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Wasabi fatto in casa, una ricetta alla portata di tutti

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

Ricetta proposta da
Tiziana Colombo

ciotolina di wasabi
Ricette per intolleranti, cucina orientale
Ricette vegetariane
Ricette senza glutine
Ricette senza lattosio
preparazione
Preparazione: 00 ore 30 min
cottura
Cottura: 00 min
dosi
Ingredienti per: 4 persone
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4.2/5 (6 Recensioni)

Salsa wasabi: la salsa verde giapponese che sorprende il palato

Chi ha provato almeno una volta la salsa wasabi lo sa: il suo gusto non passa mai inosservato. Questa salsa verde giapponese accompagna spesso sushi e sashimi, ma nasconde una storia e delle caratteristiche molto più profonde rispetto a quello che si vede sulle tavole dei ristoranti asiatici. Molti la chiamano semplicemente wasabi salsa, ma in realtà il vero wasabi si ottiene da una radice rara e preziosa, diversa dalla comune crema di rafano che troviamo nella grande distribuzione.

Scoprire l’origine della salsa verde piccante giapponese significa immergersi in un mondo ricco di tradizioni, rituali e gesti tramandati di generazione in generazione. In Giappone, infatti, il wasabi viene trattato quasi con rispetto: la sua radice viene grattugiata al momento, e il risultato è una crema dal profumo fresco e pungente, capace di esaltare anche il sapore più delicato del pesce. Anche la consistenza gioca un ruolo importante: il wasabi autentico è *cremoso* ma leggero, mai invadente, e lascia in bocca una sensazione unica, diversa dalle salse occidentali.

La salsa wasabi è famosa per la sua piccantezza immediata, ma breve. Rispetto al peperoncino, il suo effetto è pungente ma svanisce rapidamente, lasciando il palato pulito e pronto per nuovi sapori. Questo la rende ideale per accompagnare sushi, sashimi, ma anche piatti di carne e verdure, regalando un tocco orientale a ricette di ogni tipo.

Negli ultimi anni, la salsa verde giapponese è diventata sempre più popolare anche in Italia. Si trova in molte varianti: dalla versione classica a quella con l’aggiunta di maionese o yogurt per un gusto più delicato. Proprio per questo, è importante distinguere tra la vera radice di wasabi e le alternative più comuni a base di rafano e coloranti. Se sei curioso di provare la differenza, cerca nei negozi specializzati il wasabi fresco: scoprirai una dimensione nuova di questa salsa, tutta da gustare, anche in abbinamento a piatti diversi dal sushi.

Lasciati conquistare dalla salsa wasabi, un piccolo grande segreto della cucina giapponese che sa come sorprendere, incuriosire e rendere ogni piatto più originale. Preparati a scoprire tutti i suoi usi, le curiosità e i consigli utili nelle prossime sezioni!

Ricetta wasabi

Preparazione wasabi

  • Per preparare il wasabi iniziate dal cren (o rafano). Raschiate e lavate molto bene le radici, poi asciugatele bene e grattugiatele finemente.
  • In una ciotola mettete il rafano grattugiato, l’aceto di riso, la soia, lo zucchero e l’olio di sesamo.
  • Mescolate molto bene il vostro composto prima di metterlo nel barattolo e coprite il tutto con olio di sesamo.
  • Conservate in frigorifero il prodotto che non utilizzate nell’immediato.

Ingredienti wasabi

  • 2 radici di cren o rafano
  • 5 ml. di salsa di soia
  • 45 ml. di aceto di riso
  • 15 gr. di zucchero di canna
  • 2 ml. di olio di sesamo

Cosa sapere sul wasabi e i suoi benefici straordinari

Benvenuti in questo viaggio alla scoperta del wasabi, perché il wasabi è unico e mangiare wasabi fa bene alla nostra salute mentale. Questa radice verde smeraldo, famosa per la sua piccantezza che “sale al naso”, è molto più di un semplice accompagnamento per il sushi. Si tratta di un vero e proprio superfood dalle origini antichissime, capace di regalare al nostro organismo una serie di vantaggi che la scienza sta solo ora iniziando a comprendere appieno.

