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Panettone di San Biagio: la tradizione del 3 febbraio che fa bene al cuore e alla gola

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

Ricetta proposta da
Tiziana Colombo

panettone di san biagio
Italiana , Ricette per intolleranti
Ricette vegetariane
Ricette senza glutine
Ricette senza lattosio
preparazione
Preparazione: 01 ore 00 min
cottura
Cottura: 01 ore 00 min
dosi
Ingredienti per: 4 persone
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5/5 (1 Recensione)

San Biagio e quella fetta che profuma ancora di Natale

In tante famiglie del Nord Italia, il 3 febbraio ha un sapore preciso: si tira fuori l’ultimo panettone delle feste, lo si mette in tavola e qualcuno dice, con la voce di una nonna o di una mamma: “Fa bene alla gola”. È una tradizione semplice, domestica, fatta di memoria e di piccoli gesti che scaldano più di una stufa accesa.

Non è una cura miracolosa, ovviamente. Però è un rito che rimette insieme le persone, dà valore a un dolce avanzato e trasforma una colazione qualsiasi in un momento speciale. E quando l’inverno è lungo, queste cose contano: perché ci ricordano che prendersi cura di sé è anche rallentare, sedersi, condividere.

Il gesto che conta
Se vuoi portare avanti la tradizione, prepara la tavola con calma e servi una fetta non troppo spessa, meglio tiepida. Il “potere” vero è la cura: quella che si sente nei gesti ripetuti ogni anno.

La cosa bella è che questa usanza si adatta a ogni famiglia: c’è chi la vive come momento di fede, chi come tradizione del quartiere, chi semplicemente come scusa dolcissima per ritrovarsi. E se in casa ci sono intolleranze o esigenze particolari, non si rinuncia a nulla: basta scegliere un panettone senza glutine oppure trasformare quello avanzato in un dolce diverso, per esempio con questi crostini di panettone che risolvono anche quando è un po’ asciutto. Se ti interessa l’origine “milanese-lombarda” del rito, trovi un approfondimento istituzionale scopri di più qui.

Ricetta panettone di San Biagio

Preparazione panettone di San Biagio

  • Scaldate una padella antiaderente e tostate le fette di panettone 1 minuto per lato.
  • Mettete la ricotta in una ciotola e aggiungete miele, scorza d’arancia e succo.
  • Mescolate fino a ottenere una crema liscia e profumata.
  • Spalmate la crema sulle fette ancora tiepide.
  • Completate con spicchi di mandarino e pistacchi tritati.
  • Servite subito.

Ingredienti panettone di San Biagio

  • 8 fette di panettone (spesse 2 cm circa)
  • 250 g di ricotta (anche delattosata)
  • 30 g di miele di eucalipto
  • la scorza di 1 arancia bio
  • 30 g di succo d’arancia
  • 1 mandarino
  • 15 g di pistacchi tritati.

Panettone di San Biagio: perché si mangia e come farlo bene

In breve:
Tempo totale: 10 minuti
Difficoltà: facile
Porzioni: 6–8 fette
Adatta a: tradizione classica, anche senza glutine (se scegli il prodotto giusto) e senza lattosio (con accompagnamenti adatti)
Punti chiave: fetta non troppo spessa, panettone appena tiepido, attenzione alla conservazione, idee anti-spreco se è asciutto

Che cos’è la benedizione della gola

La benedizione della gola è un rito legato a San Biagio, considerato protettore della gola. In molte chiese, il 3 febbraio, si chiede una benedizione specifica come segno di protezione e affidamento, spesso con due candele incrociate avvicinate al collo.

Al di là di come la vivi (fede, tradizione o semplice abitudine di famiglia), è un gesto che parla di attenzione alla persona. È uno di quei momenti in cui ci si ricorda che la salute è anche ascolto, prevenzione e cura quotidiana, non solo “rimedio”.

La storia popolare collegata a San Biagio racconta di un bambino salvato da un corpo estraneo in gola. Da qui nasce l’associazione con i malanni tipici dell’inverno e con quel fastidio che spesso torna proprio tra gennaio e febbraio.

Se in casa ci sono bambini o persone anziane, la regola pratica è una: niente fette dure e secche “per tradizione”. La tradizione deve essere comoda, non una prova di resistenza.

Se la gola è delicata
Scalda la fetta 20–30 secondi o tostala appena. Servila con una bevanda tiepida. Se il panettone è molto asciutto, trasformalo in un dolce al cucchiaio: torna morbido e più facile da gustare.

panettone di san biagio

Perché proprio il panettone

Il panettone è il dolce simbolo del Natale, e proprio per questo “ritorna” a San Biagio: è come se l’inverno si prendesse un ultimo pezzetto di festa, ma in versione più intima, da colazione di casa.

