Bucatini con i peperoni per il tuo pranzo

bucatini con i peperoni

Un primo piatto sfizioso: i bucatini con i peperoni!

State cercando un nuovo primo piatto? Sicuramente quello dei bucatini con i peperoni si rivela una buona scelta, sia da un punto di vista culinario che nutrizionale e, inoltre, offre persino un ottimo impatto estetico… L’ideale per ogni volta in cui abbiamo ospiti a cena!

Sfiziosi e nutrienti, colorati e pieni di sapore, questi bucatini piacciono anche ai bambini e gli adulti ne vanno letteralmente pazzi. Se volete provarli, fra poco troverete la ricetta, ma prima andiamo a conoscere i peperoni!

A tavola con i peperoni…

I peperoni sono disponibili in una moltitudine di taglie e colori. Grandi, piccoli, allungati, tondi, piccanti, dolci, verdi o colorati… I peperoni verdi sono raccolti prima che abbiano la possibilità di diventare arancioni, gialli o rossi grazie all’azione del sole. Per questo, rispetto ai peperoni colorati che hanno avuto una maturazione più lunga, possiedono un profilo nutrizionale più scarso. Ad esempio, rispetto ai peperoni rossi, la quantità di vitamina C nei peperoni verdi è una volta e mezza inferiore.

Tra i numerosi vantaggi dei peperoni c’è, dunque, la grande quantità di vitamina C. Ma non solo: tutte le varietà sono ottime fonti di vitamine e minerali, come ad esempio vitamina A, potassio, acido folico, fibre che aiutano a rafforzare il sistema immunitario, a purificare il corpo, a migliorare la digestione e molto altro. Tutti questi nutrienti e benefici li troverete anche in un buon piatto di bucatini con i peperoni.

Inoltre, è utile sapere che alcuni studi hanno dimostrato che questi ortaggi aiutano persino a perdere peso. Il motivo è molto semplice, i peperoni contengono pochissime calorie (un peperone di media grandezza possiede solo 37 calorie), sono diuretici, depurativi e sazianti. Così, possiamo introdurli nella nostra dieta e beneficiare di tutte le loro proprietà nutritive con tranquillità. E poi sono ricchi di fibre: oltre a offrirci un notevole senso di sazietà, contribuiranno anche alla salute dell’intestino.

I bucatini con i peperoni: tanti colori e tanta bontà!

Detto tutto questo, prepariamo questo delizioso primo piatto che, oltre ad essere cromaticamente bello, trasmette allegria, conquista la tavola e sorprende il palato con la sua gustosità. E quello che mi piace ancor di più di questa pietanza è che è adatta anche a chi è intollerante al lattosio…

Infatti, per la preparazione dei bucatini con i peperoni, utilizzeremo solamente un derivato del latte, ovvero il Parmigiano che, da sempre, è permesso e sicuro per coloro che soffrono di intolleranza… Almeno non dovremo fare a meno di un buon apporto di vitamine, minerali e proteine di qualità!

Ed ecco la ricetta dei Bucatini con i peperoni

Ingredienti:

  • 350 gr. di bucatini consentiti
  • 1 peperone rosso
  • 1 peperone verde
  • 30 gr di parmigiano grattugiato 36 mesi
  • q.b. olio extravergine d’oliva
  • q.b. sale

Preparazione:

Lavate e mondate i peperoni, lavateli divideteli a metà, togliete semini e filamenti e tagliateli a listarelle sottili.
Mettete sul fuoco un padella con  due cucchiai di olio e quando sarà caldo, aggiungetevi i peperoni, facendoli rosolare bene e mescolando spesso.
Abbassate quindi la fiamma, mettete un pizzico di sale, e fateli rosolare fino a quando, sono ben cotti. Se necessario, aggiungete un po’ d’acqua.
In una pentola con acqua bollente salata cuocete i bucatini, scolateli al dente e fateli  saltare qualche minuto nella padella con i peperoni ed il loro sughetto.

Al momento di servirli in tavola spolverizzateli con il parmigiano.

