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Sensibilità al nichel da cibo: insidiosa, come riconoscerla

Sensibilita al nichel da cibo

Cos’è la sensibilità al nichel da cibo

La sensibilità al nichel da cibo è una condizione molto diffusa e potenzialmente invalidante. Con sensibilità, in questo caso, si intende lo spettro di disturbi che vanno dalla “semplice” intolleranza al nichel alla più grave allergia.

Proprio l’allergia si configura come la condizione peggiore, nonché la più rischiosa, vista la portata dei sintomi. A prescindere da ciò, la sensibilità al nichel da cibo è una delle più insidiose in assoluto. I motivi sono tre: in primis, è abbastanza complicata da diagnosticare; secondariamente i sintomi sono abbastanza aspecifici, dunque vengono confusi come segnale di altre patologie, ritardando la diagnosi e di conseguenza la cura. Infine, il nichel si trova in tantissimi alimenti.

Per chi non lo sapesse, il nichel è un metallo. Cosa ci fa il metallo nei cibi? Di norma nulla, nessun alimento contiene di per sé il nichel. La sua presenza, infatti, è frutto dei processi di produzione, coltivazione e conservazione. Niente di illegale, ovviamente. Anche perché la stragrande maggioranza della popolazione non presenta disturbi legati al nichel.

La fetta di popolazione che li manifesta, però, trae grande svantaggio dalla diffusione di questa sostanza. Un piccolo appunto: la dicitura reca l’espressione “da cibo” per un motivo semplice: esiste una “seconda” sensibilità al nichel, ovvero quella da contatto. Diversi sono i sintomi, e diverse è la dinamica di esposizione.

pomodori senza nichel

I disturbi legati alla sensibilità al nichel da cibo

Il primo passo per combattere la sensibilità al nichel da cibo è conoscere i sintomi. Questi sono purtroppo poco specifici, ovvero possono essere ricondotti a molte altre patologie. Ad ogni modo chi è affetto da tale condizione lamenta spesso asma, emicrania, diarrea, stitichezza, bruciore di stomaco, gonfiore. Più raramente vengono segnalate l’orticaria, la febbre e il mal di testa.

Se pensate di essere sensibili al nichel dovrete necessariamente evitare i cibi che contengono questa sostanza. Il nichel è presente un po’ dappertutto, ma ciononostante è possibile condurre una dieta varia, gustosa e sana. Vi basterà seguire le indicazioni che io stessa ho fornito nella sezione apposita del sito

La diagnosi della sensibilità al nichel da cibo

La diagnosi della sensibilità al nichel è difficile da ottenere. In primo luogo, come già accennato, perché spesso viene scambiata per qualcos’altro, vista la aspecificità dei sintomi. Ecco, dunque, che informarsi diventa praticamente un obbligo. Il consiglio è di cogliere le opportunità di settembre, che è il mese dedicato proprio alla sensibilità al nichel. A fine mese presenteremo il progetto NON TI TOLLERO dedicato all’argomento.

Se già sospettate di soffrire della sensibilità al nichel da cibo, non rimane che sostenere l’apposito test. Purtroppo, il Sistema Sanitario Nazionale non copre questo tipo di prestazione, dunque dovrete necessariamente rivolgervi ai privati. L’ideale sarebbe individuare una clinica che sappia coniugare convenienza e affidabilità. Io ne conosco una che potrebbe fare al caso vostro: Lifebrain.

Tra le altre cose propone una modalità diagnostica innovativa e accessibile: il paziente riceve a casa il kit per il test, segue le istruzioni, dopo qualche giorno un incaricato viene a prelevare la strumentazione. Infine, dopo una settimana, Lifebrain pubblica sul sito (nell’area riservata ovviamente) i risultati del test, liberamente consultabili.

Nichel: cos’è? dove si trova?

Il nichel è un metallo appartenente al gruppo del ferro, di colore grigiastro e le sue principali caratteristiche sono la malleabilità e la duttilità. E’ un metallo largamente diffuso, infatti é contenuto in tantissimi oggetti come bottoni, cerniere, chiavi, soldi, bigiotteria.

In materia di alimentazione, la questione è ancora più insidiosa. La presenza del Nichel non deriva infatti dalla composizione del singolo alimento, ma purtroppo all’uso di questo metallo sia nei terreni che nelle tecniche di conservazione o lavorazione. Oltre ad essere presente nelle acque è rilasciato dalle centrali elettriche e dagli inceneritori di rifiuti per cui lo ritroviamo anche nel suolo. E’ questo purtroppo il motivo per cui è presente in molti alimenti che giornalmente consumiamo, in gran parte vegetali e pesci, oltre che nella maggior parte dei prodotti confezionati e nei detersivi, detergenti e cosmesi.

Un approfondimento sull’intolleranza al nichel è d’obbligo

Il termine intolleranza al nichel potrebbe risultare improprio, infatti i meccanismi coinvolti sono abbastanza diversi rispetto a quelli delle più comuni intolleranze alimentari. Anche il termine allergia, che di solito viene impiegato, non restituisce la reale dimensione di questo disturbo. Di base, si dovrebbe parlare di sensibilità al nichel. Non si tratta di una questione esclusivamente terminologica in quanto la sensibilità non implica l’assoluta impossibilità di assorbire la sostanza, bensì una spiccata difficoltà a farlo. Ovviamente esistono diversi gradi di sensibilità, ma in tutti i casi (se si escludono eccezioni davvero rare) gli intolleranti al nichel hanno comunque una soglia limite al di sotto della quale l’ingestione di nichel non provoca disturbi.

Per quanto concerne l’incidenza, si possono fare solo alcune stime. D’altronde l’intolleranza al nichel (o sensibilità) è forse la più difficile da diagnosticare. I sintomi sono davvero aspecifici, e spesso nemmeno molto evidenti. Si segnalano in genere nausea, diarrea, mal di testa e malessere generale. Un campanello d’allarme, tale da differenziare questo disturbo da altre intolleranze alimentari, è dato dal prurito, assente per esempio nei celiaci e negli intolleranti al lattosio. Ad ogni modo si stima che l’8% della popolazione italiana soffra di una qualche forma di sensibilità al nichel.

La diagnosi si basa su analisi strumentali, ma soprattutto sull’anamnesi. Dunque la partita si gioca sulle capacità interpretative dello specialista, chiamato a individuare una causa o un’ipotesi di diagnosi da una sintomatologia che, come abbiamo visto, è varia e generica. Tra l’altro, negli ultimi tempi è stato notato come l’incidenza della sensibilità (o intolleranza) al nichel sia più elevata nella popolazione affetta già da una qualche forma di allergia, a prescindere dall’allergene. Anche questo elemento può aiutare lo specialista a formulare una diagnosi.

 

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