In Lombardia e a Milano questa abitudine è radicatissima: si conserva un panettone avanzato e lo si mangia il 3 febbraio, spesso dopo averlo fatto benedire. Il senso popolare è quello di protezione dai malanni di stagione.

C’è anche una ragione molto concreta: un tempo il cibo non si buttava e far durare un dolce ricco era un segno di rispetto. Oggi questa tradizione ha un valore attualissimo: ci insegna a non sprecare e a dare una seconda vita a quello che abbiamo in dispensa.

Quando lo porti in tavola, il punto non è “credere o non credere”. Il punto è che una fetta condivisa, raccontando un ricordo di famiglia, fa bene davvero: perché ti mette in pace e ti fa sentire a casa.

Come conservare e servire il panettone avanzato

Per fare San Biagio “sereno”, serve un panettone conservato bene. Se è rimasto nel suo sacchetto ben chiuso, in un luogo fresco e asciutto, di solito regge. Se invece è rimasto aperto o ha preso umidità, può seccarsi troppo o rovinarsi prima.

Usa i segnali più semplici: profumo pulito, nessuna traccia di muffa, sapore non rancido. Se qualcosa non ti convince, meglio non rischiare: la tradizione si può fare anche con un’altra preparazione, ma la sicurezza viene prima.

Se è solo asciutto, è quasi un vantaggio: da tostato diventa più profumato e “da dessert”. Basta scaldarlo poco per far tornare fuori aromi e morbidezza, senza inzupparlo e senza renderlo molle.

Un’ultima cosa che cambia tutto: fai fette sottili. È più elegante, più facile da mangiare e lascia quella voglia di “ancora un pezzetto” che rende la colazione felice.

Errore comune
Tagliare fette spesse e servirle secche “perché si è sempre fatto così”. Meglio poco ma buono: fetta sottile, appena tiepida, e la tradizione resta un piacere.

come conservare il panettone

Idee anti-spreco che non sanno di “ripiego”

Il panettone di febbraio ha una super qualità: si presta alle trasformazioni. Se è asciutto, assorbe creme e sciroppi, e diventa perfetto per dolci al cucchiaio e dessert “da ospiti”.

Puoi tostarlo e servirlo con una crema leggera agli agrumi, con frutta fresca o con un cucchiaino di miele. È una soluzione veloce, bella da vedere e adatta anche quando vuoi qualcosa di dolce ma non pesante.

Se hai ospiti, puoi usarlo come base per un dolce scenografico: a fette, a strati, oppure a “crostino” dolce. Sono preparazioni che sembrano elaborate, ma partono da un avanzo e ti fanno fare un figurone.

E soprattutto: queste idee tengono viva la tradizione senza renderla ripetitiva. Perché il bello di San Biagio è anche questo: la stessa storia, ogni anno, ma con una piccola variazione che la rende tua.

Idea velocissima
Taglia il panettone a cubetti, tostalo 2 minuti in padella e usalo come “base” per una coppetta con crema e frutta. È il modo più facile per recuperare anche il panettone più asciutto.

FAQ sul panettone di San Biagio

Si deve per forza benedire il panettone di San Biagio?

No. La benedizione è una parte religiosa della tradizione, ma il senso familiare può vivere anche senza: basta condividere il dolce con intenzione e semplicità.

Perché si dice che il panettone “fa bene alla gola”?

È una credenza popolare legata alla devozione a San Biagio come protettore della gola. Oggi si può leggere come gesto simbolico di protezione e cura, non come rimedio medico.

Il panettone avanzato dopo un mese è ancora buono?

Se è stato conservato nel sacchetto ben chiuso, al fresco e all’asciutto, spesso sì. Se odora di rancido, ha muffe o sapori strani, va eliminato senza esitazioni.

Posso fare la tradizione con un panettone senza glutine?

Certo. La tradizione è il momento condiviso: scegli una versione senza glutine di buona qualità e conservala con cura, poi scaldala leggermente prima di servirla.

Posso preparare i crostini in anticipo?

Puoi preparare la crema anche con un giorno di anticipo e conservarla in frigorifero. I crostini, invece, meglio farli al momento: restano fragranti e più piacevoli.

Qual è l’errore più comune con il panettone di San Biagio?

Servirlo troppo spesso e secco “perché così deve essere”. Meglio una fetta sottile, tiepida e facile da gustare: la tradizione deve essere un conforto, non una fatica.

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