Schi, la minestra iperproteica della tradizione russa

Schi
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La Schi, una pietanza popolare

Ecco la Schi, una delle minestre tipiche della cucina russa. Si tratta di una pietanza dagli ingredienti semplici, ma molto nutriente e gustosa. Apporta in maniera equilibrata sia carboidrati che proteine, oltre a vitamine e sali minerali. La ricetta è molto semplice e non presenta alcun tipo di difficoltà, sebbene alcuni passaggi manifestino un approccio diverso da quello nostrano. Tengo a precisare, poi, che nonostante la corposa lista degli ingredienti, e quindi una certa abbondanza di sapori, la Schi è piuttosto leggera, infatti l’apporto di grassi è davvero minimo. 

Una particolarità riguarda, inoltre, il trattamento dei fagioli rossi. Essi vanno tenuti in ammollo per una notte e poi lessati. Tale operazione prevede l’uso dell’aglio, che poi verrà tolto. Un modo, questo, per aromatizzare i fagioli e renderli ancora più buoni. Successivamente, vanno aggiunti a un delicato soffritto, arricchito a sua volta dai funghi e della patate. Per il resto, non si deve fare altro che rispettare i tempi di cottura e regolare di sale e pepe.

Tutta la carica nutrizionale dei fagioli rossi

Tra i protagonisti di questa Schi spiccano i fagioli rossi. Si distinguono dalle altre tipologie per la presenza delle antocianine, potenti antiossidanti presenti in tanti ortaggi di colore rosso-viola (come le melanzane) e in grado di agire in funzione anticancro e di protezione del sistema cardiovascolare. Contengono anche gli isoflavoni, un altro tipo di antiossidanti che giovano soprattutto al sistema immunitario.

Schi

Per il resto, i fagioli rossi sono ricchi di proteine e possiedono un certo quantitativo di carboidrati, inoltre contengono vitamine (specie quelle del gruppo B) e sali minerali. Ovviamente sono anche molto ricchi di ferro. Per quanto concerne il sapore, sono solo leggermente dolci, ma mantengono la corposità tipica dei fagioli. L’apporto calorico è in tutto e per tutto paragonabile alle altre varietà, sebbene la quantità di grassi sia davvero minima.

Il cavolo cappuccio e le sue proprietà

Il cavolo cappuccio, utilizzato nella preparazione della Schi, è la classica verdura da minestra. E’, infatti, gustoso e carnoso, quindi ideale per questo tipo di preparazioni. Eccelle nelle cotture in umido, magari in accompagnamento ad altri prodotti della terra, come è il caso di questa minestra russa. Esternamente, il cavolo cappuccio è quasi identico alle altre varietà di cavolo, benché sia un po’ più chiaro. Il sapore, però, rievoca quello della lattuga, sebbene sia un po’ più dolce. Del cavolo cappuccio stupiscono soprattutto le proprietà nutrizionali, a tal punto che viene considerato un superfood.

In primis, è una delle verdure più ricche di fibre in assoluto, dunque è un toccasana in caso di disturbi intestinali. E’ anche molto ricco di ferro, di potassio, calcio e fosforo. Straordinario è l’apporto di vitamina C, che ha poco da invidiare a quello degli agrumi. Il cavolo cappuccio, poi, vanta proprietà che sfociano nel terapeutico, per esempio ha una funzione antinfiammatoria simile a quella di alcune spezie come lo zenzero. Tra le altre proprietà, spicca anche la capacità depurativa e diuretica. Infine, l’apporto calorico è davvero trascurabile, come molte altre verdure a foglia verde.

Ecco la ricetta della Schi:

Ingredienti per 4-6 persone:

  • 250 gr. di cavolo cappuccio,
  • 2 patate,
  • 150 gr. di fagioli rossi,
  • mix per soffritto,
  • 1 cucchiaio di concentrato di pomodoro,
  • 25 gr. di funghi porcini secchi,
  • 1 cucchiaio di zucchero,
  • 1 foglia di alloro,
  • 3 cucchiai di olio extravergine d’oliva,
  • q. b. di sale e pepe.

Preparazione:

Per la preparazione della Schi iniziate pulendo per bene i fagioli sotto l’acqua corrente, poi metteteli a bagno per almeno una notte. Trascorso questo lasso di tempo, scolateli e versateli in un tegame di terracotta con dell’acqua fredda insieme all’alloro e allo spicchio d’aglio spellato. Mi raccomando, l’acqua deve coprire per intero i fagioli. Ora accendete il fuoco e portate gradualmente ad ebollizione, poi abbassate la fiamma e proseguite la cottura con il coperchio messo a metà. Rimuovete i residui di schiuma in superficie aiutandovi con una schiumarola o, in alternativa, versate un cucchiaio di olio extravergine di oliva per limitarne la formazione. Dopo che la cottura è terminata, spegnete il fuoco, scolate e lasciate intiepidire.

Ora immergete i funghi secchi in abbondante acqua tiepida e lascateli in ammollo per almeno mezz’ora. Poi scolateli e passateli sotto l’acqua corrente. In una pentola molto grande versate il mix per soffritto e l’olio d’oliva (3 cucchiai), poi lasciate imbiondite per qualche minuto e unite i fagioli, il concentrato di pomodoro e i funghi. Continuate la cottura per 10 minuti, poi unite le patate, che avrete sbucciato e fatto a cubetti. Rosolate in un po’ d’olio il cavolo insieme allo zucchero per circa 10 minuti, avendo cura di applicare il coperchio. Poi, versate il cavolo e l’alloro nella pentola contenente i fagioli e continuate la cottura per altri 10 minuti. Spegnete la fiamma e fate intiepidire. A questo punto la Schi è pronta. Potete consumarla subito o il giorno successivo, dopo averla riscaldata sarà anche più buona.

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Ma da sola non potevo farcela! Cosi nel 2012 ho fondato l’Ass.Il Mondo delle Intolleranze APS, di cui sono il Presidente in carica. Ad oggi siamo diventati una realtà importante e un punto di riferimento per tantissime persone, chef, aziende e medici. Abbiamo un comitato scientifico formato da professionisti e un gruppo di lavoro attivo e dinamico. Ognuno di noi ha un suo ruolo e tutti gli aspetti vengono vagliati con cura. Vogliamo dare un’informazione corretta e responsabile e siamo a disposizione dei nostri utenti. Torna a pensare positivo e mangiare con gusto. Ti garantisco che è possibile.

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