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Trippa con i ceci: tradizione a tavola e profumo di casa

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

Ricetta proposta da
Tiziana Colombo

trippa con i ceci cop
Ricette per intolleranti, Cucina Italiana, Cucina regionale
Ricette senza glutine
Ricette senza lattosio
preparazione
Preparazione: 01 ore 00 min
cottura
Cottura: 3 or
dosi
Ingredienti per: 4 persone
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5/5 (3 Recensioni)

La trippa saporita con i ceci, conosciuta anche come “busecca” a Milano, è un autentico tesoro della cucina lombarda e uno dei piatti più emblematici della tradizione culinaria milanese. La sua storia è così radicata nella cultura milanese che i milanesi stessi erano chiamati affettuosamente “buseconi” per via dell’apprezzamento che nutrivano per questo piatto saporito.

Questo piatto, dalle origini antiche e umili, rappresenta una testimonianza della cucina tradizionale italiana. La trippa, un ingrediente economico e nutriente, era un elemento comune nelle tavole dei contadini e faceva parte delle celebrazioni natalizie, specialmente la Notte di Natale, quando i contadini si riunivano nelle stalle dopo la Messa di Mezzanotte per condividere un piatto caldo e riscaldante in festa.

La trippa è stata oggetto di dibattito in molte case quando arrivava in tavola. Le variazioni regionali e locali hanno portato a una vasta gamma di ricette per preparare questo piatto. Tra le versioni più famose, troviamo la trippa alla milanese, la trippa alla romana e la trippa alla fiorentina.

La parola “busecca,” utilizzata per descrivere la trippa a Milano, ha origini interessanti. Deriva dal termine tedesco “butze” (viscere), successivamente adattato in dialetto come “busa” (pancia).

Ricetta trippa con i ceci

Preparazione trippa con i ceci

  • Iniziate mettendo in ammollo i ceci secchi in acqua fredda in una terrina la sera precedente. Assicuratevi che il livello dell’acqua sia almeno il doppio di quello dei ceci.
  • Lavate la trippa sotto il getto dell’acqua corrente e tagliatela a pezzi. Fatela bollire per circa 3 ore in acqua leggermente salata, aggiungendo 2 foglie di alloro e 4 foglie di salvia. Se preferite risparmiare tempo, potete acquistare la trippa già cotta dal macellaio. Una volta cotta, tagliate la trippa a listarelle.
  • Lavate e tritate finemente la cipolla, le carote e il sedano.
  • In una casseruola di terracotta, fate soffriggere le verdure tritate con l’olio extravergine di oliva per circa 15 minuti.
  • Aggiungete la trippa e fatela insaporire per ulteriori 10 minuti.
  • Versate il vino bianco e lasciatelo evaporare completamente.
  • Aggiungete la passata di pomodoro, sale, pepe e 4 mestoli d’acqua. Lasciate bollire a fuoco lento per circa un’ora.
  • Aggiungete i ceci precedentemente ammollati e scolati, insieme a 2 mestoli d’acqua. Continuate a cuocere per un’altra ora. Alla fine, la trippa dovrebbe risultare morbida e i ceci teneri e ben cotti.
  • Trasferite il tutto in una zuppiera e portate in tavola. Servite la trippa ben calda e preparatevi ad essere applauditi per questo delizioso piatto!

Buon appetito!

Ingredienti trippa con i ceci

  • 1 kg. di trippa
  • 200 gr. di ceci secchi
  • 1 cipolla
  • 2 carote e 2 gambi di sedano
  • 2 foglie di alloro e 4 foglie di salvia
  • 150 gr.di passata di pomodoro
  • 1 bicchiere di vino bianco secco
  • 5 cucchiai di olio extravergine d’oliva
  • q.b. sale e pepe

Tradizione a tavola con la trippa

Nelle famiglie come la mia, la trippa con i ceci era un piatto da mesi freddi: fuori faceva buio presto e in casa c’era sempre qualcosa che sobbolliva piano. Sulla stufa economica, quella che scaldava cucina e cuore, finiva spesso una pentola di rame con trippa e ceci. Non era “la ricetta veloce”: era la ricetta che ti aspettava, mentre tu facevi altro, e intanto profumava tutta la casa.

