Sale al tè Matcha, un sale potenziato

I tanti usi del sale al tè Matcha
Il sale al tè Matcha è una di quelle idee davvero semplici da realizzare ma niente affatto scontate da concepire. D’altronde, l’accostamento tra il sale e il tè è apparentemente estraneo alla tradizione italiana, vuoi per una certa tendenza nostrana alla sobrietà degli accostamenti, vuoi per una importanza limitata del tè quale ingrediente per le ricette.
Eppure il sale al tè Matcha vanta tutte le caratteristiche per conferire brio alle proprie preparazioni. L’importante è, appunto, saperlo utilizzare e individuare quelle ricette che possano realmente beneficiare di questo sale aromatizzato. Va specificato che il sale al tè Matcha ha un sapore importante, per quanto non coprente, dunque va distribuito con cura. Per esempio, risulta ottimo nelle preparazioni povere di condimenti o asciutte. Non è un caso che venga utilizzato soprattutto nella cucina giapponese, molto avveniristica da questo punto di vista.
La storia del tè Matcha
Il tè Matcha, come suggerisce il nome, è un alimento originario del Giappone. Anzi si può affermare che esso giochi un ruolo da protagonista nella storia del paese nipponico dal punto di vista culinario e non solo. E’ considerato infatti da almeno 1.200 anni come il tè da cerimonia per eccellenza, e quindi fa parte a pieno titolo della complessa quanto affascinante ritualità giapponese. Ciò, ovviamente, non ha impedito una capillare diffusione anche presso gli altri strati della società asiatica.

La presenza della ritualità è forte e non riguarda solo il consumo, ma anche la preparazione. Le foglie di questo tè vengono coltivate principalmente in Giappone, sono raccolte a mano, cotte al vapore, asciugate e tritate. La polverina che si ricava viene semplicemente immersa nell’acqua bollente, dunque non vi è alcun processo di infusione.
La particolarità di questo sale ed i suoi benefici
Il sale al tè Matcha è uno dei pochi “sali” che fa bene, capace di giovare all’organismo. Il merito di ciò va quasi interamente dato a questo particolare tè. Appartenente alla famiglia dei tè verdi, il Matcha è ricco di sostanze nutritive ed esercita praticamente una funzione terapeutica. Tra i tanti benefici si segnalano il contrasto allo stress, la prevenzione dell’invecchiamento, l’accelerazione del metabolismo, l’aumento della concentrazione.
Il tè Matcha, poi, vanta incredibili proprietà antiossidanti, come raramente si rilevano in natura. Fornisce energia e tono più di quanto non faccia il più forte dei caffè in circolazione. Esercita inoltre una funzione depurativa per il fegato e aiuta a contrastare alcune patologie infiammatorie dell’apparato digerente. Dunque, se ne avete la possibilità (non è semplice acquistare un Matcha originale), preparate il sale al tè Matcha e regalatevi un condimento gustoso e soprattutto sano.
Il tè Matcha o Matcha tea è il tè del momento, non solo in Italia ma in tutto il mondo. Originario del Giappone, è un tè pregiatissimo dal colore verde brillante, tanto che storicamente era riservato solo ai Samurai e alla famiglia reale. Il tè verde Matcha, grazie alla sua versatilità in cucina e alle sue incredibili proprietà, è diventato uno degli alimenti più popolari e annoverato di diritto tra l’elenco dei superfood. E non finisce qui. Il Matcha è infatti l’ingrediente chiave della suggestiva cerimonia del tè giapponese, un mix ben equilibrato di gesti e principi zen, un’esperienza da provare almeno una volta nella vita.
Riconoscerlo è facilissimo perché questo è l’unico tè tradizionalmente in polvere e non in foglie, che non si prepara per infusione ma per sospensione. Tre settimane prima del raccolto, le piante vengono coperte con dei teli in modo che rimangano nella penombra. In questo modo si aumenta il contenuto di clorofilla, conferendo il tipico colore verde acceso del tè Matcha. Le foglie vengono poi cotte a vapore, asciugate e macinate per raggiungere la classica consistenza di una polvere finissima. Alcune foglie diventano pregiato tè verde (Gyokuro), altre vengono pulite da steli e nervature e macinate a pietra. Ecco che si ottiene il Matcha.
Nonostante sia considerato il tè giapponese per eccellenza, l’origine di questa tradizione è in realtà cinese. All’epoca della dinastia Song (960 – 1279) si usava conservare le foglie di tè lavorate in “torte”, per poi sbriciolarle nell’acqua calda e favorirne lo scioglimento con l’originale frustino per il tè matcha. La tradizione dice che nel 1200 d.C. fu poi portato in Giappone da un monaco buddhista che visitò la Cina in quel periodo.
L’ho trovato nel mio viaggio in Giappone e ora lo uso in molte preparazioni. Ve lo consiglio!
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