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Chashu a bassa temperatura: pancetta tenera, lucida e profumata

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

Ricetta proposta da
Tiziana Colombo

Chashu
Italiana , Ricette per intolleranti , Giapponese
Ricette senza glutine
Ricette senza lattosio
preparazione
Preparazione: 01 ore 00 min
cottura
Cottura: 01 ore 00 min
dosi
Ingredienti per: 4 persone
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5/5 (1 Recensione)

Chashu a bassa temperatura: succosità e sapore a ogni fetta

Un chashu a bassa temperatura porta in ciotola un abbraccio morbido. La carne resta succosa. Il profumo di soia e spezie avvolge senza coprire. La fetta si piega, non si sfalda.

Questo taglio accompagna ramen e tsukemen. Inoltre funziona su riso bianco e panini al vapore. La cottura lenta regala costanza. La marinatura definisce il carattere. Il risultato piace a tutti.

Consiglio della nonna: legare la pancetta in un rotolo compatto aiuta a cuocere in modo uniforme e a ottenere fette regolari e scenografiche.

Il metodo dolce rispetta le fibre. Di conseguenza la fetta resta lucida e tenera. La glassatura finale porta brillantezza. In servizio il taglio netto racconta cura. La ciotola prende vita.

Una buona base di chashu risolve molti piatti. Con poco sforzo si ottengono porzioni pronte, facili da scaldare e finire al momento. La cucina scorre meglio, anche nelle serate piene.

Ricetta chashu a bassa temperatura

Preparazione chashu a bassa temperatura

  • Rifilate la pancia se necessario, arrotolatela dal lato lungo formando un “salame” e legatela stretta con lo spago ogni 3–4 cm. Salate leggermente la superficie e lasciate riposare 20–30 minuti a temperatura ambiente.

  • Rosolate il rotolo in padella ben calda con poco olio su tutti i lati fino a doratura uniforme (facoltativo ma consigliato per gusto e colore).

  • In un pentolino unite salsa di soia, sake, mirin, acqua e zucchero (o zucchero + miele), aggiungete zenzero, aglio, cipollotto/porro, spezie e pepe. Portate a lieve bollore per 2–3 minuti, finché lo zucchero è sciolto e parte dell’alcol è evaporata. Fate raffreddare completamente.

  • Inserite carne e liquido freddo in un sacchetto per cottura sottovuoto, con gli aromi. Sigillate cercando di dare al rotolo una forma regolare.

  • Portate il roner a 68 °C, immergete il sacchetto (completamente coperto d’acqua) e cuocete per 12 ore mantenendo costante la temperatura.

  • A fine cottura, estraete il sacchetto e raffreddate rapidamente in acqua e ghiaccio per 20–30 minuti, poi trasferite in frigorifero per almeno 4 ore, meglio una notte: la carne si compatta e si affetta meglio.

  • Filtrate il liquido di cottura in un pentolino, portate a leggero bollore e fate ridurre 5–10 minuti fino a ottenere una salsa più densa e saporita; se risulta troppo intensa, allungate con un po’ d’acqua, se troppo dolce regolate con poca salsa di soia.

  • Togliete lo spago dalla pancia, affettate a fette regolari di circa 5–7 mm. Rigenerate rapidamente in padella rovente, sotto il grill del forno o con il cannello, giusto il tempo di caramellare leggermente la superficie.

  • Servite il chashu sul ramen o in piatto, nappando con un po’ di salsa ridotta e completando con cipollotto fresco e, se gradito, semi di sesamo.

Ingredienti per la carne

  • 1–1,2 kg di pancia di maiale (intera, rettangolare, con o senza cotenna),
  • Sale fino q.b.,
  • 1–2 cucchiai di olio di semi (per rosolare, facoltativo ma consigliato),
  • Spago da cucina per legare.

Ingredienti per liquido di cottura (chashu)

  • 120 ml salsa di soia,
  • 120 ml sake da cucina,
  • 80 ml mirin,
  • 50 ml acqua,
  • 40 g zucchero (oppure 20 g zucchero + 20 g miele),
  • 1 pezzo di zenzero fresco (5–6 cm), a fette,
  • 3 spicchi d’aglio schiacciati,
  • 2 cipollotti (parte verde) oppure 1 porro piccolo a rondelle,
  • 1 anice stellato (facoltativo),
  • ½ stecca piccola di cannella (facoltativa),
  • 5–6 grani di pepe nero.

