Pandan: cos’è, che sapore ha e come usarlo in cucina

Pandan: la foglia tropicale che profuma piatti e dolci
Ho scoperto il pandan durante un viaggio, quando mi sono trovata davanti una pianta, alcune confezioni di tè, una polvere verde e una piccola bottiglia di estratto. Il suo profumo mi ha colpita subito, perché ricorda la vaniglia, il riso appena cotto e una nota verde molto lieve. Da quel momento ho iniziato a usarlo nei dolci, nelle bevande e in alcune preparazioni salate.
Il pandan usato in cucina è soprattutto il Pandanus amaryllifolius, una pianta tropicale diffusa nel Sud-est asiatico. Le sue foglie lunghe e verdi vengono impiegate per dare profumo a riso, creme, torte, bevande e piatti con latte di cocco. Per cucinare, però, bisogna scegliere sempre foglie, polvere o estratti indicati per uso alimentare.
In cucina ne basta una piccola quantità per cambiare il profilo di una preparazione. Le foglie fresche hanno un profumo morbido, quelle secche sono adatte agli infusi, mentre la polvere e l’estratto possono risultare più intensi. Prima di aggiungerne altro conviene sempre assaggiare.
Con il pandan ho preparato anche una confettura di pandan dal gusto insolito. Sul sito trovate diverse ricette che mostrano quanto questa foglia possa essere utile in cucina, soprattutto quando desiderate portare in tavola un profumo diverso dal solito.
Il Pandan in breve
Il pandan è una pianta tropicale le cui foglie vengono usate per profumare riso, creme, dolci e bevande. Nella sua forma naturale è adatto a una cucina vegana, vegetariana, senza glutine e senza lattosio. Le foglie non vengono di solito mangiate intere, perché restano fibrose, ma si usano per lasciare il loro profumo durante la cottura o l’infusione.
Che cos’è il pandan alimentare?
Una pianta tropicale dalle foglie profumate
Il pandan viene spesso scambiato per una piccola palma a causa delle sue foglie lunghe, strette e raccolte a ciuffo. In realtà appartiene alla famiglia delle Pandanaceae. Il genere Pandanus comprende numerose specie, ma quella più nota in cucina è il Pandanus amaryllifolius.
La pianta cresce nei climi caldi e umidi. È coltivata in molti Paesi asiatici, dove le foglie vengono vendute fresche nei mercati oppure già tagliate e confezionate. In Italia è più facile trovarle surgelate, essiccate o in polvere nei negozi etnici e negli shop dedicati agli ingredienti asiatici.
Non tutte le specie di Pandanus vengono usate nello stesso modo. Alcune producono frutti o semi consumati in determinate isole del Pacifico, mentre altre vengono coltivate per ottenere fibre o come piante decorative. Per questo non bisogna raccogliere foglie da una pianta ornamentale senza conoscerne la specie e la provenienza.
Quando una ricetta parla di pandan, quindi, si riferisce quasi sempre alle foglie alimentari di Pandanus amaryllifolius. Sono proprio queste foglie a dare ai piatti quel profumo che ricorda il riso caldo, la vaniglia, il cocco e il pane dolce.
Perché il pandan profuma di riso e vaniglia?
Il profumo del pandan è legato a sostanze che ricordano quelle sviluppate dal riso durante la cottura. Per questo motivo si abbina molto bene al riso bianco, al riso glutinoso e al latte di cocco. Quando viene dosato con attenzione, il risultato resta morbido e naturale.
Le foglie fresche hanno una nota più verde. Quelle essiccate possono essere meno vive, mentre la polvere concentra sapore e colore. Gli estratti, invece, cambiano molto da un prodotto all’altro: alcuni sono semplici, altri contengono zucchero, coloranti o altri aromi.
Per estrarre il profumo dalle foglie fresche potete annodarle, schiacciarle lievemente oppure tagliarle. L’annodatura è utile quando volete toglierle facilmente da una pentola di riso, da una crema o da uno sciroppo.
Le foglie non vengono in genere mangiate intere, perché rimangono fibrose anche dopo la cottura. Si usano soprattutto per cedere il loro profumo, poi vengono eliminate prima di servire.
Come usare il pandan in cucina
Il pandan nei piatti salati
Nelle cucine del Sud-est asiatico il pandan non viene usato soltanto nei dessert. Le foglie entrano nella cottura del riso, nelle marinature e in alcune preparazioni con pollo, pesce o latte di cocco. Il loro compito è creare un profumo di fondo, senza coprire gli altri ingredienti.
Per profumare il riso basta aggiungere una foglia annodata nell’acqua di cottura. Alla fine si elimina e il riso conserva una nota lieve, adatta a verdure, carni speziate e curry.
