Allergia al lattice e alimentazione: ecco i miei consigli 

allergia al lattice
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Non tutti la conoscono, ma l’ allergia al lattice continua a diffondersi

Oggi affrontiamo un argomento particolare: l’ allergia al lattice. Si tratta di un disturbo che negli anni ha continuato a diffondersi, arrivando a rappresentare il 14% di tutte le allergie alimentari. Sì, esatto: anche questa è una problematica che si ricollega con l’alimentazione. L’allergia crociata, lattice-frutta, colpisce circa 3 adulti su 1000. Non è facile gestire questa forma di allergia e, per questo, quando si pensa di soffrirne, è opportuno consultare un medico allergologo.

Questa allergia scatena solitamente sintomi cutanei (orticaria, angioedema, arrossamento, vescicole, eritemi), spesso associati a deficit respiratori (asma, rinite allergica, ipossia, dispnea)

Quest’ultimo si occuperà di effettuare un’anamnesi e una valutazione allergologica accurata, attraverso validi test ( prick test , patch test , esami del sangue e altri test cutanei  In seguito, potrà consigliare al paziente come comportarsi.  Con una diagnosi di allergia al lattice, sarà doveroso consultare prima un allergologo. Dopo l’esito rivolgersi e un nutrizionista che, in base ai risultati provvisti dall’allergologo, potrà comprendere se è necessario elaborare un piano alimentare particolare e caratterizzato da alcune restrizioni. Ma come mai questa reazione può essere riscontrata anche dopo l’ingestione di alcuni alimenti?

Ecco come possiamo trovare il lattice negli alimenti…

Prendendo d’esempio il nichel, tutti sappiamo che si trova negli oggetti e anche nei cibi. Nel caso dell’ allergia al lattice, la situazione è similare. Infatti, non basta evitare elastici, palloncini o quanti: per colpa della cross-reattività, legata alla presenza della sostanza chiamata “chitinasi di classe I”, persino gli alimenti possono intaccare il benessere degli allergici al lattice. Secondo i ricercatori, in questo materiale e anche in alcuni cibi, sono presenti sostanze in grado di provocare la stessa reazione allergica.

guanti in lattice w

Nello specifico, sono state individuate in determinati cibi alcune proteine del lattice, che sono risultate dei potenti allergeni. Tra l’altro, si sente spesso parlare di sindrome latexfruit: anche in questa eventualità i soggetti che soffrono di allergia al lattice possono presentare una sensibilità alla chitinasi alimentare. Le restrizioni dietetiche sono necessarie solamente quando l’ingestione degli alimenti allergizzanti provoca i sintomi tipici della reazione allergica, come ad esempio il prurito e gli edemi.

Gli alimenti da evitare quando si soffre di allergia al lattice

Un piano alimentare personalizzato può aiutare a ritornare tolleranti al lattice e a riabituare il sistema immunitario a non identificare quelle specifiche sostanze come “nemiche” dell’organismo. Quando i sintomi non si presentano, come detto in precedenza, non è necessario modificare la propria alimentazione per l’ allergia al lattice. Ad ogni modo, è utile sapere che gli alimenti che contengono gli allergeni presenti in questo materiale sono numerosi…

Avocado, kiwi, ciliegie, banane, fico, ananas, castagne, melone, frutto della passione, mango, papaia, mele, pere, noccioline, pesche, rape,  aneto, sedano, spinaci, pomodori, salvia, origano, patate, frumento e grano saraceno sono alimenti da mettere da parte in caso di dieta.

Chiaramente, proprio come accade per altri piani alimentari per soggetti intolleranti, i cibi in questione verranno reinseriti nell’alimentazione gradualmente fino al recupero della tolleranza.

I problemi di chi è allergico ai preservativi

I preservativi sono necessari per evitare le malattie sessualmente trasmissibili, ed evitare eventuali contagi. Ma cosa succede se si è allergici al lattice? Quando si ha questo problema non è possibile comprare i normali preservativi in quanto questi sono realizzati principalmente con questo materiale.

