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Diagnosi di intolleranza alimentare non è una condanna

curare le intolleranze mangiando

Diagnosi di intolleranza alimentare non è una condanna ma opportunità. Vorrei rassicurare tutti coloro a cui quotidianamente vengono diagnosticati problemi di intolleranze alimentari che questo fatto, ahimè, oggi molto comune non deve essere vissuto come una condanna a vita verso un triste percorso di privazione, ma rappresenta una preziosa opportunità.

Vedo già il sorrisino di qualcuno che dice ecco questa, l’inguaribile ottimista.. ma cosa ci racconta.

No davvero il rendersi conto che qualche alimento di uso comune spesso latte o farine intossica il nostro organismo può rappresentare un importante momento di riflessione sulle nostre abitudini alimentari. Una corretta analisi del nostro stile di vita ci può portare ad una maggiore consapevolezza del nostro corpo e delle nostre necessità.

Oggi i ritmi frenetici della vita quotidiana ci portano ad ingerire cibo spesso privo dei principali fattori nutrizionali, vitamine, sali minerali, fibra , ma ricco di grassi saturi e zuccheri durante il giorno la dieta tipo dell’uomo moderno è un caffè al mattino un panino o qualcosa di simile arraffato nel bar sotto l’ufficio e a cena ….con una fame atavica si può ingurgitare qualsiasi cosa ci venga proposta.

La diagnosi di intolleranza non è condanna

Il nostro organismo manda grida di allarme il livello di infiammazione aumenta ed ecco che dopo la manifestazioni dei sintomi più svariati; stanchezza cronica, cefalea, dermatite, infiammazione gastrointestinale ecc.si arriva alla diagnosi di intolleranza alimentare.

Intolleranza alimentare: impara a mangiare in maniera differente

Dopo l’esecuzione degli opportuni test il nutrizionista consiglierà un adeguato percorso alimentare magari accompagnato da un’ adeguato ricondizionamento della flora intestinale .

Questo si può vedere con positività, per un periodo dovremo astenerci da certi cibi ,ma questa sarà una opportunità per riconsiderare le nostre abitudini alimentari valutare se abbiamo il giusto apporto di principi nutrizionali, acqua ,fibra, carboidrati, proteine, grassi, ma anche vitamine e minerali se la nostra flora intestinale ha un corretto funzionamento se il nostro asse intestino cervello chiamato (gut brain axis) è in equilibrio se il cibo è per noi una naturale fonte di benessere psichico oltre che fisico.

La necessità di rivedere il nostro comportamento alimentare può   favorire   l’introduzione di nuovi alimenti che magari non avevamo conosciuto ad esempio the verde, curcuma ma anche la riscoperta di cibi locali oggi trascurati, cavoli, legumi.

Questa nuova attenzione verso l’alimentazione può essere positiva verso tutta la famiglia che sarà ad esempio motivata a condividere una bella colazione ricca di tisane, centrifugati di frutta yogurt, o prodotti da forno con le farine consentite che permetta una partenza piena di energia a tutta la famiglia.

Saremo spinti a controllare meglio le etichette e a valutare con più attenzione cosa mettiamo nel carrello della spesa in generale mangeremo con più consapevolezza e forse potremmo riscoprire il piacere di cose semplici,ma importanti per il nostro benessere come fare la spesa o cucinare qualcosa per noi e per i nostri cari.

Buon appetito quindi a tutti ma ricordatevi di mangiare consapevolmente

Articolo scritto dalla Drssa Olivotti

Riproduzione riservata
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