Celiachia e adolescenza: si salvi chi può!

Celiachia e adolescenza: si salvi chi può! L’adolescenza infatti è per eccellenza la fase della crescita caratterizzata da colpi di testa, impulsività, istinto di trasgressione verso le regole, voglia di libertà e desiderio di provare nuove esperienze, o, come diceva in modo schietto la mia nonna, “l’età della stupìdera!”.

Una diagnosi di celiachia avvenuta in questo periodo della vita può essere fonte di parecchi scontri per il neo diagnosticato. Già è nota la sindrome di ribellione e dell’essere arrabbiato facilmente con tutto e tutti ed allo stesso tempo adorare una ristretta cerchia di persone considerate le sole in grado di comprenderlo, senza contare gli sbalzi d’umore legati agli ormoni impazziti.

Immaginate poi una diagnosi in questo periodo: proprio nel momento in cui un adolescente si presta a scoprire il mondo che lo circonda, alle prime esperienze lontano dai genitori ecco arrivare con perfetto tempismo la diagnosi di celiachia, situazione che agli occhi del giovane può considerarsi una limitazione.

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quello che gli adolescenti mangerebbero mattina, mezzogiorno e sera!

Un celiaco può essere sintomatico o asintomatico rispetto all’ingestione di glutine. Se da un lato il genitore può essere felice del fatto che il figlio non abbia reazioni evidenti al glutine, allo stesso probabilmente preferirebbe il contrario. Non si tratta di cattiveria ma, sempre tenendo presente che si tratta di un adolescente e quindi trasgredire alle regole è quasi un obbligo, un figlio asintomatico sarà più superficiale e più facilmente si concederà qualche sgarro. Al contrario un ragazzo che all’assunzione di glutine avrà sintomi evidenti di malessere, sarà meno tentato dal panino o dalla pizzetta da spizzicare insieme agli amici.

Ma quali sono i principali problemi? Senza ombra di dubbio in una fase nella quale la maggior parte degli adolescenti fa di tutto per uniformarsi agli altri vivere una situazione di diversità non è il massimo della vita. Nel caso in cui il problema non venga accettato dall’adolescente, si possono infatti crearsi due condizioni: il menefreghismo e quindi continuare a sgarrare per non apparire “il diverso” della situazione ma arrecando danni alla propria salute, oppure la chiusura verso gli altri, evitando il più possibile contesti di socializzazione.

La famiglia deve sicuramente creare una rete di supporto attorno al giovane, aiutarlo nella conoscenza di questa nuova condizione ed allo stesso tempo metterlo alla prova, stimolando il ragazzo alla ricerca di soluzioni e modi per aggirare il problema soprattutto al di fuori del contesto familiare. Sicuramente non bisogna trascurare anche la scuola, mettendo al corrente i professori della situazione del figlio in modo che, si spera, anche loro nell’organizzazione di gite giornaliere o di qualche giorno, tengano in considerazione le esigenze legate alla celiachia e mettendosi anche gli stessi genitori a disposizione per aiutare a cercare soluzioni adatte. E’ vero che, come dirà qualche qualcuno, il lavoro di insegnante è il loro, ma è anche vero che se non si è coinvolti al cento per cento con la celiachia alcune cose possono sfuggire, ed aiutarli è nell’interesse di nostro figlio e farà stare più tranquilli anche noi sapendo dove andrà e come verrà gestita l’uscita.

Farine senza glutine consigli Celiachia e adolescenza: si salvi chi può!

Altro punto assolutamente da non sottovalutare sono le amicizie. L’adolescente celiaco non avrà motivo di vergognarsi della diagnosi, bensì dovrà dire ai suoi amici quello che comporta per lui l’assunzione di glutine e di conseguenza farsi aiutare anche nell’organizzazione di eventuali uscite con loro in modo da non dover rinunciare. A volte la difficoltà sta più nel neo diagnosticato  ad accettare il problema che nelle persone che lo circondano. Se lui in primis vivrà con serenità questa nuova condizione e ne parlerà senza vergogna, anche coloro che gli stanno attorno si abitueranno alla cosa ed a poco a poco saranno loro stessi a non farlo sentire “diverso”.

Ultimo punto è dedicato ai genitori. L’apprensione nei confronti dei figli è più che naturale, ma non è nemmeno giusto che vengano tenuti sotto una campana di vetro. Questa situazione è nuova per voi, come per lui. Stargli addosso ogni secondo della giornata non sarà certo d’aiuto, anzi, lo innervosirà ulteriormente. Cercate di coinvolgerlo con serenità sia nella scelta dei cibi gluten free, stimolate la sua curiosità per conoscere questo nuovo pianeta, fatevi aiutare in cucina e chiedete a lui consigli e opinioni su quali marchi ha preferito e quali non gli sono piaciuti. Con questo atteggiamento sarà lui stesso invogliato ad approfondire il discorso celiachia e a cercare da sé anche locali e negozi a portata di celiaco.

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