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Il mango: colore, morbidezza e gusto sulla nostra tavola.

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

Articolo scritto da
Tiziana Colombo

Pubblicato il
10/11/2016 alle 08:37

Mango in cucina, intero e tagliato sul tagliere.

Usare il mango in cucina è più semplice di quanto possa sembrare davanti a quel frutto dalla buccia liscia e dal grosso nocciolo. Potete tagliarlo a cubetti per un’insalata, frullarlo in una crema da colazione oppure cuocerlo con spezie e aceto per accompagnare una cena. Il punto di partenza è sempre lo stesso: scegliere la polpa della consistenza giusta per ciò che avete voglia di preparare.

Quando aprite un mango maturo, il coltello incontra una polpa gialla o arancione, succosa, che lascia subito il suo profumo sul tagliere. Basta assaggiarne un pezzetto per capire come proseguire: qualche goccia di lime se è molto dolce, yogurt bianco per una crema fresca, cetriolo e foglie tenere per un piatto salato. Non occorre riempire la ciotola di ingredienti: due o tre compagni scelti bene gli lasciano spazio.

Consiglio della nonna
Prima di aggiungere zucchero, miele o succo di limone, assaggiate la polpa. Due manghi della stessa dimensione possono avere dolcezza e acidità diverse: il cucchiaino, in questo caso, vi aiuta più di una dose aggiunta per abitudine.

Per cominciare da un gesto familiare, pensate alla colazione: un vasetto, un cucchiaino e qualcosa di buono da spalmare. La confettura fresca di mango ai semi di chia vi accompagna proprio in questa direzione. È una preparazione da frigorifero, da consumare in pochi giorni, utile anche quando cercate una merenda diversa dal solito.

Se invece vi incuriosisce il lato salato, provate il chutney di mango: la frutta incontra aceto e spezie e diventa un condimento da dosare a piccoli cucchiai. Dal frutto fresco alla salsa cotta cambia il risultato, ma resta il piacere di scoprire quanto possa fare un solo ingrediente, dalla colazione alla cena.

frutti di mango tra le foglie dell’albero.

Mango in cucina: come sceglierlo, tagliarlo e abbinarlo

Il mango in cucina si usa crudo nelle insalate, frullato in creme e bevande oppure cotto in salse agrodolci e preparazioni alla piastra. La sua polpa, dolce e profumata quando è matura, può restare a cubetti o diventare una base cremosa: scegliete un frutto ancora sodo per ottenere pezzi regolari e uno più morbido per frullati e dolci al cucchiaio. Per riconoscere il momento giusto, valutate la consistenza con una lieve pressione, senza affidarvi soltanto al colore della buccia. Un frutto maturo cede un poco; se è molto duro, può avere bisogno di altro tempo prima di offrire la morbidezza che cercate.

Per prepararlo, lavate la buccia e separate le due parti carnose ai lati del nocciolo, lungo e piatto. Da qui potete ricavare fettine, cubetti o polpa da frullare. Lime e limone danno slancio alla dolcezza, yogurt e cocco accompagnano la parte cremosa, mentre cetrioli, erbe fresche e ingredienti sapidi aprono la strada ai piatti salati. Il mango fresco è naturalmente privo di glutine e lattosio; nelle ricette contano anche gli alimenti che gli affiancate. Conservate la polpa tagliata in frigorifero e congelate quella in più in piccole porzioni, da ritrovare quando serve una salsa o una merenda veloce.

Mango in cucina: scegliere la maturazione giusta

Un mango buono per l’insalata non deve per forza avere la stessa morbidezza di quello destinato a una crema. La maturazione cambia dolcezza e consistenza: una polpa soda sostiene il taglio e si mescola senza disfarsi, mentre quella più tenera si lavora bene con il frullatore. Un frutto acerbo ha un gusto più aspro e può essere usato a striscioline sottili, ma non darà il risultato dolce e cremoso che vi aspettate da un dessert.

Al momento dell’acquisto, cercate una buccia integra e una consistenza uniforme, senza zone molli e infossate. Rosso, verde e giallo dipendono anche dalla varietà: un mango verde non è sempre acerbo. Una lieve cedevolezza e, quando presente, un profumo fruttato vicino al picciolo sono indizi più utili. Se dovete prepararlo la sera stessa, sceglietelo già pronto; per i giorni successivi potete acquistarlo più sodo e seguirne la maturazione a casa.

