Tisana digestiva al rafano, un detox aromatico e rilassante
Tisana digestiva al rafano, una tisana per digerire e disintossicarsi
Oggi vi presento la tisana digestiva al rafano, una bevanda dal sapore aromatico e a tratti pungente, che reca effetti benefici all’organismo. Può essere bevuta anche solo per favorire il rilassamento, magari dopo una giornata faticosa. Il consiglio è di preparala più spesso che potete, in modo che diventi una salutare abitudine. Ovviamente, come tutte le altre tisane, anche questa è facile da realizzare, anzi è forse ancora più facile: è sufficiente grattugiare un po’ di radice di rafano nell’acqua bollente e lasciarla in infusione per pochi minuti. La tisana può essere arricchita con erbe aromatiche, purché digestive e detossinanti. Se lo gradite, potete persino dolcificare la bevanda, anche se rischiate di comprometterne la resa. Vale la pena spendere qualche parola sul rafano, che è l’ingrediente principale di questa semplice ricetta.
Il rafano, inteso in senso gastronomico, è tecnicamente una radice. E’ impiegato soprattutto nella cucina orientale, e in particolar modo in Giapponese con il wasabi, una celebre salsa ultra-piccante dal peculiare colore verde. Il rafano è utilizzato anche dalle nostre parti per condire e arricchire zuppe, minestre e salse. Spicca per le eccellenti proprietà nutrizionali, che sfociano nell’ambito curativo. Nonostante il suo ordinario apporto vitaminico e minerale, contiene sostanze in grado di agire sul metabolismo. Queste sostanze stimolano la diuresi e l’espulsione delle tossine, inoltre aiutano a digerire, alleviando i dolori di stomaco e i disturbi intestinali. Il rafano è ricco di antiossidanti, delle sostanze che combattono i radicali liberi e contribuiscono alla prevenzione del cancro.
Ricetta tisana digestiva al rafano
Preparazione tisana digestiva al rafano
Per preparare la tisana digestiva al rafano iniziate facendo bollire l’acqua, poi versatela nella tazza e aggiungete 2 grammi di radice grattugiata di rafano. Infine lasciate in infusione per qualche minuto.
Se lo gradite, potete aggiungere delle erbe aromatiche con proprietà digestive e detox, come la liquirizia, la malva, il tarassaco, l’anice, l’equiseto e la melissa. Il consiglio è di non dolcificare la tisana, ma se gradite un po’ di zucchero o di miele potete farlo senza problemi. Ora non vi resta che gustare la vostra tisana in completo relax!
Ingredienti tisana digestiva al rafano
- 250 ml. di acqua
- 2 gr. di radice di rafano grattugiata
- q. b. di erbe aromatiche a piacere (liquirizia
- malva
- tarassaco
- menta
- anice
- equiseto
- melissa)
- dolcificante a piacere.
Come valorizzare la tisana al rafano?
La tisana digestiva al rafano potrebbe apparire con un sapore tutto sommato lineare. Il motivo di ciò risiede nella presenza di un solo ingrediente: la radice di rafano grattugiata. Per rendere ancora più gustoso questo detox, potete integrare l’infuso con qualche erba aromatica, purché sia compatibile con il gusto della bevanda ed abbia simili proprietà digestive e detossinanti. In particolare potete optare per la menta se volete un sentore più fresco e aromatico. Optate invece per il tarassaco se puntate ad avere sapori leggermente amarognoli. Se di contro ricercate un minimo di dolcezza, potete inserire un po’ di anice. Un’alternativa è rappresentata anche dalla liquirizia, che propone il classico sentore tra l’amarognolo, il dolciastro e l’aromatico. D’altronde la liquirizia incide anche sulle tonalità della bevanda.

Un’altra erba aromatica molto interessante è la melissa, ideale per chi desidera infondere un lieve sentore agrumato nelle bevande (la melissa è usata anche nelle ricette vere e proprie). La melissa è ampiamente utilizzata anche nella medicina naturale, viste le proprietà benefiche che regala a chi soffre di insonnia, irritabilità e problemi muscolari. Infine, un’idea per valorizzare la tisana consiste nell’equiseto, un’erba aromatica poco conosciuta dal sapore ordinario, ma dagli effetti spiccati. Secondo la medicina naturale è utile contro il mal di gola, i calcoli ai reni e i problemi alla vescica. Inoltre contrasta anche l’eccesso di sudorazione e persino la caduta dei capelli.
La tisana va dolcificata?
Di base la tisana digestiva al rafano non andrebbe dolcificata, d’altronde il rafano ha un sapore riconoscibile, che merita di essere valorizzato e non coperto. Allo stesso tempo, però, molti non riescono a consumare tisane, infusi e decotti senza che siano almeno un po’ dolcificati. Vale dunque la pena chiedersi cosa utilizzare per rendere questa tisana più dolce. Di certo si può optare per il classico zucchero, che dolcifica senza coprire troppo i sapori. Il consiglio, se preferite lo zucchero, è di utilizzare lo zucchero bianco. Lo zucchero bruno invece impiegatelo solo se desiderate conferire alla bevanda un sapore di caramello, che non si lega al meglio con questo tipo di tisana.
C’è poi la possibilità di aggiungere il miele. In questo caso si compie una scelta che pone in secondo piano il rafano, visto che il miele ha un sapore abbastanza “coprente”, anche se viene inserito in dosi ridotte. Il miele è il dolcificante più genuino, dunque la sua presenza è pienamente giustificata se volete rendere più dolce la bevanda. Non va dimenticato poi che il miele è ricco di sali minerali, vitamine e antiossidanti. Inoltre è un rimedio naturale in quanto aiuta a guarire dai malanni di stagione, come tosse e raffreddore. A tal proposito potete scegliere tra una grande varietà di tipi di miele: il Millefiori, che è forte e intenso; quello di acacia, che è delicato e soave; quello di ulmo, che è leggero ma molto aromatico.
Ricette digestive ne abbiamo? Certo che si!
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