Hojicha: il tè verde giapponese tostato che sa di casa

Un tè “tostato” che profuma di nocciola e scalda l’umore
Se il matcha vi ha sempre incuriosito ma vi sembra “troppo” (troppo erbaceo, troppo intenso, troppo… da rituale), l’hojicha è spesso la porta d’ingresso più facile. È un tè verde giapponese che viene tostato: in tazza diventa ambrato, con un profumo che ricorda pane appena scaldato, frutta secca e caramello.
Nel 2026 lo vediamo spuntare un po’ ovunque perché ha un carattere chiaro, goloso e “da tutti i giorni”. Sta bene nel latte, nei dolci, nelle colazioni fredde estive. E soprattutto: non chiede pose da esperti. Basta una tazza.
Se vi piacciono profumi caldi e spezie gentili, date un’occhiata anche al cardamomo: insieme all’hojicha fa un’accoppiata bellissima. E se in casa avete esigenze particolari, questa guida alle ricette senza glutine e lattosio vi torna utile per scegliere latti e alternative senza pensieri.
Hojicha: cos’è e perché sta piacendo
In breve
• È un tè verde giapponese tostato, dal colore ambrato.
• Ha gusto rotondo: nocciola, pane tostato, cacao leggero.
• Si usa in foglie (infuso) o in polvere (per latte e dolci).
• Perfetto caldo d’inverno e freddo d’estate.
• Sta bene con latte delattosato e bevande vegetali.
Da dove arriva (e cosa lo rende diverso)
L’hojicha nasce in Giappone come idea semplice: tostare il tè per dargli un profumo nuovo e più “scuro”. La tostatura cambia tanto la tazza: il colore vira verso l’ambra e il gusto diventa più morbido e tostato.
Non esiste un solo hojicha “uguale per tutti”. Può partire da foglie diverse (bancha, sencha, kukicha) e il risultato cambia: alcuni sono più leggeri, altri più intensi e quasi “cacao”.
Questa varietà è anche il suo bello: non dovete cercare la perfezione, ma il vostro hojicha. Quello che vi fa venire voglia di un altro sorso.
E poi c’è un dettaglio pratico: l’hojicha non è un tè “da cerimonia”. È nato per essere bevuto con naturalezza, anche in una giornata normale.
Pensatelo come “il cugino tranquillo” del tè verde: meno verde in bocca, più note di forno, nocciola e cacao leggero. È quella tazza che sa di casa e non stanca.
Che sapore ha davvero: a chi piace (e a chi no)
In parole povere: sa di tostato. Se amate il caffè d’orzo, le nocciole, i biscotti al forno, qui vi sentite a casa. Rispetto a molti tè verdi, l’hojicha è meno “verde” in bocca. È uno di quei gusti che non stanca e non chiede zucchero per forza, perché ha già una sua dolcezza naturale di tostatura.
A chi potrebbe non piacere? A chi cerca la freschezza vegetale tipica dei verdi “classici”. L’hojicha è l’altra faccia della medaglia: più caldo, più rotondo.
Un’idea carina è pensarlo come ingrediente: anche se bevuto “liscio” vi sembra troppo tostato, in un latte (anche freddo) cambia subito registro e diventa cremoso.
Caffeina: perché spesso sembra più “gentile”
Quando si parla di tè, la caffeina c’è (non è una tisana). La quantità cambia in base a tipo di tè, dose e tempo di infusione. Per darvi un riferimento pratico, l’Istituto Superiore di Sanità riporta che, in media, i tè verdi stanno su valori più bassi rispetto al tè nero.
L’hojicha, essendo un tè verde tostato, viene spesso percepito come più “morbido” anche come sensazione. Non è una regola matematica, ma è una delle ragioni per cui tante persone lo scelgono nel pomeriggio o dopo cena.
Se siete sensibili alla caffeina, potete giocarvela in modo semplice: usate meno foglie, accorciate i tempi, oppure scegliete hojicha molto tostati e leggeri. E ascoltate il vostro ritmo: quello vale più di qualsiasi teoria.