Ingredienti per finitura e servizio

  • Liquido di cottura del chashu (da filtrare e ridurre),
  • Cipollotto fresco a rondelle (per guarnire),
  • Semi di sesamo (facoltativi).

Chashu a bassa temperatura: morbidezza e sapore costanti

Nel mondo delle ciotole giapponesi, il chashu affonda le radici nell’idea di maiale brasato e saporito. In origine molti locali puntavano a cotture più vivaci. Oggi, però, la versione a bassa temperatura assicura resa e delicatezza. Il grasso scioglie piano, la carne rimane setosa e regolare al taglio.

La marinata firma l’identità. Shoyu, mirin e zucchero disegnano una base gentile. Zenzero, aglio e porro portano calore e profumo. Così la fetta sostiene il brodo senza invaderlo. Il boccone rimane pulito, anche da freddo.

In ramen e tsukemen la fetta crea un contrasto piacevole. La superficie lucida accoglie il brodo. Il centro tenero regala comfort. Inoltre su riso bianco o in un panino al vapore, il chashu diventa un piatto completo. Bastano poche finiture per chiudere in bellezza.

Per una cornice culturale chiara e accessibile, questa panoramica introduce termini e varianti: approfondisci qui. La lettura aiuta a collegare tecnica, linguaggio e abitudini di servizio.

Taglio, legatura e marinatura: come nasce la struttura

La scelta del taglio fa la differenza. La pancetta di maiale con cotenna, arrotolata e legata, garantisce forma e succosità. Il legaccio mantiene la sezione rotonda. Inoltre riduce strappi in cottura e assicura fette ampie. La resa visiva migliora subito.

La marinata lavora in due tempi. Prima breve, per insaporire la superficie e profumare. Poi dopo cottura, per lucidare e fissare il colore. Il rapporto liquido/carne deve coprire bene. Un contenitore stretto aiuta. Così si evita di diluire il gusto.

Shoyu e mirin guidano l’equilibrio dolce-salato. Zucchero o miele modulano la rotondità. Zenzero e porro aggiungono profondità. Una scorza di limone o yuzu porta freschezza. Inoltre un pezzetto di kombu regala umami pulito. La mano resta misurata: il maiale deve restare protagonista.

Infine il riposo in frigo uniforma il sapore. Durante la notte la fetta “si assesta”. Il grasso si compatta. Il taglio del giorno dopo risulta netto. La glassatura, breve e brillante, chiude il cerchio al momento del servizio.

Chashu

Cottura dolce: temperature, tempi e sicurezza per il Chashu a bassa temperatura

La cottura a bassa temperatura valorizza fibre e grassi. In acqua termostatata o forno a vapore, il range 72–75 °C al cuore offre una tenuta perfetta. La texture rimane compatta ma morbida. La fetta non si sfalda in ciotola. Il brodo la accoglie senza sgranarla.

Il tempo dipende da diametro e legatura. Un rotolo di 1,2–1,4 kg richiede in media 6–8 ore di stabilizzazione termica. Un cuore di 72 °C garantisce sicurezza per il servizio. Inoltre un raffreddo rapido in abbattitore o ghiaccio limita gocciolamenti e mantiene i succhi.

La cottura in sacchetto riduce perdite. Le spezie profumano con discrezione. Il sale si distribuisce con calma. La superficie resta pulita. Una volta freddo, il rotolo si taglia meglio. Le fette risultano regolari. La presentazione guadagna molto.

Prima di servire, una glassatura breve in padella con parte della marinata concentrata dona lucentezza. La reazione di Maillard rimane leggera. Il profumo si apre, ma non brucia. Il piatto si completa in pochi minuti, con controllo e continuità.

Inclusività: senza glutine, senza lattosio, FODMAP

La base del chashu a bassa temperatura è naturalmente senza lattosio. L’attenzione va alla salsa di soia: alcune contengono frumento. Con una tamari certificata si ottiene una versione senza glutine credibile. Il profilo resta pieno. La sicurezza migliora.

