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Quando le cipolle sono buone, una cipollata semplice e profumata basta davvero

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

Ricetta proposta da
Tiziana Colombo

cipollata
Italiana , Ricette per intolleranti
Ricette vegetariane
Ricette senza glutine
Ricette senza lattosio
preparazione
Preparazione: 01 ore 00 min
cottura
Cottura: 01 ore 00 min
dosi
Ingredienti per: 4 persone
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Cipollata: ricetta semplice e profumata

La cipollata è uno di quei piatti che profumano di casa e di tradizione. Preparata con ingredienti poveri ma generosi, racconta la cucina contadina di un tempo. Basta una manciata di cipolle stufate lentamente per ottenere un piatto avvolgente, che sa di convivialità e ricordi familiari. Il suo profumo intenso si sprigiona mentre cuoce e riporta subito al calore di una tavola condivisa.

Ogni famiglia custodisce la propria versione, eppure il cuore resta sempre lo stesso: le cipolle, morbide e dolci, trasformano un piatto semplice in un comfort food senza tempo. Con il pane accanto diventa un pasto completo, ricco di sapore e memoria. Perfetta nelle giornate fredde, scalda lo stomaco e anche l’animo.

Cipollata significa semplicità che sa conquistare. Questo piatto, nato dall’umiltà, oggi si ritrova anche nelle cucine gourmet, dove viene valorizzato con abbinamenti raffinati.

Il bello della cipollata è la sua versatilità: può essere un antipasto rustico, un contorno deciso o persino un piatto unico, accompagnato da pane casereccio. Il suo sapore rotondo si sposa bene con carni bianche, formaggi freschi o piatti vegetariani, rendendola una ricetta da custodire e reinterpretare a seconda delle occasioni.

Un piatto così antico, ma sempre attuale, non conosce mode passeggere. La cipollata è un patrimonio culinario che continua a unire famiglie e tavole, con quel gusto autentico che non stanca mai.

Ricetta cipollata

Preparazione cipollata

Tagliate le cipolle a fettine molto sottili. Sciogliete 15 g di burro in una padella capiente, unite le cipolle, coprite con un coperchio e cuocetele a fuoco dolce per circa 10 minuti. Mescolate spesso per non farle bruciare, poi togliete il coperchio e proseguite la cottura per altri 10 minuti. Aggiungete pochissima acqua se necessario.

Quando le cipolle diventano trasparenti, versate il vino e lasciatelo sfumare. Spolverate con la fecola, insaporite con un pizzico di sale e pepe e amalgamate bene. Unite il brodo e il latte, coprite di nuovo e cuocete a fiamma bassa per circa 30 minuti.

Sbattete le uova con due cucchiai di Parmigiano e aggiungetele alle cipolle fuori dal fuoco, mescolando con cura. Imburrate una teglia da 22-24 cm di diametro, passatela con un po’ di pangrattato e versatevi la cipollata.

Spolverate la superficie con il resto del pangrattato e uno-due cucchiai di Parmigiano, distribuite il burro rimasto a fiocchetti e infornate a 180 °C per circa 20 minuti, finché la superficie diventa dorata. Servite la cipollata calda, accompagnata da pane casereccio o crostini senza glutine.

Ingredienti cipollata

  • 6 cipolle
  • 3 uova
  • 3-4 cucchiai di Parmigiano grattugiato
  • 3 cucchiai di pangrattato senza glutine
  • 2 cucchiaini di fecola di patate
  • 30 g di burro chiarificato
  • 125 ml di latte intero consentito
  • 125 ml di vino bianco
  • 125 ml di brodo vegetale
  • un pizzico di sale e pepe.

Origini popolari e identità della cipollata

La cipollata nasce in case dove il tempo scorreva lento e la dispensa era essenziale. La cipolla, economica e sempre disponibile, diventava il centro di una preparazione appagante. Lunghe cotture dolci, fuoco basso e pochi gesti: così si otteneva un sapore rotondo, capace di riunire la famiglia attorno al tavolo.
Oggi quel profumo racconta ancora la stessa storia di semplicità. Nel tempo la cipollata si è adattata a gusti diversi. In alcune zone resta asciutta e dorata, altrove è più cremosa. Cambiano le teglie, cambiano i forni, resta l’idea di un piatto che dà conforto.
Non serve molto: cipolle affettate sottili, grasso buono, cottura lenta. *La pazienza è l’ingrediente che fa la differenza*. Anche il servizio parla di tradizione. In padella di ghisa fa scena, nella terracotta mantiene il calore. Con il pane vicino diventa un piccolo rito, ideale nelle sere fredde. La cipollata è una ricetta che non stanca, perché conserva memoria e affetto.

Ingredienti chiave e tecnica di cottura della cipollata

Il cuore è la cipolla: bianca per un gusto più delicato, dorata per note più intense, rossa per una dolcezza marcata. Tagliarla fine garantisce una cottura uniforme. In avvio serve un grasso stabile: olio extravergine oppure burro chiarificato. La cottura lenta, con il coperchio, fa rilasciare l’acqua vegetale; poi, senza coperchio, il fondo si concentra e regala toni dorati.

