Il latte di patate, un trend del momento tutto da gustare

Un focus sul latte di patate
Il latte di patate è un prodotto alimentare di nuova concezione. Ha fatto il suo esordio a inizio del 2022, ma è già diventato un trend tra i vegani e coloro che amano sperimentare. Nasce da un’idea dell’azienda Veg of Land, che non è nuova a invenzioni di questo tipo. Nel processo è stata coinvolta anche l’Università di Lund (Svezia), che ha messo a disposizione alcune delle sue professionalità per giungere a una bevanda che avesse tutte le carte in regola per fungere da alternativa ai tanti tipi di latte vegetale in commercio e al latte standard di origine animale. Per inciso, Veg of Land mette a disposizione ben tre tipologie di latte di patate: originale, “barista”, “unsweetened”. L’originale è la versione standard, mentre il barista si distingue per la cremosità e può essere paragonato a una sorta di latte intero.
L’unsweetened è invece privo di zuccheri aggiunti. Di cosa sa il latte di patate? Beh, non sconvolgerà nessuno sapere che questo tipo di latte ricorda le patate, e nello specifico le patate crude. Si avverte dunque un po’ di amido, ma la sua presenza risulta gradevole. Inoltre, il sapore del latte di patate è abbastanza delicato e piacevole. Da cosa è composto il latte di patate? Ovviamente il celebre tubero rappresenta la componente più abbondante. Troviamo però molto olio di colza, fibre vegetali (prevalentemente di cicoria) e proteine aggiunte, come quelle dei piselli. Per quanto concerne gli zuccheri, troviamo il fruttosio e il saccarosio. Non mancano però gli aromi naturali e alcune vitamine.
Le principali differenze con il latte vaccino
Il latte di patate è senza lattosio ed ha un sapore particolare apprezzabile da chiunque. Ma è anche nutriente? Rispondere a questa domanda significa farsi un’idea della capacità del latte di patate di competere con gli altri tipi di latte, a partire da quello standard. Ebbene, il latte di patate spicca per l’abbondanza di sali minerali, e in particolare di potassio e di magnesio, che sono ben presenti nella patata propriamente detta. Contiene anche il calcio, ma in quantità decisamente inferiore rispetto al normale latte vaccino. Lo stesso di può dire della vitamina D, che nel latte di patate viene aggiunta in maniera artificiale. Non si tratta di un dettaglio di poco conto, infatti la vitamina D è una sostanza fondamentale per il sistema immunitario.
Le differenze con il latte standard si avvertono anche per quanto concerne le altre vitamine. Quello di patate ne contiene alcune del gruppo B, ma meno rispetto alle altre tipologie. In compenso è ricco di vitamina C, una caratteristica che condivide con la materia prima. E per quanto concerne l’apporto calorico? Da questo punto di vista vi sono buone notizie: un etto di latte di patate è un po’ più calorico del latte intero, ma molto meno rispetto alle altre varianti vegetali già in commercio, come quello di mandorla e di cocco. Ad ogni modo, l’apporto calorico del latte di patate si aggira sulle 80 kcal per 100 ml.
Le interessanti proprietà di questo tipo di latte
Il consumo del latte di patate apporta vantaggi rispetto al consumo di altre tipologie di latte, in particolare quello standard e quello vegetale. Il latte di patate contiene sostanze davvero interessanti, che non si trovano negli altri tipi di latte. In ogni caso il suo profilo nutrizionale è buono, sebbene abbastanza ordinario. Questo tipo di latte è una buona risorsa per variare la dieta e per provare qualcosa di nuovo, operando una scelta a favore dell’ambiente. L’impatto della produzione del latte vegetale, infatti, è di gran lunga inferiore rispetto alla produzione del latte standard.
In realtà, si consumano il 75% in meno di risorse idriche e di energia. E’ proprio questo uno dei motivi del successo del latte di patate, per giunta precoce se si considera che è in commercio solo dall’inizio del 2022. Il carattere “sostenibile” di questo interessante prodotto è evidente, prima ancora che tutti gli altri ingredienti, è la patata a richiedere poche risorse per crescere e prosperare. Di certo l’impatto è minore rispetto alla coltivazione delle mandorle e della soia, che danno comunque vita a un eccellente latte vegetale.
Gli usi del latte di patate
Rimane da dirimere un punto, ovvero la versatilità del latte di patate. Molti tipi di latte vegetale, infatti, hanno il difetto di poter essere impiegati solo in alcuni contesti e per alcuni usi. Per esempio il latte di mandorle non è un buon ingrediente da pasticceria, in quanto tende a legare poco con gli altri ingredienti dell’impasto. Ebbene, da questo punto di vista giungono buone notizie, il latte di patate infatti non sarà versatile come il latte tradizionale, ma si difende comunque molto bene.
A tal proposito, si segnalano delle importanti differenze tra una varietà e l’altra. L’originale, per esempio, è adatto principalmente al consumo a crudo, ossia come una bevanda normale. Il “barista”, essendo piuttosto cremoso e dolce, può essere utilizzato per arricchire creme e altre bevande, come il caffè (in un certo senso può sostituire la panna). L’unsweetened, infine, può essere impiegato per la produzione di dolci, in quanto è sostanzialmente privo di zuccheri e quindi non appesantisce gli impasti.
Come preparare il latte di patate in casa?
Il latte di patate è frutto di un procedimento particolare, che ha richiesto parecchi studi per la sua messa a punto. Una delle fasi prevede la macinazione delle patate a crudo, mentre una seconda fase consiste in una raffinata emulsione, che vede come protagonisti l’olio di colza e le altre componenti del latte di patate. Replicare questo procedimento in casa è molto difficile, se non impossibile. Tuttavia, è possibile produrre in ambiente domestico una versione alternativa di latte di patate, diversa in termini di sapore ma comunque gradevole.
Un’idea è quella di frullare assieme alcuni aromi, come la vaniglia, le mandorle tritate e il miele (o un qualsiasi altro dolcificante) insieme alle patate bollite e all’acqua di cottura, che deve essere abbondante. In questo modo si ottiene una soluzione abbastanza liquida, da filtrare in un secondo momento. Se necessario è possibile frullare a più riprese, abbondando di nuovo con l’acqua di cottura.
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