Le foglie possono essere usate anche come involucro per piccoli bocconi di carne o pesce. Durante la cottura trattengono l’umidità e cedono profumo. Prima di mangiare, però, l’involucro viene aperto e scartato.
Nei curry va usato con equilibrio. Zenzero, peperoncino, spezie e cocco hanno già un gusto pieno, quindi una o due foglie possono bastare per una pentola destinata a più persone.
Il pandan nei dolci
Il pandan è molto amato nella pasticceria asiatica. Il suo profumo si abbina bene a cocco, vaniglia, riso, banana e cioccolato bianco. Può entrare in torte soffici, budini, creme, gelati, pancake e dolci cotti al vapore.
La polvere si può aggiungere agli impasti, ma è importante partire da una dose piccola. Non tutte le polveri hanno la stessa forza e alcune danno anche un colore verde molto acceso.
L’estratto è pratico, ma bisogna controllare l’etichetta. Alcuni prodotti servono soprattutto a dare colore, mentre altri hanno un profumo più vicino a quello della foglia.
Nella confettura al pandan il profumo della pianta diventa più rotondo grazie allo zucchero. Potete servirla sul pane, con biscotti semplici o accanto a un formaggio cremoso senza lattosio.
Il pandan nelle bevande calde e fredde
Le foglie di pandan possono essere lasciate in infusione nell’acqua oppure unite a tè verde, tè nero e rooibos. Da sole danno una bevanda chiara, dal profumo morbido, che ricorda il riso cotto e la vaniglia.
Con il tè verde il gusto diventa più fresco, mentre con il tè nero assume una nota più piena. Il pandan può entrare anche in bevande fredde con latte di cocco, riso, lime o frutta tropicale.
Quando si prepara una bevanda, conviene evitare troppe spezie insieme. Cannella, chiodi di garofano e anice rischiano di coprire la parte più fine del pandan. Una scorza di lime o una fettina di zenzero sono spesso sufficienti.
Nei prodotti già pronti bisogna controllare sempre la lista degli ingredienti. Alcune bevande possono contenere zucchero, latte condensato, coloranti o altri aromi, aspetti importanti per chi segue una dieta senza glutine o senza lattosio.
Cosa contengono le foglie?
Le foglie di pandan contengono diversi composti vegetali, tra cui sostanze fenoliche e flavonoidi. Questi elementi sono stati studiati soprattutto in laboratorio per osservare la loro capacità di contrastare l’ossidazione.
Bisogna però distinguere tra un estratto concentrato usato in uno studio e una normale quantità di pandan impiegata in cucina. I risultati ottenuti con preparati molto concentrati non possono essere trasferiti in modo diretto a una tazza di infuso o a una fetta di dolce.
Per questo è meglio non descrivere il pandan come un rimedio contro colesterolo, tumori, infarto o altre malattie. Le ricerche sono interessanti, ma non dimostrano che il consumo normale delle foglie possa prevenire o curare una patologia.
Il suo valore in cucina è legato soprattutto al profumo. Può dare carattere a una bevanda, a un dolce o a un piatto di riso senza richiedere grandi quantità di zucchero o grassi.
Il pandan è senza glutine e senza lattosio?
Le foglie pure di pandan non contengono naturalmente glutine né lattosio. Sono di origine vegetale e possono entrare anche in ricette vegane e vegetariane.
Il problema può nascere dai prodotti lavorati. Polveri, paste, sciroppi ed estratti possono contenere zucchero, latte, coloranti o addensanti.
Chi ha la celiachia deve scegliere confezioni con indicazioni chiare e controllare l’eventuale presenza di tracce. Anche chi evita il lattosio deve leggere tutta l’etichetta, perché alcune creme e bevande al pandan contengono latte condensato o latte vaccino.
Per nichel e FODMAP i dati specifici sul pandan sono ancora limitati. Chi segue un percorso dietetico preciso dovrebbe iniziare da una piccola quantità e valutare la propria risposta con il supporto di un professionista.
Come scegliere e conservare il pandan
Quando acquistate il pandan, la prima scelta riguarda il formato. Le foglie fresche offrono il profumo più vivo e naturale, ma in Italia non sono sempre facili da trovare. Devono apparire verdi, sode e prive di parti molli o scure. Le foglie surgelate sono una buona alternativa e possono essere usate direttamente nelle preparazioni calde. Dopo lo scongelamento diventano più morbide, ma restano adatte per riso, creme, bevande e ricette con latte di cocco.