Vale la pena guardare anche la provenienza. Il mango viene coltivato in Sicilia, come raccontano gli studi dell’Università degli Studi di Palermo sui frutti tropicali. La raccolta siciliana si concentra tra la parte finale dell’estate e l’autunno, con differenze fra varietà e annate. Quando lo trovate dal fruttivendolo, chiedete anche quando sarà pronto da mangiare: conoscere il frutto che state comprando aiuta a scegliere il piatto prima ancora di accendere i fornelli.

Mango aperto con polpa incisa a cubetti e nocciolo

Come tagliare il mango e recuperare la polpa

Per tagliare il mango dovete aggirare il nocciolo piatto che occupa il centro del frutto. Lavate la buccia sotto acqua corrente e asciugatela, anche se poi la eliminerete. Su un tagliere stabile, appoggiate il frutto con il picciolo verso il basso e ricavate le due parti carnose con tagli paralleli ai lati del nocciolo. Se la lama incontra resistenza, spostatela leggermente verso l’esterno, senza forzare.

Per ottenere cubetti, appoggiate ogni metà sul tagliere con la buccia sotto. Incidete la polpa a griglia senza attraversare la scorza, poi staccate i pezzi con un cucchiaio. Se vi servono fettine, fate soltanto tagli paralleli. La polpa molto morbida si può invece raccogliere direttamente con il cucchiaio: per una crema non serve inseguire un taglio perfetto.

Attorno al nocciolo resta spesso una piccola quantità di frutto. Recuperatela con attenzione, eliminando la buccia rimasta, e tenetela per una salsa o per lo yogurt. È il modo più semplice per usare il mango in cucina senza scartare anche la parte buona. Se la polpa ha filamenti che restano evidenti dopo averla frullata, passatela attraverso un colino: il cucchiaio scorrerà in una crema più liscia.

Un piccolo recupero
Tenete i cubetti più regolari per il piatto e raccogliete i ritagli in una ciotolina. Frullati con poche gocce di lime diventano una salsa fresca da aggiungere al momento di servire, senza sprecare polpa per ottenere una forma precisa.

Insalata di mango e cetriolo

Gli abbinamenti salati: insalate, riso e salse

Nei piatti salati il mango funziona bene quando la sua dolcezza incontra una nota fresca, acida o sapida. Il contrasto dolce e acido è un buon punto di partenza: lime, limone o poco aceto alleggeriscono la sensazione dolce, mentre cetriolo, finocchio e ravanelli aggiungono croccantezza. Condite poco alla volta e assaggiate insieme frutta e verdure: il risultato va cercato nel boccone completo, non soltanto nel fondo della ciotola.

Per un pranzo da preparare in anticipo, provate l’insalata di riso con mango e verdure. Unite la frutta quando il riso è già freddo e mescolate con pochi movimenti, così i cubetti restano interi. Potete esplorare lo stesso incontro con quinoa e ceci, oppure servire qualche fettina accanto a pollo alla griglia, gamberi cotti o pesce arrosto. Un’erba fresca, scelta tra menta e coriandolo secondo il vostro gusto, basta a completare il profumo.

Se volete portare il mango in cucina anche nelle preparazioni calde, scegliete una polpa soda. Fettine spesse possono passare brevemente su una piastra calda, giusto il tempo di prendere colore senza disfarsi. Per una salsa, invece, la cottura ammorbidisce i pezzi e permette di unirli ad aceto e spezie. Servitela in piccole quantità accanto alla pietanza: aggiungerne ancora è facile, ritrovare il gusto del piatto sotto troppa salsa molto meno.

Due bicchieri di lassi al mango

Mango nei dolci, nelle creme e nelle bevande

Il mango maturo è adatto a creme, frullati e dolci al cucchiaio perché la polpa morbida dà corpo senza dover aggiungere subito molti liquidi. Per una merenda semplice, lavoratelo con yogurt bianco e regolate la densità solo alla fine. Il cocco rende il gusto più rotondo; il lime porta una nota vivace. Se scegliete entrambi, partite da piccole quantità, così il frutto resta il primo sapore che sentite.

