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Allergie e intolleranze: Guida completa a sostanze tossiche e allergeni nascosti

sostanze tossiche e allergeni nascosti 2

Oggi parliamo di sostanze tossiche e allergeni nascosti! Chi convive con allergie o intolleranze lo sa bene: la conoscenza è la prima, vera difesa. Spesso, quando pensiamo a una reazione allergica, la nostra mente corre subito al cibo: glutine, lattosio o nichel nel piatto. Ma la verità è molto più complessa. Evitare il contatto con ciò che scatena i sintomi è fondamentale per vivere meglio, ma il “nemico” non è sempre servito a tavola.

I disturbi più comuni — come quegli starnuti improvvisi che non passano, il naso che cola costantemente, il prurito inspiegabile o le emicranie ricorrenti — si possono ridurre drasticamente solo se impariamo a riconoscere e restare lontani dai fattori scatenanti. Il metodo più efficace? La pazienza e l’osservazione. Eliminare un elemento alla volta è l’unico modo per capire se la causa è un ingrediente o qualcosa di molto più subdolo: le sostanze tossiche e allergeni presenti in casa e nei cosmetici.

In questa guida approfondita, esploreremo tutto ciò che si nasconde tra le mura domestiche e nei prodotti che usiamo ogni giorno, per aiutarti a trasformare la tua casa in un vero nido sicuro.

Oltre il piatto: perché le allergie non sono solo alimentari

Le sensibilità possono riguardare praticamente qualsiasi cosa: un materiale, una sostanza chimica volatile, un profumo. In molti casi, si verifica quella che viene chiamata “reattività crociata” o sensibilità multipla. Tutto sembra più semplice quando sappiamo cosa ci fa stare male. Ma a volte, nonostante le precauzioni (come chiudere le finestre per i pollini o spolverare regolarmente), i sintomi si ripresentano.

Questo succede perché la nostra casa ospita sostanze tossiche e allergeni invisibili che agiscono silenziosamente, minando il nostro benessere quotidiano.

La Plastica e il pericolo invisibile del BPA

La plastica è massicciamente utilizzata per la produzione di oggetti che tocchiamo e usiamo ogni minuto. Non è solo una questione ecologica, ma di salute. Molte plastiche contengono sostanze chimiche come gli xenoestrogeni e il BPA (Bisfenolo A).

Queste sostanze sono note come “interferenti endocrini”: il corpo le scambia per ormoni, creando squilibri. Per chi è allergico o ha un sistema immunitario reattivo, l’esposizione costante può provocare o peggiorare asma, febbre da fieno ed eczemi persistenti. L’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) monitora costantemente i rischi legati a queste sostanze, confermando la necessità di prestare attenzione ai materiali a contatto con gli alimenti.

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L’aria di casa: Candele, deodoranti e profumi

Ci piace avere una casa profumata, ma a quale prezzo? Attenzione ai deodoranti per l’ambiente e alle candele profumate (soprattutto quelle in paraffina). Oltre a regalarvi un buon profumo, rilasciano nell’aria Composti Organici Volatili (VOC) che possono provocare mal di testa immediati, nausea e naso che cola.

Lo stesso vale per il profumo personale. Alcune persone sono sensibili alle sostanze chimiche fissative contenute nelle fragranze, reagendo con gonfiori degli occhi, lacrimazione e dermatiti da contatto. Il Ministero della Salute mette spesso in guardia sull’inquinamento indoor come fonte primaria di allergie respiratorie.

Il paradosso del “naturale”: Camomilla e tisane

Questo è un punto che sorprende molti. “Bevo una camomilla per calmarmi”. Attenzione! Se soffrite di allergie ai pollini (in particolare alle Composite o Asteracee come l’ambrosia), la camomilla potrebbe essere la causa dei vostri disturbi e non la soluzione.

