Impasto pizza con farina di amaranto senza glutine e senza lievito
Una pizza nata dal mio percorso con il nichel
La pizza con farina di amaranto è una base senza glutine e senza lievito, preparata con acqua, olio extravergine di oliva e sale. Questa ricetta è nata anche per chi deve fare attenzione al nichel: l’amaranto era uno degli alimenti che potevo usare nel piano seguito per il mio problema. Il risultato è diverso dalla pizza classica, ma ha un gusto pieno e una consistenza piacevole.
La base rimane bassa, compatta e croccante sui bordi. Non forma un cornicione alto e non sviluppa le bolle tipiche di un impasto con lievito e glutine. La farina di amaranto lascia una nota rustica, a tratti lievemente amara, che io apprezzo molto. Per questo preferisco non coprirla con condimenti troppo ricchi.
Se preparate questa pizza per un piano a basso contenuto di nichel, controllate anche il condimento. La base può essere adatta, ma pomodoro, verdure, conserve e altri ingredienti devono rispettare le indicazioni ricevute dal vostro medico.
Questa ricetta era stata creata per me durante il percorso seguito con il Dr. Giuseppe Di Fede e confermato dal Dr. Michele Di Stefano. Entrambi mi avevano indicato l’amaranto tra gli alimenti adatti al mio piano per il nichel. Nello stesso periodo avevo iniziato a usare anche la quinoa. Sono due farine diverse, ma hanno un retrogusto deciso che a me piace e che ha dato nuova vita alle mie pizze fatte in casa.
Per conoscere meglio questo ingrediente potete leggere il mio approfondimento sulla farina di amaranto. Se cercate una base lievitata, trovate anche la pizza da piatto con quinoa, nata dallo stesso bisogno ma preparata con una formula diversa.
Ricetta impasto pizza in teglia fatto in casa - senza lievito, senza glutine, senza lattosio e a basso contenuto di nichel
Preparazione impasto pizza all’amaranto
- Versate la farina di amaranto in una ciotola capiente e formate un incavo al centro.
- Unite 200 ml di acqua tiepida e mescolate con un cucchiaio robusto o con le mani.
- Aggiungete l’olio e il sale, poi versate la parte restante dell’acqua poco alla volta fino a ottenere un composto morbido, spesso e facile da stendere.
- Ungete una teglia rotonda da circa 32 cm e trasferitevi l’impasto.
- Stendete la pasta con le mani unte, partendo dal centro e andando verso i bordi, fino a ottenere uno spessore regolare.
- Lasciate riposare la base per 1 ora nel forno spento, al riparo dagli sbalzi di temperatura.
- Scaldate il forno statico a 250 gradi.
- Condite la base con gli ingredienti scelti, tenendo da parte gli eventuali formaggi freschi, e cuocete sul ripiano basso per circa 10 minuti.
- Aggiungete il formaggio, quando previsto, e proseguite la cottura per altri 5 minuti, o fino a quando i bordi risultano asciutti e dorati.
- Sfornate la pizza, lasciatela assestare per 3 minuti e tagliatela con una rotella ben affilata.
Ingredienti impasto pizza all’amaranto
- 230 g di farina di amaranto senza glutine
- circa 2 tazze
- 240 ml di acqua tiepida
- circa 1 tazza
- 45 ml di olio extravergine di oliva
- circa 3 cucchiai
- 3 g di sale fino.
La pizza con farina di amaranto è una base sottile, rustica e senza lievito. Riposa per un’ora affinché la farina assorba bene l’acqua, poi cuoce in forno molto caldo per circa 15 minuti. Era stata pensata nel mio percorso per il nichel, ma il condimento deve essere scelto in base alla propria dieta e alle indicazioni dello specialista.
Pizza all’amaranto: cosa sapere
Perché ho scelto proprio la farina di amaranto?
La scelta dell’amaranto non nasce da una moda. Quando ho dovuto rivedere la mia cucina per i problemi legati al nichel, il Prof. Giuseppe Di Fede e il Dr. Michele Di Stefano mi indicarono questo alimento tra quelli che potevo inserire nel mio piano. Per me fu una scoperta importante, perché mi permise di preparare una pizza senza tornare sempre alle stesse farine.
Nella mia guida sull’intolleranza al nichel, l’amaranto e la quinoa sono inseriti tra gli alimenti consentiti secondo le indicazioni raccolte con il Prof. Di Fede. Il Dr. Michele Di Stefano ricorda però un punto utile: il nichel è presente in molti alimenti e la gestione va costruita con attenzione, senza affidarsi a una sola lista.
