Fiori di nasturzio, un ingrediente segreto che sa di cappero

Fiori di nasturzio

Un focus sui fiori di nasturzio

Oggi parliamo dei fiori di nasturzio (tropaeolum majus), una risorsa per decorare gli ambienti, ma che può regalare molte soddisfazioni anche in cucina. Il nasturzio è una pianta originaria del Perù e del sud America. Da quelle parti, e in particolare nella fascia tropicale e subtropicale, è una pianta perenne. Nella macchia mediterranea, invece, è sostanzialmente stagionale, infatti, non sopporta molto bene il freddo, o almeno quello intenso. Se ben curata offre fiori davvero gradevoli alla vista e dal profumo non marcato, ma piacevole. I petali sono molto grandi, concavi e dalla texture increspata. Inoltre, si producono in tonalità cromatiche molto varie tendenti sul pastello: arancione, fucsia, rosso e giallo.

Le foglie del nasturzio sono analogamente molto grandi, ricche di venature e di colore verde chiaro e verde scuro. Anche queste possono essere utilizzate, soprattutto nella medicina naturale. Le foglie, poi, sono idrorepellenti, ossia non vengono bagnate dall’acqua, che scorre lungo i loro bordi e cade formando un effetto ottico singolare. Da questo punto di vista, si ravvisano similitudini molto affini con il loto.

Come coltivare il nasturzio?

Coltivare il nasturzio, e quindi ottenere dei bei fiori, non è particolarmente complicato, nemmeno se si ha a disposizione solo un terrazzo o un balcone. Tuttavia, è necessaria qualche cura in più rispetto a molte altre piante. Il problema è sempre quello, la scarsa resistenza al freddo. Per contrastarla occorre scegliere una zona in pieno sole ed erogare regolarmente un fertilizzante liquido. Nello specifico, va utilizzato ogni due settimane e va diluito nell’acqua per l’irrigazione. Il suolo, comunque, non deve essere particolarmente ricco.

Tuttavia, è bene che sia molto umido, pertanto le irrigazioni devono essere frequenti e copiose, ma vanno sospese alla caduta delle prime foglie. Bisogna comunque fare attenzione ai ristagni d’acqua, che sono pericolosi anche per il nasturzio in quanto lo espongono alle malattie fungine, pericolose soprattutto per le radici. La messa in dimora del nasturzio va eseguita tra aprile e maggio. I fiori, invece, crescono pochi mesi dopo.

Le differenti varietà di nasturzio

I fiori di nasturzio appartengono ad una pianta molto ben strutturata e persino omogenea. Tuttavia, si declina in alcune varietà, tutte di interesse botanico oltre che gastronomico, officinale e decorativo. A tal proposito, ecco una panoramica esaustiva.

Nasturzio Majus. E’ una varietà rampicante. La sua peculiarità risiede nelle foglie tondeggianti e nell’odore speziato. I fiori sono colorati di arancione o di giallo brillante.

Nasturzio Couleurs d’Afrique. E’ simile alla varietà Majus, ma si differenzia da quest’ultima per i petali un po’ più piccoli e di colore vario, tendenti tra l’arancione pastello e l’arancione scuro. Inoltre, spesso si ravvisano sfumature all’interno degli stessi petali.

Nasturzio Spitfire. E’ un po’ l’emblema del nasturzio, ossia la varietà che rispetta più fedelmente l’immaginario. Sia le foglie che i fiori si producono in forme irregolari e quasi artistiche. I colori dei petali variano tra l’arancione, il giallo e il rosso.

Nasturzio Peach Melba. Le peculiarità di questa varietà sono due. In primo luogo la pianta è piccola. Secondariamente i petali dei fiori sono bianchi o gialli pallido, con un cuore centrale tendente sull’arancione. Questo tipo di fiori di nasturzio sono utilizzati soprattutto per decorare gli ambienti.

Nasturzio Whirlybird. In un certo senso è agli antipodi rispetto alla varietà Peach Melba. La pianta è grande, quindi viene impiegata come rampicante. I fiori e le foglie sono regolari, queste ultime sono verde scuro, mentre i fiori sono rossi.

Nasturzio Peregrino. E’ una varietà ancestrale, infatti cresce “bene” solo nel Sud America. Le foglie e i petali sono piccoli, ma lo sviluppo è massiccio. Inoltre, lo schema cromatico è particolare, in quanto le foglie sono scure e i fiori sono molto chiari. E’ usata spesso per produrre delle siepi frondose e dal grande impatto visivo.

Fiori di nasturzio

Le proprietà nutrizionali del nasturzio

Il nasturzio, e in particolare i fiori di questa graziosa pianta, hanno delle proprietà intrinseche che incidono sulla sua versatilità e sul ruolo che possono giocare in un ampio ventaglio di contesti. Le proprietà più importanti sono estetiche. Molto banalmente il nasturzio è una bella pianta: frondosa, colorata e in grado di riempire ottimamente gli spazi. Anche la composizione biochimica è alquanto eccellente. Il nasturzio, infatti, è ricco di acido folico, che giova alla salute della pelle, oltre a contribuire alla prevenzione del cancro.

E’ ricco anche di acidi grassi omega tre, sostanze che fanno bene al cuore, alle facoltà mentali e alla vista. Infine, contiene anche tanta vitamina K, una sostanza che aiuta l’organismo a regolare la densità del sangue, prevenendo condizioni patologiche e potenzialmente fatali come la trombosi. Infine, tutte le componenti del nasturzio (fiori compresi), se utilizzate con perizia possono fungere da diuretico e da digestivo.

Gli usi in cucina dei fiori di nasturzio

Oltre a quello decorativo, i fiori di nasturzio intervengono in due campi di utilizzo: gastronomico e officinale. Nel primo caso vengono consumate sia le foglie che i fiori. Le prime vengono in genere scottate, in quanto possono essere coriacee (almeno in alcune varietà). Possono partecipare alle insalate, oltre a condire anche i secondi di carne e di pesce. I fiori, invece, si consumano crudi e possono partecipare anch’essi alle insalate, magari per dare colore o fungere da decorazione per torte e crostate.

Il sapore del nasturzio è simile al cappero e al crescione. Le foglie hanno sentori più pungenti, dunque sono indicate per i piatti salati. I fiori, invece, hanno sentori più dolci e delicati, quindi possono intervenire anche nelle preparazioni di pasticceria. Per quanto concerne l’uso officinale, si utilizzano soprattutto le foglie. Queste vengono pestate con un mortaio e trasformate in cataplasma o in impacchi. Infine, vengono spalmate per proteggere la pelle, quasi come se fossero un trattamento antiage.

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