Il pandan essiccato è utile soprattutto per infusi e bevande, mentre la polvere si presta meglio a creme, impasti e dolci. Prima dell’acquisto controllate sempre la lista degli ingredienti, perché alcune confezioni contengono soprattutto zucchero, coloranti o altri aromi. L’estratto è pratico quando serve una dose minima, ma cambia molto da un prodotto all’altro: alcune bottigliette sono molto intense, altre servono più per il colore che per il profumo.
Per conservare bene il pandan, tenete foglie secche e polvere lontano da luce, calore e umidità. Chiudete con cura le confezioni dopo ogni uso, perché il profumo tende a diminuire quando il prodotto resta aperto. Le foglie fresche vanno usate in tempi brevi, mentre quelle surgelate devono restare nel congelatore. Prendete solo la quantità necessaria ed evitate di scongelare e ricongelare più volte lo stesso prodotto.
Gli errori più comuni con il pandan
Uno degli errori più seri è usare una pianta ornamentale senza conoscerne con certezza la specie e la provenienza. Il nome pandan comprende molte piante diverse e non tutte vengono impiegate in cucina. Per questo è importante acquistare soltanto foglie o preparati indicati per uso alimentare, evitando piante decorative che potrebbero essere state trattate con prodotti non adatti al consumo.
Un altro errore frequente riguarda la quantità. Il pandan deve accompagnare gli altri ingredienti e non coprirli. Con le foglie fresche potete iniziare da una foglia per una pentola di riso o per circa mezzo litro di liquido.
Con la polvere e l’estratto, invece, seguite prima le indicazioni del produttore e aggiungete poco prodotto alla volta. Assaggiare durante la preparazione resta il modo più semplice per evitare un gusto troppo verde o pesante.
Anche il tempo di cottura ha il suo peso. Nelle bevande non conviene lasciare bollire le foglie troppo a lungo, perché il calore può aumentare la parte erbacea e rendere il profumo meno gradevole.
Nei dolci, invece, fate sempre una piccola prova quando usate una nuova polvere o un nuovo estratto. Prodotti simili possono avere una forza molto diversa e una dose adatta a una marca può risultare eccessiva con un’altra.
FAQ sul pandan
Il pandan si può mangiare?
Sì, purché si tratti di una specie destinata all’uso alimentare. Le foglie vengono usate soprattutto per cedere profumo e vengono spesso tolte prima del servizio, perché restano fibrose anche dopo la cottura.
Che sapore ha il pandan?
Il suo profumo ricorda vaniglia, riso cotto, cocco e pane dolce. Il gusto resta lieve e presenta una nota verde più evidente quando si usano foglie fresche.
Il pandan contiene caffeina?
Le foglie di pandan non contengono naturalmente caffeina. Una bevanda preparata con pandan e tè verde o tè nero contiene invece la caffeina presente nel tè scelto.
Il pandan è adatto a chi ha la celiachia?
La foglia pura è naturalmente senza glutine. Polveri, estratti e preparati pronti devono però essere controllati con attenzione per escludere ingredienti aggiunti o eventuali tracce.
Dove si compra il pandan?
Si trova nei negozi etnici, nei supermercati asiatici e online. In Italia sono comuni soprattutto le foglie surgelate, le foglie secche, la polvere, la pasta e l’estratto.
Le foglie ornamentali si possono usare in cucina?
No, non senza una corretta identificazione e la certezza che siano state coltivate per il consumo. È sempre più sicuro scegliere prodotti alimentari già etichettati e provenienti da venditori affidabili.
Quanto pandan serve per profumare il riso?
Per una pentola destinata a quattro persone può bastare una foglia fresca annodata. Se il profumo risulta troppo lieve, potete aumentare la quantità nella preparazione seguente.
Il pandan fa dimagrire?
Non esistono prove sufficienti per descriverlo come alimento dimagrante. Può entrare in bevande senza zucchero, ma il peso dipende dall’insieme della dieta e dallo stile di vita.
Ricette con pandan ne abbiamo? Certo che si!
TI POTREBBE INTERESSARE
Uva in cucina: come usarla nei piatti dolci...
Come usare l’uva in cucina, oltre la fruttiera L’uva in cucina può fare molto più che chiudere un pasto o arricchire una macedonia. Gli acini portano freschezza nelle insalate, diventano...
Fugu, il pesce palla giapponese tra tradizione, gusto...
Fugu, storia e sapori del Giappone Perché il fugu è considerato velenoso e pericoloso Il fugu è noto in tutto il mondo non solo per la sua raffinatezza, ma anche per la fama di pesce...
Dolci greci: ricette e consigli per integrarli nei...
Qualche cenno storico I dolci greci stanno attirando l’attenzione degli amanti del buon cibo anche al di fuori dei confini ellenici. Ciò è dovuto al caleidoscopio di colori e sapori che offrono,...

