In questo approfondimento vedremo come distinguere il prodotto autentico dalle imitazioni commerciali, esplorando le sue incredibili proprietà nutrizionali. Parleremo di come questa pianta possa aiutarci a proteggere il cuore e a migliorare la digestione. Soprattutto, ci concentreremo sulle ultime ricerche che lo vedono protagonista nel supporto alle funzioni cognitive e alla memoria, rendendolo un alleato prezioso per la nostra longevità.

Lo sapevi che… Il vero wasabi cresce solo lungo i letti dei fiumi di montagna in Giappone, dove l’acqua è purissima e la temperatura costante. Per questo motivo è una delle piante più difficili e costose da coltivare al mondo, tanto da essere soprannominata “oro verde”.

Molti appassionati di cucina orientale sanno che il sapore del wasabi è volatile e svanisce rapidamente dopo essere stato grattugiato. Per questo motivo, nei ristoranti giapponesi di alto livello, la radice viene preparata solo pochi istanti prima del consumo. Questa freschezza non è solo una questione di gusto, ma serve a preservare gli isotiocianati, i composti bioattivi responsabili della maggior parte degli effetti benefici sulla nostra salute.

Navigando tra le pagine di Nonna Paperina, scopriamo spesso come ingredienti naturali possano fare la differenza. Il wasabi si inserisce perfettamente in questa filosofia, offrendo una soluzione naturale per arricchire la dieta di chi cerca il benessere senza rinunciare al sapore intenso. È un ingrediente che merita di essere conosciuto e utilizzato con consapevolezza, specialmente se soffrite di intolleranze alimentari e cercate condimenti sicuri.

radice di rafano (cren)

La differenza tra il vero wasabi e il rafano

Iniziamo col fare chiarezza su un punto fondamentale: quello che solitamente mangiamo non è vero wasabi. La maggior parte dei prodotti che troviamo nei tubetti o nei ristoranti commerciali è composta da una miscela di rafano europeo, senape e coloranti alimentari verdi. Questa distinzione è cruciale perché, sebbene il rafano sia una pianta eccellente e salutare, non possiede la stessa concentrazione di nutrienti della pianta originale giapponese, la Eutrema japonicum.

Il vero wasabi ha un profilo aromatico molto più complesso, che inizia con una nota dolce per poi sprigionare una piccantezza erbacea che non persiste sulla lingua. Il rafano, invece, tende ad avere un sapore più pungente e diretto, meno stratificato. Conoscere questa differenza ci permette di apprezzare meglio la qualità delle materie prime che portiamo in tavola e di capire perché il prezzo di una radice autentica possa essere così elevato rispetto alla polvere sintetica.

Utilizzare il rafano come sostituto è comunque una pratica accettata in ambiente domestico, come vedremo nella nostra ricetta speciale. Il rafano appartiene alla stessa famiglia delle crocifere e condivide alcune proprietà antinfiammatorie. Tuttavia, se volete sperimentare i veri benefici neuroprotettivi, dovreste cercare nei negozi specializzati il rizoma fresco o la polvere di Hon-wasabi puro, che garantisce l’apporto dei preziosi 6-MSITC.

Integrare queste radici nella propria alimentazione significa scegliere un condimento che stimola i sensi senza appesantire. In una cucina attenta alle intolleranze al nichel o al lattosio, queste radici rappresentano un’alternativa fantastica alle salse grasse o troppo elaborate. Sono semplici, dirette e incredibilmente efficaci nel dare carattere a un piatto di pesce o di verdure al vapore, mantenendo alta la digeribilità del pasto.

Consiglio della nonna: Se acquistate la polvere di wasabi autentica, mescolatela con poche gocce d’acqua tiepida e lasciatela riposare capovolta per circa due minuti. Questo trucco serve a “sigillare” gli aromi volatili e a far sviluppare tutta la piccantezza e i nutrienti tipici della radice fresca.

wasabi

Il miracolo del wasabi per la salute mentale

La notizia che sta rivoluzionando il modo in cui guardiamo a questa pasta verde riguarda la salute mentale. Recentemente, un team di ricercatori dell’Università di Tohoku ha pubblicato uno studio sorprendente. È emerso che il consumo regolare di un particolare composto del wasabi, noto come 6-MSITC, può migliorare drasticamente le funzioni cognitive, in particolare la memoria negli adulti sani sopra i sessant’anni.