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Nota per l’intolleranza al nichel

Cosa s’intende per reattività al nichel e quali sono i sintomi correlati

Una delle condizioni cliniche sempre più comuni è proprio quella della reattività al nichel. Quest’ultima è stata riscontrata in molti soggetti, anche in Italia, e si riconosce grazie alle reazioni sistemiche e da contatto che la condizione può scaturire all’interno dell'organismo o sull’epidermide. L’elemento chimico in questione è contenuto in numerosi alimenti e oggetti che usiamo nella nostra quotidianità. Pertanto, non è facile starne alla larga e i sintomi correlati, alla sua assunzione o al contatto con esso, non possono essere sottovalutati. Nello specifico, la reattività al nichel non mostra segnali immediati, ma bensì ritardati. Infatti, dopo il consumo frequente di alimenti che lo contengono, la percentuale di questo metallo aumenta all’interno del corpo, provocando un’infiammazione che, però, può essere evitata grazie a una dieta a rotazione. I sintomi non sono uguali per tutti, ma solitamente si concretizzano in dermatiti (anche da contatto, dovuti ad esempio all’uso di accessori di bigiotteria), arrossamenti, pruriti cutanei ed eczema. Fino a poco tempo fa, si pensava che la sintomatologia riguardasse solo l’epidermide. Tuttavia, dopo recenti studi, si parla anche di Sindrome da Reazione Sistemica al Nichel (SNAS, Systemic Nickel Allergic Syndrome), che comprende tutti quei problemi sistemici che colpiscono l’apparato respiratorio e tanti altri organi.

Il trattamento da non sottovalutare

L’elemento di cui parliamo non è di per sé un veleno o un metallo nocivo, ma il corpo di coloro che soffrono di reattività al nichel lo percepisce come tale. Pertanto, come accennato, l’infiammazione da cibo può essere evitata grazie a una dieta a rotazione - elaborata successivamente alla diagnosi - che consiste nell’esclusione degli alimenti “colpevoli” solamente per alcuni giorni alla settimana, seguita dalla loro reintroduzione nei giorni successivi. Generalmente, si agisce evitando i cibi che contengono questo metallo in dosi più elevate. Tra questi troviamo i prodotti industriali preparati con grassi vegetali idrogenati e non (all’interno di essi è presente una notevole percentuale di solfato di nichel) e alcuni cereali, in particolare avena e mais. Anche grano saraceno, riso, frumento e miglio sono da tenere d’occhio quando si tratta di reattività al nichel. Infatti, contengono quest’ultimo in quantità inferiore e non preoccupante, ma la farina da essi ricavata può includerne dosi variabili e molte volte superiori a quelle consentite. È necessario prestare una maggiore attenzione a vegetali come asparagi, lenticchie, funghi, spinaci, pomodoro, pere, kiwi, frutta secca e semi oleosi (come ad esempio arachidi, mandorle e nocciole), ma anche al cioccolato. Il pesce e la carne in scatola possono essere consumati solamente nei giorni liberi dalle restrizioni dietetiche. In generale, per chi convive con la reattività al nichel, è utile ricordare che un alimento non è nocivo solo perché contiene questo metallo: lo diventa perché ne contiene troppo e perché si combina con altre sostanze che scatenano la reazione dell’organismo (es. grassi idrogenati usati nella produzione industriale).

Nota per celiaci o sensibili al glutine

Controllate sempre che gli ingredienti che adoperate per la preparazione delle vostre ricette siano adatti ai celiaci e alle persone sensibili al glutine. Verificatene la spiga sbarrata, la presenza sul Prontuario dell’AIC o le indicazioni sull’etichetta del produttore.

Nota per gli intolleranti al lattosio

Dalla nota ministeriale: E’ stata eliminata la dicitura “delattosato”, in quanto precedentemente associata alla dicitura “dietetico”. Si potrà usare al suo posto la dicitura senza lattosio per i prodotti lattiero caseari e per il latte con contenuto di lattosio inferiore a 0,1 g per 100 g o ml


08-02-2014
Scritto da: Tiziana Colombo
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