Preservativi

L’allergia al lattice si manifesta in questo caso con una reazione cutanea che non solo può causare problemi durante il rapporto, ma che in casi gravi può dare effetti a lungo termine.

Il lattice è un componente al quale sono allergici diversi uomini, ma allora che fare rinunciare al preservativo? Certo che no! Se si è allergici al lattice, o anche ad alcuni aromi specifici o sostanze presenti nei modelli con lubrificante, allora il consiglio è di utilizzare dei prodotti anallergici.

Voglio illustrarti però nel dettaglio quali sono i sintomi che può comportare l’allergia al preservativo e soprattutto come porvi rimedio con i prodotti pensati appositamente per chi ha questo grosso problema.

Quali sono i sintomi di chi ha un’allergia al preservativo?

A volte l’allergia al lattice non si esprime tutta in una volta, quindi è possibile che si diventi all’improvviso allergici al preservativo e alle sue componenti. Ma quali sono i sintomi principali per riconoscere quando è il momento di prendere provvedimenti?

La prima reazione che si riscontra solitamente è un prurito molto forte nella zona del pene, che può sfociare successivamente in pustole oppure in una dermatite molto intensa. Non solo, in casi estremi la reazione allergica potrebbe essere così forte da scatenarsi all’improvviso causando anche un’asma bronchiale.

Preservativi

Inoltre, altri sintomi che possono essere ricondotti all’allergia ai preservativi sono la comparsa di eczemi non solo sul pene ma anche in altre zone del corpo. Ciò avviene quando si utilizza il condom e si è al quanto sensibili alla gomma ma anche agli additivi che sono utilizzati per crearlo.

La reazione allergica però non colpisce solo gli uomini. Infatti, anche le donne possono essere intaccate da questa problematica. Una donna allergica al lattice durante il rapporto sessuale, o mentre usa il condom femminile, può incorrere in una reazione.

Anche in questo caso è possibile che si manifesti l’orticaria, oppure dermatiti molto forti. Infine, anche in questo caso si possono avere reazioni più gravi come l’asma e difficoltà respiratorie.

Cosa fare quando si è allergici al preservativo? I modelli anallergici!

Quando si è allergici al preservativo è necessario utilizzare i modelli anallergici sia nel caso in cui questa si manifesti su una donna oppure su un uomo. Il preservativo è il mezzo migliore per evitare le malattie trasmissibili oppure le gravidanze indesiderate. Quindi non è possibile rinunciarci, in quanto rispetto agli altri contraccettivi il preservativo rimane sempre quello più sicuro e valido.

Chi è allergico al lattice e coloro che soffrono di intolleranza ad altri componenti specifici come accennato, può scegliere di utilizzare i preservativi anallergici. Questi sono realizzati in sensoprene, propilene oppure in poliuretano. Tutti questi materiali alternativi presentano le stesse e identiche caratteristiche dei preservativi classici e non comportano dunque un grado minore di sicurezza.

Durante gli anni inoltre, sono diventate sempre di più le aziende che hanno cercato di tenersi al passo con le allergie e che hanno iniziato a produrre dei preservativi anallergici di varie forme e dimensioni ideali per qualunque uomo.

Preservativi senza nichel? Esistono?

Seppur il lattice sia una sostanza con un bassissimo contenuto di nichel, la maggior parte delle persone ipersensibili potrebbero accusare disturbi dal loro utilizzo proprio per la presenza di questo elemento, in questi casi si potrebbero cercare preservativi con l’etichetta nichel tested, o anallergici. Se il disturbo non sparisce per questa ragione non resta che cercare altri metodi protettivi o contraccettivi.

L’allergia al lattice è una reazione al componente principale delle gomma naturale. Il principale antigene responsabile è la podofillina, proteina contenuta nella linfa (caucciù) dell’albero Hevea Brasiliensis.