Questo composto agisce riducendo i livelli di ossidazione e infiammazione nell’ippocampo, la parte del cervello deputata alla formazione dei ricordi. Non si tratta solo di ricordare dove abbiamo lasciato le chiavi, ma di una protezione complessiva delle cellule neuronali. In un mondo dove lo stress ossidativo è sempre in agguato, sapere che un pizzico di questa radice può fungere da scudo per il nostro cervello è davvero confortante e motivante per chi ama la sana alimentazione.

Oltre alla memoria, il wasabi sembra avere un effetto positivo anche sulla concentrazione e sulla lucidità mentale immediata. L’esperienza sensoriale della sua piccantezza stimola istantaneamente i recettori sensoriali, creando un effetto di “reset” mentale che può aiutare nei momenti di stanchezza intellettuale. È un modo naturale per risvegliare l’attenzione senza ricorrere ad eccitanti come la caffeina, che non sempre sono tollerati da tutti.

Possiamo quindi considerare questo condimento come un vero investimento per la nostra longevità. Prendersi cura del cervello attraverso il cibo è una delle strategie più efficaci della medicina moderna preventiva. Aggiungere una piccola porzione di wasabi ai nostri pasti settimanali non è solo un piacere per il palato, ma un gesto d’amore verso la nostra mente, aiutandoci a restare brillanti e reattivi negli anni.

Te lo dico io: Non limitarti a usare il wasabi solo con il pesce crudo. Le sue proprietà neuroprotettive si attivano al meglio quando l’ingrediente non viene cotto a temperature elevate. Prova a mescolarne una punta in un condimento per insalata a freddo per preservare ogni molecola di benessere.

Proprietà antibatteriche e digestive della radice

Storicamente, il wasabi veniva servito con il pesce crudo non solo per il gusto, ma per una ragione di sicurezza alimentare. Possiede infatti potentissime proprietà antibatteriche, capaci di inibire la crescita di molti batteri comuni che possono trovarsi negli alimenti freschi. Questo lo rende un compagno ideale non solo per il sushi, ma per qualsiasi preparazione che preveda ingredienti crudi o leggermente marinati.

Inoltre, questa radice è un formidabile aiuto per la digestione. Stimolando la secrezione gastrica, aiuta il corpo a processare meglio i nutrienti e a prevenire quel senso di pesantezza che a volte segue pasti proteici importanti. Se soffrite di digestione lenta o gonfiore addominale, un piccolo tocco di questa radice può fare miracoli, agendo delicatamente sulle membrane del tratto digerente senza causare l’irritazione tipica di altri peperoncini più aggressivi.

Un altro aspetto spesso sottovalutato è la sua ricchezza in vitamina C e potassio. Questi elementi contribuiscono a rafforzare il sistema immunitario e a regolare la pressione sanguigna. In un contesto di dieta equilibrata, il wasabi agisce come un catalizzatore, migliorando l’assorbimento di altri nutrienti presenti nel pasto. È incredibile come una quantità così piccola di prodotto possa racchiudere un tesoro nutrizionale così vasto.

Infine, le sue qualità antinfiammatorie sono state studiate per il sollievo da dolori articolari e stagionali. Gli isotiocianati sono noti per la loro capacità di modulare le risposte infiammatorie del corpo, offrendo un supporto naturale per chi desidera mantenere uno stile di vita attivo. Per approfondire l’uso di ingredienti simili, potete leggere anche la nostra sezione dedicata ai superfood, dove esploriamo altri doni della natura per la vostra salute.

filetto di pesce bianco cotto al vapore e verdure lesse e wasabi come accompagnamento

La ricetta della Nonna per un wasabi casalingo sicuro

Sappiamo quanto sia difficile reperire il rizoma fresco giapponese, ma non vogliamo rinunciare al gusto e alle proprietà di questa preparazione. La nostra ricetta si basa sull’uso del rafano (cren), che è facilmente reperibile in Italia e offre un’esperienza molto vicina all’originale, soprattutto se preparata con amore e ingredienti di alta qualità. È una soluzione perfetta per chi deve gestire intolleranze al glutine o al lattosio.

Per prepararlo, avrete bisogno di due radici di rafano fresco. Dopo averle raschiate e lavate con cura, dovrete grattugiarle finemente. Il segreto è la velocità: più velocemente grattugiate, più la reazione enzimatica sarà intensa, sprigionando quel profumo caratteristico. Aggiungete poi dell’aceto di riso, un pizzico di zucchero di canna e della salsa di soia rigorosamente senza glutine per garantire la sicurezza a tutti i commensali.