Per chi segue un approccio low FODMAP, il porro in marinata può concentrarsi sulle parti verdi. Lo zenzero aiuta il profumo senza caricare. Inoltre una riduzione più corta evita intensità eccessiva. Il piatto rimane equilibrato.

In tavola, salse e oli a parte offrono libertà. Ognuno dosa secondo le proprie esigenze. Così la ciotola resta inclusiva e varia. Per saperne di più, esplora le nostre guide: senza glutine, senza lattosio, FODMAP.

Un piccolo promemoria aiuta sempre: etichette chiare, liste ingredienti aggiornate e cross-contamination sotto controllo. In questo modo la cucina rimane serena. L’ospite si sente tutelato. Il gusto non perde forza.

tsukemen con noodles brodo e Chashu

Finiture, servizio e abbinamenti in ciotola del Chashu a bassa temperatura

Una buona fetta di chashu merita compagnia. L’uovo marinato shoyu porta cremosità e colore. Le alghe nori legano profumo e mare. Germogli di soia o fagiolo mung danno croccantezza. Erba cipollina e sesamo chiudono con freschezza.

Nel ramen la fetta appoggia sul bordo e lucida il brodo. Nello tsukemen entra come boccone a parte, da intingere e assaggiare a ritmo. In un donburi, invece, sposa riso bianco e verdure di stagione. La versatilità resta il punto chiave.

Per bere, tè freddo non zuccherato e lager pulite accompagnano bene. Anche un sake secco lavora con eleganza. In alternativa, un’acqua frizzante con scorza di limone pulisce il palato. L’obiettivo è sostenere, non coprire.

Infine la temperatura in servizio conta. La fetta tiepida, appena glassata, racconta il meglio. Il grasso risulta morbido. Il profumo si apre subito. L’insieme resta armonioso e invogliante fino all’ultimo cucchiaio.

Conservazione, porzionatura e food cost

Dopo il raffreddo rapido, il rotolo si conserva in frigo per 3–4 giorni in contenitore chiuso. La marinata filtrata può diventare base di glassa. Una parte si può ridurre e tenere pronta in linea. Così il servizio guadagna velocità.

La porzionatura aiuta a dare continuità. Fette da 3–4 mm garantiscono equilibrio tra boccone e brodo. Un’etichetta con data e lotto semplifica i turni. La qualità resta stabile. L’ospite riceve sempre la stessa esperienza.

Per il food cost, la cottura in sacchetto riduce cali peso. La resa in fette è alta. Inoltre la doppia vita della marinata evita sprechi. Con pianificazione settimanale si ottimizza acquisto e produzione. Il margine ringrazia.

Quando serve quantità extra, il sottovuoto porzionato e la rigenerazione dolce mantengono struttura e profumo. Il passaggio in padella con la glassa al momento crea lucentezza. Il servizio rimane agile anche nelle serate piene.

Faq su chashu a bassa temperatura

Che taglio usare per il chashu?

Pancetta di maiale con cotenna, arrotolata e legata. Così ottieni forma regolare, succosità e fette ampie.

Qual è la temperatura ideale di cottura?

Un cuore di 68 °C assicura sicurezza e morbidezza. Un range di lavoro 68–70 °C mantiene fibra e lucidità.

Si può fare senza glutine?

Sì, sostituisci la soia con tamari certificata e controlla gli altri ingredienti. La ricetta è naturalmente senza lattosio.

Come ottenere fette belle al taglio?

Riposa una notte in frigo, poi affetta da freddo con coltello affilato. La glassa in padella riporta lucentezza e calore.

Come rigenerare in servizio?

Padella con un velo di marinata filtrata e ridotta. Pochi secondi per lato bastano a lucidare senza asciugare.

Con cosa abbinarlo?

Uovo marinato shoyu, nori e germogli in ciotola. Da bere, tè freddo, lager pulite o un sake secco e lineare.

Ricette giapponesi ne abbiamo? Certo che si!

5/5 (1 Recensione)
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