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Legge sulla celiachia, la svolta dalla Regione Lombardia

legge sulla celiachia

Una legge ad hoc sulla celiachia

Forse ci siamo. Per la prima volta sta per essere approvata una legge ad hoc sulla celiachia. La legge è “solo” regionale e deve ancora superare lo scoglio del voto in consiglio, ma il risultato è già da considerarsi straordinario.

La regione è la Lombardia e la legge prende il nome di Norme per il riconoscimento della rilevanza sociale della celiachia”.

È stata presentata il 16 maggio 2024. Dopo un iter lungo, fatto di audizioni, relazioni, studi e ritocchi, l’8 maggio ha ricevuto l’approvazione dalla Commissione Sostenibilità sociale, casa e Famiglia. Un’approvazione all’unanimità, che fa ben sperare per la fase successiva, ovvero per l’approdo in Consiglio (previsto per il 20 maggio).

Il contenuto della legge sulla celiachia

Ma cosa stabilisce la legge sulla celiachia? E perché è così importante? Tanto per cominciare nasce come uno strumento di tutela versatile e completo per i celiaci. E’ il mezzo attraverso cui le istituzioni intendono semplificare la gestione di una malattia ormai molto diffusa, così diffusa da coinvolgere almeno l’1% della popolazione.

Il primo elemento di rilievo è il finanziamento. La legge stanzia ben un milione di euro in tre anni, una cifra importante considerando il periodo ridotto e il carattere circoscritto degli interventi (una sola malattia in una sola regione).

Un altro elemento significativo è l’istituzione di una cabina di regia, di nomina consiliare, il cui scopo è valutare lo stato dell’arte, analizzare l’efficacia delle iniziative messe in campo e – se necessario – pensarne altre. Insomma uno strumento ulteriore per garantire non solo efficacia, ma anche flessibilità per concepire i cambiamenti in corsa.

Per quanto concerne le iniziative vere e proprie se ne segnalano alcune veramente utili. Su tutte spiccano gli screening pediatrici sovvenzionati dalla Regione. La celiachia si manifesta in tutta la sua violenza nelle età più disparate, ma non è raro che rimanga silente per un po’ di anni. Ecco che la diagnosi precoce, per l’appunto in età pediatrica, permette di ridurre grandemente gli effetti collaterali di una celiachia non gestita.

Corsi e formazione sulla celiachia per il personale medico

Un’altra iniziativa preziosa è l’organizzazione di corsi specialistici per il personale medico (dottori, infermieri etc.). La celiachia non è certo un oggetto del mistero, ma è ovvio che le competenze per gestirla al meglio non siano così diffuse. I corsi, dunque, aiuteranno i professionisti ad aiutare, a rappresenteranno un valido supporto per i celiaci.

La legge obbliga anche alla creazione di strumenti di supporto alle attività di ristorazione e alla mensa, ovviamente finalizzate a creare competenze, best practices e iniziative per la tutela dei celiaci. Questi strumenti potrebbero essere di natura informativa, ma si prevede un approfondimento a riguardo nei prossimi mesi.

Ma la legge è anche ricca di passaggi simbolici. Per esempio quello che assegna alla celiachia lo status di questione di rilevanza sociale.

Le reazioni e il mio commento

Il presidente della Commissione Sostenibilità sociale, casa e famiglia Emanuele Monti, principale sponsor della legge, ha manifestato ai giornali locali la massima soddisfazione per l’ok in commissione: “saremo la prima Regione in Italia ad affrontare in modo strutturato la consapevolezza della celiachia, coinvolgendo tutte le ATS lombarde”.

E nel mio piccolo manifesto soddisfazione anche io. Oggi, ancora di più, sono orgogliosa di essere lombarda e di far parte di una Regione che prima degli altri è stata in grado di strutturare ed efficientare le iniziative contro un problema che – se gestito male – rischia di compromettere il tenore di vita.

Sono consapevole che molto è stato fatto, e che molto c’è ancora da fare. Dal canto mio l’approvazione della legge mi fornisce l’ennesima motivazione per andare avanti con la mia opera di divulgazione.

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