Liquidi come vino, brodo o latte aiutano a legare. Una quota di uova e una leggera spolverata di pangrattato o fecola possono dare struttura se si desidera una versione più compatta. Sale e pepe si aggiungono con misura, magari un pizzico di zucchero per equilibrare l’eventuale nota pungente.

Il passaggio in forno completa la magia: superficie color miele, interno morbido. In teglia bassa si ottiene una crosticina più marcata; in teglia alta prevale la cremosità. La cipollata è buona anche tiepida, quando i sapori si assestano.

Varianti regionali e piccole personalizzazioni

In Umbria si incontra spesso una cipollata con pomodoro, profumata e avvolgente mentre In Sicilia non è raro trovare versioni con uova intere e patate a dadini. In Toscana, invece, si serve vicino a pane raffermo passato in forno, per un gioco di consistenze che conquista.

Le personalizzazioni di casa sono infinite: un filo di aceto di vino alla fine per dare freschezza, erbe come timo o maggiorana per un tocco verde, un poco di peperoncino per chi ama una nota vivace. Qualcuno aggiunge cubetti di formaggio a pasta filata negli ultimi minuti, così da ottenere fili golosi all’assaggio.

La regola resta una: non coprire il gusto della cipolla. Ogni aggiunta deve accompagnare, non dominare. In questo sta l’eleganza della ricetta, capace di restare autentica pur cambiando abito.

cipollata

Diete, intolleranze e adattamenti utili per la cipollata

La cipollata classica è naturalmente senza glutine, a patto di usare pangrattato gluten free se previsto e di scegliere pane adatto per l’accompagnamento. Non contiene lattosio se non si impiega latte o formaggi; in caso di latte, si può optare per bevande consentite che reggono la cottura.

Per chi segue una dieta a basso contenuto di nichel, la cipolla è tra gli alimenti più ricchi di questo metallo: conviene valutare alternative ispirate alla ricetta, sostituendo parte della cipolla con verdure più tollerate (ad esempio zucchine ben stufate o patate a fettine sottili). La texture resta morbida e il risultato è piacevole, pur con un profilo diverso.

Per chi limita i grassi, è possibile ridurre la quota di condimento e usare cottura dolce con un goccio d’acqua in avvio. In ogni caso, conta l’equilibrio: porzioni ragionevoli e un contorno fresco rendono il piatto adatto anche a una tavola di tutti i giorni.

Occasioni d’uso e abbinamenti

Come antipasto rustico la cipollata apre il pasto con carattere; come contorno accompagna carni bianche, arrosti leggeri o formaggi freschi. Con uova strapazzate diventa un secondo veloce, mentre con pane tostato e insalata croccante si trasforma in piatto unico semplice e appagante.

Nel calice, un bianco secco e pulito sostiene il sapore dolce della cipolla senza appesantire: ottimi i vini con buona freschezza e finale asciutto. Se la ricetta include pomodoro o peperoncino, funziona anche un rosato agile.

Per la mise en place, teglia in tavola e cucchiaio di legno: la convivialità è servita. In alternativa, piccole terrine monoporzione danno un tocco curato a cene con ospiti.

Consigli pratici, servizio e anti-spreco

Affettare le cipolle con mandolina o coltello ben affilato accorcia i tempi di cottura. Una presa di sale in avvio aiuta a far uscire l’acqua vegetale. Mescolare spesso, ma senza fretta: il fuoco dolce è la chiave. Se serve, bagnare con poco brodo per mantenere il fondo umido.

La cipollata migliora dopo un breve riposo: prepararla in anticipo e scaldarla al momento del servizio è una buona idea, anche per gestire una cena con più portate. Per il giorno dopo, si può usare come farcia di una focaccia o come base di una torta salata con verdure.

Gli avanzi si conservano in frigo in contenitore chiuso e si riscaldano in forno o padella. Nulla si butta: con un uovo in più e qualche erbetta diventa una frittata morbida, perfetta per un pranzo veloce.

Faq su cipollata

Quali varietà di cipolla posso usare per la cipollata?
Le cipolle di Giarratana e di Acquaviva sono particolarmente indicate: la cipolla di Giarratana è dolce e molto grande, ideale per gratinati o ripieni; la cipolla rossa di Acquaviva delle Fonti è appiattita, delicata e dolce, perfetta anche caramellata . Altre varietà italiane interessanti da usare includono la cipolla rossa di Tropea, dolce e croccante, ottima cruda o in composta; e la cipolla di Suasa, dal sapore dolce e rosato, perfetta da usare in conserve o piatti delicati.

La cipollata è senza glutine?
Sì, la ricetta tradizionale è naturalmente senza glutine. Basta utilizzare pangrattato senza glutine e abbinarla a pane gluten free per chi lo richiede.

La cipollata contiene lattosio?
La versione base può includere latticini. Se usi latte o formaggi, scegli alternative consentite in caso di intolleranza.

Si può fare una cipollata nichel free?
Le cipolle sono tra gli alimenti più ricchi di nichel, quindi non adatte in caso di intolleranza. Si possono sostituire in parte con verdure a basso contenuto di nichel come zucchine o patate per ottenere una versione più tollerabile.

Come si conserva la cipollata?
Si conserva in frigorifero, in contenitore ermetico, per un massimo di due giorni. Riscaldata, risulta ancora più saporita.

Ricette con cipolle ne abbiamo? Certo che si!

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