L’aggiunta di un filo di olio di sesamo non solo aiuta a stabilizzare la consistenza, ma aggiunge una nota di frutta secca che bilancia la piccantezza del rafano. Questa crema fatta in casa è molto più salutare di quelle industriali perché non contiene conservanti né addensanti artificiali. È un condimento vivo, vibrante e ricco di enzimi digestivi che faranno felice il vostro stomaco e il vostro palato.

Una volta pronta, potete conservare la vostra crema di wasabi in un vasetto di vetro in frigorifero, avendo cura di coprire la superficie con un velo d’olio. Ricordate però che, come per tutte le preparazioni fresche, il picco del sapore si raggiunge nelle prime 24 ore. Preparatene piccole quantità alla volta per godere sempre della massima potenza aromatica e nutrizionale. Per altri consigli su come trattare le radici, approfondisci qui su fonti autorevoli dedicate alla botanica medica.

FAQ: Domande frequenti sul wasabi

Il wasabi fa male se si esagera?

Sebbene sia molto salutare, un consumo eccessivo può causare irritazioni temporanee alle mucose nasali o allo stomaco a causa della sua intensa volatilità. È sempre consigliabile consumarne piccole quantità alla volta, gustandolo come un accento e non come portata principale del pasto.

Posso mangiare il wasabi in gravidanza?

Sì, il wasabi è considerato sicuro durante la gravidanza, purché sia consumato in quantità moderate. Grazie alle sue proprietà antibatteriche, può essere un alleato, ma è sempre bene consultare il proprio medico se si hanno sensibilità gastriche particolari in questo periodo delicato.

Il wasabi contiene glutine o lattosio?

La radice pura è naturalmente priva di glutine e lattosio. Tuttavia, i prodotti industriali in tubetto possono contenere addensanti o amidi derivati dal frumento. Per questo motivo, prepararlo in casa seguendo la nostra ricetta è la scelta più sicura per chi soffre di celiachia o intolleranze.

Come posso distinguere il vero wasabi da quello finto?

Il vero wasabi è solitamente grattugiato al momento e ha una consistenza leggermente granulosa, non perfettamente liscia. Il colore è di un verde più naturale e meno “evidenziatore” rispetto alle versioni commerciali, e il sapore svanisce nel giro di quindici minuti se lasciato all’aria.

Perché il wasabi fa piangere?

La sensazione di pianto e la vampata al naso sono causate dagli isotiocianati volatili che stimolano i recettori del dolore nelle cavità nasali invece che sulla lingua. Questo effetto è immediato ma svanisce molto rapidamente non appena si smette di inalare i vapori della radice.

Il wasabi aiuta davvero a dimagrire?

Non esiste un cibo miracoloso per il dimagrimento, ma il wasabi può supportare il metabolismo grazie alle sue proprietà termogeniche. Inoltre, essendo un condimento molto saporito ma poverissimo di calorie, aiuta a dare gusto ai piatti dietetici senza aggiungere grassi o zuccheri inutili.

*Disclaimer: Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere di un medico o di un professionista della salute.

Ricette con rafano ne abbiamo? Certo che si!

4.2/5 (6 Recensioni)
Riproduzione riservata

4 commenti su “Wasabi fatto in casa, una ricetta alla portata di tutti

  • Lun 20 Set 2021 | Nick ha detto:

    tu di cucina ne capiasci come me di cibernetica

    • Lun 20 Set 2021 | Tiziana Colombo ha detto:

      Caro Nick ti ringrazio comunque anche se hai messo una critica poco costruttiva.

  • Gio 7 Ott 2021 | Jessica ha detto:

    Ciao.mangio rafano da quando sono piccola e mio padre,di origini Lucane,fa una torta salata al rafano buonissima.grattuggiato poi sulle orecchiette al pomodoro ti apre tutti i sensi.io lo adoro!! Ma qualcuno mi può confermare il suo utilizzo anche nel sud Italia? Oltre alla mia famiglia d’ origine e al nord io nn ho mai conosciuto altri che lo utilizzassero.Grazie

    • Ven 8 Ott 2021 | Tiziana Colombo ha detto:

      Jessica io conosco la rafanata che si preparare nella zona di Matera. Ha un sapore molto forte e deciso.

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