Esiste una reattività crociata tra pollini e alcune erbe. La camomilla, l’echinacea e il dente di leone possono comportarsi come veri e propri sostanze tossiche e allergeni per i soggetti sensibili, causando nausea, mal di stomaco e peggioramento dei sintomi respiratori. Naturale non significa sempre innocuo.

La chimica sulla pelle: Sostanze tossiche e allergeni nei cosmetici

Se in casa circolano detergenti e pitture, il pericolo maggiore è spesso quello che ci spalmiamo volontariamente addosso. Leggere l’INCI (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients) è una buona abitudine per gli adulti, ma è un dovere assoluto se i prodotti sono destinati ai bambini.

La pelle è l’organo più esteso del nostro corpo e assorbe gran parte di ciò che le viene applicato, immettendolo nel flusso sanguigno. È bene essere a conoscenza delle conseguenze che l’esposizione quotidiana a certe sostanze chimiche (in salviette, saponi, shampoo, creme) può avere.

Sull’argomento ci sono molti studi controversi. C’è chi sostiene che le quantità nei singoli prodotti siano troppo basse per costituire un pericolo. Tuttavia, nessuno calcola l’effetto cocktail: la somma di piccole dosi di sostanze tossiche e allergeni provenienti da dieci prodotti diversi usati ogni giorno.

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La blacklist definitiva: Sostanze tossiche e allergeni da evitare e perché

Per aiutarvi a navigare nella giungla delle etichette, ho compilato questa lista dettagliata delle sostanze tossiche e allergeni più comuni da evitare. Potete verificare la sicurezza di ogni ingrediente consultando strumenti affidabili come il Biodizionario.

Polietilene / PEG (I falsi amici della pelle)

Avete presente quei piccoli pallini colorati nei prodotti esfolianti o nei dentifrici? Spesso sono realizzati in polietilene. Oltre a essere disastrosi per l’ambiente (sono microplastiche), sono sostanze di sintesi che possono essere contaminate con 1,4-diossano, ritenuto un probabile agente cancerogeno.
L’alternativa sicura: Scegliete scrub con esfolianti naturali come noccioli di albicocca tritati, zucchero o sale.

Parabeni (I conservanti onnipresenti)

I parabeni (Methylparaben, Propylparaben, Butylparaben, ecc.) sono ovunque: make-up, creme idratanti, schiuma da barba, shampoo. Servono a non far andare a male il prodotto. Tuttavia, sono noti interferenti endocrini. Numerosi studi li collegano a squilibri ormonali e problemi riproduttivi.

Sodio lauriletere solfato (SLES) e SLS

È il tensioattivo economico che fa tanta schiuma. Lo troviamo in shampoo, bagnoschiuma, detergenti viso. Il problema? È molto aggressivo, rimuove il film idrolipidico protettivo della pelle causando secchezza e irritazioni. Alcuni studi lo collegano alla comparsa di afte e danni cutanei.
Ancora più grave: durante il processo di etossilazione per produrre lo SLES, si può formare il diossano, un sottoprodotto cancerogeno che non viene dichiarato in etichetta.

BHA e BHT (Antiossidanti sintetici)

Trovati in creme e make-up (ma anche negli alimenti!). Il BHA (Butilidrossianisolo) è classificato come possibile cancerogeno per l’uomo dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro. Interferisce con le funzioni ormonali ed è meglio evitarlo assolutamente.

Triclosan e Triclocarban (La mania dell’antibatterico)

Il triclosan (nei liquidi) e il triclocarban (nei solidi) sono usati nei saponi “che uccidono il 99% dei batteri”. L’uso massiccio di queste sostanze ha creato problemi di resistenza batterica (i batteri diventano più forti) e sono associati ad alterazioni della funzione muscolare e del sistema immunitario.
Il consiglio: Acqua calda e un sapone semplice lavano via i batteri altrettanto bene, senza rischi.