Per questo posso raccontare che la ricetta è nata come proposta a basso contenuto di nichel e che è stata adatta al mio percorso. Non posso invece dire che ogni persona avrà la stessa risposta. Chi segue una dieta precisa deve mantenere le indicazioni ricevute dal proprio medico o nutrizionista.
Il condimento può cambiare tutta la ricetta
Una base preparata con ingredienti ammessi non basta se viene coperta con alimenti esclusi dal proprio piano. Per mantenere la pizza coerente con una dieta a basso contenuto di nichel bisogna valutare salsa, formaggi, verdure, salumi, spezie e prodotti confezionati.
La soluzione più semplice è una pizza bianca con un formaggio consentito, un filo di olio e un’erba già prevista nella propria dieta. Anche la teglia e gli utensili possono essere scelti seguendo le indicazioni ricevute, soprattutto quando il contatto con alcuni metalli crea problemi.
Non definite la pizza “a basso contenuto di nichel” guardando soltanto la farina. Il giudizio riguarda la ricetta completa, compreso il condimento e il modo in cui viene preparata.
Come si comporta un impasto di solo amaranto?
La farina di amaranto non contiene glutine. L’Associazione Italiana Celiachia la inserisce tra i cereali e gli pseudocereali permessi, ma per la farina è bene scegliere una confezione con la dicitura “senza glutine”. Potete consultare l’elenco dei cereali permessi da AIC.
Senza glutine, lievito o un legante, la pasta non diventa elastica come quella di frumento. Non va tirata, lanciata o lavorata sul tavolo. È meglio stenderla subito nella teglia con le mani unte, facendo una pressione leggera dal centro verso il bordo.
La consistenza giusta è morbida ma non liquida. Se l’impasto si sbriciola, ha bisogno di qualche goccia d’acqua. Se si attacca alle dita, ungete le mani prima di aggiungere altra farina: troppa farina rende la pizza secca e fragile.
A cosa serve il riposo senza lievito?
L’ora di riposo non serve a far crescere l’impasto. Serve a dare alla farina il tempo di assorbire l’acqua e a rendere la base più stabile. Alla fine del riposo il volume resta quasi uguale, ma la pasta si stende e cuoce meglio.
Non aspettate quindi un raddoppio. Il segnale da osservare è la superficie: deve apparire uniforme, senza acqua sul fondo e senza crepe profonde. Se i bordi si aprono, pareggiateli con le dita unte prima di condire.
Io adoro il retrogusto dell’amaranto e della quinoa. Chi lo sente troppo forte può scegliere la pizza alla quinoa già bilanciata, invece di cambiare questa ricetta aggiungendo farine a caso.
Come ottenere una base croccante senza seccarla
Il forno deve essere già caldo quando inserite la teglia. Il ripiano basso aiuta il fondo a cuocere in fretta, mentre l’olio evita che la base si attacchi. Una teglia di metallo trasmette bene il calore; se usate la carta da forno, il fondo può restare un poco più morbido.
Non esagerate con gli ingredienti umidi. Una salsa abbondante o una mozzarella molto acquosa rallentano la cottura e possono lasciare il centro molle. Aggiungete il formaggio solo negli ultimi minuti, come nella ricetta originale.
Dopo la cottura aspettate qualche minuto prima di tagliare. La base si assesta e gli spicchi restano più compatti. Per scaldare gli avanzi usate ancora il forno caldo: il microonde tende ad ammorbidirli.
FAQ sulla pizza con farina di amaranto
La pizza con farina di amaranto è adatta a chi ha problemi con il nichel?
Questa ricetta è nata proprio nel mio percorso per il nichel, su indicazione del Prof. Giuseppe Di Fede e del Dr. Michele Di Stefano. Può quindi essere una base adatta a un piano a basso contenuto di nichel, ma anche il condimento deve rispettare le indicazioni personali ricevute dallo specialista.
L’impasto all’amaranto deve lievitare?
No, la ricetta non contiene lievito. Il riposo di un’ora serve a far assorbire l’acqua alla farina e a rendere la base più facile da stendere e cuocere.
Posso sostituire la farina di amaranto con quella di quinoa?
No, non mantenendo le stesse dosi. Amaranto e quinoa richiedono formule diverse. Per usare la quinoa è meglio seguire la ricetta dedicata, che contiene anche farina di riso, amido, guar e lievito.
Perché la pizza si rompe quando la taglio?
La base può rompersi se è stata stesa troppo sottile, se l’impasto era asciutto o se viene tagliata appena sfornata. Mantenete lo spessore regolare e lasciatela assestare per circa 3 minuti prima di dividerla.
Idee per preparare la pizza ne abbiamo? Certo che si!
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