Oggi la vita corre, e per fortuna al mercato si trova spesso trippa già pulita e precotta: comoda, pratica, perfetta quando non hai tempo di partire da zero. Se invece ami i piatti “di una volta”, puoi scegliere tagli e consistenze più adatti alle cotture lunghe, così il sugo resta ben legato e la trippa non “scivola via” nel piatto.

Se ti piace la trippa fatta come a Milano, qui trovi anche il collegamento con la trippa alla milanese: stessa anima di cucina povera, stesso calore di piatto condiviso.

In questa versione con i ceci c’è una cosa che adoro: la semplicità. Pochi ingredienti, tempi tranquilli, e alla fine un piatto ricco, cremoso, “da scodella”. È il genere di ricetta che fai una volta e poi ti viene naturale rifarla, perché sa di casa.

E già che ci siamo, parliamo anche di quello che spesso incuriosisce: cos’è davvero la trippa, che differenza c’è col foiolo, perché si dice “non c’è trippa per gatti” e perché la terracotta, con questi intingoli, è una piccola magia. Per chi vuole imparare (o riprendere mano) con le basi, ti lascio anche la Scuola di cucina.

trippa con i ceci ingredienti

Trippa con i ceci: cosa sapere prima di mettersi ai fornelli

In breve. La trippa con i ceci è un piatto da cottura lenta: conta soprattutto il tempo, più che la difficoltà. Di solito si prepara per 4 persone, è adatta ai pranzi invernali e migliora il giorno dopo. Il segreto è far andare piano e tenere il sugo morbido: se asciuga troppo, aggiungi poco brodo caldo alla volta. Ottima anche per chi vuole un piatto sostanzioso senza usare tagli “nobili”.

Perché trippa e ceci stanno così bene insieme

La trippa ha un sapore delicato e una consistenza particolare: non “copre” gli altri ingredienti, anzi li prende volentieri. I ceci, invece, durante la cottura rilasciano cremosità e danno corpo al sugo, senza bisogno di grandi trucchi.

Quando li cucini insieme, succede una cosa bella: la trippa resta morbida e “piena”, mentre i ceci fanno da abbraccio. È un piatto che non ha fretta e non ha bisogno di effetti speciali: basta una base di odori, un buon pomodoro (se lo usi) e pazienza.

Se vuoi un risultato più cremoso, puoi schiacciare una piccola parte dei ceci a fine cottura e rimetterli in pentola: fa subito “cucina di casa”.

Trucchetto da nonna: se il sugo ti sembra “leggero”, aggiungi un mestolino di brodo caldo e fai andare ancora 10–15 minuti. La trippa non ama le corse: ama il tempo.

Ma la trippa cos’è?

La trippa è una parte dello stomaco dei ruminanti (di solito bovini). In cucina si usa perché, con una cottura fatta bene, diventa tenera e piacevole, e si presta a sughi e intingoli.

Oggi spesso la trovi già pulita e precotta: ti fa risparmiare tanto lavoro. Se invece la compri “da trattare”, ricordati che la pulizia è la parte più importante. Poi viene la cottura, che deve essere lunga e tranquilla.

E una nota pratica: è un alimento che va benissimo in un’alimentazione normale, ma come per tutto, conta la quantità e la frequenza. Se hai dubbi legati a situazioni personali, meglio regolarsi con il proprio medico.

Differenza tra trippa e foiolo

Qui si fa spesso confusione, perché “trippa” viene usato come nome generico. Il foiolo (o fogliolo) è invece una parte precisa: l’omaso, uno dei comparti dello stomaco. Si riconosce perché è fatto a “pagine”, come un libro, con tante pieghe.

In molte ricette milanesi, quando si parla di trippa, in realtà si intende spesso proprio il foiolo: è quello che dà quella masticabilità tipica e che regge bene il sugo. Ed è anche uno dei motivi per cui la trippa alla milanese ha una personalità così netta: la materia prima conta davvero.

Se vuoi un piatto “alla milanese” più fedele, chiedi al macellaio il foiolo. Se vuoi una consistenza più morbida e uniforme, valuta altri tagli di trippa già pronti.

trippa al pomodoro con ceci

Trippa con i ceci e trippa alla milanese: lo stesso cuore, due strade

Sono due piatti diversi, ma hanno la stessa storia: cucina concreta, ingredienti popolari, tempi lenti e profumo di casa. La versione con i ceci è più “da scodella”, rotonda e rassicurante, perfetta quando vuoi un piatto unico.

