Sciroppo di papavero gustoso e salutare

Il papavero nella gastronomia
Oggi vi presento una ricetta molto particolare, sia per le proprietà che possono essere rilevate e apprezzata dai sensi, come l’odore, il sapore, il colore ecc. che per l’impatto visivo, ossia lo sciroppo di papavero.
L’ingrediente principale in questo tipo di bevanda è dato dai petali di papavero, che affascinano per il loro colore acceso e per l’eleganza di cui sono ammantati. La ricetta si basa su ingredienti semplici, che vedono come protagonisti lo zucchero e l’acqua, oltre ai fiori di papavero.
Lo sciroppo è più concentrato rispetto alle altre bevande, dal momento che il dosaggio di zucchero è molto elevato.
Lo sciroppo al papavero va inteso come una base per altre bevande, ossia come se fosse uno sciroppo fruttato. Per esempio, può essere realizzato un drink versando una parte di sciroppo e due di acqua.
Le bevande al papavero, invece, possono essere bevute così come sono. Anzi, possono essere considerate un gradevole drink per le serate o i pomeriggi estivi. In entrambi i casi, la ricetta è semplice e non prevede grandi elementi di difficoltà.
L’unica fase “particolare” è quella della pulitura. Se si utilizzano i petali freschi, infatti, vanno lavati, ma occorre prestare molta attenzione in quanto rischiano di essere rovinati.
Utilizzi del papavero in cucina
Vale la pena spendere qualche parola per il papavero come ingrediente da cucina. Tra l’altro è anche versatile, in quanto può essere utilizzato in quasi ogni sua componente. I germogli, per esempio, sono ottimi sotto forma di insalata e conditi con olio e limone. Il papavero (Papaver Rhoeas) può arricchire le insalata di misticanza, dove può fare compagnia ad altre erbe aromatiche.
Per quanto concerne le foglie delle rosette basali, avendo un sapore amarognolo, è consigliato un rapido passaggio in padella, magari insieme agli spinaci o ad altre verdure di stagione. Tre le erbe e le spezie compatibili con il papavero troviamo il timo, la santoreggia, il dragoncello, il rosmarino, l’origano e la maggiorana.
Le foglie più giovani, invece, sono compatibili con i sapori più forti, come il peperoncino. Possono essere lessate e fungere da ripieno per tortelli e ravioli, o come condimenti per risotti, zuppe, minestre e polente.
I petali freschi, invece, sono utilizzati per le bevande e gli sciroppi, come in questo caso. Per quanto concerne i semi, infine, si segnala un uso piuttosto frequente nella preparazione degli impasti per pane, focacce, biscotti e muffin.
Le proprietà dello sciroppo di papavero
Per parlare delle proprietà dello sciroppo di papavero è necessario operare una distinzione tra le varie componenti. Partiamo dai semi del papavero. Essi contengono per una certa abbondanza di vitamina E, una sostanza che svolge un’azione antiossidante e dunque capace di svolgere un ruolo nella prevenzione del cancro.
Molto ricco è l’apporto di calcio, che fa bene alle ossa e non solo. Non mancano i grassi, classificati come benefici in quanto in grado di impattare in modo positivo sull’apparato cardiaco e, riducendo il rischio di patologie acute (infarti, ictus etc.). Buono è anche l’apporto di proteine.
I petali non hanno un grande potere nutrizionale, ma giocano un ruolo nella medicina naturale, infatti sono ricchi di antocianine, che figurano tra gli antiossidanti più potenti in natura. Dei petali si apprezzano alcune proprietà, ossia sono narcotici, calmanti, emollienti ed espettoranti. Le foglie di papavero sono invece simili, per leproprietà nutrizionali, alle verdure a foglia verde.
Contengono, infatti, la vitamina C, che esercita una discreta azione antiossidante e contribuisce a rafforzare il sistema immunitario. Contengono anche parecchi sali minerali, in primis il potassio. Le foglie, al pari di tutte le altri componenti, sono poco caloriche. Fanno eccezione i semi, che come già accennato contengono una certa quantità di grassi.

La differenza tra lo zucchero bianco e di canna
Le bevande al papavero contengono lo zucchero, ma di tipo diverso. Lo sciroppo di papavero va realizzato con lo zucchero bianco semolato, invece le bevande in generale vanno realizzate con lo zucchero di canna.
Qual è la differenza tra le due tipologie? E qual è il motivo di questa distinzione? Di base, la prima differenza che salta all’occhio è il colore: lo zucchero bianco è chiaro, invece lo zucchero di canna è scuro.
Ebbene, ciò è dovuto ai residui di melassa presenti in quest’ultima tipologia, indice di una raffinazione non completa. Non è un difetto, bensì una precisa scelta. Lo zucchero di canna, infatti, sa di caramello.
Un sentore che può tornare utile quando si prepara una bevanda come questa. Questo particolare, invece, può essere d’intralcio quando si realizza uno sciroppo. Da qui, la necessità di modulare le due tipologie di zucchero. E mi preparo anche un ottimo infuso di papavero!
Ecco la ricetta dello sciroppo di papavero:
Ingredienti per una bottiglietta:
- 150 gr. circa di fiori di papavero,
- 250 ml. d’acqua naturale,
- zucchero semolato (250 gr.).
Preparazione:
Per la preparazione dello sciroppo al papavero lavate velocemente e asciugate i petali. Devono essere abbastanza asciutti. Mettete l’acqua a bollire, poi unite i petali. Se sono appena raccolti, i fiori conterranno più principi nutritivi.
All’occorrenza, potete lasciare in infusione pure gli stami, che sono molto nutrienti. Appena immersi, i petali dovrebbero cambiare colore, diventando blu o viola.
Un processo che può apparire strano, ma che non deve preoccupare in quanto fisiologico. Sarà poi lo zucchero a far sì che i petali riprendano il loro rosso brillante. Lasciate riposare il tutto per una decina di minuti.
Poi filtrate il liquido e togliete i petali. Pesate il liquido e aggiungete lo zucchero in quantità pari al suo stesso peso. Infine, sobbollite per 5 minuti e versate in una bottiglietta sterilizzata. Prima di utilizzarlo, attendete che lo sciroppo si raffreddi.
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