Per approfondire con una fonte italiana chiara sul tè (composizione, caffeina e consigli), qui c’è una pagina utile dell’ISS: tè: composizione e caffeina.
Aprite il sacchetto: deve profumare di tostato “pulito” (pane, frutta secca), non di bruciato. In tazza il colore è ambrato e il gusto resta rotondo, senza spigoli.
Come usarlo (senza ricetta): idee pratiche per tutto l’anno
L’hojicha in foglie è l’infuso classico. Ma la vera svolta “moderna” è l’hojicha in polvere: si scioglie e dà subito quel colore nocciola bellissimo, perfetto per bevande e creme.
In inverno fa la sua figura in una tazza di latte delattosato o avena: sapore caldo, comfort puro. In estate diventa un jolly freddo: shakerato con ghiaccio, oppure mescolato in yogurt, budini, chia pudding, overnight oats.
Nei dolci è un gusto che sta bene con cose semplici: biscotti, torte da credenza, creme da cucchiaio. E se volete un abbinamento “da adulti”, provate l’idea tostato + agrume (scorza d’arancia) oppure tostato + spezia (cardamomo, cannella).
E se vi piace fare piccoli sciroppi profumati in casa, l’hojicha si sposa bene con note floreali leggere: qui sul sito trovate anche spunti sul sambuco da usare in modo creativo.
Hojicha freddo + latte (delattosato o avena) + ghiaccio: gusto tostato, fresco e cremoso. Se volete, aggiungete un pizzico di cannella o scorza d’arancia per un profumo ancora più “vacanza”.
FAQ sull’hojicha
Hojicha e matcha: sono la stessa cosa?
No: entrambi sono tè verdi giapponesi, ma il matcha è polvere di tè verde non tostato, molto “verde” e intenso. L’hojicha nasce tostato e spesso ha note più calde e rotonde.
Che differenza c’è tra hojicha in foglie e hojicha in polvere?
Le foglie servono per l’infuso. La polvere è comoda per latte, bevande fredde e dolci perché si mescola e dà un gusto più presente.
L’hojicha contiene caffeina?
Sì, come gli altri tè. La quantità dipende da dose e preparazione; in generale i tè verdi stanno su valori più bassi del tè nero.
È adatto a chi è intollerante al lattosio?
Sì: l’hojicha di per sé è tè. Se lo bevete “latte”, basta scegliere latte delattosato o una bevanda vegetale.
È senza glutine?
Il tè puro non contiene glutine. Se usate polveri o mix pronti, controllate sempre etichetta e possibili contaminazioni in produzione.
Come si conserva l’hojicha per mantenerlo buono?
In barattolo ben chiuso, al riparo da luce e odori forti (spezie, caffè). La polvere è più delicata: richiudetela sempre subito e non lasciatela vicino ai fornelli.
Si può bere anche freddo?
Sì, ed è una delle sue versioni più riuscite: gusto tostato, fresco e pulito. Perfetto con latte e ghiaccio, oppure in yogurt e colazioni fredde.
Riproduzione riservataTI POTREBBE INTERESSARE
Il pi dàn: l’uovo centenario cinese
Uovo centenario (pi dàn): storia, gusto e tradizione L'uovo centenario, conosciuto anche come pi dàn, pidan o preserved egg è una delle specialità più affascinanti della cucina cinese. Il suo...
Muscolo di grano, la carne vegetale proteica e...
Muscolo di grano, l’alternativa vegetale ricca di gusto Muscolo di grano è un alimento vegetale nato in Italia come alternativa alla carne. Viene preparato a partire dal glutine di frumento,...
Riso rosso: benefici, proprietà e tradizioni
Riso rosso: proprietà, storia, curiosità e consigli di benessere Riso rosso: un chicco che sorprende per colore, sapore e benefici. Da sempre il riso rosso è sinonimo di alimentazione sana e...



