Viene utilizzano per produrre:

  • Guanti chirurgici;
  • Cateteri;
  • Cerotti;
  • Maschere per anestesia;
  • Lacci emostatici;
  • Alcuni componenti delle siringhe;
  • Elastici degli apparecchi dentali;
  • Protesi ortodontiche in gomma.

Molti di questi prodotti sono utilizzati per gli interventi chirurgici. Io ho avuto uno shock anafilattico in sala operatoria nel 1999. Vi garantisco che è meglio prendere tutte le precauzioni possibili per fare che cio’ non accada. Ancora oggi ho grossi problemi quando devo fare un prelievo o mettere un cerotto.

Molti oggetti di uso comune contengono lattice: maschere subacquee, pinne, giocattoli di gomma, alcune tettarelle, palle, palloni e palloncini da gonfiare, gomme per cancellare.

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2 commenti su “Allergia al lattice e alimentazione: ecco i miei consigli 

  • Ven 24 Ago 2018 | cakemania ha detto:

    Accidenti, io pensavo si trattasse solo di manipolazione! e che cifre importanti :(

    • Ven 24 Ago 2018 | Tiziana Colombo ha detto:

      Purtroppo è cosi!! Meno male che da un po’ di tempo in ospedale per gli interventi si sono attrezzati con strumenti senza nichel e materiali appositi senza lattice sia per l’intervento che per le medicazioni

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Nota per l’intolleranza al nichel

Note per chi deve seguire una dieta a Basso contenuto di nichel. Da leggere attentamente! Sia che sei intollerante al nichel alimentare, allergico al nichel da contatto (DAC) o che ti è stata diagnosticata La SNAS non esiste una cura definitiva e non esiste un modo per eliminare questo metallo dalla vita di una persona. Per alleviare i sintomi è necessario seguire una dieta a rotazione e a basso contenuto di Nichel e fare attenzione a tutto quello che ci circomda. Tutte le informazioni date negli articoli sono esclusivamente di carattere informativo. Non possono essere utilizzate per ipotizzare indagini cliniche e non sono suggerimenti per fare diagnosi o per la somministrazione di fitofarmaci, farmaci, piante o medicinali. Le informazioni che vengono date non sostituiscono ASSOLUTAMENTE il proprio medico o qualsivoglia specialista al quale vi consigliamo sempre di affidarvi. L’utilizzo e la somministrazione delle informazioni sono di esclusiva responsabilità del lettore.

Nota per dieta vegetariana

La dieta vegetariana è una scelta, che vanta profili ora etici ora salutistici, ma che pone in essere alcune difficoltà dal punto di vista nutrizionale. Molti studi scientifi affermano che la dieta vegetariana non comporta rischi per la salute se e quando è pianificata in modo equilibrato. Diventare vegetariano non vuol dire mangiare solo frutta e verdura. Si devono consumare anche i legumi, le uova, il latte. I celiaci che vogliono seguire una dieta vegetariana devono fare attenzione ad alcuni cereali: il frumento, l’orzo,  la segale, il farro, il kamut e tutti i prodotti da forno che potrebbe presentare tracce di glutine. A i tanti vegetariani che mi scrivono sul sito, su Facebook, su Instagram etc dicendomi di eliminare la carne dal sito voglio dire una cosa: ci sono categorie di persone, che anche volendo, non possono seguire la dieta vegetariana. Un esempio pratico sono gli  intolleranti al nichel. Il nichel è presente in quasi tutta la frutta e la verdura. Ci sono dei momenti della vita: infanzia, adolescenza, o in periodi di gravidanza e allattamento che può essere utile affidarsi a un medico o un nutrizionista, che saprà consigliare e valutare le scelte più adeguate da fare in base alle esigenze nutrizionali.