La versione alla milanese, invece, è più legata alla tradizione cittadina: sugo ricco, formaggio a finire, e quella sensazione da trattoria che ti mette subito di buon umore. Se ti piace esplorare, puoi cucinare la trippa in modo simile (base di odori e cottura lunga) e poi decidere alla fine se “portarla” verso i ceci o verso la milanese.

Perché si dice “Non c’è trippa per gatti”

È un modo di dire romano che si usa quando non c’è niente da fare, niente da ottenere: “non se ne parla”. La storia più raccontata lo collega ai primi del ’900 e al Comune di Roma, quando si discutevano spese e tagli di bilancio. La frase è rimasta perché è colorita, chiara, e si capisce al volo.

E poi diciamolo: solo in Italia potevamo usare la trippa per spiegare una situazione senza speranza. Questa sì che è poesia da cucina.

Hai mai provato la cottura nella terracotta?

Con sughi, legumi e cotture lente, la terracotta è una bella alleata: si scalda piano e ti aiuta a tenere una temperatura più stabile. È il tipo di pentola che ti invita a cucinare senza fretta, proprio come si faceva una volta.

Se ne usi una nuova, ricorda due cose semplici: mettila in ammollo in acqua fredda per diverse ore prima del primo uso e non darle shock di temperatura. Poi usa uno spargifiamma, fiamma bassa, e mescola con utensili non metallici se la pentola è smaltata.

Terracotta + ceci: coppia felice. Se il sugo tende ad asciugare, aggiungi un goccio di brodo caldo e continua a cuocere piano. Il risultato viene più morbido e “avvolgente”.

FAQ sulla trippa

Posso usare la trippa già precotta?

Sì, ed è una scelta pratica. In genere serve solo sciacquarla e poi farla insaporire a lungo nel sugo, così prende bene gusto.

Come faccio se i ceci restano duri?

Se usi ceci secchi, serve ammollo lungo e cottura completa prima di unirli al sugo. Se usi ceci già cotti, aggiungili più tardi e lascia che finiscano di cuocere insieme alla trippa.

Il sugo si asciuga troppo: cosa faccio?

Aggiungi poco brodo caldo alla volta e continua a cuocere a fiamma bassa. Evita di “allungare” con acqua fredda.

Si può preparare in anticipo?

Sì: spesso il giorno dopo è ancora più buono. Tienilo in frigo e scaldalo piano, aggiungendo un goccio di brodo se serve.

Meglio rame, acciaio o terracotta?

Vanno bene tutti: rame e terracotta sono perfetti per le cotture lente, l’acciaio è comodo e pratico. Scegli quello che usi più volentieri, l’importante è la fiamma bassa.

Che differenza sento nel piatto se uso il foiolo?

Il foiolo ha una struttura più “a pieghe” e una masticabilità più decisa. Se ti piace la trippa alla milanese, di solito è proprio quella consistenza lì.

Ricette milanesi ne abbiamo? Certo che si!

5/5 (3 Recensioni)
Riproduzione riservata

5 commenti su “Trippa con i ceci: tradizione a tavola e profumo di casa

  • Mar 23 Feb 2021 | Mimmo Dallago ha detto:

    la busecca tradizionale che io sappia è con i fagioli. nel testo della ricetta avete alternato i termini “fagioli” “ceci” creando confusione

    • Mar 23 Feb 2021 | Tiziana Colombo ha detto:

      Salve ha ragione. A casa mia si faceva con i fagioli. Quando sono venuta in Brianza mi hanno insegnato a farla nello stesso modo ma con i ceci.

    • Ven 21 Gen 2022 | Pippo Amato ha detto:

      La ricetta della busecca alla milanese è molto antica, in origine era con i ceci e senza pomodoro, poi, dopo la scoperta delle Americhe si utilizzarono i fagioni e i pomodori che prima non c’erano in Europa, he presero il sopravvento. Si possono definire entrambi trippe alla milanese, una pre-colombiana, l’altra post colombiana.

      • Ven 21 Gen 2022 | Tiziana Colombo ha detto:

        Pippo grazie! E’ sempre piacevole imparare tante nuove cose.

  • Dom 23 Gen 2022 | Pippo Amato ha detto:

    Io le ho appreso questa storia dall’associazione Antica Credenza di Sant’Ambrogio, è una associazione culturale che ripropone le tradizione milanesi. Il modo migliore di comprendere le diverse culture è il cibo, le ricette sono trattati di pace tra popoli.

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