Un esempio da provare è il mango lassi con yogurt, una bevanda della tradizione indiana. È anche un buon modo per capire quanto la dolcezza del frutto cambi il risultato: prima frullate, poi assaggiate e decidete se serve un’aggiunta dolce. Per un bicchiere più profumato, usate poco cardamomo; per una coppa da mangiare con il cucchiaio, limitate invece la parte liquida.

Nei dessert, le fettine fresche stanno bene sopra una crema già fredda, mentre la purea può accompagnare una panna cotta o entrare in una preparazione per sorbetto. Non sostituite però a occhio latte, uova o altri ingredienti di una torta con la stessa quantità di mango: la polpa porta acqua e zuccheri e può cambiare la cottura. Per iniziare senza complicarvi il lavoro, usatela come salsa di accompagnamento oppure scegliete una ricetta pensata fin dall’inizio per contenerla.

Abbinamento furbo
In una coppa di mango e yogurt aggiungete la parte croccante solo prima di servire. Biscotti sbriciolati o mandorle tostate restano così piacevoli sotto i denti; se riposano a lungo nella crema, tendono ad ammorbidirsi.

Cubetti e purea di mango in contenitori da conservazione

Come conservare il mango, intero o già tagliato

Lasciate il mango ancora acerbo a temperatura ambiente, lontano dal sole diretto, e controllatelo ogni giorno. Quando raggiunge la morbidezza desiderata, trasferitelo in frigorifero per rallentare la maturazione: un frutto maturo e integro può conservarsi per circa cinque giorni, secondo le condizioni iniziali. Organizzare così la spesa vi permette di avere un mango pronto per l’insalata e un altro da destinare più avanti a una crema.

La polpa tagliata va messa subito in un contenitore chiuso in frigorifero e consumata entro due o tre giorni. Se il frutto era già molto maturo, usatelo prima. Una polpa morbida può essere adatta a un frullato, ma muffa, odore fermentato o parti viscide sono motivi per scartarla. Anche una crema fresca con semi di chia resta una preparazione da frigo: il vasetto chiuso, da solo, non la rende una conserva da dispensa.

Per congelare il mango, distribuite i cubetti separati su un vassoio e trasferiteli in un sacchetto adatto al freezer quando sono solidi. Potete congelare anche la purea in piccole porzioni, segnando la data. Dopo lo scongelamento in frigorifero, la polpa sarà più morbida: riservatela a salse, creme e frullati invece che alle decorazioni a fettine. Avere una dose già pronta può risolvere la merenda senza dover aprire ogni volta un frutto intero.

Idee con il mango senza glutine e senza lattosio

Il mango fresco non contiene naturalmente glutine né lattosio: sono gli abbinamenti a fare la differenza nel piatto. Per una preparazione senza glutine, potete partire da riso in chicchi, frutta e verdure fresche. Se aggiungete salsa di soia, biscotti o miscele di cereali per la colazione, scegliete prodotti con la dicitura adatta. L’ABC della dieta del celiaco di AIC vi aiuta a distinguere le categorie di alimenti. Lavorate su superfici pulite, evitando il contatto con briciole e farine con glutine.

Per una crema o una bevanda senza lattosio, lo yogurt bianco senza lattosio può sostituire quello comune nella stessa quantità, scegliendo una densità simile. Potete anche usare un’alternativa vegetale al naturale: assaggiatela prima, perché cocco e soia cambiano il gusto in modo diverso. Aggiungete eventuale acqua poco alla volta, soprattutto se il prodotto scelto è più fluido. Per un dessert a strati, controllate anche i biscotti e gli altri ingredienti che accompagnano la frutta.

Usare il mango in cucina per esigenze diverse può quindi restare un gesto semplice: una base di frutta, una parte cremosa adatta e un contrasto fresco o croccante. Se dovete evitare il latte per un’allergia, ricordate che i latticini senza lattosio contengono ancora le proteine del latte. Per il resto, lasciatevi guidare anche dal gusto: un cubetto assaggiato sul tagliere vi dirà se quel mango chiede il cucchiaino dello yogurt o il profumo del lime nell’insalata.

Ricette dolci particolari ne abbiamo? Certo che si!

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