Nota per celiaci o sensibili al glutine

Nota per celiaci o sensibili al glutine da leggere attentamente! La raccomandazione è quella di controllate sempre gli ingredienti che utilizzate per la preparazione delle vostre ricette senza glutine. Tutti gli alimenti devono essere adatti ai celiaci e alle persone sensibili al glutine, percui, verificatene la spiga sbarrata, la presenza sul Prontuario dell’AIC o le indicazioni sull’etichetta del produttore. Quando cucinate per un celiaco organizzatevi al meglio per evitare sia la contaminazione ambientale che quella crociata. Un fattore che in molti sottovalutano. Noi scriviamo "consentita o consentito" per lasciare libero ogni utente di utilizzare il prodotto della marca che preferisce. Mi raccomando di leggere sempre le etichette Tutte le informazioni date negli articoli sono esclusivamente di carattere informativo. Non possono essere utilizzate per ipotizzare indagini cliniche e non sono suggerimenti per fare diagnosi o per la somministrazione di fitofarmaci, farmaci, piante o medicinali. Le informazioni che vengono date non sostituiscono ASSOLUTAMENTE il proprio medico o qualsivoglia specialista al quale vi consigliamo sempre di affidarvi. L’utilizzo e la somministrazione delle informazioni sono di esclusiva responsabilità del lettore.

Nota per gli intolleranti al lattosio

Nota per celiaci intolleranti al lattosio da leggere attentamente. Dalla nota ministeriale: senza lattosio. E' stata eliminata la dicitura “delattosato”, in quanto precedentemente associata alla dicitura “dietetico”. Si potrà usare al suo posto la dicitura senza lattosio per i prodotti lattiero caseari e per il latte con contenuto di lattosio inferiore a 0,1 g per 100 g o ml. Per tutti gli alimenti non contenenti ingredienti lattei l’indicazione “naturalmente privo di lattosio” deve risultare conforme alle condizioni previste dall’articolo 7 del regolamento (UE) 1169/2011. Noi scriviamo "consentita o consentito" per lasciare libero ogni utente di utilizzare il prodotto della marca che preferisce. Mi raccomando di leggere sempre le etichette Tutte le informazioni date negli articoli sono esclusivamente di carattere informativo. Non possono essere utilizzate per ipotizzare indagini cliniche e non sono suggerimenti per fare diagnosi o per la somministrazione di fitofarmaci, farmaci, piante o medicinali. Le informazioni che vengono date non sostituiscono ASSOLUTAMENTE il proprio medico o qualsivoglia specialista al quale vi consigliamo sempre di affidarvi. L’utilizzo e la somministrazione delle informazioni sono di esclusiva responsabilità del lettore.


23-08-2018
Scritto da:

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

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Pochi sanno che mi chiamo Tiziana Colombo. Tutti, nel mondo del wewb, mi conoscono come Nonnapaperina. Questo spazio nato è per caso 2004 come una sorta di diario che utilizzavo per condividere una passione. Una passione messa a dura prova dalla diagnosi di intolleranza al nichel prima e al glutine e al lattosio poi: una diagnosi inaspettata che mi ha fatto patire mezza vita. La colpa era sempre lo stress. Mi sono sentita completamente persa e in rete le notizie non erano sempre di aiuto. Non mi sono scoraggiata e ho cercato di trovare una soluzione! Dare un’informazione corretta. Mi sono sentita per molto tempo un vero “Don Chisciotte”. Ora la situazione è migliorata ma abbiamo ancora molto lavoro da fare.

Ma da sola non potevo farcela! Cosi nel 2012 ho fondato l’Ass.Il Mondo delle Intolleranze APS, di cui sono il Presidente in carica. Ad oggi siamo diventati una realtà importante e un punto di riferimento per tantissime persone, chef, aziende e medici. Abbiamo un comitato scientifico formato da professionisti e un gruppo di lavoro attivo e dinamico. Ognuno di noi ha un suo ruolo e tutti gli aspetti vengono vagliati con cura. Vogliamo dare un’informazione corretta e responsabile e siamo a disposizione dei nostri utenti. Torna a pensare positivo e mangiare con gusto. Ti garantisco che è possibile.

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