accorgete che spesso potete tenere un filo più basso lo zucchero, perché il gusto è già pieno.
Se siete curiosi di vederla in un impasto da forno che fa scena, provate anche i grissini stirati alla canapa. Sono un’idea semplice, ma cambiano subito il tavolo dell’aperitivo.
Vegani e vegetariani: perché la scelgono
Chi cucina vegano o vegetariano cerca spesso ingredienti che diano struttura e gusto senza usare uova o latticini. La farina di canapa aiuta proprio lì: rende più “pieno” l’impasto, dà profumo, e porta proteine vegetali in modo naturale. Non è una bacchetta magica, ma è una compagna affidabile.
Sta bene nelle polpette di legumi, nei burger fatti in casa e nelle crepe salate. Nei dolci, invece, lavora bene con cioccolato fondente e frutta secca. E se volete un risultato soffice, vi conviene usarla insieme a farine più leggere, così il morso resta piacevole.
Un uso che mi piace è nello yogurt vegetale: un cucchiaio, mescolate bene, e avete una colazione diversa dal solito. Potete aggiungere anche frutta e una manciata di semi, senza fare troppi calcoli. È una cosa “da casa”, che si fa in due minuti e vi fa sentire subito a posto.
Quando cucinate per ospiti con gusti diversi, questa farina è una piccola alleata. Perché non obbliga a cambiare menu: vi basta inserirla in una base che già fate, e il piatto resta familiare, solo più ricco e con un gusto nuovo.
Canapa e amaranto: due scelte da riscoprire
La farina di canapa va d’accordo con l’amaranto, che molti conoscono poco ma che in cucina è molto duttile. Sono due ingredienti che aiutano a variare, specie quando volete stare su farine senza glutine. Usati insieme, danno un impasto dal gusto più “tostato” e con una bella personalità.
L’amaranto si può usare anche in chicchi, come base di polpette o insalate tiepide. In farina, invece, si unisce bene alla canapa nelle frolle e in certe torte rustiche. Non serve fare miscugli complicati: l’idea è trovare una combinazione che vi piaccia e ripeterla, così diventa la vostra.
Se vi piace l’idea di un dolce che si nota già al taglio, potete provare un impasto scuro e profumato come il pan di Spagna alla canapa. È uno di quei dolci che potete poi farcire come volete, con crema, marmellata o cacao.
E se volete idee pratiche per partire subito, restate su ricette che perdonano: biscotti, frolle, grissini e torte da colazione. Con una base come la pasta frolla con farina di canapa vi togliete ogni dubbio, perché vedete e assaggiate subito cosa cambia.
FAQ sulla farina di canapa
Quanta farina di canapa mettere in un impasto?
Se è la prima volta, usatene poca e unite il resto con farine più neutre. Così capite gusto e resa senza rischiare un impasto difficile da gestire.
La farina di canapa va bene per chi ha celiachia?
È senza glutine per natura, ma controllate sempre l’etichetta. Serve una dicitura chiara se dovete evitare il glutine in modo rigoroso.
Perché conviene tenerla al fresco?
Perché contiene una parte dei grassi del seme e il caldo può cambiare profumo e sapore. Un barattolo ben chiuso e un posto fresco aiutano molto.
Che sapore dà ai dolci?
Ricorda la nocciola e la frutta secca. Con cacao e cioccolato fondente fa un abbinamento felice, e spesso basta poco per sentirla.
Si può usare anche nel salato?
Sì: pane, focacce, piadine e grissini sono ottimi punti di partenza. Usatela in miscela e regolate i liquidi con calma.
Con cosa si abbina bene oltre al cacao?
Sta bene con frutta secca, miele o sciroppo d’agave, e con sapori “tostati”. Nel salato, provatela con legumi e verdure al forno.
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