Erba pepe o santoreggia, una pianta aromatica davvero unica

Erba pepe

Una pianta aromatica dai mille usi

L’erba pepe, anche nota come santoreggia o erba dei satiri, è una pianta aromatica molto conosciuta dalle nostre parti e diffusa soprattutto nell’Appennino centrale. E’ coltivata da millenni, infatti i Romani, pur apprezzandone le proprietà curative, la usavano principalmente come pianta rituale per le consacrazioni al Dio Bacco. Nel medioevo era coltivata nelle terre dei monasteri e veniva utilizzata come medicamento. Ai giorni nostri sopravvive principalmente nell’uso alimentare. Si apprezza, infatti, il suo sapore complesso, che ha molto in comune sia con il timo che con la maggiorana.

Dal punto di vista botanico, si presenta con un fusto eretto con molti rami, e tendente al verde brillante. Alla stregua di molte piante aromatiche, l’erba pepe può essere coltivata sia nel terreno che in vaso. Non è molto esigente in termini di suolo, ma predilige le terre calcaree e il clima soleggiato. Ha però una particolarità, non sopporta le irrigazioni con acqua fredda. La semina avviene in primavera, mentre la raccolta ad agosto inoltrato.

Le proprietà dell’erba pepe

Sul piano nutrizionale questa pianta erbacea perenne ha molto in comune con alcune erbe aromatiche, quali il timo. Presenta una certa abbondanza di vitamine e sali minerali, come ovvio per un alimento di origine vegetale. Tuttavia, più che la quantità si apprezza la qualità delle sostanze che apporta. L’erba pepe fornisce una certa quantità di sostanze che aiutano a prevenire il cancro. Discreta è anche la quantità di acqua, che viene persa completamente in quanto viene in genere utilizzata in forma essiccata. Tuttavia le fibre rimangono, infatti questa pianta è considerata anche un ottimo digestivo.

Il punto di forza di questo tipo di erba è l’abbondanza di oli essenziali. Ciò gli permette di impattare in modo benefico sulla salute, soprattutto sulla circolazione sanguigna e sul cuore. Il consumo di erba pepe non presenta particolari effetti collaterali, anzi viene apprezzata anche dagli animali domestici, come i gatti, che la utilizzano per purificare lo stomaco. Non  a caso, è fortemente imparentata con l’erba gatta.

Le differenti varietà di erba pepe

Le varietà di erba pepe sono numerose. Si distinguono, però, due grandi famiglie: l’erba pepe montana, diffusa lungo l’Appennino dall’Emilia alla Calabria e l’erba pepe variegata, diffusa in particolare nelle Prealpi friulane e nel Carso. La differenza tra le due famiglie riguarda solo il sapore. La prima è più aromatica, la seconda è più delicata. In cucina, proprio per queste doti aromatiche, viene utilizzata soprattutto l’erba pepe montana, ed è proprio questa ad essere coltivata anche negli orti e nei giardini.

Erba pepe

Esiste anche una varietà molto pregiata ma estremamente rara: l’erba pepe sarda. Cresce solo in Sardegna e ha un sapore particolare, molto diverso dalle altre varietà, che si allontana persino dai sentori del timo. Discorso simile per l’erba pepe lilacina, che cresce in Abruzzo. Alcuni botanici, però, la assimilano più che altro all’erba montana, visto che al palato è quasi identica.

Gli usi alimentari di questa pianta aromatica

L’uso in cucina delle foglie fresche di erba pepe è ben attestato, anzi vanta una certa tradizione, soprattutto nel Centro Italia. E’ utilizzata per insaporire i legumi e si sposa molto bene con i fagioli. In generale è adatta a tutte le zuppe e a tutti i tipi di minestre. Ottimo è anche l’abbinamento con i funghi, le patate e persino con secondi piatti a base di carni rosse, visto il suo sapore intenso e aromatico. I classici arrosti beneficiano dell’azione dell’erba pepe, ma una certa efficacia si nota anche nella preparazione degli spezzatini.

In linea di massima, l’erba pepe viene associata al rosmarino, all’origano, al prezzemolo, al timo e alla salvia. Non è esattamente equivalente dal punto di vista del sapore, ma di tanto in tanto può sostituire questo tipo di aromi. L’uso dell’erba pepe è attestato anche nella produzione di liquori. Molti liquori alle erbe sono realizzati anche con l’erba pepe. Un esempio classico è dato dagli amari calabresi, che utilizzano le varietà che crescono rigogliose in Aspromonte e nella Sila. L’erba pepe può essere considerata una spezia, più che un’erba aromatica. Per questo motivo, è bene non abbondare con le quantità, infatti alla lunga potrebbe coprire i sapori.

Gli usi medici dell’erba pepe

L’erba pepe è considerata da sempre una pianta officinale. In questo senso veniva intesa nel Medioevo, a tal punto da affollare i magazzini degli “speziali” (o farmacisti dell’epoca). Il merito di ciò va alla presenza di oli essenziali, di fibre e di sostanze che a vario titolo giovano all’organismo. In linea di massima questo tipo di erba veniva impiegata per curare le indigestioni, la gotta, l’epistassi (sanguinamento del naso), la diarrea, la febbre e le affezioni parassitarie. Insomma, era una sorta di panacea di tutti i mali. In effetti, la sua efficacia per contrastare la presenza di vermi intestinali, come gli ascaridi e gli ossiuri, è attestata anche a livello scientifico. Altri studi hanno dimostrato, un po’ a sorpresa, la capacità dell’erba pepe di stimolare le funzioni fisiche e mentali, quasi come se fosse un ricostituente.

L’erba pepe è apprezzata anche dal punto di vista cosmetico. In passato vi era l’abitudine di arricchire l’acqua calda con questo tipo di erba e realizzare con essa dei pediluvi davvero benefici. Secondo alcune testimonianze darebbe sollievo in caso di “piedi stanchi”. Alcuni esperti, inoltre, ne consigliano impacchi per distendere la pelle e per combattere le rughe. E’ abbastanza certo, invece, l’effetto benefico sui capelli grazie all’uso di decotti a base di erba pepe. L’uso nella cosmetica vera e propria è comunque diffuso, non a caso è contenuta in alcuni saponi e nel dentifricio, non solo per le sue proprietà aromatiche.

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