Profumo (Parfum / Fragrance)

Dietro la singola parola “Parfum” possono nascondersi fino a 3.000 sostanze chimiche diverse, protette dal segreto industriale. Molte di queste sono derivati del petrolio e ftalati. Gli effetti nocivi sono di lunga durata: irritano le vie respiratorie, causano allergie cutanee e mal di testa. Nei bambini, l’esposizione prolungata a fragranze sintetiche è correlata allo sviluppo dell’asma.

Glicole propilenico (PG)

Usato per veicolare i principi attivi nella pelle. È la stessa sostanza chimica usata nei liquidi antigelo e nei freni delle auto. Eppure, si trova nelle salviette per neonati. Può causare dermatiti da contatto e orticaria. Attenzione alle sigle: PG, MPG, 1,2-diidrossipropano.

I bambini: i soggetti più a rischio

Perché insisto tanto sui bambini? Perché la loro barriera cutanea è più sottile e il loro sistema di disintossicazione non è ancora maturo. Esporli quotidianamente a sostanze tossiche e allergeni (pensate a quante volte al giorno usiamo una salvietta umidificata sul loro corpo) significa aumentare esponenzialmente il loro carico tossico.

Attenzione particolare al 1,4-diossano nei prodotti per l’infanzia: non è un ingrediente, è un contaminante invisibile. Per evitarlo, bisogna evitare i prodotti che contengono PEG, SLES e polisorbati.

Un lavoro di pazienza che dona serenità

Tutto questo può sembrare spaventoso, ma non deve esserlo. Tutto diventa più semplice quando sappiamo cosa ci fa stare male. La consapevolezza è potere.

Il mio consiglio non è di buttare tutto oggi stesso, ma di iniziare un percorso. Osservare attentamente il proprio corpo, annotare le correlazioni con i sintomi e iniziare a leggere le etichette con occhio critico è un lavoro di pazienza. Eliminate un prodotto alla volta, sostituitelo con uno più sicuro e vedete come cambia il vostro benessere.

Vuoi saperne di più su come gestire le intolleranze in cucina? Non perderti le mie ricette base per intolleranti, pensate per unire gusto e salute.

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8 commenti su “Allergie e intolleranze: Guida completa a sostanze tossiche e allergeni nascosti

  • Ven 11 Giu 2021 | Carlo ha detto:

    Ma esattamente cos’è l’INCI? Dove si possono trovare più informazioni a riguardo?

    • Ven 11 Giu 2021 | Tiziana Colombo ha detto:

      L’INCI (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients) è una denominazione internazionale utilizzata per indicare la lista degli ingredienti presenti all’interno di un prodotto cosmetico. La nomenclatura INCI rappresenta un’utile informazione per la tutela del consumatore, dove gli ingredienti sono riportati in ordine decrescente (dalla concentrazione più alta alla più bassa).

      Se non sei un’esperta di cosmetologia e questa sigla ti spaventa, il primo valido consiglio è quello di scaricare sul tuo smartphone delle applicazioni create per “indagare” in merito alla formulazione di un prodotto. “Biotiful”, per esempio, ti consente di scannerizzare direttamente il codice a barre del cosmetico di tuo interesse, valutandone l’INCI con un voto da 1 a 5. Prova anche la app “È verde?”. Un altro sito molto interessante risulta essere saicosatispalmi.com in quanto dispone di un forum molto frequentato per una consulenza all’acquisto.

      • Ven 11 Giu 2021 | Carlo ha detto:

        Grazie per la sua risposta. Provero’ a cercare queste app cosi da capirci un po’ di più e trovare i prodotti che non contengono queste sostanze.

  • Ven 11 Giu 2021 | Maria ha detto:

    I parabeni è un termine che sento molto ultimamente. Esistono prodotti senza i parabeni? Puo’ darmi qualche consiglio?

    • Ven 11 Giu 2021 | Tiziana Colombo ha detto:

      I parabeni sono veri e propri battericidi e fungicidi, particolarmente potenti che per questo sono in grado di assicurare a molti prodotti una lunga conservazione.

      Quando si parla di parabeni, ci si riferisce a specifici composti chimici che sono da anni molto utilizzati nei cosmetici, nelle creme e nelle tinture e nei prodotti per l’igiene personale come i saponi o gli shampoo. I parabeni vengono impiegati in tutti quei prodotti che dopo la prima apertura vengono messi da parte per un periodo più o meno lungo.

      Quando il sigillo di sicurezza posto sulla confezione viene rotto, all’interno della stessa è altamente probabile che entrino funghi o germi colpevoli di contaminare il prodotto e di rovinarlo. Per questo motivo, per anni, nella cosmesi tutti i prodotti sono stati realizzati con l’aggiunta di parabeni che risultava necessaria alla loro conservazione e, dunque, alla loro efficacia.

      È stato solo dopo un lungo periodo in cui questi elementi chimici sono stati ampiamente utilizzati che un’attenta ricerca da parte di esperti del settore ha evidenziato che i parabeni fossero dannosi e addirittura pericolosi per la salute dell’uomo.

      È stato negli ultimi dieci anni che questi conservanti che si trovavano in moltissimi prodotti cosmetici, nelle creme, nelle tinture, nei dentifrici, nei colliri, nei deodoranti, nei bendaggi adesivi, nei lucidi per le scarpe e in alcuni prodotti per la casa, si sono trovati sul banco d’accusa come elementi dannosi per la salute. La ricerca ha evidenziato un loro coinvolgimento importante negli effetti estrogeno-simili che sono sotto accusa nell’aumento dell’incidenza del carcinoma della mammella.

      Nonostante non esista ancora uno studio esatto e dettagliato sulla correlazione dello sviluppo del cancro al seno e l’uso di prodotti che contengono questi composti chimici, sono molti i Paesi europei che hanno deciso di regolamentare la concentrazione di parabeni autorizzati soprattutto nei prodotti cosmetici. La soglia autorizzata è dello 0.4% per ciascun parabene e dello 0.8% per l’associazione di parabeni differenti.

      In realtà, in alcuni Paesi, nonostante si sia fissata questa soglia percentuale, i parabeni sono stati vietati categoricamente soprattutto in alcun prodotti come quelli per bambini. Inoltre, sono molti i laboratori cosmetici che hanno scelto di procedere con una sostanziale sostituzione dei parabeni nei loro prodotti con altri conservanti.

      Per identificare questi prodotti e rassicurare la clientela, questa scelta viene garantita attraverso la dicitura “paraben free” nelle etichette.

      • Ven 11 Giu 2021 | Maria ha detto:

        Grazie, ho capito che devo inforcare gli occhiali e leggere attentamente le etichette.

  • Ven 11 Giu 2021 | Michele ha detto:

    Buongiorno, le aziende sono obbligate a dichiarare tutti questi conservanti nei loro prodotti?

    • Ven 11 Giu 2021 | Tiziana Colombo ha detto:

      L’INCI (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients) è una denominazione internazionale utilizzata per indicare in etichetta i diversi ingredienti presenti all’interno di un prodotto cosmetico. Viene usata in tutti gli stati membri dell’UE e in molti altri paesi nel mondo, tra i quali gli Stati Uniti, la Russia, il Brasile, il Canada e il Sudafrica.

      Dal 1997 è obbligatorio che ogni cosmetico immesso sul mercato riporti sulla confezione l’elenco degli ingredienti in esso contenuti usando la denominazione INCI.

      L’adozione della lista degli ingredienti dei prodotti cosmetici, da elencare attraverso l’impiego del codice INCI, rappresenta un’utile informazione per la tutela del consumatore. Lo scopo del codice INCI è infatti prioritariamente quello di permettere alle persone portatrici di allergie di identificare facilmente la presenza della sostanza alla quale sono allergiche all’interno del prodotto prima del suo impiego, in qualunque parte d’Europa (e spesso del mondo) si trovino.

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